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Marco Scordo

IL TIP TAP BALLATO SUL "TAP": TRANS ADRIATIC PIPELINEDimenticatevi del Tip Tap, oggi si parla solo di TAP

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Oggi il TAP che va di moda è il Trans Adriatic Pipeline, cioè un gasdotto finanziato da fondi europei che si snoda per 878 chilometri dall’Azerbaijan, attraversa la Grecia e l’Albania, si tuffa nell’Adriatico e riemerge timidamente per otto chilometri a Melendugno nel leccese.

Nello stesso luogo sdradica qualche ulivo secolare, fa arrabbiare le popolazioni locali e fa acchiappare un sacco agli zorro del Movimento 5 stelle, i quali ritenendo il TAP un incrocio fra il mostro di Loch Ness e la morte nera di Star Wars avevano promesso ai propri elettori che il gasdotto cattivo giammai avrebbe varcato gli inviolabili confini del Salento.

 

Il TAP e i sindaci locali

Addirittura erano intervenuti i sindaci locali sul TAP, avevano espresso le loro ordinanze di chiusura, si era mossa la magistratura e formati picchetti ululanti che neanche alla Fiat negli anni ’70.

Si pensa: «Ma tutto questo scompiglio per 8 chilometri di endoscopia nel ventre della Puglia?» Certo, è una questione di principio, no?!

Risultato: il TAP, dopo un’attenta analisi di costi/benefici, si farà. Di Maio dice di essersi accorto in ritardo, cioè dopo essere stato eletto, di una penale di 20 miliardi sul progetto ma in realtà il gasdotto si farà perché il premier Conte l’ha promesso al nuovo amico Trump con il quale passeggiava a braccetto a Washington.

Trump al TAP tiene molto. Vuoi perché così quei bietoloni dei russi non avranno il monopolio dell’energia nel Mediterraneo, vuoi perché ci vuole vendere riserve di Shale Gas avanzate dalle cucine della Casa Bianca.

Ah, la Realpolitik che passa dai fornelletti e dai termosifoni!

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