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Irene Fassini

HALLOWEEN E LA MORTE! PAURA, MOSTRI E FUNERALI: IL BUSINESS DELL'ALDILÀ

LE CURIOSITÀ SULLA NOTTE PIÙ PAUROSA DELL’ANNO

PopEconomy XL

Party Halloween, una festa speciale

Negli ultimi anni, fare feste di Halloween è diventato più remunerativo del carnevale perché è diventato quasi come un Capodanno: la gente spende di più, anche 100/150 euro per un trucco realizzato su misura, personalizzato. All’inizio di ottobre iniziano le richieste per feste: un evento di Halloween può costare anche 450 euro. Sebbene in molti si lamentino del calo del lavoro dovuto soprattutto a una concorrenza fatta con prezzi più bassi, chi lavora con la qualità ovviamente guadagna di più. Ogni anno, per chi fa questo mestiere con passione e professionalità, il lavoro aumenta almeno del doppio.

Ad Halloween la crisi della zucca italiana

Elisabetta Montesissa, direttore di Terranostra Coldiretti, ci parla della crisi che sta vivendo la zucca italiana negli ultimi anni: “I cambiamenti climatici hanno influenzato la zucca italiana, la cui produzione quest’anno è calata del 10%, per la primavera piovosa e il caldo torrido in estate. L’Italia è il Paese più sicuro in termine di tutela alimentare ma l’esportazione del 5%, pari a 9 milioni di chili, di prodotti importati da Paesi dove non vigono le stesse regole sui pesticidi, come dall’Egitto, dalla Tunisia, dal Portogallo, va a sommarsi ai cibi rischiosi importati nel nostro Paese e mette a repentaglio non solo il Made in Italy ma anche la nostra salute”.

L’estetista che trucca…i morti

Irene Nonnis, giovane tanatoesteta, ci racconta la sua esperienza da truccatrice di morti: “Il mio è un lavoro particolare perché mi occupo di estetica ma anche di conservare la salma. È un lavoro rispettoso perché si tratta di prendersi cura del morto, infatti è un’attività che mi dà molta pace e tranquillità, soprattutto perché svolta in un momento così brutto, nel dolore. Fin da piccola ho avuto tanti lutti e quindi mi sono avvicinata presto alla morte. Da grande dopo aver svolto diversi lavori mi sono diplomata in tanatoestetica e non in tanatoprassi. Questo lavoro si fa per passione e io oggi sono una freelance, vale a dire che mi chiamano sia familiari che ditte di onoranze funebri”.

Intervista a Hossein Rahnama e le “identità prestabili”

Hossein Rahnama, professore al MIT e Founder Flybits ci racconta cosa sta realizzando con i Big Data e col concetto d'Identità collettiva nel Web: “Il mio nome è Hossein Rahnama, vivo nel paradosso tra accademia e imprenditoria. La mia compagnia, Flybits, è molto focalizzata sul costruire contesti e strumenti di engagement per clienti di grandi compagnie. Il focus di Flybits è sulla personalizzazione digitale, ma nel mio mondo accademico mi viene da pensare a quale sia il prossimo step dopo la personalizzazione, come passare da questo internet egocentrico, che è basato sul personalizzare le cose per me, a un internet degli altri, in cui le cose possano diventare più socio centriche. Sto lavorando al Media Lab del MIT intorno a una nozione chiamata “identità prestabili”, una nozione secondo la quale possiamo scambiarci le identità e le competenze. Se venissi da voi e vi chiedessi se posso prendere in prestito la vostra identità per un paio di minuti, probabilmente vi metterei un po’ di paura, ma si tratta del fondamento del mio lavoro dei prossimi anni. Lo scopo è che tutti possano condividere grandi conoscenze e se riusciamo ad utilizzare la scienza dei dati per condividere queste identità tra di noi con lo scopo di creare una intelligenza collettiva, credo che si possa dar vita ad una nuova generazione di internet. Se ad esempio a scopo educativo sto leggendo un documento o un contenuto controverso e voglio vedere diversi punti di vista con lenti diverse per capire cosa la gente può pensare di quel contenuto, ora posso farlo, con una componente che abbiamo creato e che si chiama “la lente”. Pensate a Twitter: se tutti noi seguissimo l’hashtag #tobeahead vedremmo le stesse cose, ma uno dei nostri pattern è una parentesi graffa chiamata “la lente”, per cui se seguissimo la lente {tobeahed} vedremmo tutti cose rilevanti per noi basate sul nostro contesto. Per cui stiamo creando tecnologie che permettano alle persone di vedere il mondo attraverso il punto di vista di altre persone. Diciamo ad esempio: anziché consultarci con Miss Siri della Apple o Mrs. Cortana di Microsoft o Alexa di Amazon ora potrei consultare Bob della contabilità, o George del reparto legale, in modo da poter avere un social network che include questi costrutti sociali e posso attivare questi personaggi sulla mia Siri e fare le domande da parte loro e facendo così ho costruito un network di fiducia che permette a loro di condividere le loro competenze con me e posso sfruttarlo come base di conoscenza”.

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