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Elena Maria Ottino

PARTITA IVA: COS'È E COME SI APRE

LA GUIDA COMPLETA PER ORIENTARSI NELL'APERTURA DELLA PARTITA IVA

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Cos'è la partita IVA?

Per capire bene cosa è la partita IVA, è necessario partire dalla definizione di IVA. Quest’acronimo, indica, infatti, “Imposta sul Valore Aggiunto”, nient’altro, quindi, che una tassa che viene addizionata al valore di un bene o un servizio. Questa tassa può variare dal 4% per i beni di prima necessità, al 10% per i servizi turistici, per la ristorazione fino ad arrivare al 22%.

Quando si parla di partita IVA, s'intende quindi un’imposta che viene applicata alle prestazioni fornite da coloro che ne sono in possesso e che possono essere lavoratori autonomi, ma anche aziende. Attraverso la partita IVA, i soggetti sopra indicati dichiarano i propri introiti allo Stato italiano, versando, conseguentemente, i contributi dovuti al fisco. Anche la partita IVA è variabile e cambia a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore o comunque del soggetto coinvolto.

Ma cos’è una partita IVA, dal punto di vista concreto, tangibile?

Si tratta di un numero di 11 cifre che serve per identificare la persona fisica che ne è in possesso. 

  • Le prime 7 cifre indicano la denominazione del titolare.
  • Le 3 cifre seguenti corrispondono a un codice identificativo dell’Ufficio delle Entrate.
  • L’ultimo numero ha una funzione di controllo. 

A cosa serve la partita IVA?

La partita IVA è quindi uno strumento necessario per chiunque, azienda o lavoratore autonomo, voglia operare nella compravendita di beni e servizi rispettando il regime fiscale italiano. Qualunque persona o soggetto che desidera svolgere la propria professione non come dipendente ma come autonomo deve aprire la partita IVA. Tuttavia, a questa regola generale, esistono delle deroghe. Se l’attività compiuta è svolta occasionalmente (vale a dire quando si può parlare di prestazione occasionale), non è necessario aprire la partita IVA. Stesa cosa quando i ricavi lordi all’anno sono sotto i 5.000 mila euro. Lavorare, cioè svolgere un’attività continuativa nel tempo per un medesimo cliente, con partita IVA è quindi fondamentale per emettere fatture. 

Quando è necessario aprire la partita IVA? 

Come accennato in precedenza, possono procedere ad aprirla i lavoratori autonomi con entrate superiori ai 5.000 euro l'anno oppure tutti coloro che svolgono un’attività continuativa, come un’e-commerce o collaborazione con un’impresa, che dura più di 30 giorni. Nel D.P.R. 633/72, all’articolo 5 sancisce che: “Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di persone fisiche ovvero da parte di società semplici o di associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata delle attività stesse.” 

Il carattere di abitualità definisce l’attività svolta come professionale, come lavorativa in quanto tale e non semplicemente come un hobby. Se l’attività è saltuaria, non c’è l’obbligo di apertura di partita IVA. L’unico obbligo è dichiarare tutti redditi nell’apposito modello 730. La domanda sembra ovvia: come si distingue un'attività professionale da una occasionale? Non esistono normative chiare che sanciscano la distinzione tra attività abituale e occasionale, ma, in linea di massima, se ci atteniamo a quanto detto dalla legge Biagi, i parametri individuati sono 2

  1. Prestazione di durata inferiore a 30 giorni.
  2. Importo annuo non superiore ai 5.000 euro.

Se una delle due condizioni non è soddisfatta, allora si parla di attività abituale e quindi soggetta all’IVA. Anche se l’attività non ha prodotto alcun ricavo, ciò che conta per il fisco è che sia stata svolta dall’individuo per produrre reddito.

Partita Iva: il boom del 2019 

Grazie anche al nuovo regime forfettario, solo nei primi 3 mesi del 2019 sono state aperte già 196.000 partite IVA. Stando ai dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia si tratta di un 7.9% in più rispetto al primo trimestre del 2018. Se si considerano solo le partite Iva per persone fisiche, la percentuale aumenta al 14% mentre per il regime agevolato, da gennaio a marzo le adesioni sono state 104.456.

