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Marco Scordo

LA RIFORMA COPYRIGHT E LA FRECCIA DI ROBIN HOOD

Oggi parliamo di Copyright, la riforma del diritto d’autore passata in Europa a larga maggioranza

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Oggi parliamo di copyright, il controverso diritto d’autore. Con 38 voti a favore, 226 contrari e 39 astensioni, che erano in pausa caffè, è stata approvata dal Parlamento europeo in scioltezza la riforma copyright.

La riforma copyright UE è una scossona di terremoto, un fulmine inceneritore che spingerà i grandi big del web a pagare ai loro autori le riproduzioni di video, articoli, fotografie, finora risucchiate senza permesso dal grande ventre delle piattaforme internet.

La direttiva UE è come la freccia di Robin Hood: restituisce ai poveri, cioè ad autori, artisti, editori, i soldi dello sfruttamento dei loro contenuti pubblicati a consenso zero.

Però, stavolta, quando l’autore, l’artista o l’editore s’incazzerà, non ci sarà più il primo avvocato di Google che alzerà il ditino sogghignando “Seh, bravo sfigato, prova a farmi causa se puoi..”. Perchè quel ditino, l’Unione Europea ora glielo staccherà a morsi.

 

Riforma copyright in cosa consiste

Secondo alcuni, il copyright, che obbliga a citare la fonte e rendere responsabile di tutte le violazioni del diritto d’autore pensabili, impedirà di far circolare il più possibile le stupidaggini in rete.

Nonostante i professionisti delle fake news siano altamente specializzati del copyrigt, sono contenti quasi tutti in Europa, tranne la Lega e le Cinque Stelle che lo considerano un attentato alla democrazia.

Casualmente però la Lega e Cinque Stelle sono al governo. Pare che Salvini e Di Maio siano diffidenti verso l’algoritmo che fa il lavoro sporco di sgamare i pubblicatori fuorilegge.

Ma dato che la suddetta riforma copyright UE ha la lentezza di un pensiero di Juncker, entrerà in vigore non prima del 2021.

C’è sempre tempo per fare cambiare idea a Matteuccio e Gigino o al resto d’Europa.

 

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