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Francesco Garello

DISTILLEGAL: SPIRITI LIBERI

LA MICRODISTILLERIA CHE RISPETTA IL RITMO LENTO DELLA NATURA

Green

Distillegal

Danilo Rancorati ci parla di Distillegal, microdistilleria che si occupa di ogni aspetto della produzione della frutta rispettando i tempi della natura. Si tratta di una lavorazione lenta, infatti, ci dice Danilo: “Per ogni bottiglia ci vogliono anche tre anni di lavoro e s’impiegano fino a 5.5 kg di frutta”. Si tratta di una lavorazione tutta al naturale, nella quale non si utilizzano prodotti chimici".

Un iter produttivo che è in controtendenza rispetto ai comuni standard utilizzati nella realizzazione di questi prodotti: nella grande distribuzione, il 33% dei prodotti agricoli viene scartato, vale a dire 50 milioni di tonnellate di frutta e verdura. Il 6% della frutta e il 20% dei vegetali sono buttati via per motivi puramente estetici che complessivamente vale 1.000 miliardi di dollari 

Il mercato dei liquori

Secondo i dati del 2018 il mercato degli alcolici crescerà esponenzialmente: nel 2022 le casse da nove litri saranno 28 miliardi, con un aumento di 78,7 miliardi di dollari. Oltre al vino, che incrementerà di 37,8 milioni di casse, cresceranno anche gli spirit, con 6,5 milioni di casse. In questo campo la crescita maggiore è prevista per il whisky, ma molto bene andrà anche il gin e i distillati a base agave

Cala invece il consumo di vodka ma anche il mercato di rum e brandy. La diminuzione delle vendite riguarderà soprattutto i prodotti a basso costo, mentre quelli premium e super premium  continueranno a crescere. 

La situazione in Italia

In Italia, la maggioranza degli acquirenti preferisce consumare i liquori fuori dell’orario pasti. L’82% di coloro che comprano liquori si orienta sugli amari mentre solo il 10% associa il consumo di liquori all’aperitivo, percentuale che sale, anche se solo del 4%, per i millennials. In generale il consumo di alcolici è di 1,2 milioni di ettolitri. 

Il 67% dei consumatori di alcolici preferisce bere nel weekend (il 78% di questi sono millennials). Nella scelta del liquore al primo posto c’è la marca e al secondo il prezzo, mentre solo il 10% degli italiani prende in considerazione la presenza d'ingredienti specifici. 

Al di là dei numeri della spritz economy, per quanto riguarda le modalità d’assunzione degli alcolici il 48% degli italiani li preferisce lisci, il 31% a temperatura ambiente e solo un 21% freddi e con ghiaccio. In Italia si registra un calo nei consumi, infatti il 23% dei consumatori ha dichiarato di aver ridotto negli ultimi 2-3 anni il consumo di liquori dolci fuori casa.

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