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Chiara Samorì

BONUS SOCIALE LUCE E GAS: SCONTO CONTRO POVERTÀ ENERGETICA

In Italia oltre 9 milioni di persone vive la povertà energetica ma il bonus sociale li aiuta

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Riscaldare la casa d’inverno, tenere acceso il frigorifero o usare il gas per cucinare?

Per tanti italiani non è così scontato. Sempre più famiglie si trovano in una situazione di povertà energetica e hanno difficoltà a pagare le bollette di luce e gas.

Un aiuto? Il bonus sociale luce e gas.

Roberto Malaman, direttore Consumatori Arera, ci dice che In Italia si calcola che tre milioni di famiglie siano in condizioni di povertà energetica.

Il bonus sociale luce e gas è stato introdotto quasi 10 anni fa e si tratta di uno sconto sulla bolletta elettrica, del gas oppure anche sul riscaldamento condominiale quando è a gas metano.

Si configura come uno sconto pari a un quarto delle bollette del gas e a un terzo delle bollette elettriche.

Al bonus sociale luce e gas ne hanno diritto le famiglie che hanno un Isee sotto circa gli 8 mila euro oppure le famiglie numerose con un Isee a 20 mila euro.

Il bonus sociale è, insomma, uno sconto in bolletta previsto dal Governo e reso operativo dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) in collaborazione con i Comuni.

 

Bonus sociale luce e gas per chi ha una malattia e non solo

Esiste anche un bonus specifico per gli italiani che hanno una malattia che comporta l’uso di apparecchiature elettromedicali, indipendentemente dal reddito e dalle condizioni economiche

Il bonus luce e gas è un sistema di solidarietà, viene pagato dalle famiglie italiane attraverso un piccolo prelievo in bolletta, meno di un euro all’anno.

I dati ci dicono che nel 2017 circa il 12% degli italiani ha avuto difficoltà a pagare la bolletta della luce ed una buona percentuale non è riuscita a riscaldare adeguatamente la casa.

Due milioni e mezzo di famiglie avrebbero diritto al bonus per elettricità gas o acqua ma solo un terzo lo chiede.

Il bonus sociale ha una validità di 12 mesi. Si richiede al comune di residenza o presso un CAF.

Come evidenziato da Roberto Malaman, a capo della direzione Advocacy consumatori e utenti di Arera, ogni tanto vi accede un numero di famiglie inferiore rispetto a quelle che ne avrebbero diritto: su due milioni solo un terzo lo richiede.

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