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ECCO LA SF90: LA FERRARI PER LA FORMULA 1 DEL 2019
ECCO LA SF90: LA FERRARI PER LA FORMULA 1 DEL 2019
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La SF90 è la sessantacinquesima monoposto realizzata dalla Ferrari per il campionato del mondo di Formula 1. Il nome rende omaggio ai 90 anni della storia della Scuderia del Cavallino Rampante. La Casa di Maranello ha versato 3.663.222 di dollari per iscriversi al Campionato di Formula 1 del 2019. Ventuno gran premi in totale: si parte da Melbourne, Australia, il prossimo 17 marzo, mentre l’8 settembre sarà la volta di Monza, per il GP d’Italia. I piloti della stagione 2019 sono il tedesco Sebastian Vettel e il monegasco Charles Leclerc, primo pilota della Ferrari Accademy a salire a bordo di una Ferrari ufficiale di F1. La vettura è conforme ai nuovi regolamenti che hanno imposto numerose modifiche, rispetto alle monoposto del 2018. Fra le più evidenti quelle alle ali anteriori e posteriori. L’ala anteriore è più larga e più semplice nei suoi profili aerodinamici, quella posteriore è più larga e alta. Il regolamento 2019 della Formula 1 prevede che il peso della vettura salga da 733 chilogrammi a 743 (+10 kg), mentre la quantità di carburante disponibile per la gara aumenta di cinque kg, da 105 a 110. Inoltre viene stabilito che il peso minimo del pilota con il suo equipaggiamento (incluso il sedile) non deve essere inferiore a ottanta kg. Qualora l’insieme non arrivi agli ottanta kg sarà necessario piazzare della zavorra in posizioni predeterminate nella zona dell’abitacolo. La Power Unit di Formula 1 è formata da sei componenti. Si tratta del motore termico, un V6 da 1,6 litri di cilindrata, cui è collegato un turbocompressore. Ci sono poi due motogeneratori: la MGU-K (Motor Generator Unit Kinetic) e la MGU-H (Motor Generator Unit Heat). La MGU-K deriva direttamente da quel sistema noto con il nome di KERS, che recupera l’energia cinetica in frenata e la accumula nel pacco batterie fino a quattro MJ. La MGU-H invece è il motogeneratore che recupera l’energia termica dal turbo. Un altro degli elementi è il pacco batterie nel quale l’energia recuperata viene accumulata prima di essere impiegata. Il sesto componente è l’elettronica di controllo.

STARTUP AL FEMMINILE: ECCO COSA MANCA
STARTUP AL FEMMINILE: ECCO COSA MANCA
STARTUP AL FEMMINILE: ECCO COSA MANCA

Le startup al femminile in Italia sono solo il 13%. Perché? Hanno più difficoltà a trovare dei finanziatori. Ma le disuguaglianze di genere non si fermano qui: in generale le donne guadagnano il 16% in meno rispetto agli uomini. Secondo quanto raccontato da Alessandra Casarico, docente dell’Università Bocconi, i dati di Unioncamere dicono che le startup al femminile sono circa il 13% del totale. Il dato è in crescita rispetto agli ultimi anni e pone l’Italia al 1° posto fra i paesi europei. Ma il fatturato delle startup femminili rimane molto basso. Il problema delle startup con donne imprenditrici è che rimangono di piccole dimensioni. Una possibile spiegazione è legata al fatto che le donne possono avere maggiori difficoltà di accesso al credito e quindi ai finanziamenti.   Startup al femminile: le disuguaglianze Un’altra disuguaglianza delle startup gestite da donne imprenditrici è il differenziale salariale. Secondo i dati INPS, nel settore privato le donne guadagnano il 16% in meno rispetto agli uomini. Sulla base di un lavoro di ricerca che la docente Alessandra Casarico sta conducendo insieme a Salvatore Lattanzi dell’Università di Cambridge, emerge che le politiche salariali delle imprese spiegano circa il 30% del differenziale salariale di genere. Un terzo è dovuto a minori capacità di contrattare il salario, i due terzi perchè scelgono imprese che in generale pagano di meno. Il gender gap cresce quando le donne arrivano ai vertici. Nella classifica sul gender gap del World economic Forum, l’Italia è al 118° posto in tema di lavoro, vicino a Bosnia, Gambia, Giappone e Cile. Le stime di Goldaman Sachs, relative all’Italia ci dicono che se ci fosse la parità di genere nel mercato del lavoro, il pil italiano aumenterebbe del 22%.

LE AUTO E I MILLENNIAL: COSA SCEGLIE LA GENERAZIONE Y?
LE AUTO E I MILLENNIAL: COSA SCEGLIE LA GENERAZIONE Y?
LE AUTO E I MILLENNIAL: COSA SCEGLIE LA ...

La ricerca realizzata da Bain & Company per Quattroruote, spiega come sta cambiando il rapporto tra i millennial e le auto. Ha innanzitutto fotografato l’identikit dei millennial esaminati, sia da un punto di vista anagrafico, i nati tra il 1984 e il 1995, che geografico, mettendo a paragone la stessa generazione in Italia, Germania e Regno Unito. Un confronto che ha fatto emergere una prima informazione utile: se i millennial tedeschi e inglesi rappresentano rispettivamente il 18 e il 20 per cento dell’intera popolazione, la percentuale italiana non supera il 16. Questi ultimi, a differenza dei coetanei esteri, e di tutte le generazioni precedenti, si sono ritrovati a vivere proprio a cavallo dei loro vent’anni, la pesante crisi economico-finanziaria del Paese e il relativo crollo delle risorse a loro disposizione (tra il 2000 e il 2015 il pil procapite è sceso a -0,4% contro +1,2% in Germania e +1,1% nel Regno Unito, fonte World Bank Data). Di fatto gli attuali trentenni italiani dispongono di un reddito inferiore del -17% rispetto alla generazione precedente alla loro stessa età (generazione di nati tra il 1970 e il 1983, anche detta Generazione X), percentuale che in Germania si riduce al -9% e in Regno Unito, pur registrando un dato positivo, segna un rallentamento passando dal +54% al +6%. Una difficoltà che ha contagiato anche il settore dell’auto per ciò che riguarda lil mondo delle auto: l’Italia registra da un lato il crollo del numero di patenti rilasciate (dal 2001 al 2017 si registra un calo del -25%), dall’altro una forte diminuzione di immatricolazioni di vetture a giovani pari al -50% per la fascia 18-29 anni (fonte Unrae). Il trend accomuna i Paesi esaminati tanto che alla domanda “se li avessi a disposizione, per cosa utilizzeresti i tuoi risparmi” i millennial under 35, sia italiani che tedeschi che inglesi, hanno scelto la risposta “per un’automobile” solo come quinta opzione, dando priorità al conto corrente, alle spese quotidiane, in qualche caso all’acquisto di casa e, solo per gli italiani, alla realizzazione di una vacanza da sogno.   I millennial e la mobilità: un universo disomogeneo Il millennial posticipa quindi l’acquisto dell’auto e l’auto non è più “top-of-mind” dei giovani che preferiscono concentrarsi sul breve termine e rinviare le grandi decisioni. La ricerca chiarisce anche come parlare di millennial possa essere fuorviante, perché non c’è un universo omogeneo. Uno degli elementi di differenziazione è il livello di urbanizzazione: chi infatti vive in città ha un rapporto più freddo, meno emotivo con l’automobile, anche a causa dei costi di gestione più elevati. Più ci si allontana dalle grandi città, più i millennial associano valori positivi alla macchina, a prescindere dal paese di residenza. Conquistare i giovani con un‘automobile richiede quindi un approccio mirato, che personalizzi i contenuti della comunicazione. Un altro dato importante, riguarda l’attitudine alla condivisione e l’attenzione alla convenienza che continua a crescere: il 55% dei millennial è disposto a utilizzare il car sharing se più conveniente o con amici, percentuale che sale al 66% se si guarda le generazioni successive; i millennial ritengono il costo della mobilità oggi più alto del relativo beneficio e pur dichiarandosi a favore delle innovazioni, elettrico in primis, vincolano il loro acquisto ad una politica di incentivi. Sebbene ancora poco conosciuti, i sistemi ADAS sono più̀ noti ai giovani ed in particolare ai giovani italiani: tuttavia la ricerca ha dimostrato che i millennials sono generalmente timorosi nei confronti di una vera e propria guida autonoma. Con una votazione a disposizione da 1 a 5, alla domanda “non ho problemi a fare altro mentre l’auto guida sola” i giovani interpellati da Bain & Company (2.700 rispondenti) hanno votato in media solo 2,5 (2,6 gli inglesi e 2,2 i tedeschi): un dato che fotografa una certa freddezza e forse una carenza di conoscenza sul tema.

SUPER BOWL 2019, IL CAMPIONATO A STELLE E STRISCE CHE FA I NUMERI
SUPER BOWL 2019, IL CAMPIONATO A STELLE E STRISCE CHE FA I NUMERI
SUPER BOWL 2019, IL CAMPIONATO A STELLE E STRISCE CHE ...

Al Mercedes Benz Stadium di Atlanta si è svolta la finale del Super bowl 2019, il Campionato a stelle e strisce di football. In campo New England Patriots (la squadra di Boston) e i Los Angeles Rams. Secondo Forbes, la finale del campionato della National Football League è economicamente la più importante al mondo, anche perché la lega di football americano è la più ricca: ogni squadra vale in media 2,57 miliardi di dollari, con ricavi operativi medi di oltre 100 milioni di dollari per ciascuna franchigia. Ad esempio, i New England Patriots, secondi in classifica, valgono 3,8 miliardi, con ricavi per 593 milioni di dollari. Anche perché i diritti tv complessivi valgono oltre 5 miliardi di dollari.   Super bowl 2019: una complessa operazione di marketing? Negli ultimi anni il Super bowl 2019 è diventato anche una complessa operazione di marketing: l’audience è di 110 milioni di spettatori negli Usa e altri 50 milioni nel resto del mondo; dunque, la corsa ad accaparrarsi gli spot è diventata una lotta al rialzo. Per l’edizione 2018, 30 secondi di pubblicità sono costati poco più di 5 milioni di dollari, quasi raddoppiati rispetto ai 2,7 milioni del 2008. Si stima che tra pre-partita, match e post-partita i ricavi possano ruotare attorno ai 500 milioni di dollari. Uno degli spettacoli nello spettacolo è quello degli spot pubblicitari, contesi a suon di dollari e, soprattutto, verso la fine della partita (quando lo share è più alto) arrivano a costare ben oltre i 5 milioni di dollari. Come ogni anno, anche nell’edizione 2019 della finale del campionato della National Football League, sono state numerose le Case auto presenti all’evento mediatico americano per eccellenza. Da Kia, al Gruppo FCA con i suoi marchi forti sul mercato a stelle e strisce: Jeep, Ram e Dodge. E poi ancora: Hyundai, Toyota, Audi, Mercedes-Benz, Volvo e Jaguar Land Rover.  

FESTIVAL DI SANREMO 2019: CONFLITTI DI INTERESSI, VELENI E POLITICA
FESTIVAL DI SANREMO 2019: CONFLITTI DI INTERESSI, VELENI E POLITICA
FESTIVAL DI SANREMO 2019: CONFLITTI DI INTERESSI, ...

A provocare qualche mal di testa in casa Rai, durante i preparativi del Festival di Sanremo 2019, è il presunto conflitto di interessi del Direttore artistico Baglioni, legato all’agenzia Friends&Partners di Ferdinando Salzano, a sua volta legata a diversi artisti selezionati dallo stesso Baglioni e in molti casi appartenenti alla stessa casa discografica: la Sony. I contratti Rai prevedono una clausola di trasparenza che vieta relazioni (etichette, management, edizioni e booking) tra chi seleziona i cantanti in gara. Regola aggirata? Baglioni fa parte dell’agenzia di promoting F&P, controllata da CTS Eventim per i live, a cui sono riconducibili ben 10 artisti in gara. Sempre a F&P appartengono 4 dei superospiti e 2 dei giudici di Sanremo giovani. La questione, sollevata da Michele Monina su Linkiesta è stata rilanciata da Striscia la notizia.   Festival di Sanremo 2019: pasticci e coincidenze Oltre al management, Baglioni condivide con 7 artisti la casa discografica (Sony), la più rappresentata in gara. Un pasticcio che ha provocato un’interrogazione parlamentare del Senatore grillino Gianluigi Paragone e il quesito alla vigilanza Rai dei deputati di FDI Mollicone e Frassinetti. In più, l’ufficio contratti Rai, che si occupa delle risorse artistiche del Festival di Sanremo 2019,  è gestito da Chiara Galvani, madre di Veronica Corno, che lavora, indovinate un po’, per F&P. La Rai ha replicato che “la caratura artistica e professionale di Baglioni è garanzia di rispetto del principio di trasparenza e di imparzialità nella scelta dei partecipanti” e che F&P non cura il management di nessuno degli artisti presenti a Sanremo, ”ma soltanto gli eventi live di alcuni di loro”. Tutto a posto quindi? Almeno fino alla prossima coincidenza.  