Come aprire una partita IVA?

Partiamo subito dicendo che aprire la partita IVA è semplice e gratuito. Entro e non oltre i 30 giorni dall’inizio della propria attività occorre presentare richiesta all’Agenzia delle Entrate, che darà al richiedente il codice di 11 cifre necessario per identificarlo. 

I moduli per richiedere l’apertura della partita IVA sono 2 e possono essere scaricati gratuitamente dai siti Internet dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia e delle Finanze:

  1. Modello AA9/12, per imprese individuali e lavoratori autonomi, è composto da 4 pagine da compilare inserendo i propri dati fiscali, residenza e la scelta della sede della propria attività.
  2. Modello AA7/10, invece, è rivolto a società, enti e associazioni.

Oltre a procedere con la compilazione di uno dei moduli sopra indicati occorre anche:

  1. Scegliere il regime fiscale adeguato all'attività svolta: Ordinario o Forfettario, ex regime dei minimi.
  2. Scegliere il codice ATECO: è una combinazione di numeri e lettere che identifica il tipo di attività svolta.
  3. Aprire la propria posizione previdenziale all’Inps, necessaria per per pagare i contributi, e all’Inail.
  4. Chi deve registrare una ditta individuale, dovrà anche procedere con l’iscrizione della medesima alla Camera di commercio e successivamente, comunicare al Comune l’avvio della propria attività.

Per l’apertura della Partita Iva di una Ditta Individuale è necessario anche comunicarlo online tramite la procedura denominata “ComUnica”. Per farlo occorre essere in possesso di Firma Digitale (può essere richiesta di persona agli uffici della Camera di commercio di riferimento) e credenziali Telemaco (per inviare pratiche o ricevere credenziali).

Dove aprire la partita IVA?

Come accennato in precedenza, la partita IVA può essere aperta:

  1. Inviare con una raccomandata, con ricevuta di ritorno, all’Agenzia delle Entrate un’unica copia del modulo e una copia di un documento d’identificazione.
  2. Online: questa può essere svolta direttamente dall’interessato o attraverso la mediazione di soggetti incaricati. In questo caso i richiedenti possono presentare il modello accedendo e registrandosi ai servizi Entratel e Fisconline. Per quelli che devono iscriversi al Registro delle Imprese, come accennato prima, devono segire la procedura “Comunica”.  Sarà poi l’ufficio del Registro delle Imprese a trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate e all’INPS. 

Quanto tempo ci vuole per aprire una partita IVA?

In genere i tempi per aprire la partita IVA non vanno oltre le 24 ore. Vale a dire che una volta consegnata la dichiarazione firmata, viene assegnato il numero di partita IVA.

Quanto costa aprire la partita IVA?

Ma non abbiamo detto che aprire la partita IVA è totalmente gratuito? Cerchiamo di fare chiarezza. Non esistono costi iniziali, non si paga denaro per l’avviamento della partita IVA, ma ovviamente ci sono costi di gestione della medesima. Se per aprirla ci si rivolge a un professionista, i costi aumentano. Un commercialista per aprire la partita IVA può chidere fino a 500 euro. In alternativa, per chi non volesse muoversi da solo, può affidarsi al CAF.

Lavoratore autonomo: costo per aprire partita IVA

Per un professionista aprire la partita Iva è gratis, almeno che:

  1. Non sia iscritto ad albi o elenchi.
  2. Non si affidi ad un professionista del settore.

Professionisti iscritti ad una categoria  

Se i liberi professionisti sono iscritti ad una categoria che ha una cassa previdenziale, ad esempio gli gli avvocati, allora il discorso cambia. Devono pagare un minimo di contributi di 2.800 euro all’anno.

Impresa: costo per aprire partita Iva impresa

Per chi dovesse avviare un’attività imprenditoriale l’apertura della partita IVA ha comunque un costo perché:

  1. Anche senza un intermediario, la pratica per l’apertura della partita IVA richiede un esborso di denaro.
  2. Se si dà vita ad una società, ai costi suddetti si aggiungono: quelli per il versamento del capitale sociale, quelli notarili e quelli d’iscrizione alla Camera di commercio

In generale possiamo dire che l’ammontare del “prezzo” per aprire la partita IVA è pari a zero, se parliamo di lavoratori autonomi. Il vero costo sta nella gestione delle pratiche e delle fatture annuale.

