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Ilaria Brugnotti

ASTON MARTIN: LA PAURA PER LA BREXIT

Smartness

L’Aston Martin si prepara alla Brexit: la casa di Gaydon ha varato un piano d’emergenza per affrontare le conseguenze di un’eventuale uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Per correre ai ripari, la Casa britannica, tanto amata da James Bond, sta perseguendo strategie anti-crisi, fra cui lo stanziamento di 30 milioni di sterline da parte del CdA. L’eventualità di una hard Brexit spaventa l’industria dell’automobile, che da mesi sta preparando le contromosse. Non solo le case automobilistiche britanniche, di cui la maggior parte risponde a gruppi esteri, ma anche le case estere che sul territorio del Regno Unito hanno sempre avuto i propri stabilimenti. In occasione della pubblicazione dei conti del 2018, Aston Martin ha confermato che, dallo scorso novembre sono stati predisposti i piani d’emergenza per non intaccare la produzione e la consegna delle vetture. La Casa britannica registra anche un 2018 in rosso, nonostante la crescita a doppia cifra delle consegne e dei ricavi, saliti del 25%. A gravare sul bilancio i 136 milioni delle spese per la quotazione in Borsa 2 dei 30 milioni di sterline immessi dal CdA sono destinati a garantire i flussi della catena delle forniture, mentre un’altra piccola parte va alla gestione dei magazzini. Uno dei problemi dovuti da un’eventuale uscita dalla UE sarebbe proprio quello delle tempistiche di rifornimento dei componenti. Aston Martin, in accordo con Mercedes-Benz, riceve materiali dalla Germania tramite i camion che ogni giorno attraversano la Manica. Con una politica di confini rigidi e il ripristino dei controlli doganali, questo via vai dall’Europa continentale alla Gran Bretagna subirebbe enormi rallentamenti con conseguenze sulla catena di montaggio. Ritardi nella produzione significherebbero ritardi nelle consegne e conseguenti perdite ingenti. La prima iniziativa per la casa riguarda proprio l’aumento delle scorte in magazzino con forniture più frequenti fino alla deadline per la Brexit. In questo modo Aston Martin si garantirebbe ritmi di produzione costanti per un periodo più lungo. Nonostante nel mese di gennaio sia calata la produzione, la prima suv di Aston è entrata in produzione. La DBX sarà commercializzata, a partire dal 2020, mentre proprio al Salone dell’Auto di Ginevra è stato presentato il primo concept di suv totalmente elettrica.

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