GREENRAIL, PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE
GREENRAIL, PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE
GREENRAIL, PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE

La startup italiana Greenrail nasce per una mobilità sostenibile. Vuole rivoluzionare il settore ferroviario con una traversa sostenibile, fatta con materiali riciclati. Il brevetto è stato depositato in 80 Paesi ed è già arrivata dagli USA una commessa capogiro da 75 milioni di dollari. Greenrail realizza traverse ferroviarie sostenibili fatte con materiali riciclati. Un kilometro di linea corrisponde a 35 tonnellate di pneumatici e plastica. Quando il creatore di Greenrail ha inventato questa startup non aveva la certezza che il mercato potesse andare nella direzione giusta. Il mega-trend della sostenibilità nel 2011 stava cominciando ad esplodere e da lì è partita la scalata.   Il vantaggio della mobilità sostenibile Nel 2017 è stato stipulato l’accordo da 75 milioni con gli USA. Nel 2018 è stato inaugurato in Emilia Romagna il primo tratto di traverse smart a energia solare. Come ci racconta il fondatore di Greenrail, la startup per la mobilità sostenibile, la copertura in plastica e gomma risolve tutti i problemi delle traverse in calcestruzzo: abbatte le vibrazioni sino al 40%, riduce i costi di manutenzione sino al 50% nel ciclo di vita di una linea ferrioviaria. Il brevetto è stato depositato in oltre 80 paesi, fra cui USA, Cina, Russia, Brasile e Sud Africa. L’obiettivo è conquistare il 90% del mercato. L’Unione europea ha investito circa 2 milioni. Nel 2017 Greenrail, la startup per la ferrovia sostenibile, ha vinto il premio Startup dell’anno. Presto aprirà in Italia il primo impianto industriale.  

TUTTI I NUMERI DELLA GAMING INDUSTRY IN ITALIA
TUTTI I NUMERI DELLA GAMING INDUSTRY IN ITALIA
TUTTI I NUMERI DELLA GAMING INDUSTRY IN ITALIA ...

Come dichiara Thalita Malagò, direttore generale di Aesvi, l’Italia è un paese che consuma molti videogiochi ma dal punto di vista delle produzione, la gaming industry in Italia conta ancora un fatturato molto basso, di circa 60 milioni. In Italia ci sono oltre 127 studi di sviluppo ma solo il 3% ha un fatturato superiore a 2 milioni di euro. Inoltre in 2 anni gli addetti sono aumentati del 10%. Il princiale ostacolo allo sviluppo del settore gaming industry in Italia è la mancanza di finanziamenti. Mancano ancora le competenze e delle politiche di attrazione degli investimenti esteri. Uno studio su 4 ha sede a Milano, mentre solo il 18% è al sud. La metà ha iniziato la propria attività da 3 anni. Il 63% delle imprese ha meno di 5 addetti.   Il mondo dei videogiochi in Italia in via di sviluppo Il direttore generale di Aesvi racconta che il settore dei videogiochi in Italia è comunque in crescita e che potrebbe diventare una delle frontiere nuove dell’esportazione del made in Italy all’estero. In Italia c’è una sola multinazionale che ha uno studio di sviluppo, la Ubisoft, che permette di creare delle opportunità di lavoro ed anche la possibilità di veder nascere delle nuove startup. I gamers in Italia sono 17 milioni, i quali nel 2017 hanno speso quasi 1,5 miliardi e che in media giocano 8,3 ore a settimana su console. I dati ci dicono che la gaming industry nel mondo vale 116 miliardi di dollari. Nel 2020 il giro d’affari sfiorerà i 180 miliardi. Su questo settore il mercato più grande è la Cina, davanti a USA, Europa e Giappone.

A LONDRA IL SUPERMERCATO ECOSOSTENIBILE A RIFIUTI ZERO
A LONDRA IL SUPERMERCATO ECOSOSTENIBILE A RIFIUTI ZERO
A LONDRA IL SUPERMERCATO ECOSOSTENIBILE A ...

Bulk market è a Londra un supermercato ecosostenibile di riferimento. «Ho creato un supermercato a rifiuti zero perchè ne avevo bisogno, e alla fine è emerso che ne avevano bisogno molte persone» dice a Pop Economy Ingrid Caldironi, la fondatrice (brasiliana di origine italiana) di Bulk Market. Con Bulk market si ritorna indietro col tempo, non esistono imballaggi ma solo contenitori riutilizzabili. Infatti la plastica è esclusa, tranne quella riciclata e il motto è “zero-waste”, ovvero, nessun rifiuto e nessuno spreco. In questo supermercato ecostostenibile si possono acquistare beni alimentari e non, senza marca, e si paga solo il prodotto, mai la confezione. È necessario portare da casa propri contenitori, oppure comprarli direttamente lì in negozio.   Il negozio ecosostenibile a Londra sostenuto dal crowdfunding Il negozio, anche grazie al successo di una campagna di crowdfunding, si è ora trasferito un una location permanente e più grande dopo il riscontro positivo del progetto pilota. Bulk market è sicuramente un ottimo esempio da seguire ed è anche la dimostrazione che si può vivere senza plastica e che dipende molto dalla volontà di ognuno. I dati ci dicono che in Inghilterra ogni persona produce 411 kg di rifiuti all’anno e che ogni contribuente paga 132 euro all’anno in tasse per la gestione dei rifiuti. A livello nazionale sono 4 miliardi di euro all’anno. Inoltre ogni anno il Regno Unito spende 680 milioni di euro per riciclare i propri rifiuti ma meno del 44% dei rifiuti viene riciclato. Dato positivo: le aziende a vocazione sociale nel Regno Unito sono 471 mila.  

È AFFIDATA ALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE LA REGIA DELLO SPOT “LEXUS”
È AFFIDATA ALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE LA REGIA DELLO SPOT “LEXUS”
È AFFIDATA ALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE LA ...

Lexus ha realizzato il primo spot pubblicitario scritto interamente da un sistema di Intelligenza Artificiale (IA). “Driven by Intuition” è diretto da Kevin Macdonald, regista acclamato per capolavori cinematografici quali “L’Ultimo Re di Scozia” e “Whitney”, oltre che vincitore del Premio Oscar per il Miglior Documentario per “Un giorno a Settembre”. Lo studio creativo The&Partnership ha collaborato con Visual Voice per creare l’Intelligenza Artificiale in grado di sceneggiare lo spot, sfruttando il sistema Watson messo a punto da IBM, in grado di elaborare dati, audio, testo e video per catturare quelli adatti alla creazione di una sceneggiatura capace di coinvolgere gli spettatori. Un progetto senza precedenti, che vede la collaborazione tra un sistema di Intelligenza Artificiale e un rinomato artigiano della pellicola per sperimentare i limiti del connubio lavorativo tra uomo e macchina, esplorando l’importanza dell’intuitività ed esprimere le peculiarità della nuova Lexus ES Hybrid.   L’Intelligenza Artificiale addestrata per far spot pubblicitari Una volta portato a termine questo processo, Kevin Macdonald ha preso in mano il testo e portato alla luce questa magnifica storia. La produzione ha imposto lo sviluppo di un particolare sistema di Intelligenza Artificiale, addestrato con oltre 15 anni di storia relativa alle migliori pubblicità Luxury che negli anni si sono aggiudicate i Cannes Lions, i premi del Festival Internazionale della Pubblicità. Il sistema è stato approntato inoltre per includere le informazioni sui principali fattori che coinvolgono emotivamente gli spettatori, una fase portata avanti da Unruly, piattaforma globale di ad-tech specializzata in Digital e Video Advertising. L’utilizzo delle informazioni relative ad altre pubblicità è stato importante per evitare il rischio di produrre qualcosa che fosse troppo familiare agli occhi del pubblico. Quindi sono stati inseriti i dati relativi al brand Lexus per consentire allo spot di rispecchiare le caratteristiche del marchio.  

MODA SOSTENIBILE E SHARING ECONOMY: IL PROGETTO VIC
MODA SOSTENIBILE E SHARING ECONOMY: IL PROGETTO VIC
MODA SOSTENIBILE E SHARING ECONOMY: IL PROGETTO ...

Il progetto VIC , “Very important choice”, nasce quando Sara, al rientro dalla Danimarca, dopo un master in Imprese sociali, coinvolge Francesca, romana e docente esperta di moda sostenibile. Come ci racconta Sara, gli abiti sostenibili già esistono ma è difficile trovarli e accedervi e quando si trovano costano troppo. L’idea di VIC è innovare il settore della moda, attraverso una piattaforma di sharing di capi sostenibili. Con VIC è possibile, attraverso il modello della sharing economy, quindi di una sottoscrizione mensile di soli 49 euro, avere accesso a tre capi. Ammonta a 49 euro la spesa media che un utente fa per un solo capo di abbigliamento in una qualsiasi catena di vestiti.   La moda sostenibile economica e creativa di VIC I capi sostenibili disponibili sulla piattaforma hanno un valore che va da 100 fino agli 800 euro e, quelli messi in condivisione, vengono dati direttamente dai brand. I brand sostenibili sono selezionati secondo criteri di design, tracciabilità e sostenibilità. La piattaforma di VIC è partita ad aprile 2018, durante la Fashion revolution week con 8 brand al pre-lancio e 20 brand a settembre 2018. Il primo anno è stato dedicato al test dell’idea di questa moda sostenibile, in un secondo momento è diventato un vero e proprio servizio. Inoltre la startup ha in programma di realizzare nei prossimi 5 anni 10 showroom in 10 capitali europee. I dati ci dicono che il settore moda è oggi la seconda industria più inquinante al mondo. Quindi c’è certamente bisogno di una moda più sostenibile.  

COME RISPARMIARE SOLDI? ECCO L'AUTOPILOTA DEL RISPARMIO
COME RISPARMIARE SOLDI? ECCO L'AUTOPILOTA DEL RISPARMIO
COME RISPARMIARE SOLDI? ECCO L'AUTOPILOTA DEL ...

Nel 2015 Victor Trokodes e Alex Michael, due ragazzi ciprioti che lavorano a Londra, fanno una scommessa e realizzano il cosiddetto autopilota del risparmio, rispondendo alla domanda “Come risparmiare soldi?”. Victor (laureato in Economia ad Harvard) crede che il miglior modo sul come risparmiare soldi sia seguendo un budget tradizionale, "fatto a mano". Alex (un informatico) crede invece che sia meglio dare il controllo dei propri risparmi ad un algoritmo scritto appositamente da lui. Indovinate un po'? L’algoritmo fa vincere ad Alex la scommessa, risparmiando il doppio. Nasce così nel 2017 Plum, una specie di "autopilota" del risparmio, che oggi conta oltre 200.000 clienti. E la novità potrebbe aiutare i britannici, tradizionalmente meno abituati a risparmiare rispetto a noi. L’algoritmo fa risparmiare di più perché il risparmio diventa una scelta automatica che non chiede nessuna azione.   Come risparmiare soldi? L’autopilota del risparmio, dati e percentuali I dati dicono infatti che il 25% dei cittadini d’oltremanica non ha nessun risparmio da parte e per i giovani, tra i 25 e i 34 anni, la percentuale di chi ha zero risparmi sale al 38%. Sul come risparmiare soldi, l’algoritmo lavora in anticipo, mettendo da parte piccole cifre con regolarità. Il risultato è che senza notarlo si inizia risparmiare di più. Nel 2017 in Inghilterra le aziende Fintech (Tecnlogia per la finanza) come Plum, hanno attratto investimenti per 14 miliardi. Il 62% di tutti gli investimenti europei nel settore Fintech va ad aziende britanniche. Infine non si devono più cercare le migliori offerte per gas, luce, telefono ecc. Con l’autopilato è l’algoritmo ad analizzare continuamente le bollette e le offerte sul mercato. Negli ultimi 10 anni il costo delle bollette pagate dai britannici è salito del 43%. Nel corso di un’intera vita una famiglia britannica spende in media bene 582 mila euro in bollette.