Come chiudere la partita IVA?

Com'è stato per l’apertura della partita IVA, anche la chiusura prevede la compilazione di due moduli:

Il secondo passo sarà quello di presentare, entro e non oltre 30 giorni dall’effettiva cessazione dell'attività, una dichiarazione che attesti quanto avvenuto.

Procedendo nella compilazione dei moduli si deve barrare il quadro A e, in esso, la casella 3 nella quale inserire il numero di partita IVA e la data di cessazione dell’attività. La modalità di presentazione dei modelli AA9 o AA7, è la stessa della presentazione di quelli AA9/12 e AA7/10 per l'apertura. 

Il Decreto Legge 193 del 2016 stabilisce che la chiusura di una partite IVA che sia inattiva da almeno tre anni, non prevede l'imposizione di sanzioni.

Quanto costa chiudere la partita IVA?

  • Se la ditta individuale è iscritta al registro delle imprese, il costo per la cancellazione è solo quello di una marca da bollo (17,50 euro), da presentare entro 30 giorni dalla cessazione.
  • Se la ditta non è iscritta al registro delle imprese, non ci saranno spese per chiuderla.

Se, al termine dell’attività, la ditta individuale iscritta al Registro delle Imprese non comunica la cessazione della medesima, l’Agenzia delle Entrate avverte l’individuo dell’apertura di una pratica di cessazione ufficiosa. Se questa viene ignorata dal titolare dell’impresa, viene applicata una sanzione per “omessa dichiarazione”, pari a 172 euro.

Passati 30 giorni, se il contribuente continua a non fornire spiegazioni sul motivo per il quale non ha comunicato la cessazione dell’attività, la sanzione applicata sarà compresa tra 516 e 2.065 euro.

Come si calcola la partita IVA?

Il calcolo della Partita Iva, cioè dal lordo al netto, si fa aggiungendo la percentuale di tasse prevista per il settore al quale appartiene la nostra attività alla tariffa percepita per il servizio erogato. Sul Web sono presenti diversi siti che permettono il calcolo rapido e preciso della partita IVA. Uno su tutti è il sito dell’Agenzia delle Entrate. Attenzione, si consiglia comunque, vista la complessità e la delicatezza della materia, di rivolgersi a un professionista come un commercialista.

Apertura partita IVA Online Gratis

Anche per la procedura telematica, così come per quella offline, si deve scegliere tra il Modulo AA9, per una ditta individuale e quello AA7, per un’attività dove il soggetto non è la persona fisica (imoduli sono scaricabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate).

Apertura partita IVA online per imprese 

Le imprese possono aprire la partita Iva online senza costi, (esclusi quelli sui diritti di segreteria e le imposte di bollo) grazie alla “Comunicazione Unica” del Registro delle Imprese. Successivamente l’azienda che ha effettuato la richiesta, riceverà sulla PEC la conferma di avvenuta iscrizione. Entro 5 giorni sarà la Camera di commercio a comunicare l’avvenuta iscrizione. Anche le imprese, al momento dell’apertura della partita IVA online, ricevono un Codice ATECO, per catalogare il tipo di attività. 

Come chiudere la partita IVA online

Per chiudere la partita IVA online è necessario compilare lo stesso Modello AA9/12 rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso basterà barrare nel Quadro A la terza casella.

Aprire partita IVA a regime forfettario

Si tratta di un regime fiscale agevolato che ha degli aspetti in comune col "vecchio" regime dei minimi. Le facilitazioni da esso previste riguardano le tasse:

  1. 5% per i primi 5 anni di attività (solo nei casi indicati).
  2. 15% in tutti gli altri casi.

Partita iva forfettaria: benefici per chi aderisce 

  1. Nessun obbligo di tenere scritture contabili e registri Iva.
  2. Non soggezione all’Iva e agli studi di settore.
  3. Tassazione al 5% o al 15%.
  4. Niente ritenuta acconto.
  5. Per artigiani e commercianti c'è la riduzione del 35% (facoltativa) dei contributi.

