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IL MODELLO FUJIFILM X-T30

LA MACCHINA CHE METTE A FUOCO I VOLTI

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C’è un algoritmo che organizza i ricordi; abbraccia il tempo e produce capolavori d’immagine che sembrano usciti dalle fotografie di Cartier Bresson, di Capa, del National geographic. L’idea è quella di saper cogliere l’istante giusto, che è da sempre l’abilità fondamentale di ogni fotografo. La nuova Fujifilm XT30 ha questa modalità, custodisce quest’abilità dentro di sé: riconosce le immagini, i ricordi e con i settaggi seleziona la migliore ripresa. Osserva, punta, e ...Click.

Cogliere l’attimo, appunto. Ma l’attimo può anche sintetizzare la realtà di due tipologie di giovani a confronto. La qual cosa, certe volte, può anche stonare. Per esempio, prendete la generazione dei millennials d’oggi e inchiodatela a un gioco da tavolo di altri tempi come il Monopoly. Un gioco dove le banche acquistano appartamenti a prezzi di lucro; Uber ti fa spostare, a pagamento, sulla piantina; e gli speculatori edili speculano su viale dei Giardini (senza finire in prigione). Un’autentica fotografia del reale.

Gran bella cosa, catturare i nostri momenti, intimi o planetari, e poterli condividere: questo rende la nostra esperienza magica. FujiFILM X T30 è sempre connessa al nostro smartphone e consente di condividere in un attimo i nostri scatti più belli, il tutto con pochi passaggi grazie ad un menù progettato per una navigazione chiara e semplice e la condivisione con l’ app gratuita, Fujifilm Camera Remote. Ma, “Connettività”, in fondo, indica anche empatia, capacità di sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda delle emozioni. E, ad ogni emozione, ad ogni atto o sentimento corrisponde una latitudine e una longitudine. Ecco. Ai comportamenti dei venti-trentenni d’oggi corrisponde anche un’identità geografica, che si delinea, se vogliamo, come la fotografia di un piccolo grande popolo.

Scoprire i diversi modi di vivere attraverso le facce è come, diciamolo, scannerizzare la realtà che ci circonda. Ora, l’autoscatto si fa con la macchina fotografica e il selfie con lo smartphone. Giusto per chiarire. Sono due cose molto diverse. Due mondi diversi. E, a proposito di autoscatto, la nuova FujiiFilm XT30 ha una funzionalità eccezionale: è in grado di riconoscere i volti e di metterli perfettamente a fuoco anche quando sono in movimento. I volti sono importanti, descrivono quello che c’è dietro.

E, a proposito di mondi e a proposito di face detection, d'indagine del volto, le facce sono essenziali. Dalle facce puoi scoprire anche la differenza di pensieri e di aspirazioni, per dire, tra l’universo dei millennials e quella dei baby boomers che erano millennials una ventina di anni fa. E lì puoi scoprire l’importanza di una generazione multitasking, vagabonda e poliglotta, ma pure con un curioso concetto di “casa”, di “merito”, di “noia”.

Fate uno sforzo di fantasia. Immaginatevi una serata a lume di candela e l’irresistibile voglia d'immortalare le fantastiche pietanze preparate con tanto amore per il vostro partner: niente paura non ci sarà nessun flash a rovinare l’atmosfera romantica di quei momenti. Immaginatevi anche nel buio di una calda baita di montagna o nel backstage di un concerto avvolto da musica jazz. O, meglio ancora, immaginatevi piazzati davanti a una discussione con poco senso logico, in un salottino incastrato in una piccola stanza con luce, diciamo, non proprio abbagliante. Nessun flash neanche qui. La nuova FujiiFILM XT30 è un portento nel regalarvi scatti bellissimi anche in condizione di scarsa luminosità, non ci credete? Dopo le storie, ecco la sfida. Ora che abbiamo conosciuto meglio questo gioiellino di macchina fotografica, be’, è tempo di una grande sfida a colpi di scatti: i concorrenti sono avvantaggiati entrambi da un potente autofocus e dalla splendida risoluzione video in 4K. La sfida è la ricerca l’uno dell’altro, è come seguire l’ombra dell’anima gemella, tra tramonti da urlo, brughiere immense, gabbiani a cavallo del sestante dei propri sogni.

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