SMART CITIES: COSA SONO E QUALI SONO? UNA CLASSIFICA
SMART CITIES: COSA SONO E QUALI SONO? UNA CLASSIFICA
SMART CITIES: COSA SONO E QUALI SONO? UNA CLASSIFICA ...

Qual è la città più intelligente del mondo? E cosa intendiamo per città intelligente? Lo avete capito: oggi parliamo di smart city. Città intelligenti o smartcities cosa sono? È un termine usato in urbanistica che indica tutti i parametri e tutte le strategie che incrociate tra di loro tendono a migliorare la qualità della vita dell’utente urbano, insomma del cittadino. Infrastrutture, servizi condivisi, offerta turistica, servizi digitali, innovazione e l’integrazione di tutti questi fattori sono alcuni dei parametri che definiscono una città intelligente, una città con un’alta qualità della vita.   Le smart cities quali sono? Ecco una classifica Ecco due ranking internazionali di Innovation Cities Index 2018 Global. Le smart cities quali sono? In vetta alla classifica mondiale delle città intelligenti troviamo la capitale giapponese Tokyo. Si guadagna il secondo gradino del podio una città europea, Londra, che ha saputo negli ultimi anni pianificare e riqualificare vaste aree della città. Il terzo posto va agli Stati Uniti, con il posizionamento di San Francisco, con la sua capacità di attrarre imprese, talenti e capitali.   Le smart cities in Italia: la Lombardia al 1° posto In fatto di smart cities in Italia, invece, facendo riferimento allo stesso ranking, svetta Milano che però nella classifica generale arriva soltanto al 40° posto, perdendo ben 11 posizioni rispetto all’anno precedente. La spinta innovativa del capoluogo lombardo è però molto forte. Milano eccelle soprattutto per la copertura di banda larga e per la diffusione del wifi pubblico. Ma anche la lotta all’inquinamento urbano è un punto di forza. Per la prima volta in Italia tra pochi giorni partirà l’area B, un provvedimento di drastico contrasto all’uso dell’auto che toglierà secondo le stime dell’amministrazione circa 570 mila veicoli dalle strade milanesi. Nell’attesa di sapere se tutto ciò diventerà realtà, stay smart!

SPORT INVERNALI OGGI: SNOWIT,  PRIMA SMART DIGITAL TRAVEL PLATFORM
SPORT INVERNALI OGGI: SNOWIT, PRIMA SMART DIGITAL TRAVEL PLATFORM
SPORT INVERNALI OGGI: SNOWIT, PRIMA SMART DIGITAL ...

Siete amanti degli sport invernali di oggi e dello sci, ma la sola idea di fare la fila per ski pass e noleggio attrezzatura vi fa passare la voglia? Trovare un maestro libero è un’impresa impossibile? Una settimana bianca vi costa quanto una water villa alle Maldive? Niente paura, da oggi c’è Snowit, la prima smart digital travel platform dedicata al mondo degli sport invernali: skipass, noleggio attrezzatura, maestri di sci, heliski e tante altre esperienze, tutto acquistabile online e con risparmi da favola. Nata nel 2016 da un’idea del 36enne milanese Pasquale Scopelliti, Snowit ha già costruito una community di 300.000 utenti e oltre 150 partner che offrono i loro servizi sulla piattaforma. Grazie a Snowit, che è stata selezionata tra le migliori 100 startup italiane all’edizione 2018 di Digithon, dove si è aggiudicata il premio Italo, è possibile risparmiare fino al 25% sul noleggio delle attrezzature, maestri di sci, skipass ed heliski. Il tutto comodamente online. Alla fiera skipass di Modena sono stati presentati i risultati di un interessante lavoro di raccolta ed analisi dati del mondo "sport invernali oggi ed impianti di risalita" italiani (Skipass Panorama turismo - osservatorio del turismo montano, promosso da ModenFfiere).   Gli sport invernali: la situazione italiana Lo studio prodotto dall’osservatorio del turismo montano ha presentato un'incoraggiante fotografia della situazione italiana in fatto di sport invernali oggi. Sono infatti oltre 4 milioni gli sportivi italiani che si danno agli sport invernali oggi e fanno sport sulla neve generando un sistema economico che vale circa l'11% del pil turistico, con un fatturato che supera gli 11 miliardi di euro previsto in crescita. Dallo studio sugli sport invernali è inoltre emerso che vi è innanzitutto un alto desiderio di consumo del "prodotto montagna". Ossia, ben il 66.8% degli italiani avrebbe il piacere di passare del tempo in una località di montagna innevata con una permanenza media di 5.2 giorni ed una disponibilità di spesa complessiva di 585.5 euro. Una cifra che può anche raddoppiare per i nuclei familiari più numerosi, da qui la necessità di cercare promozioni e possibilità di risparmio con piattaforme come Snowit. Ma non sono solo gli italiani a scegliere, per gli sport invernali oggi, le nostre località sciistiche. Negli ultimi anni, secondo gli operatori turistici, sono sempre di più gli stranieri, inglesi, tedeschi, scandinavi, russi e spagnoli, che hanno scelto il Belpaese per sciare, arrivando fino al 50% del totale delle presenze.

3RDPLACE: L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER CONQUISTARE I MERCATI
3RDPLACE: L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER CONQUISTARE I MERCATI
3RDPLACE: L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER CONQUISTARE ...

3RDPlace  è una società che adopera l’intelligenza artificiale e utilizza i dati digitali per dare alle aziende clienti delle indicazioni su come utilizzarli per migliorare il loro business. 3RDPlace è una tech company fondata nel 2010 da un gruppo di ex manager di Google Italia. Vi lavorano oltre 35 persone basate a Milano, Roma e Cagliari. Utilizzano soluzioni tecnologiche basate sull’intelligenza artificiale che permettono di analizzare dati di tutti i tipi, dal punto di vista dei mercati, sia in Italia ma anche all’estero. Usando l’intelligenza artificiale, 3RDPlace raccoglie dati che aiutano le aziende a capire il mercato e persino a lanciare prodotti in paesi culturalmente distanti come la Cina.   L’intelligenza artificiale per trovare nuovi consumatori 3RDPlace aiuta i suoi clienti a trovare dei nuovi consumatori, delle nuove motivazioni per vendere i loro prodotti, oppure, li aiuta a capire quali sono i migliori mercati su cui investire. Questa tech company, che adopera l’intelligenza artificiale, utilizza sia i dati in possesso di un’azienda che quelli provenienti da web e social, per capire come si muove il mercato. Le soluzioni di 3RDPlace riescono a interpretare e leggere anche il linguaggio cinese e a lavorare su tecnologie, come quella cinese, differenti dal mercato occidentale. Nel 2017 da 3RDPlace è nata Finscience startup che lavora sui cosiddetti alternative data, cioè i dati che provengono dal web, forum e social network.

XRIBA: L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LA CONTABILITÀ
XRIBA: L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LA CONTABILITÀ
XRIBA: L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LA ...

Gianluca Massini Rosati è CEO e cofondatore di Xriba e ci racconta che, insieme al suo team, sta realizzando un’intelligenza artificiale applicata alla contabilità e alla gestione della tesoreria aziendale. Xriba è una società fondata nel 2018 a Londra, con l’obiettivo di aiutare le aziende ad automatizzare la contabilità, usando l’intelligenza artificiale e la blockchain. Secondo la visione di Rosati, oggi moltissimi imprenditori, soprattutto nelle piccole e medie imprese, non hanno le capacità o il tempo per controllare i numeri della loro azienda e per prendersi cura dell’andamento. Secondo i due fondatori, Xriba contribuirà a diminuire di circa il 72% il tempo dedicato alla gestione della contabilità e dei pagamenti e un’intelligenza artificiale di questo tipo permette di avere una sorta di CFO.   L’intelligenza artificiale per la contabilità e i suoi applicativi Tra gli applicativi di Xriba ci sono Mastrobook e Cryptobook per la registrazione e la contabilità e Xribapay per le transazioni sia in cripto valute che in valute Fiat. Rosati ci dice che un’intelligenza artificiale per la contabilità può controllare i flussi di cassa, in funzione delle fatture che si emettono o che si ricevono, e soprattutto ragionare in funzione dello storico, perché non tutti i clienti pagano puntualmente. E quindi, analizzando il comportamento dei clienti si può anche fare una previsione se si avranno i soldi che servono per pagare tutte le fatture di tutti i fornitori in un determinato giorno. Xriba, con la sua intelligenza artificiale per la contabilità, ha coinvolto anche il mondo della blockchain, quindi anche un nuovo modo di archiviare le informazioni, rispetto al vecchio database. Il nome è un omaggio agli scriba che si occupavano della contabilità: Xriba lo fa sulla blockchain come uno scriba sui papiri. I dati ci dicono inoltre che un direttore amministrativo costa circa 40 mila euro l’anno. Un’A.I. che svolge le stesse funzioni costa 2 mila euro l’anno.

SOCIAL TOUR NEL CHIANTI: VIAGGIARE E POSTARE, POSTARE E VIAGGIARE
SOCIAL TOUR NEL CHIANTI: VIAGGIARE E POSTARE, POSTARE E VIAGGIARE
SOCIAL TOUR NEL CHIANTI: VIAGGIARE E POSTARE, ...

Si può vivere il sogno italiano da protagonisti, scoprendo il territorio lontano dai centri urbani e nello stesso tempo attraverso i social. I piccoli borghi e i paesaggi rurali attingono, così, a questo nuovo trend, che riesce a raccontare antiche tradizioni attraverso un linguaggio semplice, fatto di sapori, sguardi, sorrisi. Rimane il fatto che ci sono viaggi che non si possono raccontare ed esperienze uniche che vanno vissute in prima persona. La terra del Chianti offre e regala questo tipo di esperienze: una cena nella vigna diventa subito un momento magico. La nuova travelling experience, per essere tale, deve coinvolgere attivamente il viaggiatore, attraverso attività uniche nel loro genere, affidandosi a strategie di comunicazione integrata, quali i social network.   Social tour nel Chianti: tra storytelling e Instagram stories Lo storytelling diventa il canale prescelto per far conoscere posti da sogno e i travel blogger, attraverso le Instagram stories e le dirette live su facebook, sono la chiave d’accesso. Il tour nel Chianti è ottimo da fare anche a bordo di una 500 d’epoca, con sullo fondo panorami mozzafiato e degustazioni di vini: ingredienti perfetti per un viaggio alternativo alla scoperta dell’eccellenze del territorio. Un viaggio nel viaggio che coinvolge attivamente viaggiatori di qualsiasi età. E se il viaggiatore oggi è più consapevole e preferisce un viaggio fai da te, a portata di click, il settore oggi è più consapevole e preferisce anch’esso un viaggio fai da te, a portata di click, e per questo il settore dei tour operator fa inversione di marcia. L’esperienza da offrire è retro chic. La degustazione di vini in cantina è inoltre a km zero e la location a conduzione familiare, con piccoli gruppi a numero chiuso. Ci si concentra sull’emozione e sul ricordo. Il sogno italiano prende vita tra un brindisi nelle vigne del Chianti ed un selfie a bordo di una Fiat 500. Che dire?! Che il viaggio abbia inizio!

CAR DETAILING A MILANO: UNA STORIA DI PASSIONE
CAR DETAILING A MILANO: UNA STORIA DI PASSIONE
CAR DETAILING A MILANO: UNA STORIA DI PASSIONE ...

