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Michele Monina

THE SHOOTER - FRANCESCO BACCINI

CANTAUTORE “APOCALITTICO” E INDIPENDENTE

Music

Apocalittico e indipendente, Francesco Baccini suona ovunque, moltissimo. Un cantautore che potremmo definire "autogestito", che non ha né manager, né agenzia. “Ogni concerto che fai è uno spot di te. Ho avuto tanti manager e una volta ero in concerto in Veneto. In genere ti paga l’agenzia con bonifico e, parlando con l’organizzatore e chiestogli dei soldi lui mi ha detto di aver mandato il bonifico all’agenzia e gli scappa detto la cifra che era più del doppio di quello che doveva essere. Da quel momento ho deciso di gestirmi da solo”.

“Adesso mi occupo di cinema e sto realizzando una colonna sonora. Sono un cantautore che parte dalla musica come Pino Daniele o Dalla, quindi lo spazio del cinema è incredibile. Il problema di oggi è cosa suoni: i nonni di oggi erano a Woodstock da giovani mentre i ragazzini si ribellano a loro e non suonano uno strumento ma vanno sul computer per comporre. Io sono cresciuto in un’epoca in cui l’impegno era di moda e la musica commerciale non l’ascoltava nessuno. Le radio libere passavano musica qualitativamente altissima: se fosse stato per Sanremo e Canzonissima noi i Pink Floyd non gli avremmo mai conosciuti. Jannacci e Gaber partecipano a Canzonissima ed erano ultimi”. 

La gente oggi crede che la radio selezioni la musica migliore. Se provate a chiedere una canzone alla radio, vi mettono giù o vi dicono che non è nella linea editoriale. Negli anni ’90 il primo è stato Cecchetto a passare Albertino e Fargetta: è il primo conflitto d’interessi della storia perché si facevano i dischi e se li suonavano”.

“L’artista è considerato un prodotto. Secondo me è uno che se gli va bene fa i soldi ma non è un prodotto”.

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