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I FALSI D’AUTORE NELL’ARTE: IL MERCATO DELLE COPIEEcco che i falsi d'autore sono ben accolti quasi quanto gli originali, ce lo dimostrano più casi

Tg Pop

In un’inchiesta del Corriere della Sera, firmata Pierluigi Panza, si è riflettuto sul mercato delle copie. Niente a che vedere con il mercato nero o con le truffe, si è parlato di falsi d’autore nell’arte dichiarati.

Se non ci credete, sappiate che lo scorso 30 gennaio un falso d’autore della leonardesca battaglia di Anghiari è stato battuto da Sotheby’s per 795 mila dollari.

Il mercato intorno a Leonardo Da Vinci è alle stelle. L’esempio più eclatante è Salvator Mundi che fino ad oggi è considerata l’opera più cara della storia. Per la tela attribuita (ma non con certezze) al genio, sono stati sborsati 450 milioni di dollari.

 

Falsi nell’arte e la differenza con il mercato degli originali

Carmen Bambach, del prestigioso Metropolitan Museum of Art afferma che la piccola tavola di Salvator Mundi sembrerebbe più appartenente alla mano di Giovanni Boltraffico che al genio italiano.

La vicenda è controversa. Quello che è certo è che la differenza tra il mercato dei falsi d’autore nell’arte e quello degli originali sembrerebbe essersi drasticamente assottigliata.

Anche il quadro più celebre del genio ha un suo gemello falso ma di grande valore.

Stiamo parlando della Monna Lisa venezuelana, una copia esatta dell’originale anche nelle dimensioni, realizzata nel XVII secolo per 260 anni, appartenuta ad una nobile famiglia pistoiese.

Pochi giorni fa è stata battuta all’asta per un milione e 695 mila dollari e non è una notizia fake come il quadro, è tutto vero.

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