UTrend parte alla scoperta di un atto d’amore il cui nome è Car detailing a Milano. L’automobile, status quo, abito del proprio ego, specchio della propria ambizione, un oggetto nato per trasportare persone, è divenuto vettura delle nostre emozioni. L’auto fa parte della nostra vita sin da bambini, quando schiacciamo il naso sul finestrino per guardare fuori, quando compiamo 18 anni e non vediamo l’ora di andare a prendere la nostra fidanzata con l’auto e quando cresciamo e magari compriamo il seggiolino per nostro figlio. In quest’avventura che vede protagonista car detailing a Milano, abbiamo toccato l’auto con mano e più da vicino.   Car detailing a Milano: la singolarità di Haute detailing Uno dei beauty counselor di car detailing a Milano e delle quattro ruote più quotate d’Italia, che quotidianamente si dedica al restyling di supercar e auto d’epoca, ci ha svelato come conservarne l’alchimia perfetta, tra carattere ed estetica. Parliamo di Marcello Mereu di Haute detailing, il quale ci ha raccontato tutti i segreti della cura dell’auto d’epoca e non solo. È l’attenzione maniacale al dettaglio che ha trasformato l’atelier Haute detailing nel salone di bellezza di auto di celebrities e collezionisti. Marcello Mereu, presenta il suo lavoro il quale ha tutte le caratteristiche per essere definito artigianato del nuovo millennio. Lo stesso sostiene che la cura del viso femminile ha moltissime cose in comune con la cura dell’auto, è come rifarle il make-up.

COSA VEDERE A BERLINO? IL REICHSTAG, CERCANDO LA MERKEL
COSA VEDERE A BERLINO? IL REICHSTAG, CERCANDO LA MERKEL
COSA VEDERE A BERLINO? IL REICHSTAG, CERCANDO LA ...

Alberto ci racconta cosa vedere a Berlino e continua la sua avventura cosiddetta “Europa 50”,  la quale sta quasi volgendo al termine. Su una bici che corre rapida, Alberto ci porta al centro e ci indica cosa vedere a Berlino. Molti i turisti che popolano la città. Al riguardo sappiamo che, nel 2017, l’economia del turismo a Berlino ha subito un incremento di un miliardo di euro, rispetto agli ultimi due anni. Il primo monumento che ci invita ad esplorare è il Reichstag, il cuore del Parlamento tedesco, chiamato anche Dishwaser, ovvero “lavastoviglie”. Il Reichstag fu inaugurato nel 1894 e tornò ad essere la sede Parlamento nel 1999. Alberto ci racconta che esiste un tunnel tra il palazzo del primo ministro e il Reichstag. Il primo “tunnel della libertà” venne scavato nel 1961. L’ultimo nel 1982, consentendo la fuga a 300 cittadini dell’est.   Cosa vedere a Berlino? Dal Carillon alla Potsdamer Platz Cosa vedere a Berlino? Insomma, tanti sono i monumenti con una bella storia, come il famoso Carillon, ovvero, l’orologio della città. La torre è alta 42 metri ed ha 68 campane e si configura come il quarto carillon più grande del mondo. Alberto attraversa anche Potsdamer Platz, piazza che ai tempi è stata divisa in due dal Muro per 40 anni, è un luogo in cui Berlino est ed ovest si incontrano. Interessante sapere che il 21 luglio 1990 si tenne a Potsdammer Platz il concerto “The Wall” dei Pink Floyd, davanti a 350.000 spettatori. Ecco che Alberto, anche stavolta, ci ha saputo indicare con vivacità ed interesse cosa vedere a Berlino. Che l’avventura continui!

GIOVANI E LAVORO: L’IDENTIKIT DELL’AZIENDA IDEALE
GIOVANI E LAVORO: L’IDENTIKIT DELL’AZIENDA IDEALE
GIOVANI E LAVORO: L’IDENTIKIT DELL’AZIENDA IDEALE ...

Quali sono i desideri, le aspettative e le ambizioni dei Millennials? Da un’indagine dell’Osservatorio Generazione Z, Millennials, lavoro e welfare aziendale, promossa da Edenred e Orienta su un campione di oltre 5 mila ragazzi, emerge che l’89% degli intervistati preferisce il lavoro da dipendente mentre poco più della metà predilige un’occupazione intellettuale rispetto a quella manuale.  Una buona fetta si è detta disponibile a fare un’esperienza all’estero, mentre c’è chi dichiara che sarebbe felice di poter lavorare in una startup invece che in una grande azienda. I giovani sul lavoro hanno le idee chiare ed anche sulle caratteristiche che deve avere l’azienda dei sogni. Per una maggioranza schiacciante del campione, ossia l’81%, l’azienda ideale è quella che valorizza le potenzialità dei dipendenti, facendoli crescere in un contesto meritocratico.   Giovani, lavoro e prospettive Segue, in coerenza con il primo dato, il valore delle prospettive di carriera, per il 75%, mentre la “buona retribuzione” è indicata dal 58% del campione.   «I Millennials prediligono le aziende che offrono lo Smart Working e che premino il merito. Inoltre preferiscono le realtà lavorative che diano benefit dedicati a loro e ai loro bisogni.» ha commentato Luca Palermo, amministratore delegato di Edenred Italia. Oltre che smart, ad una buonissima parte dei Millennials intervistati piacerebbe lavorare in un’azienda che offra anche piani di welfare specifici. Ha aggiunto Palermo: «il piano di welfare ideale per i Millennials deve saper rispondere ai loro bisogni. Pensiamo ai servizi alla persona, il baby-sitting, piuttosto che le attività di assistenza familiare o invece quelle più ludiche come i viaggi, la palestra oppure i buoni spesa». In sostanza, secondo quanto emerge dai risultati dell’indagine, i giovani, relativamente al mondo del lavoro, danno valore a politiche di welfare aziendale in grado di aiutarli a formare una famiglia. Una convinzione confermata anche dai dati emersi da altre ricerche che evidenziano come l’insicurezza e le difficoltà economiche siano l’impedimento principale rispetto alla creazione di una famiglia. 

BENEFICI DELLO SMART WORKING NEL MONDO: “VECCHIO UFFICIO ADDIO!”
BENEFICI DELLO SMART WORKING NEL MONDO: “VECCHIO UFFICIO ADDIO!”
BENEFICI DELLO SMART WORKING NEL MONDO: “VECCHIO ...

Lo Smart Working nel mondo cos’è? È una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta di spazi, orari e strumenti da utilizzare per una maggiore responsabilizzazione sui risultati. È questa la definizione dell’Osservatorio del Politecnico di Milano. Più precisamente, lo Smart Working nel mondo è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che non prevede vincoli né spaziali e né di orari. Lo Smart Working si deve intendere come un nuovo modo di lavorare che consente di migliorare qualità della vita e produttività individuale: è il risultato positivo dell’innovazione digitale.   Smart Working nel mondo: per un lavoro flessibile Da uno studio fatto da economisti indipendenti, commissionato da Regus Italia, è emerso che entro il 2030 lo Smart Working nel mondo, anche detto lavoro flessibile, porterà un valore aggiunto all’economia globale, pari a 10 trilioni di dollari. Intraprendendo il mondo dello Smart Working si contano 3 miliardi di ore risparmiate per raggiungere il posto di lavoro. A questa nuova modalità di lavoro i millennials rispondono bene, infatti il 72% di quest’ultimi crede che il lavoro flessibile accresca la motivazione dei lavoratori. Inoltre 8 su 10 ritengono che aiuti le aziende a trattenere i migliori talenti. In Italia lo Smart Working è presente nel 56% delle grandi aziende e 8% delle PA. Nel complesso, gli smartworkers sono 480 mila. Adottare lo Smart Working significa anche rivedere il modello di leadership, l’organizzazione e rafforzare il concetto di collaborazione. Tutti aspetti che riceverebbero un importante miglioramento.

EAST SIDE GALLERY DI BERLINO, COSA VEDERE E COME RAGGIUNGERLA
EAST SIDE GALLERY DI BERLINO, COSA VEDERE E COME RAGGIUNGERLA
EAST SIDE GALLERY DI BERLINO, COSA VEDERE E COME ...

Alberto approda a Kreuzberg, dove si trova l’East Side Gallery di Berlino, la galleria d’arte urbana e a cielo aperto più lunga del mondo. East Side Gallery di Berlino, cosa vedere? C’è tanta arte sul Muro, se continui a leggerci ti raccontiamo chi sono i protagonisti. East Side Gallery di Berlino, come raggiungerla? Te lo diciamo subito: per arrivare a East Side Gallery, le fermate della metropolitana più vicine sono Ostbahnhof ed anche Warschauer Strasse. East Side Gallery di Berlino: i graffiti della libertà Durante il periodo della divisione, la parete del Muro rivolta verso Berlino ovest era stata ricoperta da numerosi graffiti, un modo creativo per esorcizzare il simbolo di molta sofferenza. Dall’altro lato, però, il Muro era sempre pattugliato e il grigio cemento era l’unico colore consentito sul muro. Dopo la caduta, il comune commissionò a 121 artisti di venti nazionalità diverse, coinvolto anche l’italiano Romano Pinna, di realizzare 118 murali sul tratto di Muro di 1,3 km antistante la Sprea e fino a quel momento rimasto intatto. Se ti stai chiedendo a East Side Gallery di Berlino cosa vedere, ti rispondiamo subito elencando i nomi degli artisti che hanno realizzato i murales: Kasra Alavi, Kani Alavi, Jim Avignon, Thierry Noir, Ingeborg Blumenthal e molti altri. Tra i graffiti più famosi c’è il bacio tra Erich Honecker e Leonid Brežnev e la Trabant targata 9-11-1989 che sfonda il muro, diventati entrambi delle vere e proprie icone. Adesso che sai cosa vedere a East Side Gallery di Berlino e come raggiungerla, non ti rimane che iniziare ad esplorarla e lasciarti emozionare da tanti colori e forme caratteristiche. Alberto, dopo aver visitato la galleria, per cui non ha speso nulla perché completamente gratuita, ha ancora in tasca 19, 53 euro. L’avventura berlinese continua!

MONUMENTO DELLA MEMORIA A BERLINO: LABIRINTO DI RICORDI DA VISITARE
MONUMENTO DELLA MEMORIA A BERLINO: LABIRINTO DI RICORDI DA VISITARE
MONUMENTO DELLA MEMORIA A BERLINO: LABIRINTO DI RICORDI ...

Alberto continua la sua avventura a Berlino e stavolta ci porta a vedere il monumento della memoria che commemora gli ebrei, vittime del genocidio nazista. Il monumento della memoria si trova nel quartiere di Mitte, in un’area che a quei tempi era la terra di nessuno, posizionata tra i due lati del Muro, la quale dista poco dalla Porta di Brandeburgo. Ospita al suo interno il Centro Informazioni sotterraneo, l’Ort der information, che è accessibile tramite ascensore o scala. Il Centro raccoglie la documentazione relativa a persone e famiglie vittime dell’olocausto ed anche testimonianze e dati che offrono la possibilità di comprendere meglio il genocidio, in Germania e in tutto il mondo.   Il monumento della memoria e la sua ri-nascita Quanto tempo è stato necessario per completare il monumento della memoria? Ben 17 anni. È il 25 giugno 1999 che il Bundestag ha approvato una risoluzione per realizzare un’opera celebrativa che ricordasse il genocidio degli ebrei in Europa ma prima della sua affermazione molte sono state le discussioni. Il monumento della memoria di Berlino è stato terminato nel 2005. Il progetto fu firmato dall’architetto statunitense Peter Eisenmann e vede alla luce 2711 blocchi rettangolari di calcestruzzo, posizionati in griglia come fossero sepolture. Il monumento è aperto sia di giorno che di notte ei visitatori possono esplorarlo a qualunque ora e liberamente, mentre è vietato arrampicarsi sulle stele. Nel suo complesso, il monumento della memoria di Berlino sembra quasi un labirinto di blocchi dalle altezze e le dimensioni diverse. Alberto lo ha visitato e ne è rimasto colpito. Dopo la visita completamente gratuita e uno shopping veloce, conserva ancora 19,53. La sua avventura a Berlino non si ferma qui!

OVAL MONEY: COME FUNZIONA L’APP CHE TI FA RISPARMIARE
OVAL MONEY: COME FUNZIONA L’APP CHE TI FA RISPARMIARE
OVAL MONEY: COME FUNZIONA L’APP CHE TI FA ...