Chi può accedere al regime forfettario?

I titolari di ditta individuale o i liberi professionisti

Non possono aderire:

  • Coloro che controllano una Srl.
  • I membri di società (come Snc o Sas).

Come accedere alla partita iva forfettaria?

Alla luce delle più recenti normative e delle conseguenti modifiche poste al regime forfettario, il requisito principale per accedere ad esso è quello di non superare 65mila euro di ricavi all’anno

Come si aderisce al forfettario?

Semplice: come per l’apertura di ogni altro regime, anche in questo caso l’adesione deve essere comunicata nel momento in cui si presenta la domanda per aprire la partita IVA

Costi partita IVA regime forfettario

Il regime forfettario consente di applicare sul reddito un’unica imposta in sostituzione di quelle ordinariamente previste (addizionali regionali, comunali o Irap). L’aliquota dal 15% scende al 5% per i primi 5 anni  solo per le attività che ne hanno diritto.  Come vedremo nel caso della partita IVA per i giovani o per le startup viene riconosciuta questa aliquota.

Aprire partita IVA giovani

Come funziona la partita IVA agevolata per i giovani?

Per i giovani che decidono di avviare un’attività in proprio è possibile aprire la partita IVA ad un regime fiscale agevolato. Come vedremo analizzando le novità della Legge di Bilancio 2019, questo regime è stato indicato anche come Regime per startup, proprio perché prevede agevolazioni volte a sviluppare e a far crescere l’imprenditoria giovanile.  

Sia gli under 35 che coloro che hanno età superiore possono accedere a questo regime. Potremmo dire, con un gioco di parole, che la partita IVA per i giovani non è solo per i giovani, ma per chiunque sia in possesso di determinati requisiti. Questa forma è volta infatti ad agevolare tutti coloro che iniziano a svolgere un'attività in proprio, non a caso si parla anche di regime forfettario startup. 

I requisiti per accedere alla partita IVA agevolata:

  1. Il contribuente non deve avere esercitato, nei tre anni precedenti, alcuna attività artistica, professionale o d’impresa. Se in questo periodo, che precede l'apertura della partita IVA, si sono fatte prestazioni occasionali con ritenuta del 20%, non c’è nessun problema: è possibile aprire la partita IVA con regime forfettario startup.
  2. Se si prosegue l’attività svolta in precedenza da altro soggetto è possibile aprire la partita IVA agevolata solo a patto che i ricavi, ovviamente aventi tassazione differente, non devono essere superiori a quelli sanciti dalla tabella per il fatturato annuo.

Agevolazioni partita IVA giovani

  1. Per i primi cinque anni, l’imposta sostitutiva passa dal 15% al 5%.
  2. Le semplificazioni in materia di IVA. Nelle fatture emesse dai giovani non ci sarà l’IVA.
  3. Nessuna ritenuta d’acconto. Non si dovrà inserire nessuna ritenuta d’acconto in fattura perché soggetti ad un’unica imposta sui ricavi (pari al 20% dei vostri incassi).
  4. Agevolazione fiscale per artigiani e commercianti.
  5. Esenzione da firma digitale.
  6. Esenzione da fatturazione elettronica.

Attenzione! Si deve rispettare la soglia massima che, a partire da quest'anno, è stata innalzata fino a 65.000 euro, mentre fino al 31 dicembre 2018 la soglia prevista era di 30.000 euro.

Costo apertura partita IVA agevolata

Il costo per aprire la partita IVA per i giovani dipende dall’attività svolta. Se la si vuole aprire per le Categorie Professionali, lo si può fare senza spendere un euro. Inoltre, non è previsto alcun costo fisso annuale e nessun bollo da pagare. L’unico costo può sussistere se ci si affida ad un commercialista. In questo caso la tariffa è all’incirca di 1.000-1.200 euro l’anno.

