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IDEE GENIALI PER IL RICICLO DELLA PLASTICA

CBIM DI COREPLA E PLASTICLESS DI LIFEGATE

PopEconomy XL

Corepla e il riciclo della plastica

Nel 2018 è cresciuta la raccolta differenziata d’imballaggi in plastica: in Italia sono 2.731 i comuni attivi nella raccolta con 1.219.000 tonnellate di materiale plastico. I numeri sono importanti ma certamente molto di più si potrebbe fare per contrastare la diffusione e l’inquinamento dovuto alle microplastiche o alle plastiche monouso. Chi è impegnato da molti anni nella raccolta e riciclo della plastica, è Corepla. Ce ne parla Antonello Ciotti: “ Corepla è un consorzio senza scopo di lucro che si occupa di raccogliere e riciclare i rifiuti che vengono dagli imballaggi in plastica. Questi rifiuti, una volta raccolti nel Comune, vengono portati nei CSS, centri di selezione, dove l’ammontare dei rifiuti viene pesato e ne viene vista la qualità. Sulla base di questi due parametri e in base a questo viene premiato il Comune che, su base annua, è stato più virtuoso. La ricompensa ammonta a circa 350 milioni. Nei CSS dal sacco di plastica vengono estratti ben 15 prodotti (nel 2015 erano 5) tra questi le bottiglie e i flaconi. Una volta separati, questi prodotti vengono messi all’asta e acquistati dai riciclatori che ne faranno altri articoli di plastica. Su base media annuale abbiamo superato i 20kg di plastica pro-capite, ecco perché siamo i tra le Nazioni più virtuose. 

Quali sono gli ostacoli al riciclo della plastica? 

  1. Le persone non sempre fanno la raccolta in maniera corretta.
  2. Ogni comune fa la raccolta in un certo modo.
  3. Chiediamo ai cittadini di non appallottolare mai il rifiuto 
  4. Non sempre e non tutti la fanno

Obiettivi da raggiungere?

  1. Per le bottiglie di plastica arrivare al 90% di riciclo.
  2. Fornire al sistema industriale italiano i sistemi adeguati per raggiungere nel 2025 un altro obiettivo: riciclare il 50% di tutta la plastica in circolazione.

Plasticless 

Tra le varie idee e start up per ripulire il mare dalla plastica c’è Plasticless, il progetto realizzato da Lifegate. Servono però nuove pratiche e moderne tecnologie per riciclare il più possibile. Il problema dell’inquinamento della plastica si fa sentire soprattutto in mare: sono gli oceani a fare le spese della plastica dispersa e questo soprattutto perché la fauna e la flora marine vengono letteralmente devastate da buste di plastica e quant’altro. Il progetto Plasticless di Lifegate che ha realizzato e immesso in mare un robot intelligente in grado di raccogliere 500kg di plastica l’anno. Ce ne parla Enea Roveda, Ceo di Lifegate: “Il progetto è stato lanciato a giugno 2018 per la giornata mondiale degli oceani. Abbiamo capito che le isole di plastica negli oceani erano un problema sempre più grande e l’interesse delle persone sull’argomento era crescente quindi abbiamo iniziato una doppia azione: le microplastiche e come contrastare la loro diffusione. Dall’altra parte abbiamo fatto uno scouting internazionale per scegliere la tecnologia migliore da adottare per contrastare la diffusione della plastica. Abbiamo scelto il Cbim, dispositivo che assorbe plastiche e microplastiche nell’acqua marina e abbiamo sviluppato e venduto questo dispositivo. Ogni dispositivo raccoglie fino a mezza tonnellata di plastiche e microplastiche”. Un progetto che guarda non solo ai mari nostrani ma, sempre di più anche agli oceani. Un’idea ambiziosa, sicuramente, ma necessaria se si pensa che entro il 2050 ci sarà più plastica che fauna marina.

Enea Roveda ci parla poi del crescente problema delle plastic soup, le isole di plastica, sempre più presenti nel globo terraqueo. Il Mediterraneo ha grossi problemi con le isole di plastica: se pensiamo che la più grande al mondo è davanti alla California ed è grande quanto la Francia, se ne sta formando una anche in Italia, davanti alla Toscana. Secondo un osservatorio, il tema della plastica è uno dei principali degli italiani: nel 2019 per il 97% degli italiani l’inquinamento della plastica è il problema principale da affrontare. Siamo in 40 porti in Italia anche in Darsena a Milano”. 

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