Se desiderate scoprire Oval Money come funziona, partiamo prima da principio e conosciamola più affondo. Oval Money è uno strumento che può rispondere benissimo alle proprie esigenze. È stato fondato nel 2015 a Londra e ha avuto un gran successo tramite crowdfunding. Ha raccolto in poco tempo un finanziamento di poco superiore a 1 milione di euro, cifra che ha permesso alla start up di affermarsi. Gestire il proprio denaro e risparmiare è un’esigenza comune. Lo si può fare adoperando i vecchi metodi, con carta e penna, ma anche appellandosi a strumenti nuovi, come Oval Money.   Oval money come funziona? I passaggi Vi state chiedendo “Oval money come funziona?”. Soddisfiamo subito le vostre curiosità dicendovi che questa innovativa app aiuta gli utenti a risparmiare denaro. In che modo? Mette da parti piccoli arrotondamenti legati alle spese o gli importi fissi da dover sostenere periodicamente. Una volta scaricata, occorre effettuare il collegamento con i propri conti correnti che avverrà nel modo più sicuro possibile. L’opzione più interessante è quella del salvadanaio digitale che ti permette di risparmiare qualcosa ogni volta che si effettua una spesa. Ora che sai Oval Money come funziona, puoi scegliere più tranquillamente di cambiare la gestione del tuo denaro. Oval Money si configura anche come uno strumento molto adatto ai millennials, i quali sono soliti affidarsi sempre più a situazioni alternative. Con Oval Olvey avrai un’app che ti guiderà, salvaguarderà le tue spese e ottimizzerà il tuo tempo.

IN ITALIA, IL PRIMO MUSEO DI STREET ART IN REALTÀ AUMENTATA
IN ITALIA, IL PRIMO MUSEO DI STREET ART IN REALTÀ AUMENTATA
IN ITALIA, IL PRIMO MUSEO DI STREET ART IN REALTÀ ...

Quattro giovani under 30 fondano nel 2014 la start up Bepart - The public imagination movement e tramite essa danno vita al primo museo di street art in realtà aumentata. Le città coinvolte sono Palermo, Milano, Torino, i giovani creativi sono 200 e le opere street art curate 100. Unendo l'amore per l'arte e l'interesse per la tecnologia, i quattro fondatori di Bepart creano così MAUA, il primo museo di street art e realtà aumentata su suolo urbano. Le opere di street art sono mappate e valorizzate grazie alle creazioni in realtà aumentata di tanti giovani creativi.   Museo di street art e realtà aumentata: come accedervi Il Museo di arte urbana aumentata è fruibile da tutti. Non si paga il biglietto perché le sue pareti sono i muri della città. Basta scaricare l’app di Bepart e inquadrare l’opera con il proprio smartphone: opere e personaggi si animano e prendono vita. Quindi, basta un semplice gesto per entrare in un mondo immaginario dove si mescolano fantasia e creatività. Così, tecnologia e arte entrano nella smart city, un settore che entro 10 anni avrà uno sviluppo rilevante sul turismo internazionale. Secondo i dati, più del 40% dei turisti internazionali sceglie l’Italia per le città d’arte. E non è un caso se il piano strategico del Ministero per i beni e le attività culturali prevede di implementare app per fruire dei percorsi d’arte. Le nuove tecnologie entro il 2026 faranno incrementare il profitto mondiale nel turismo di circa 305 miliardi e favoriranno la creazione di posti di lavoro qualificati.

ARRIVA ELSE CORP, IL VIRTUAL RETAIL CHE RIVOLUZIONA LA MODA DEL LUSSO
ARRIVA ELSE CORP, IL VIRTUAL RETAIL CHE RIVOLUZIONA LA MODA DEL LUSSO
ARRIVA ELSE CORP, IL VIRTUAL RETAIL CHE RIVOLUZIONA ...

Else Corp, Exclusive luxury shopping experience, è una start up. Più precisamente una piattaforma, nata nel 2014, di virtual retail per una moda del lusso . Rivoluziona il mondo dell’alta moda, grazie a una piattaforma per il commercio al dettaglio totalmente virtuale. È un modello B2B a disposizione dei brand di lusso. I clienti possono accedere a una completa personalizzazione del prodotto scelto grazie alle nuove tecnologie. In questo modo il lusso diventa fai da te ed è possibile dare ad esso un tocco originale e tutto soggettivo. Nel negozio fisico il cliente trova una postazione con un terminale dotato di scanner. Con Else, il virtual retail per la moda del lusso, grazie a un modello 3D si personalizza il prodotto finale, scegliendo il materiale, gli accessori e tutto quello che l’azienda offre. Così la moda di lusso la creiamo noi e diventa più creativa e più vicina ai nostri gusti.    Else corp: il virtual retail per una moda del lusso e di qualità Il risultato ultimo di Else corp è una produzione di articoli di qualità su scala industriale, ma anche individualizzata, con una razionalizzazione dei costi. Con Else corp, il virtual retail per la moda del lusso, si produce solo quello che serve, instaurando un rapporto diretto tra l’azienda e il consumatore finale. Secondo uno studio di Deloitte, i millennial e la generazione Z rappresenteranno oltre il 40% del mercato globale dei beni di lusso entro il 2025. L’integrazione di piattaforme online e offline consente ai giovani acquirenti di vivere esperienze di acquisto personalizzate. Questa tendenza ha dato una spinta alla domanda di tecnologie immersive nel mercato del lusso. Che aspettate a ricrearvi il capo di lusso che più vi rappresenta? Con Else corp è possibile.

NANO SATELLITI SULLO SPAZIO AD OPERA DI D-ORBIT
NANO SATELLITI SULLO SPAZIO AD OPERA DI D-ORBIT
NANO SATELLITI SULLO SPAZIO AD OPERA DI D-ORBIT ...

Luca e Renato sono ingegneri aerospaziali. Si incontrano nel 2009 nella Silicon Valley e fondano D-Orbit nel 2011 e con la loro tecnologia portano i nano satelliti sullo spazio. D-Orbit si configura come una compagnia spaziale italiana che offre soluzioni per la progettazione, lo sviluppo, il lancio, l’attivazione e la rimozione dei nano satelliti sullo spazio. L’azienda ha sede a Milano e ha succursali negli Stati Uniti e in Portogallo. Il modello di business si basa su prodotti e servizi che creano profitto e valore per il cliente ed inoltre hanno anche un impatto positivo sull’ambiente.   Nano satelliti sullo spazio: la progettazione Luca e Renato progettano e assemblano tutto in Italia, questo permette loro di essere estremamente rapidi nelle consegne nei confronti dei clienti, di mantenere un livello di qualità elevata che nel mondo New Space ancora fatica ad emergere e permette di tenere sotto controllo i costi. I nano satelliti sono progettati e costruiti secondo gli standard dell’industria spaziale internazionale, come le ECSS, gli standard NASA e alcuni standard militari per la sicurezza. D-Orbit opera in produzione tramite ingegneri certificati dall’Agenzia Spaziale Europea per operazioni speciali. D-Orbit con i suoi nano satelliti è leader in Italia nel settore New Space e si differenzia per la sua capacità di imporsi sia sul mercato tradizionale che su quello New Space ed offre tecnologie e servizi per chi desidera operare satelliti.

WARHOL & FRIENDS - NEW YORK NEGLI ANNI '80
WARHOL & FRIENDS - NEW YORK NEGLI ANNI '80
WARHOL & FRIENDS - NEW YORK NEGLI ANNI '80 ...

La New York degli anni ’80 con la sua energia e il fortunato mix tra arte, moda, musica, fotografia e cinema è protagonista della mostra Warhol & Friends, curata da Luca Beatrice per il Gruppo Arthemisia, a Palazzo Albergati di Bologna. Dal 29 settembre 2018 al 24 febbraio 2019 in mostra circa 150 opere che raccontano Warhol, la sua vita e la sua produzione. Ma non solo. Tra storie di eccessi, trasgressione e mondanità, sono rappresentati tutti i protagonisti del vivacissimo clima artistico newyorkese di quel decennio di confine che ha segnato il passaggio alla contemporaneità, come Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring, Julian Schnabel e Jeff Koons, con alcune delle opere più note e amate.   Warhol & Friends e gli anni '80 negli Stati Uniti Gli anni ‘80 si aprono con l’elezione dell’ex attore Ronald Reagan a Presidente degli Stati Uniti; l’economia si trasforma in finanza e si accumulano ricchezze inimmaginabili; John Lennon muore ucciso sotto casa l’8 dicembre 1980; la borsa di New York crolla e anche il Muro di Berlino; i fatti di piazza Tienanmen, l’invenzione del www e l’impazzare dell’Aids negli USA.  Nel giro di poco l’arte perde, tra gli altri, Keith Haring, il fotografo Robert Mapplethorpe mentre Basquiat muore distrutto dalla droga. Quando l’economia “tira” la pittura ne è il primo segnale: nel 1980 The Times Square Show è la prima mostra sulla generazione di graffitisti, anarchica nello spirito ed estremamente provocatoria. Non solo Haring e Basquiat, con loro decine di artisti di strada e pittori di valore come Kenny Scharf, Donald Baechler e James Brown.   Warhol & Friends: tra arte economia Oltre la pittura, Jeff Koons rappresenta il perfetto trait- d’union tra arte ed economia: dopo l’esperienza come broker a Wall Street, Koons riflette sugli status symbol della nascente classe dirigente americana analizzando impietosamente kitsch e banalità.  Tra i protagonisti della scena musicale, della fotografia e del cinema, il ticinese Edo Bertoglio, fotografo e autore del film documentario Downtown 81 interpretato da Basquiat, l’artista francese Maripol che realizza l’artwork per l’album Like a Virgin di Madonna, Nan Goldin con i suoi racconti di vita quotidiana. La pittura neoespressionista trova spazio nelle grandi gallerie di SoHo e si relaziona alle esperienze della Transavanguardia italiana con Francesco Clemente e Sandro Chia. Julian Schnabel, David Salle, Robert Longo formano la triade di superstar della pittura americana, che negli anni ‘90 si misurerà anche con il cinema.  Letti troppo spesso come il decennio del disincanto e della superficialità, gli anni ‘80 hanno un loro modo di fare politica in un’esplosione di colori e figure dove l’arte non è solo esperienza visiva.  

I CAMPIONATI EUROPEI CHE VALORIZZANO DI PIÙ I GIOVANI
I CAMPIONATI EUROPEI CHE VALORIZZANO DI PIÙ I GIOVANI
I CAMPIONATI EUROPEI CHE VALORIZZANO DI PIÙ I ...

Quanto giocano i giovani calciatori in Europa? Non troppo. Il campionato europeo di massima serie che fa giocare più under 21 è la Bundesliga tedesca. Segue poi la Germania e la Ligue francese. Al terzo posto si piazza, invece, la serie A italiana che conta un ingente presenza degli under 21. Tra gli ultimi posti c’è la Liga spagnola E in Italia, chi sono i giovani insostituibili per i campionati europei? In testa alla classifica c’è Gianluigi Donnarumma del Milan, Emil Audero del Sampdoria e Nikola Milenkovic della Fiorentina. Sono andati sempre in campo Nicolò Barella, gioiello italiano del Cagliari, il quale ha giocato per il 99% dei minuti. Leggermente più indietro Federico Chiesa della Fiorentina   I Campionati europei: la Croazia al primo posto La Croazia è la nazione europea che premia di più i giovani calciatori nei campionati europei. L’età media nel massimo campionato croato è di poco superiore ai 24 anni, poco più alta in Slovenia. In Olanda invece si superano i 25 anni, come in Slovacchia e in Svizzera. In Italia, nei campionati europei, l’età media è superiore ai 27 anni. Mentre Udinese, Sassuolo e Fiorentina sono le squadre più giovani tra tutte. Al loro opposto si piazzano Juventus, Chievo e Parma. La loro età media è inferiore rispetto ai veri vecchietti del calcio europeo. Per i turchi del Besiktas si è ben oltre i 31 anni in media.  

MOLLO TUTTO E VADO IN AUSTRALIA!
MOLLO TUTTO E VADO IN AUSTRALIA!
MOLLO TUTTO E VADO IN AUSTRALIA!

