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Chiara Samorì

IL MONDO DELLO SPETTACOLO CHE GENERA RICCHEZZA

Cinema e teatro alimentano il mondo dello spettacolo e generano anche profitto

Tg Pop

I cinema e i teatri italiani non alimentano solo il mondo dello spettacolo ma generano ricchezza anche sul territorio attraverso lo shopping, i trasporti, gli aperitivi e le cene fuori casa.

In dettaglio, la spesa culturale crea un indotto stimato in 4,7 miliardi di euro all'anno.

È quanto emerge dalla ricerca “Spazi culturali ed eventi di spettacolo: un importante impatto economico” a cura dell’AGIS, di Impresa Cultura Italia – Confcommercio, dell’Università Iulm di Milano e della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

 

Rcerca sull’incremento della domanda di beni e servizi

L’indagine sul mondo dello spettacolo è stata condotta con la collaborazione dell’Istituto Makno e mette in luce come gli eventi culturali attivino processi virtuosi d'incremento della domanda di beni e servizi e siano in grado di dare una spinta allo sviluppo dell’economia locale.

Il 68% degli spettatori intervistati ha dichiarato che l’uscita per il cinema o il teatro diventa occasione per effettuare altre spese. «Ogni volta che andiamo al cinema - ha detto Mario Abis, docente di Statistica, ricerche sociali e di mercato dell'Università Iulm - generiamo qualcosa come 53 euro in media di valore indotto».

Una somma che vale complessivamente 5,3 miliardi di euro di spese aggiuntive in beni e servizi e si traduce sul territorio in 10,8 miliardi di euro di produzione di beni intermedi e 99 mila posti di lavoro.

La ricerca è andata oltre e ha analizzato anche l'impatto generato dai festival. In questo caso, la spesa aggiuntiva pro capite degli spettatori oscilla tra i 65,5 euro e i 200 euro al giorno se lo spettatore è anche turista e pernotta fuori.

Inoltre, il valore aggiunto generato dal turismo legato agli spettacoli è di circa 160 milioni di euro.

 

Il valore socio culturale del mondo dello spettacolo

La crisi del mondo dello spettacolo, di cinema e teatri non ha implicazioni solo culturali ma ha anche un impatto sull'economia locale che, a catena, poi ricade anche sulla vita quotidiana dei cittadini.

«La loro chiusura - ha commentato Gianni Canova, rettore dell'Università IULM - è il primo indizio della crisi di un territorio.

Da lì si arriva alla chiusura del ristorante, della pizzeria, del bar che porta a quella desertificazione totale che ha generato in Francia il disagio fortissimo da cui sono sorti i gilet gialli e che sta desertificando anche il nostro territorio.

Investire sullo spettacolo significa fare un'operazione che lavora per l'economia e per la crescita quantitativa e qualitativa della società civile».

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