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ANCHE I PESCI PIANGONO

IL PROBLEMA DELLA PESCA NEL MAR ADRIATICO

PopEconomy XL

Il documentario

È uscito da pochi giorni vincitore come miglior documentario al Marettimo italianfilmfest 2019. Stiamo parlando del film di Francesco Cabras e Alberto Molinari, “Anche i pesci piangono”. Una pellicola che percorre le coste del mar Adriatico e grazie al contributo di pescatori, ambientalisti, ricercatori e artisti vuole documentarne lo stato di salute devastato da anni di eccessivo sfruttamento che l’hanno ridotto in un cimitero infertile, incapace di fornire la quantità e la qualità del pesce che prima poteva offrire. 

Il problema della pesca in mare Adriatico

Partiamo da un dato molto semplice. Il mar Adriatico vive un paradosso costante: è uno dei bacini più sfruttati al mondo ma anche il mare più pescoso, infatti da queste acque arriva la metà dei prodotti ittici italiani. Analizzando alcuni numeri però si scopre che nel 2016 le barche di pescatori era di poco superiore alle 12mila mentre a inizio secolo erano circa 20mila. Questo vuol dire che l’attività ittica in quest’aera è diminuita drasticamente nel tempo. E perché questo? Pare che l’iper-sfruttamento del mare abbia messo in crisi l’ecosistema decretando una crisi nerissima della pesca in quello che un tempo era il bacino ittico più fertile d’Europa. Il fatto è che c’è in atto un mutamento: l’Adriatico si è come svuotato di pesci, i tonni non trovano da mangiare e i pochi rimasti sono sempre più piccoli.

  • Gli squali e le razze sono diminuiti del 95% negli ultimi cinquant’anni.
  • Le catture di nasello sono calate del 45% soltanto nell’ultimo decennio.
  • Quelle di scampi di oltre il 54%.

Tra il 2007 e il 2015 gli sbarchi di prodotti ittici in Adriatico della flotta di pesca italiana sono calati del 21%, passando da 116.898 a 92.595 tonnellate di pescato. Lo spostamento a oltre tre miglia dalla costa per la pesca a strascico ha azzerato il pescato di polpi. Se prima si pescavano anche 400-500 chilogrammi di prodotti ittici, ora si arriva a qualche decina. Il problema riguarda non solo la salute del mare ma anche la nostra economia. Meno pesce vuol dire meno soldi per il reparto ittico. Solo il nasello costituisce il 7,8% del valore di tutti gli sbarchi ittici in Italia per 64 milioni di euro. Inoltre bisogna considerare che il 75% delle risorse marine viene catturato dal 20% delle grosse navi da pesca industriale, mentre ai piccoli pescatori restano solo le briciole. 

Mare Adriatico: plastica e pesca illegale

A sottolineare questo fenomeno è uno studio intitolato ‘DeFishGear’ concluso alla fine del 2016 e condotto sul bacino dell’Adriatico e dello Ionio da nove enti. Questo mare è tartassato non solo dallo sfruttamento ittico e dalla presenza di plastiche ma anche dalla pesca illegale. Ogni anno in tutto il mondo vengono pescate illegalmente tra 11 e 26 tonnellate di pesce con perdite annuali totali tra i 10 e i 23,5 miliardi di dollari.

Iniziative per salvare il mar Adriatico

  • L’anno scorso c’è stato l’appello per chiedere l’istituzione di Aree di Restrizione alla Pesca (Fisheries Restricted Areas, FRA). In questo modo si è tentato ridurre l’estrazione di risorse ittiche, di mettere severi limiti alla cosiddetta “pesca sostenibile” e d’introdurre delle misure di controllo più severe nella zona. L’Adriatico Meridionale, infatti, ospita, oltre ad un incredibile patrimonio ittico, anche una comunità di coralli bianchi, spugne nelle acque profonde e zooplankton di mare aperto che devono essere tutelati.
  • In ottemperanza di quanto stabilito da Franco Manzato, sottosegretario alle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, per gli anni 2019, 2020 e 2021, da ieri, lunedì 29 luglio, è scattato il fermo biologico per la pesca nel mar Adriatico che resterà in vigore fino al prossimo 27 agosto. Saranno coinvolte soprattutto le aree comprese tra Trieste e Ancona, Mafredonia e Bari. In particolare ciò è stato fatto per proteggere le zone di crescita e riproduzione degli stock di acciughe e sardine.

Tra le altre iniziative adottate:

  1. Una nuova definizione di "piccola pesca costiera", già stabilita a maggio, ma che adesso sancisce in maniera piuttosto definitiva gli strumenti che possono essere utilizzati per compierla. 
  2. Sono stati sciolti nodi burocratici che impedivano la liquidazione di indennità ad armatori che erano in regola.

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