Sono tantissimi gli italiani che scelgono di studiare e lavorare in Australia. Solo nell'ultimo anno hanno scelto la terra dei canguri più di 12 mila nostri connazionali, in gran parte giovani. C'è chi parte per fare un'esperienza e migliorare il proprio inglese, ma anche chi vuol fare diventare questo affascinante paese la sua nuova casa. Studiare e lavorare in Australia è un buon progetto poiché quest’ultima offre una valanga di opportunità, ma trasferirsi dall'altra parte del mondo non è così semplice: bisogna dotarsi di un visto adatto al percorso che si ha intenzione di intraprendere, conoscere bene la lingua ed aver maturato esperienza nel proprio settore.   Studiare e lavorare tramite Just Australia Just Australia nasce dall'esperienza di due ragazzi di Udine, Ilaria e Stefano, che cinque anni fa hanno mollato tutto e hanno acquistato un biglietto di sola andata per Melbourne. Se si decide di studiare e lavorare in Australia, questa realtà, da un lato infopoint gratuito e dall'altro un'agenzia, si rivolge a tutti gli italiani e non che, nel nuovissimo continente, vogliono realizzare il proprio progetto di studio, vita e lavoro. Ha sede a Melbourne e a Milano e si configura come un buon punto di riferimento. I ragazzi che si rivolgono a Just Australia vanno dai 20 ai 35 anni mentre le professioni più richieste riguardano il mondo delle costruzioni, come piastrellista, muratore, ed anche architetto ed ingegnere, e il mondo della ristorazione, in particolare chef. Su chi decide di studiare e lavorare in Australia, i dati ci dicono che nel 2017 poco più di 12 mila italiani hanno richiesto un visto per studio o lavoro.

A VOLTE RITORNANO: LE AUTO ELETTRICHE IN ARRIVO IN ITALIA
A VOLTE RITORNANO: LE AUTO ELETTRICHE IN ARRIVO IN ITALIA
A VOLTE RITORNANO: LE AUTO ELETTRICHE IN ARRIVO ...

E tu, hai voglia di guidare elettrico? In Italia è possibile e diversi sono i modelli di auto elettriche e le alternative per chi desidera farlo. A quanto pare tutti vogliono acquistarle ma è basso il numero di cittadini che sceglie di farlo. È chiaro ed evidente che il mercato delle auto elettriche in Italia stenti a decollare, a causa di costi elevati e una rete infrastrutturale molto carente. Volete sapere quante auto elettriche sono state vendute in Italia? Molto più di 4000, nel 2017. Adesso, poi, scattano gli incentivi: fino a 6 mila euro per chi acquista una vettura elettrica, ibrida, a metano. Niente male direte?! Ammettetelo, vi è venuta un po’ la voglia di comprarne una?! Le previsioni sono interessanti e ci dicono che in Italia circoleranno, nel 2030, circa 7 milioni di auto elettriche.   Le auto elettriche in Italia: i modelli promossi dal mercato Non tutti hanno idea di come siano fatte le auto elettriche. L’aspetto interessante è che consentono percorrenze chilometriche sempre più elevate grazie ad un’autonomia sempre maggiore. Sono diventate, quindi, un’alternativa valevole, da prendere in considerazione rispetto alle auto tradizionali. Il prezzo rimane impegnativo ma, non disperate, ci sono gli incentivi che possono aiutarvi nell’acquisto e alleggerirvi la spesa. Le auto elettriche si presentano come un’ottima alternativa, pensateci! Sappiate che oggi tanti modelli che hanno fatto la storia dell’auto rinascono con motore a “zero emissioni”. La notiziona è che Volkswagen produrrà in serie un modello derivato dalla I.D. Buzz, erede del famoso “Bulli”, e arriverà sulle strade nel 2022. E poi c’è la Citroen che dà nuova vita alla Mehari, furgonetta anno 60/70. Oggi è in commercio la E-Mehari con motore elettrico. E non poteva mancare la Vespa elettrica, icona Piaggio a zero emissioni. L’autonomia dichiarata dalla Piaggio è di circa 100 km. Il nuovo scooter ha la facilità di guida e la leggerezza di una Vespa tradizionale. Non resta che mettersi alla guida e provare un’esperienza elettrica, nuova, briosa.  

DIGITHON 2018, LA PRIMA MARATONA DIGITALE IN ITALIA
DIGITHON 2018, LA PRIMA MARATONA DIGITALE IN ITALIA
DIGITHON 2018, LA PRIMA MARATONA DIGITALE IN ITALIA ...

Digithon è la prima maratona digitale italiana. L’edizione 2018, la terza, a parte un numero zero, si è tenuta dal 6 al 9 settembre a Bisceglie. E già si sta lavorando alla prossima prevista in estate. Francesco Boccia, Pres Digithon, ci dice che quest’avventura ha interessato il Politecnico di Bari, il Dipartimento di Informatica, il Laboratorio dell’Università del Salento, tutti luoghi dove si è trovato un territorio disposto ad investire. La maratona ha avuto una durata di 4 giorni, con incontri e dibattiti sul mondo digitale e la presenza di esperti, Istituzioni e 100 startup in gara per il primo premio di 10 mila euro e i premi offerti dagli sponsor.   Digithon 2018, com'è nata l'idea Francesco Boccia racconta gli albori e le caratteristiche di questo progetto: «Intorno a questa idea è nata Digithon 2018, nata su una competizione che è la maratona digitale. Ci sono 100 giovani idee, chiamate startup. In alcuni casi sono piccole aziende, in altri algoritmi, in altri casi ancora idee già sviluppate e tutti cercano il confronto. In platea ci sono investitori, analisti, Istituzioni attente, professori universitari: questo mondo è diventato una comunità che noi chiamiamo Digithon.» Digithon 2018 vede oltre 300 giovani inventor provenienti da tutta Italia. Si hanno oltre 5 minuti a disposizione per il pitch di presentazione e per rispondere alle domande di analisti e investitori.  

L.A. RIVER: SURFARE IN CITTÀ? A LOS ANGELES È POSSIBILE
L.A. RIVER: SURFARE IN CITTÀ? A LOS ANGELES È POSSIBILE
L.A. RIVER: SURFARE IN CITTÀ? A LOS ANGELES È ...

L.A. River è un serpente di cemento che si snoda all’interno di una delle metropoli più grandi del pianeta, set di centinaia di film e videogame. Dalla corsa clandestina di John Travolta in Grease a Terminator 2, fino agli inseguimenti della polizia in Grand Theft Auto 5. È proprio qui, in un luogo dimenticato e conosciuto solo attraverso il cinema, che Yuri, artista e fotografo di moda, ha deciso di reinterpretare uno spazio urbano ambientando un set fotografico e creando un cortocircuito dell’immaginazione. Un fiume in città e a Austin Keen, il più grande skimboarder del mondo che ha deciso di surfare in città: «Questo luogo non assomiglia a nessun altro in cui io sia mai stato a surfare. Non avevo mai pensato di usare la mia tavola nel L.A. River, in un fiume in città.»   Surfare in città: la sfida di Austin e l’incontro con Yuri Una sfida è surfare in quell’acqua circondati da sponde di cemento simili a onde gigantesche con i grattacieli di Downtown L.A. all’orizzonte. Cresciuto in Georgia, a pane e surf, Austin è passato quasi subito all’età di dieci anni allo Skimboard, disciplina che consiste nel surfare a riva, sfruttando la risacca delle onde, fino a cimentarsi con il wakesurf, con le acrobazie e le evoluzioni spettacolari da compiere sulla scia di un motoscafo. Ma l’oceano è troppo piccolo per Austin e l’incontro con Yuri lo porta a confrontarsi con L.A. River, dove si entra solo in due modi: o attraverso lo schermo o da uno dei tanti cunicoli e tunnel segreti e spesso pericolosi che permettono l’accesso al canale. Scegliere di surfare in città a L.A. equivale a scegliere uno scenario ibrido di confluenze visive, perfetto per un danzatore che sul filo dell’acqua e dell’immaginazione surfa nella città dove tutto è possibile.

GLI INCIDENTI STRADALI NEL 2017 SONO DIMINUITI: DATI E STIME
GLI INCIDENTI STRADALI NEL 2017 SONO DIMINUITI: DATI E STIME
GLI INCIDENTI STRADALI NEL 2017 SONO DIMINUITI: ...

I dati 2017 sugli incidenti stradali parlano chiaro: sono aumentati i morti, rispetto all'anno precedente, ma diminuiscono incidenti e feriti. Questo perché la tecnologia, sia attiva sia passiva, sta facendo passi da gigante. Ancora molto c'è da fare, ma siamo sulla buona strada. Gli attenuatori d'urto che troviamo sulle vie a scorrimento veloce e autostrade servono ad attutire i colpi, in caso di incidente stradale. Fungono, quasi, da calamita e frenano la forza dell'automobile Nel 2017 sono aumentati i morti per incidenti stradali del 2,9% ma, secondo la fonte ACI/ISTAT, diminuiscono gli incidenti dello 0,5% e i feriti dell’1% . Il legislatore ha previsto l’obbligatoria istituzione di barriere di sicurezza stradali.   Gli incidenti stradali in Italia e i dispositivi salvavita Sono dispositivi salvavita per la sicurezza stradale. Consentono la messa in sicurezza dei punti critici in caso di urto e sono in grado di reindirizzare correttamente il veicolo. È italiana e si chiama Sma Road Safety. Una fra le aziende leader nella progettazione e produzione di sistemi di ritenuta come attenuatori, terminali di barriera e sistemi di monitoraggio urti. Le principali cause di incidenti stradali sono: ·       la distrazione alla guida ·       la mancata precedenza ·       la velocità elevata (40,8% dei casi) La violazioni del codice della strada più sanzionate sono: ·       l’eccesso di velocità ·       il mancato uso di dispositivi di sicurezza ·       l’uso del cellulare alla guida  

SNEAKERNESS MILANO 2018: IL MONDO DELLE SNEAKER IN ITALIA
SNEAKERNESS MILANO 2018: IL MONDO DELLE SNEAKER IN ITALIA
SNEAKERNESS MILANO 2018: IL MONDO DELLE SNEAKER IN ITALIA ...

Quest’anno è la volta di Sneakerness Milano 2018, in Italia arriva l’evento più cool sul mondo delle sneakers. Sono passati 33 anni esatti da quando Michael Jordan ha lanciato le sue Air Force One. Eppure il mondo delle sneaker non è mai stato così in tripudio. Modelli rari, serie limitate, colori e accostamenti osè, collaborazioni con i brand di lusso. La tribù degli sneakerheads ormai è la più cool del pianeta. Sneakerness è la più grande convention mondiale dedicata ad Adidas, Puma, Nike e tutta la cultura che gli gira intorno. Dopo Londra, Parigi, Zurigo, Rotterdam, Johannesburg, finalmente è la volta di Sneakerness Milano 2018. Un mondo popolato da migliaia di collezionisti e da agguerriti reseller, i rivenditori specializzati che scovano i modelli più rari e li lanciano sul web.   Sneakerness Milan 2018: origini e curiosità A inventarsi sneakerness è stato Sergio Muster, uno sneakerhead svizzero che possiede una collezione di seicento scarpe e ha voluto fortemente l’edizione made in Milano . Questa, dice, è la città dove la cultura USA e l’alta sartoria celebreranno il matrimonio perfetto. Sneakerness Milano 2018 è considerato il trionfo del design, è un evento che piace agli appassionati ma coinvolge anche chi è più distante da quel mondo. Jacopo Pozzatti, sneaker expert e fondatore SO, ci racconta che inizialmente nessuno credeva alla sua idea, quando ha deciso di aprire, nel cuore di Bologna, un negozio dedicato alle sneakers che ha poi riscosso grande successo. Jordan Shattered Reverse, nome del modello della scarpa, nell’ambito delle sneakers è la scarpa più costosa al mondo. La base d’asta di questa scarpa sembrerebb aggirarsi intorno ai 125.000 euro. La fonte più autorevole per restare aggiornati su tutte le novità e su Sneakerness Milano 2018 è indubbiamente Instagram. Tra i profili da seguire obbligatoriamente c’è Yeezymafia, Highsnobiety, Sneakernews e Py­_Rates.

THE PUNISHER,  LA SERIE TV DAL POTENTE FASCINO NOIR
THE PUNISHER, LA SERIE TV DAL POTENTE FASCINO NOIR
THE PUNISHER, LA SERIE TV DAL POTENTE FASCINO NOIR ...

