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CALA L’AFFLUENZA AL SALONE DEL LIBRO TORINO: ECCO PERCHÈ

IL PADIGLIONE OVAL È TROPPO DISTANTE E TROPPO DISPERSIVO

Tg Pop News

È stata la vera novità di questa 32esima edizione del Salone del Libro di Torino. Si tratta del Padiglione Oval che, con 20,000 mq, è un vero e proprio scrigno che conserva i tesori della grande editoria italiana. Al suo interno, infatti, ci sono gli stand di Mondadori, Einaudi, Newton Compton e Feltrinelli.

Per adesso, i dati sull’affluenza forniti dall’ufficio stampa del Salone sono positivi: le vendite dei biglietti online sono aumentate del 22% rispetto all’edizione passata. Tuttavia, in attesa dei dati definitivi, sembra che al Padiglione Oval l’affluenza sia stata scarsa. Questa almeno la percezione che gli editori hanno avuto. E la ragione di ciò sembra essere riconducibile ad un problema logistico concreto, ossia al fatto di avere uno stand nel Padiglione Oval. In concomitanza con il Padiglione 1, infatti, c’è l’ingresso principale e, nell’area antistante, è presente la metropolitana. “Dal Padiglione 1 – ci spiega Francesco Giubilei, giovane direttore editoriale di Giubilei-Regnani Editore - al Padiglione Oval c’è più di 1 km, quindi un lungo percorso realizzato con un passaggio, neanche molto bello esteticamente, fatto attraverso una serie di gazebo, e questo scoraggia molte persone”.

Insomma, è paradossale che il Padiglione Oval, novità introdotta proprio per risolvere quei problemi logistici (code chilometriche e lunghe attese) derivati dalla grande affluenza di persone, abbia probabilmente disincentivato il flusso dei partecipanti, costretti farsi un vero e proprio “pellegrinaggio” per raggiungere gli stand dei loro editori preferiti.

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