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Marco Scordo

DAZI AMARI: MA ALL’ITALIA I DAZI FAREBBERO COSÌ MALE?Servirebbe battere i pugni sul tavolo per avere dazi doganali europei?

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Oggi parliamo di Dazi doganali, ossia, delle tariffe sui beni di importazione.

Trump, dopo aver ripreso la Cina, che sui prodotti americani ci lucrava parecchio, è arrivato alla tregua sui dazi doganali con la Commissione europea.

Il presidente Juncker era già tutto paonazzo all’idea che l’America potesse imporre dazi da 25% sulle nostre auto ed è sbiancato in un sospiro di sollievo.

Perché il vecchio Donald ha deciso: “Niente guerra commerciale, anzi, noi americani aumentiamo l’esportazione di gas liquefatto e soia americana in Europa e voi europei non ci infastidite più sulle tariffe dei jeans e delle noccioline. Così siamo pari, cioè, vediamo chi esporta di più”.

 

I dazi doganali: situazione europea

La domanda ora è: All’Italia i dazi doganali farebbero così male? Dazi subiti sì, dazi imposti ad altri no, affermano i Cinque Stelle, secondo i quali, se imponessimo noi i dazi doganali, ci andrebbe anche bene.

Di Maio, quando parla di dazi, sembra un agrimensore della Louisiana. Afferma: “È molto semplice, noi verifichiamo se ci sono settori esportatori italiani che perdono occupazione. Se sì, andiamo a battere i pugni a Bruxelles per avere dazi europei, imposti in nome e per conto della sovrana Italia in giro per il mondo”.

Il business delle arance, dei trapani da tornitore, delle panciere è al ribasso? Bene, battiamo i pugni per ottenere una stretta delle tariffe sulle arance, trapani e panciere.

Pensate a cosa succederebbe dopo? Domani arriva la Spagna, fa la stessa cosa, poi arriva la Germania, la Grecia, poi la Polonia che dice “E chi sono io, la figlia della serva?”.

Il tavolo dell’Unione Europea sarebbe ammaccato dai pugni.

Trump e la Cina di infastidirebbero e alla fine sarebbero davvero “dazi nostri”.

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