Francesco Specchia ci offre un suo punto di vista con una recensione su The Punisher, che racconta di Frank Castle e la sua vita. Ci si chiede: cosa accadrebbe se The Punisher vivesse in Italia? Sarebbe un’ecatombe e la serie durerebbe molto più dei 13 episodi dell’originale. La recensione The Punisher narra di una storia che possiede un suo potente fascino. Il grande romanzo nero di questo marine pluridecorato in Vietnam vede uccidere sotto gli occhi la famiglia inavvertitamente finita tra mafia e CIA.   Recensione The Punisher: la trama e i personaggi La recensione The Punisher di Francesco Specchia racconta di Frank Castle che emerge da una vita anonima d’operaio, ammazza un gruppetto di colleghi che si scopre essere rapinatori per riscattare l’onore perduto in una missione omicida consumatasi anni prima in Afghanistan. Castle scopre che la CIA gli ha fatto compiere cose orribili a sua insaputa. Suo scopo vitale diventa mozzare di netto il vertice corrotto dell’Intelligence. E gli girano attorno una bella funzionaria governativa cui fanno fuori mezza squadra. Il simbolo della macerazione interiore è Micro, un super tecnico informatico che deve fingersi deceduto per evitare che facciano fuori anche lui. L’emblema della redenzione invece è Karen, la giornalista deputata a placare le coscienze dei supereroi già dai tempi di Daredevil. La recensione di The Punisher si conclude raccontando di una serie che parte lenta ma, come uno di quei vecchi bazooka di fabbricazione texana, si infiamma tra scene d’azione, intrighi, spie, slanci di bontà inaspettate. Il punitore è in grado di sgozzare un terrorista e subito dopo di giocare a football con un ragazzino impaurito dai bulli a scuola. Praticamente è un ispettore Gallaghan più cupo e specializzato nello sterminio. Roba da far commuovere l’elettorato repubblicano, Trump compreso.

MILAN CINESE E LA SUA SPAVENTOSA GESTIONE
MILAN CINESE E LA SUA SPAVENTOSA GESTIONE
MILAN CINESE E LA SUA SPAVENTOSA GESTIONE ...

In questa nuova puntata di Money Football andiamo a scoprire quello che è successo al Milan cinese e quel che è avvenuto nelle casse della società di via Aldo Rossi in questo anno, sotto la proprietà dell'imprenditore cinese che in estate ha lasciato il club nelle mani del fondo britannico Elliott. Il primo e unico bilancio della gestione del Milan cinese di Yonghong Li ha fatto registrare un rosso da 126 milioni di euro. Un passivo molto più ampio rispetto ai 70 milioni previsti dall’ex A.D. Fassone. Nel periodo dal 1 luglio 2017 al 30 giugno 2018 il quadro dei ricavi legato agli sponsor è calato di 7,4 milioni. La perdita totale del club è aumentata di 53 milioni di euro rispetto alla stagione precedente. I costi affrontati dal Milan cinese di Yonghong Li sono stati di 354 milioni di euro. In aumento del 22,7% rispetto al 273,9 milioni di euro del bilancio precedente. I ricavi del club sono cresciuti da 212 a 255 milioni di euro ma hanno disatteso le aspettative soprattutto quelli legati a Milan China. I 90 milioni previsti per la stagione 2017/2018 che dovevano diventare 225 al 30 giugno 2022 si sono fermati a 606 mila euro.   Milan cinese: chi è Yonghong Li, curiosità Se ti stai chiedendo "chi è Yonghong Li?", sappi che è un imprenditore cinese originario del Guangdond. È socio di maggioranza della Guizhou Fuquan Group, una società che è attiva nell’estrazione mineraria, nella lavorazione e vendita prodotti in fosforo ed è anche proprietaria della più grande miniera di fosforo cinese. Yonghong Li è stato il proprietario più controverso della storia del Milan, il quale ha detenuto le quote dall’aprile 2017 al luglio 2018. È un personaggio di cui anche al momento si hanno poche informazioni. Anche Mirabelli si domanda come mai il Milan sia stato acquistato per così poco tempo per poi essere lasciato. Come sostiene quest’ultimo, i problemi con l’UEFA hanno riguardato infrazioni commesse nel triennio precedente al suo arrivo. Dopo una lunga trattativa, nell’agosto del 2016 la Fininvest comunica di aver ceduto al Milan cinese di Lux di Yonghong Li la totalità delle azioni in suo possesso nel Milan. Il giorno dopo il consiglio di amministrazione nomina lo stesso Li presidente del club rossonero. Se desideri sapere chi è Yonghong Li, sappi che il peggioramento del conti riguardanti il Milan cinese è la conseguenza della sua strategia e dell’ex Marco Fassone. Il Milan di Yonghong Li Milan ha registrato ricavi di 255 milioni rispetto al 212 del ricavo precedente. I ricavi importanti hanno riguardato anche la tv mentre il Botteghino di San Siro ha dato 35,3 milioni. Il dato deludente riguarda i ricavi commerciali scesi a 62,5 milioni con una contrazione di 7,4 milioni rispetto alla stagione 2016/2017. In breve, Yonghong Li, l’ex proprietario del Milan cinese, dopo aver perso il club per l’incapacità di rimborsare il debito con il fondo Elliot, è finito sotto accusa nel suo paese  per un altro prestito non onorato. Nel 2014 Yonghong Li era stato già sollecitato a rimborsare questo debito con una penale generata dalla commissione d’arbitrato, quindi prima di acquistare nell’aprile del 2017 dalla Fininvest di Silvio Berlusconi il Milano, al quale è stato a capo per quindici mesi, finchè Elliot è subentrato con l’escussione del debito. Adesso che sai chi è Yonghong Li, è bene che tu sappia anche che, in definitiva, per il tribunale di Jingem, l’imprenditore si è sottratto al pagamento di 8,7 milioni di dollari nei confronti di una società di investimento ed inoltre ha eluso una sanzione di 12 milioni di yuan.

BUSINESS SCOMMESSE CALCIO IN ITALIA
BUSINESS SCOMMESSE CALCIO IN ITALIA
BUSINESS SCOMMESSE CALCIO IN ITALIA

Il calcio è un mercato redditizio che sembra non conoscere crisi. Il business scommesse calcio oggi è in continua crescita e con esso anche le contaminazioni illecite, prima fra tutte le infiltrazioni della criminalità organizzata, alle quali lo Stato cerca di dare un freno.  In questa puntata di Money Football abbiamo analizzato i dati proposti dal reportage della FIGC: una raccolta così proficua per il settore scommesse calcio in Italia che non si vedeva da oltre dodici anni.   Scommesse calcio mercato: i dati del reportage Determinanti i dati raccolti. Secondo il report calcio 2018 della FIGC il giro d’affari del betting si aggira intorno agli 11 miliardi di euro. Nel corso del 2017 le scommesse sul calcio hanno raggiunto quota 8,1 miliardi di euro. Di questi, 3,1 miliardi riguardano la raccolta fisica mentre 4,9 miliardi si riferiscono all’online. La competizione su cui si scommette di più è la serie A con 1,2 miliardi di euro, seguita da Champions league con 472 milioni e serie B con 432. La lega pro ha avuto una raccolta di 208 milioni e la serie D di 16 milioni. Le scommesse calcio mercato nel 2017 hanno portato nelle casse dello stato 192 milioni di euro. In aumento rispetto ai 132,5 milioni del 2016. Dal 2006 la cifra non era stata mai tanto alta. Gli eventi scommesse calcio in Italia su cui si è scommesso di più sono: la finale di Champions 2017 Juve-Real con 25 milioni; quella del 2015 tra Juve e Barcellona con 15 milioni e quella del 2010 tra Inter e Bayern con 14 milioni. Dal punto di vista commerciale in serie A su un totale di 681 sponsorizzazioni il 2% riguarda il betting.   Business scommesse calcio in Italia: suggerimenti Se ti stai chiedendo come guadagnare scommettendo, sappi che le scommesse sportive rappresentano per alcuni una fonte di svago, che siano esse occasionali o regolari. Si decide di intraprendere scommesse sportive per vivere con più intensità e coinvolgimento emotivo gli eventi sportivi. C’è chi invece decide di scommettere come fosse un vero e proprio lavoro. Sono molti i giocatori che riescono ad arrotondare i propri guadagni a fine mese con le scommesse sportive, altri invece finiscono per perdere l’intero capitale. Ciò che differenzia lo scommettitore occasionale da quello “professionista” è che quest’ultimo sviluppa la capacità di aumentare il suo capitale tramite le scommesse sportive. D’altra parte è facile che si possano perdere ingenti capitali con le scommesse calcio mercato, è più facile di quanto si pensi. Mentre, guadagnare sistematicamente con le scommesse sportive appare un miraggio. Gli scommettitori professionisti vincono il 60% delle loro scommesse in una stagione mentre la maggior parte si ferma ad un 54% di riuscita.   Guadagnare con le scommesse sportive Ci si chiede se sia possibile guadagnare con le scommesse sportive. Senza dubbio, le strategie di calcolo e delle piccole puntate si potranno rilevare soddisfacenti. Anche vincendo le scommesse è importante uno sforzo aggiuntivo in modo che cresca il capitale. Mai prendere la mano anche quando il saldo sul conto aumenta. È sempre bene valutare con molta attenzione il rischio della scommessa. Guadagnare con le scommesse sportive può risultare anche un’attività creativa e allo stesso tempo lucrativa. Risulta più efficace un approccio sistematico piuttosto che istintivo. Un ragionamento ben fatto deve stare alla base di ogni scommessa sportiva. Il business scommesse calcio in Italia è in crescita e coinvolge sempre più persone e tifosi. I numeri stanno crescendo anno dopo anno, i numeri parlano e ci dicono che è un settore sempre più seguito.

SERIE TV
SERIE TV "SHOOTER", LA TRAMA E LA RECENSIONE: VIENI AVANTI CECCHINO
SERIE TV "SHOOTER", LA TRAMA E LA RECENSIONE: VIENI ...

  Francesco Specchia ci racconta il suo punto di vista su Shooter trama: «La premessa è abbastanza improbabile. Swagger è un padre e marito amorevole e contemporaneamente un occhio di falco in grado di spappolare un cranio come un cocomero a un chilometro di distanza. Ma Swagger è dotato di mira impressionante almeno quanto la sua sfiga, infatti prima alcuni suoi commilitoni traditori lo coinvolgono nell’attentato al presidente americano e lui finisce in galera. E poi evade ammazzando un paio di galeotti e poi salva consorte figlioletta da una spia russa pazza a cui con un colpo secco perfora il torace dopo averla appena intravista all’orizzonte.»   Shooter trama e personaggi Francesco Specchia ci dà degli spunti su Shooter trama e personaggi. «Non pago Shooter nella sua tendenza ad attirare jella. Finisce nella rete omicida di un killer ceceno di massa, il quale killer gli ha trucidato tutti i membri del suo ex battaglione soltanto perché l’avevano visto in faccia.  Alla fine l’uomo si ritrova invischiato nelle trame internazionali di CIA, FBI, servizi segreti deviati, probabilmente anche nei complotti del Bilderberg, dei rapimenti alieni, delle scie chimiche, ecc.   Shooter ha dei caratteri tagliati con l’accetta. C’è l’eroe duro e puro senza macchia, mentre il mondo attorno cerca di corromperlo. C’è l’ex direttrice CIA al servizio dei poteri forti, c’è la moglie psicologicamente incasinata e la bimba di un buonismo tonante al limite del fastidio, al punto che in qualche inquadratura ti viene quasi la voglia di presentarla direttamente al killer ceceno.»

L'IPNOSI DELL'ISPETTORE BARNABY: TRAMA E RECENSIONE DELLA SERIE TV
L'IPNOSI DELL'ISPETTORE BARNABY: TRAMA E RECENSIONE DELLA SERIE TV
L'IPNOSI DELL'ISPETTORE BARNABY: TRAMA E RECENSIONE ...

