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INCENDI IN BRASILE: ECCO DI CHI È LA COLPA

E SE LA RESPONSABILITÀ NON FOSSE TUTTA DI BOLSONARO?

PopEconomy XL

La causa principale degli incendi nella Foresta Amazzonica sono i cosiddetti “Quemadas”, incendi appiccati per ottenere nuovi spazi per l’agricoltura. Riassume i punti cruciali della situazione brasiliana la giornalista Irene Soave sul Corriere della Sera: secondo l’Università di Yale, l’80% dei Quemadas lascerebbe spazio a nuovi pascoli mentre il 10/15% a coltivazioni intensive come quelle della soia.

Tutta colpa del presidente brasiliano Jair Bolsonaro? Non esattamente: la deforestazione è un fenomeno in atto dal 1972; negli ultimi 47 anni ci siamo giocati il 20% della Foresta Amazzonica, il più importante polmone verde del pianeta. Nonostante i 44mila soldati inviati da Bolsonaro per contenere l’emergenza, quest’anno in Brasile si registra il 39% in più di incendi rispetto allo scorso anno. C’è da dire però che rispetto all’anno scorso gli incendi sono aumentati del 39% e da quando Bolsonaro è al governo, cioè dal 1° gennaio 2019, la foresta ha perso quasi 3.500 km quadrati. A questo si aggiunga che i controlli della guardia forestale sono aumentati del 20% rispetto allo scorso anno. 

Come abbiamo accennato, però, la responsabilità non è mai di una persona sola, in questo caso dell’attuale presidente del Brasile. Già nel 2015 il fenomeno della deforestazione ha iniziato ad aggravarsi di nuovo e questo sembra dovuto, secondo un report dell’Earth Innovation Institute, a un aumento della domanda di olio di palma, carne e soia. Negli ultimi 9 anni circa 450mila chilometri quadrati di aree deforestate sono state destinate a pascoli di bovini. Ma cosa accadrebbe se la foresta amazzonica scomparisse dalla faccia della Terra? Il prossimo video, realizzato da Atlas Pro ci spiega in breve le gravi conseguenze a cui potremmo andare incontro se non fermassimo per tempo lo sfruttamento di questo prezioso territorio.

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