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IL DECRETO PER SALVARE CARIGE E TUTELARE I CLIENTI?Il decreto per Carige e le somiglianze con il decreto salvabanche del governo Gentiloni

Tg Pop

Ma davvero un altro decreto salva banche?

Si torna a parlare di banche e si torna a parlare di banche da salvare.

Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha varato un decreto per Carige, l’Istituto di credito genovese, di proprietà della famiglia Malacalza, che a fine dicembre non ha proceduto all’aumento di capitale necessario.

Peraltro Carige ha in pancia pure circa 2 miliardi di crediti deteriorati.

Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha affermato che il decreto serve per tutelare i diritti e gli interessi dei clienti di Carige e consente all’amministrazione straordinaria che si è insediata dal 2 gennaio 2019 di consolidare il patrimonio della banca e di rilanciare le attività.

 

Il decreto per salvare Carige: e il governo che ne pensa?

In una situazione in via di sviluppo, una cosa è certa: il governo di Lega e Movimento Cinque Stelle procede con il salvataggio di una banca così come avevano fatto i governi Renzi e Gentiloni con Monte Dei Paschi con le venete popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Con il decreto arriva la garanzia di Stato sui nuovi bond della banca e sui finanziamenti erogati dalla Banca d’Italia, 320 milioni, e si prevede una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale, pare di 3 miliardi.

Dunque, 3 miliardi di nuove obbligazioni da emettere entro il 30 giugno con durata 7 anni.

In più, dovrebbe esserci un fondo da 2 miliardi per finanziarie le garanzie e la possibile ricapitalizzazione dello Stato (che resta l’extrema ratio).

La polemica politica, però, sfrigola perché il decreto ricalca fedelmente articoli e commi già approvati dal governo Gentiloni per salvare MPS.

Peccato che allora i Cinque Stelle, ora al governo, spararono crudelmente sull’operazione.

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