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L’UNIVERSO DEGLI ESPORTS IN ITALIA

OGNI GIORNO LI SEGUONO 350MILA ITALIANI

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Gli eSports in Italia

Secondo il rapporto di AESVI, ogni giorno 350mila italiani seguono giochi di eSports. Sono soprattutto uomini dai 16 ai 40 anni, ma anche la fascia dai 31 ai 41 è molto coinvolta (38%), che per 5 ore alla settimana, in media, si dedicano a questa loro passione. Se consideriamo anche quelli che dicono di seguire un evento di eSports non ogni giorno ma più volte durante la settimana, allora il bacino si allarga fino a raggiungere circa 1.200.000 persone. In Italia i fan degli eSports sono soprattutto nelle regioni del sud e nelle isole con una percentuale del 37%. Il 79% degli eSport fan si dedica questi giochi semplicemente per intrattenimento mentre il 67% lo fa per migliorare le proprie abilità personali vale a dire che probabilmente ambisce a un futuro come giocatore professionista. Questo non deve stupirci: basti pensare che il 62% degli avid fan, vale a dire 223.000 persone, guadagna più di 1.500€ al mese dedicandosi a questa passione.

eSports: cosa preferiscono i fan?

  • L’81% degli eSports fan dichiara di giocare su smartphone.
  • Il 77% gioca invece su console.
  • Il 76% lo fa su computer.
  • Gli eSports fan, in media, possiedono più di due account attivi.
  • Il 45% degli avid fan segue la Call of Duty World League.
  • Il 31% segue le FIFA Global Series.
  • Il 32% segue l’Italian Esports Open di Gran Turismo.

I videogiochi più amati dai fan sono quelli sportivi e MOBA (Multiplayer Online Battle Arena). Poi ci sono gli RTS (Real Time Strategy):

  1. FIFA 
  2. Call of Duty 
  3. League of Legends 

Il fenomeno è talmente imponente che esistono anche scuole, come la Event Horizon School, che trasformano i giocatori appassionati in veri professionisti. La eSports Academy di Event Horizon è dedicata ai giocatori di League of Legends e ha l’obiettivo di migliorare le loro prestazioni in gioco. La scuola è stata fondata nel 2013, attualmente ha 6 sedi in Italia ed è frequentata da 750 studenti. Il metodo didattico utilizzato è unico in Italia, con corsi che durano 30 ore, nei quali i giocatori imparano come lavorare in gruppo e come migliorare le proprie prestazioni.

Milano: capitale degli eSports in Italia

In Italia è Milano la capitale degli eSports. Qui si è svolto il maggior evento eSport mai organizzato nel nostro Paese: le finali di Tom Clancy’s Rainbow Six Pro League. Le finali di questa competizione si sono giocate il 18 e 19 maggio al Palazzo di Ghiaccio a Milano. Le 8 squadre da 4 giocatori l’una si sono sfidate per un montepremi di 275mila euro. A trionfare sono stati i russi del Team Empire.

Matteo “Torok” Bellotti: una vita da pro-gamer

Vivere di eSports si può. C'è chi ci è riuscito, come il pro-gamer Matteo Bellotti, in arte Torok, che racconta la sua esperienza come professionista: “Ho cominciato con altri 4 ragazzi italiani e dopo poco ci siamo trovati in Polonia all’IEM (Intel Extreme Masters) in uno stadio gremito di persone che erano lì solo per vedere noi giocatori professionisti. A oggi la cosa è più organizzata in Italia e io la mia squadra ci muoviamo nelle più alte categorie dove lo stipendio mensile varia dai 2.000 ai 4.000 euro a seconda dell’organizzazione. Ovviamente per svolgere questa attività non basta solo essere buoni giocatori, ma occorre avere anche delle soft skills come la capacità di vivere al di fuori del gioco, del videogame”.

Insomma, quello del pro-gamer è certamente un mestiere duro, un lavoro che richiede una certa preparazione e resistenza fisica. Simone "Akira" Trimarchi, ex pro-gamer e Head of Content Progaming Italia, spiega quale allenamento occorre seguire per continuare a giocare ad alti livelli: “Non è vero che giocare tanto, allenarsi tanto, facilita la vincita perché questo spesso rende automatici certi passaggi e impedisce di riflettere sule cose. C'è un bellissimo documentario che parla di un giocatore coreano che a 24 anni aveva già un principio di artrite; ovviamente dipende dal tipo di gioco". 

GEC: Giochi Elettronici Competitivi

GEC è il più grande network di eSports in Italia. Giorgio Pica, il fondatore, ce ne parla: “Se un giocatore vuole giocare, entrare a farne parte deve entrare a far parte di una squadra. In Italia siamo indietro rispetto a quanto non lo sia la Francia, la Germania o anche la Spagna ma anche da noi questa realtà sta aumentando”. 

Insomma, gli eSports puntano sempre più in alto e hanno addirittura avanzato la candidatura, al momento bocciata, per partecipare alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Chissà se entro Parigi 2024 vedremo pro-gamers seguiti come Usain Bolt nella finale dei 100 metri.

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