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Eugenio Facci

LE CONSEGUENZE DELLA BREXIT PER GLI ESPORTATORI

Le navi cargo viaggiano in un mare di incertezza, senza sapere se e come consegnare le merci

Tg Pop

È il caso di informarsi sulle conseguenze della Brexit per gli esportatori e le società di navigazione poichè il tempo è ormai scaduto.

A partire da oggi, infatti, le navi che partono dal Regno Unito per posti lontani, come ad esempio l’Australia, navigheranno letteralmente in un mare di incertezza.

Queste navi, infatti, arriveranno dopo il 29 marzo, giorno della Brexit e non sanno se e come potranno consegnare le merci trasportate.

 

Le conseguenze della Brexit: ecco le previsioni

Facciamo un esempio, per capire meglio le conseguenze della Brexit: il Regno Unito esporta whiskey per 80 milioni di euro all’anno verso la Corea del Sud. Ma le bottiglie che sono in viaggio da oggi, se non arriveranno entro il 29 marzo, potrebbero dover pagare ben il 20% di dazi all’arrivo. Questo ovviamente se il Regno Unito uscirà dall’UE senza nessun accordo.

Non a caso, Sergio Ermotti, l’amministratore delegato di UBS, gigante globale della finanza, aveva detto che il tempo era ormai scaduto per il tema Brexit già nel settembre 2018.

Per le aziende, in altre parole, la vera Brexit non è il 29 marzo ma molto prima. Per le società di navigazione, ad esempio, il tempo è scaduto.

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