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Sara Ruggeri

DALLE COMUNI AL SOCIAL HOUSING, NUMERI E SFIDE DELL'ABITARE

TUTTE LE SOLUZIONI PIÙ INNOVATIVE PER LE EMERGENZE ABITATIVE

PopEconomy XL

Affitto a canone concordato

In Italia l’accesso alla casa risulta sempre più difficile. Secondo i dati Istat sono ben 14.3 milioni gli italiani per i quali risulta difficoltoso e sono 1.7 milioni coloro che, pagando l’affitto, rischiano di diventare morosi. Come affrontare questa situazione? Ai microfoni di Popeconomy Stefano Chiappelli segretario generale di Sunia milano: “La prima cosa è fare domanda per una soluzione abitativa pubblica o rivolgersi alle agenzie immobiliari. Nella nostra città c’è però una terza via di mezzo perché abbiamo stabilito un accordo per applicare il canone concordato: un affitto inferiore del 20-30% del mercato privato e dura anche 5 anni. Bisogna far sapere che c’è questa possibilità che è un vantaggio sia per inquilino che per proprietario. Dobbiamo aumentare però anche l’offerta degli alloggi pubblici perché all’ultimo bando sono arrivate 23mila domande per solo 1000 alloggi disponibili”.

Coabitare? Ecco cos’è Housing Lab

Ma come sta cambiando il modo di abitare negli ultimi anni? Cosa caratterizza le soluzioni di abitare collaborativo in forte crescita nei grandi centri urbani? Ce ne parla Liat Rogel presidente di Housing Lab: “Negli anni ’30 già in Norvegia c’era già una modalità abitativa collaborativa perché le donne iniziavano a lavorare e questo metodo diventa una soluzione ad esempio per tenere tutti i bambini insieme. In altri anni questa modalità è l’idea della comune che si oppone all’idea borghese della famiglia e qui in comune era anche il denaro. Oggi si è capito che la condivisione rende la nostra vita migliore, lavoriamo in modo più flessibile e abbiamo bisogno della relazione con gli altri”. 

Base Gaia: il primo cohousing autorganizzato

Quella che vi raccontiamo ora è una storia di autogestione, quando la soluzione arriva dal basso. Ascoltiamo le voci degli abitanti di Base Gaia, il primo cohousing autorganizzato dai suoi abitanti, dove gli imprenditori sono le famiglie stesse. Ce ne parla Francesca Minetto, socia e abitante di Base Gaia: “Siamo 10 famiglie, un avvocato ci ha aiutato a stendere uno statuto e abbiamo usufruire anche di un commercialista. Fondamentale il team di architetti che ha dato forma a Base Gaia in un palazzo a 5 piani. Tutti i 10 appartamenti si affacciano sul Parco Lambro”. “Per noi – ci dice Angelo Inzoli – ha voluto dire creare un modello giuridico, una cooperativa edificatrice e dopo abbiamo affrontato un primo grande problema: il cohausing a Milano è una realtà completamente differente”.

Redo Milano: la soluzione del social housing

Le risposte all’emergenza casa arrivano anche dai progetti di social housing: nuovi modelli abitativi che cambiano il modo di vivere la casa e il quartiere offrendo l’accesso ad appartamenti di qualità con prezzi e canoni convenzionati. A marzo 2020 verrà inaugurato Redo Milano il più grande progetto di social housing di Milano con 615 appartamenti di cui 400 in locazione, che contribuirà alla riqualificazione del quartiere Rogoredo Santa Giulia. Un progetto che integra servizi e abitazioni. Per il nuovo Smart District sono stati investiti 70 milioni di euro: 600 appartamenti 1.600 mq di servizi e negozi, 2.200 mq riservati a supermercati, 10.500 mq riservati a spazi verdi, 400 mq di orti urbani a disposizione dei residenti, 2 aree gioco per i bambini, un campo da basket e 500 metri di nuove piste ciclabili. Ce ne parla Ademaro Boccadoro, Fund Manager di Investire SgR: “Oggi a Milano i prezzi delle case sono tronati a livello pre-crisi. Sono sempre di più le persone di fascia media che hanno bisogno di una sistemazione di qualità ma a prezzi calmierati rispetto al mercato. Per accedere a Redo Milano il reddito annuo complessivo deve essere meo di 90mila euro. Gli appartamenti in vendita il prezzo è 2.250 euro al metro quadrato. Stiamo parlando di prezzi competitivi. Valentina Zaro ci parla di Fondazione Housing Sociale: “È l’advisor che segue tutta la fase di progettazione, sviluppo e anche dopo l’inserimento degli inquilini. C‘è poi un Gestore Sociale, una sorta di amministratore illuminato che si occupa degli aspetti tecnici dell’immobile e anche la community. Nei 615 appartamenti ci sono monolocale, bilocali e trilocali sia small che large”.

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