Come aprire la lartita IVA per i giovani

In generale l’iter è sempre quello: compilare e presentare il Modello AA9/12. Anche qui la scelta del codice ATECO è una tappa imprescindibile. Stesso discorso per chi vuole avviare un’attività ascrivibile alle Categorie dei Commercianti o degli Artigiani. In questo caso la procedura telematica passa dalla Comunicazione Unica (ComUnica).

Partita IVA giovani: le novità della flat tax

Dal 1° gennaio 2019 le novità della flat tax hanno cambiato le carte in tavola per quanto riguarda la partita IVA per i giovani:

  1. Il regime forfettario al 15% è stato esteso a quelli che hanno un volume d'affari che arriva fino ai 65.000 euro e non oltre.
  2. Stabilita anche l'aliquota al 5% che dura per i primi 5 anni di attività di una start up costituita da over 35 e over 55.

La vera differenza sta quindi nel limite di reddito, passato a 65.000 euro

Apertura partita IVA all'estero

Sono molti gli imprenditori che, per sfuggire alla burocrazia o alla tassazione Made in Italy, decidono d'intraprendere un percorso: lavorare in Italia e aprire la partita IVA all’estero. Questo vale soprattutto per i lavoratori del digital il cui business non ha costi fissi di gestione. Questa possibilità potrebbe apparire anche più vantaggiosa dell'apertura di una partita IVA a regime forfettario, i cui vantaggi economici sono limitati.

La libertà di stabilimento sancisce che una partita IVA può essere aperta in qualsiasi Paese UE perché ogni cittadino europeo può registrare la sua attività economica dove preferisce

Le strade sono sostanzialmente due: 

  • Mantenere la residenza in Italia: in questo caso le tasse devono essere versate al fisco italiano.
  • Per chi, invece apre la partita IVA all’estero e trasferisce anche la residenza allora le tasse le paga al fisco del Paese in cui si trova. Per tutti coloro che si trovano in questa condizione, ma che hanno gran parte dei clienti in Italia, qualora il lavoro sia fatto online e i clienti siano disposti a ricevere fatture da un fornitore estero allora non c’è nessun problema. Diverso è se occorre tornare in Italia perché gran pparte dei clienti è qui. In questo caso la legge è chiara: non è possibile soggiornare in Italia per più di 183 giorni l’anno. In questo caso si devono pagare le tasse anche nel nostro Paese. 

Chi decide però di lavorare in Italia con partita IVA straniera deve pagare le tasse sia in Italia che nel Paese dove si è registrata la partita. Si è quindi soggetti a una doppia imposizione. Per capire dov’è la sede fiscale di un’impresa si guarda non solo dove vengono conclusi gran parte dei contratti ma anche dove sono svolti i compiti amministrativi. Se questi vengono svolti in Italia senza dire niente al fisco, si rischia veramente molto. 

Una soluzione potrebbe essere quella di aprire una società estera. Magari una LTD in UK, soggetta ad una tassazione di solo 19% e velocissima da aprire.

Aprire la partita IVA conviene?

Partita IVA sì o partita IVA no? Al di là della scelta professionale che ognuno può fare, ci sono casi in cui è obbligatorio lavorare possedendola:

  1. Quando si lavora più di una volta l’anno, o per una durata superiore ai 30 giorni con lo stesso cliente.
  2. Quando si vuole regolarizzare l’attività e il lavoro con il fisco.

L’ apertura della Partita IVA, soprattutto quella di regime forfettario, è, per i motivi che abbiamo detto, sicuramente la più vantaggiosa. 

I Vantaggi:

  1. È esente da IVA. Le fatture saranno quindi più leggere del 22%. Di conseguenza anche la fattura per il cliente sarà molto più vantaggiosa. 
  2. È esente Ritenuta d’acconto. Chi decide di lavorare con Prestazione Occasionale ha una ritenuta del 20% sugli introiti. Chi invece utilizza la partita IVA nel Regime Forfettario non avrà trattenuta.
  3. Ha le tasse più basse. Lo abbiamo detto: il 5% per i primi 5 anni, che passerà al 15% dal sesto anno in poi. Chi lavora, invece, con la Prestazione Occasionale avrà una tassazione tra il 23% ed il 42%.
  4. Non è necessario inviare gli Studi di Settore né registrare le proprie fatture

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