Canali

ALITALIA E IL COMMISSARISSIMO DELLA RIPARTENZA

Tg Pop News

In ordine di importanza: c’è il commissario Montalbano, c’è il commissario Rex, c’è il commissario Basettoni. Eppoi c’è il commissario Giuseppe Leogrande. Leogrande, avvocato del foro di Bologna, è stato per ben 16 volte commissario di aziende in crisi. E’ commissarissimo. Stavolta gli è toccato Alitalia che, in attesa di trovarsi un amministratore delegato (chissà perché la gente diniega, poi…), l’ha nominato supercommissario unico per l’ennesima “ripartenza”.

Il commissario Leogrande è arrivato sul luogo del delitto per presidiare i 3 miliardi e 350 milioni che, approfittando dei decreti Covid, lo Stato italiano ha ancora, masochisticamente, immesso nei polmoni asmatici della compagnia di bandiera. Un geniale tentativo di nazionalizzarla per l’ennesima volta. Oggi il commissario deve gestire una crisi congenita che “ha qualcosa di funestamente satanico. Satana si annida nei bilanci”, come scrive Gian Antonio Stella evocando la pittoresca definizione che di Alitalia dava l’esorcista Padre Amorth. L’Alitalia nuovamente aiutata dallo Stato subisce lo scioglimento di una cordata mai realizzata Fs, Mef, Atlantia e Delta che avrebbe dovuto acquisirne rotte e rotture, uomini e debiti. L’Alitalia è il carrozzone per cui lo Stato ha speso 12,6 miliardi in 45 anni, compresi i 3 miliardi stanziati dal suddetto mitico decreto “Rilancio”; ha contato 12 presidenti e 4 commissari più un numero indeterminato di cavalieri bianchi che, alla fine della loro avventura amministrativa diventavano neri come la pece. Ad aprile i suoi ricavi sono crollati del 100%. Con le vendite che si sono fermate a 5 milioni a fronte dei 160 dell’anno precedente. E con la gestione del post Covid, tra sanificazione degli spazi, cabine e aree di sosta, e limitazione del numero dei viaggiatori i prezzi dei biglietti aumenteranno spropositatamente; per non dire della concorrenza delle low cost. Il commissario Leogrande, esperto in fallimenti, ha il compito gravoso dell’impresario di pompe funebri dedicato a dirigere il traffico dei parenti mentre prepara una dignitosa sepoltura al de cuius. Soltanto che, in questo caso, il de cuius non vuol saperne di morire. E il sospetto è che si  finisca da un prestito-ponte a sotto un ponte…

QUESTO VIDEO MI FA SENTIRE

Torna su