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ALESSANDRO CURIONI E LA SICUREZZA IN RETE

IL DIALOGO CON LA FIGLIA DA “QUESTA CASA NON È UN HASHTAG”

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Alessandro Curioni, esperto di Cyber Security, si confronta con la figlia Bianca sul tema della sicurezza nella Rete. Il dialogo si sviluppa sulla scorta del libro di Curioni “Questa casa non è un hashtag”.

Bianca: “Non mi ricordo di preciso quando mi hanno dato il primo cellulare. Mi divertiva il fatto di poter contattare i miei amici e genitori quando volevo”.

Alessandro: “Non accettare le caramelle dagli sconosciuti è diventato non accettare l’amicizia dagli sconosciuti. Non aggregarsi ai gruppi violenti o ai bulli si è trasformato in non aggregarsi ai gruppi che fanno violenza verbale”

Bianca: “A me non sono ai state date regole particolari perché i miei genitori mi hanno sempre invogliato al dialogo”

Alessandro: “Non possiamo pensare di privare i ragazzi del loro smartphone che è quello che per noi era il nostro stereo, il nostro telefono, solo che se i nostri figli stanno 9 ore a vedere il loro profilo Instagram allora c’è qualcosa che non va.

Bianca: “Non c’è mai stata necessità di privarmi del mio telefono perché siamo stato in grado di giungere ad accordi taciti. Ci sono state delle mie amiche che, con questi incontri su Instagram si sono fidate un po’ troppo”.

Alessandro: “Noi siamo inconsapevoli dei rischi che stanno dietro un monitor semplicemente perché i nostri 5 sensi non funzionano. Non siamo consapevoli della privacy infatti le norme che fanno adesso non sono solo norme sulla privacy ma sulla tutela dei nostri dati cioè su quello che succede dopo che noi abbiamo rinunciato alla nostra privacy”.

Il rapporto tra i millennials e la cyber security può essere molto complesso e problematico. Questi giovani infatti sono spesso poco interessati a questo problema. I 2/3 degli intervistati utilizza oggi i propri device anche per lavoro, il 32% accede ai social anche mentre lavora e almeno il 42% utilizza la stessa password d'accesso per più siti e applicazioni: infatti non è un caso se il 50% degli intervistati ha subito un’infezione da malware negli ultimi 2 anni.

Il problema della cyber security in Italia è ancora più evidente se si considera che nella classifica Onu del Global Cybersecurity Index l'Italia è solo al 25° posto. Nel nostro Paese sono stati stanziati da qui al 2033 soltanto 500 milioni di euro per contrastare l’attacco di eventuali hacker.

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