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Irene Fassini

COSA PENSANO I MILLENNIALS DELLE ELEZIONI EUROPEE?

LO ABBIAMO CHIESTO AGLI STUDENTI DELLA IULM

Tg Pop News

Cosa pensano i giovani studenti dei risultati delle ultime Elezioni europee? Siamo andati all’Università Iulm di Milano per raccogliere un po’ di pareri a caldo.

Partiamo però da una premessa necessaria. Abbiamo detto in “differenza tra millennials e generazione z” che i millennials sono cresciuti, diversamente dai loro genitori, in una realtà tendenzialmente multietnica (anche se non in tutti i Paesi) e che questo ha influenzato molto il loro modo di vedere il mondo. I membri della Generazione Y considerano la diversità come un modo per creare unità e arricchire un Paese, non per crearne fratture interne. Ne consegue che, sempre in linea di massima, i millennials sono persone dalla mentalità aperta, che vogliono combattere la crescente disuguaglianza sociale ed economica. Insomma, una generazione progressista che vuole l’inclusione dello straniero, che non riconosce l’idea di confine e che non ha intenzione di lasciare nessuno indietro. Ecco perché molti, tra gli studenti intervistati, hanno parlato di delusione e preoccupazione per la vittoria di un partito che, fino a poco tempo fa, voleva il federalismo delle regioni italiane e che guarda alle istituzioni europee con grande diffidenza.

Gli studenti sperano in una politica europea che si batta per l’unità, i diritti civili e che non abbia paura di abbattere le barriere culturali. Elisa Viaggi, studentessa di 21 anni, spera in un'Europa unita e non rappresentata da una politica incentrata sull’odio. Poi c’è Federica, 20 anni, che vede nella vittoria delle destre un’oscura prospettiva di un periodo storico che sembra riproporsi. Alice, 20 anni, giustifica le scelte del popolo italiano che, secondo lei, ha visto in alcuni partiti la sicurezza che in passato non è riuscita a trovare in altri. Per Edoardo, 21 anni, l’importante sta nel riacquistare la credibilità come governo italiano, indipendentemente dal partito.

In generale, quasi tutti gli intervistati sono d’accordo nello sperare in un’Europa più sensibile ai temi dell’ambiente, più aperta, dove non esistano muri ma si garantisca unità e uguaglianza. Molti dei ragazzi intervistati denunciano poi la difficoltà nell’esercitare il proprio diritto di voto. Dei numerosi fuori sede che studiano all'Università IULM di Milano, non tutti sono potuti tornare a casa per votare e questo ha provocato un’astensione quasi forzata.

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