Francesco Specchia ci racconta il suo punto di vista sull’Ispettore Barnaby, trama e recensione della serie tv presente su La7. «Dicesi tra gli addetti ai lavori della tv, effetto Ispettore Barnaby, la stupefacente circostanza in cui un programma seriale, di serie B, ai limiti della monotonia, che costa come un pacchetto di sigarette riesce, senza un apparente motivo, a macinare ascolti impensabili e a salvarti il sabato sera. Con l’Ispettore Barnaby, La7 ci ha campato per anni. Lo stesso proprietario de La7, Urbano Cairo, notizzato da questa serie, il cui successo precedente pare invariabilmente uguale al successivo, ha rivelato che le repliche dell’Ispettore Barnaby continuano a salire di ascolto.»   Ispettore Barnaby, episodi e location Francesco Specchia continua la sua riflessione sull'Ispettore Barnaby, espisodi e location: «Ma qualcosa è oggettivamente inspiegabile. Naturalmente c’entrano le ansiolitiche ambientazioni nella verde contea immaginaria in Inghilterra. Una location fatta di boschi e animali. E naturalmente c’entrano le indagini lente, la recitazione teatrale, l’humor quasi sottotraccia dei due protagonisti che si sono succeduti nel ruolo del deduttivo ispettore. Infine forse c’entrano i gesti lenti, il perbenismo dietro i quali si celano delitti impensabili per la provincia inglese. Gli unici competitor sono quelli di Padre Brown. È un po’ quello che da noi accade nell’Umbria di Don Matteo, dove muoiono tutti. Caio, d’accordo con  il suo direttore, Andrea Salerno, ha preannunciato la dipartita di Barnaby a vantaggio di nuovi progetti con Mirta Merlino e Massimo Giletti. Una sfida che ha un ché di magico.» Dopo una riflessione sull’Ispettore Barnaby, espisodi e location, aggiunge un’ultima più personale considerazione: «L’Ispettore Barnaby mi ricorda un po’ la mia infanzia infelice con l’Ispettore Derrick, il quale essendo quadrato e senza orpelli, mi veniva imposto da mio padre, mentre io impazzivo per Ellery Queen e il Tenente Colombo.»

QUANTE SONO LE AUTO ELETTRICHE IN EUROPA? E LE COLONNINE DI RICARICA?
QUANTE SONO LE AUTO ELETTRICHE IN EUROPA? E LE COLONNINE DI RICARICA?
QUANTE SONO LE AUTO ELETTRICHE IN EUROPA? E LE ...

Se ti stai chiedendo quante sono le auto elettriche sulle strade europee, sappi che sono 669.716, appena lo 0,3% dell’intera flotta su quattro ruote. In Norvegia viaggiano 209 mila automobili, 137 mila nel Regno Unito, 124 mila in Germania, 123 mila in Francia e 119 mila nei Paesi Bassi. In Norvegia sono elettriche 7 auto su 100. All’interno dell’Unione Europea, per percentuale, dominano i Paesi Bassi, l’1,4% delle auto sono green. Ma l’Italia dov’è? Decisamente in fondo alla classifica dei grandi Stati europei. Sono 13.530 le auto elettriche circolanti a fine 2017,  meno dello 0,1% del totale. Peggio anche di Svezia, Belgio, Spagna e Austria.   Quante sono le auto elettriche in Europa? Le colonnine di ricarica Un grande incentivo all’uso dell’auto elettrica arriva dalle colonnine di ricarica. In totale, in Europa sono disponibili 102.861 colonnine di ricarica per chi possiede un auto green. Nei Paesi Bassi ce ne sono 32 mila in tutte le città, in Francia sono 16 mila, nel Regno Unito 14 mila. Poi Germania e Norvegia appaiati a 10 mila. Se ti stai chiedendo quante sono le auto elettriche in Europa, sappi che anche per il numero delle infrastrutture sul territorio l’Italia è lontanissima dai migliori esempi europei. Sono 2.741 le colonnine di ricarica italiane presenti su territorio, quasi la metà di quelle presenti in Spagna e Svezia.

FOOD DELIVERY IN ITALIA E NON SOLO, QUANTO TIRA IL CIBO A DOMICILIO?
FOOD DELIVERY IN ITALIA E NON SOLO, QUANTO TIRA IL CIBO A DOMICILIO?
FOOD DELIVERY IN ITALIA E NON SOLO, QUANTO TIRA IL ...

L’online food delivery in Italia e nel mondo vale quasi 75 miliardi di euro ma quanto potrà crescere in futuro? I 74,9 miliardi di euro del 2018 diventeranno 86,4 nel 2019. Per poi salire al 97,6 miliardi di euro nel 2020. L’anno successivo toccheranno i 107,8 miliardi e nel 2022 si arriverà a 116,9 miliardi di euro. Tutto grazie al fascino del food delivery sugli utenti. Nel 2018 è stato un miliardo di persone ad usare piattaforme di food delivery, in Italia e nel mondo, per la consegna di cibo a domicilio via internet. Nel 2019 saranno 1 miliardo e 100 milioni e poi, via via, cresceranno fino a 1,4 miliardi di utenti nel 2022. Se c’è assoluta parità tra donne e uomini, il ben 36,15% di chi usa piattaforme di food delivery ha tra i 25 e i 34 anni, solo il 17% ha più di 45 anni.   Quali sono le nazioni che apprezzano più il food delivery? Tra tutte le nazioni domina la Cina che muove 29,7 miliardi di utenti nel 2018 e precede gli Stati Uniti a 15,3 miliardi e l’India a 6,3. Decisamente più indietro è il Regno Unito che conta 3,1 miliardi e la Germania con 1,7 miliardi di euro. È l’Italia? Nel 2018 le piattaforme di food delivery in Italia hanno raccolto 609,3 milioni di euro, molto indietro rispetto ai mercati più vivaci. La penisola in Europa si piazza anche alle spalle di Francia, Olanda e Spagna. Il settore della ristorazione è stato protagonista, negli ultimi anni, di un’evoluzione che ha trovato nella consegna a domicilio e nell’ordine tramite App delle grandi opportunità di crescita. È a partire dal 1996 che sono stati creati i primi servizi online. L’evoluzione del mercato del Food Delivery a livello internazionale è stata molto rapida e i dati ce lo raccontano.e Spagna

QUANTO VALE IL CALCIO ITALIANO? ECCO I DETTAGLI E LE CURIOSITÀ
QUANTO VALE IL CALCIO ITALIANO? ECCO I DETTAGLI E LE CURIOSITÀ
QUANTO VALE IL CALCIO ITALIANO? ECCO I DETTAGLI E LE ...

Se ti sai chiedendo quanto vale il calcio italiano, i dati ci rispondono e ci dicono che questo settore coinvolge 4,6 milioni di praticanti e 1,6 milioni di tesserati. Per ogni euro investito nel calcio lo Stato ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali di 14,4 euro. Nel complesso il calcio italiano fattura 4,5 miliardi di euro di cui 3,4 da quello professionistico. Un business che incide per il 35% sul volume d’affari generato. È lo sport ad avere un volume d’affari molto elevato ed il calcio è tra le prime 10 industrie su territorio italiano. Si parla di un giro d’affari di 13 miliardi. In Italia il calcio è senza dubbio lo sport più seguito e rappresentativo, con numeri che crescono ogni giorno di più e che testimoniano quanto influenzi più settori, economico, fiscale, sociale e ovviamente sportivo. Il direttore generale della FIGC e il Vice Presidente UEFA Michele Uva hanno dichiarato che il settore è molto più avanti di quanto si possa credere e lo testimoniano i risultati del Bilancio Integrato.   Quanto vale il calcio italiano: i dati Nel domandarti quanto vale il calcio italiano, sappi che i dati parlano e ci raccontano di un settore che si estende ogni giorno. Secondo i dati raccolti, che nell’estate 2017 la FICG ha calcolato che il calcio è stato il terzo settore per investimenti e attualmente occupa direttamente 40.000 persone generando un indotto di 18,1 miliardi. È quindi un settore sempre più in crescita e sempre più seguito, gode di un’ottima ed attiva partecipazione. Il valore del settore professionistico è cresciuto del 17,9%, un incremento che ha coinciso con quello del PIL italiano: +0,9%. Ci sono dati che raccontano quanto vale il calcio italiano e confermano come il football business sia tra le prime industrie in Italia.  

SLAPS & BEANS: UN GIOCO NEL MITO DI BUD SPENCER E TERENCE HILL
SLAPS & BEANS: UN GIOCO NEL MITO DI BUD SPENCER E TERENCE HILL
SLAPS & BEANS: UN GIOCO NEL MITO DI BUD SPENCER E ...

Slaps & Beans è un gioco che è stato finanziato su Kickstarter nel 2016 ed è stato appoggiato dalla famiglia di Bud Spencer, quindi è l’ultimo progetto approvato da Bud con anche l’appoggio di Terence Hill. “Bud Spencer and Terence Hill: Slap and Beans” è un picchiaduro disponibile su Pc, Mac, Xbox one, Ps4 e Nintendo switch al prezzo di 19,90 euro. È stato sviluppato dal Trinity Team, composto da 4 membri, dopo 15 mesi di lavorazione. Si tratta di un picchiaduro a scorrimento in pixel art che richiama gli ambienti tipici dei loro film . Nel 2016 il gioco è stato finanziato con una campagna crowdfunding su Kickstarter. Nell’arco di tre mesi il progetto ha raccolto 212 mila dollari e oltre 6000 sostenitori.   Bud Spencer e Terence Hill in Slaps and Beans Questo gioco è stato voluto dai fan di Bud Spencer ed è rivolto a loro, che hanno molto apprezzato. Chi ha progettato il gioco ha dovuto sacrificare le tipiche beat em up per essere più fedeli alle scene del film e allo stile dei loro combattimenti. Slaps & Beans ps4 ha avuto un’ottima accoglienza da parte ella critica video ludica italiana. Con una media voto di 7,5 sui principali siti di riferimento del settore. Per il videogioco dedicato a Bud Spencer e Terence Hill, è stata più complessa la gestione delle musiche. I diritti d’immagine e musicali è stato possibile riuscire ad acquisirli ma non è stato possibile invece appropriarsi dei diritti cinematografici.

BEYOND THE CASTLE: LA REALTÀ VIRTUALE AL CASTELLO SFORZESCO DI MILANO
BEYOND THE CASTLE: LA REALTÀ VIRTUALE AL CASTELLO SFORZESCO DI MILANO
BEYOND THE CASTLE: LA REALTÀ VIRTUALE AL CASTELLO ...

Beyond the Castle è un’esperienza in realtà virtuale presente nel Castello Sforzesco di Milano. La realtà virtuale in Italia piace moltissimo ma non tutti possono permettersela. Così, chi l’ha realizzata ha deciso di portarla in un luogo pieno di gente. Beyond The Castle, la realtà virtuale prodotta della start up milanese Beyond the gate per il Castello Sforzesco, è composta da giovani under 30. L’azienda promuove progetti di edutainment che coniugano scienza, storia e realtà virtuale. I clienti di Beyond The Castle sono turisti, milanesi ed anche le scuole che si trovano a passare dal Castello Sforzesco. Questo mese hanno lanciato il prodotto scuole: 18 classi proveranno la realtà virtuale, viaggeranno indietro nel tempo al 1492, provando un corso di tiro con l’arco.   La realtà virtuale in Italia: come divertirsi al Castello Sforzesco di Milano Nel 2018 il mercato consumer dei visori vr ha visto un calo del 33,7% rispetto al 2017. Da 1 milione di unità vendute si è passato a poco più di 400 mila. Marco Arena, fondatore di Beyond The Castle, ci dice: «Il videogame è cultura, bisogna solo farlo conoscere, fare più educazione, soprattutto nelle scuole. Si può sfruttare un media positivamente , se si conosce bene e si sa in che direzione sta andando. C’è molto lavoro da fare ma c’è anche potenziale.» La realtà virtuale in Italia, a quanto pare, è molto apprezzata ed ha un pubblico che l’accoglie divertito. Marco aggiunge con entusiasmo: «Ci teniamo ad attrarre anche le famiglie e i ragazzi. È bellissimo avere un papà che si complimenta e dice che si porterà i suoi figli al Castello.» Secondo una ricerca AESVI le 5 parole chiave associate ai videogiochi sono: divertimento, interazione, competizione, intrattenimento e immersività.

ECCO QUALI SONO LE PARTITE DI CALCIO PIÙ VISTE NEL 2017-2018
ECCO QUALI SONO LE PARTITE DI CALCIO PIÙ VISTE NEL 2017-2018
ECCO QUALI SONO LE PARTITE DI CALCIO PIÙ VISTE NEL ...

Quali sono le partite di calcio più viste nel 2017-2018? Facile rispondere: tutti quelli in cui gioca la Juventus. Ad esempio, la partita Milan-Juventus ha totalizzato uno share del 16,57%. Stiamo parlando di circa 4 milioni di telespettatori, più o meno lo stesso risultato raggiunto dalla fiction “I Medici”. La partita finì 2-0 con una doppietta del Pipita, in arte Gonzalo Higuain. Al secondo posto c’è Juventus-Napoli. Lo share è stato del 13,53%. Vinsero i partenopei con uno splendido goal di Koulibaly. Partita spettacolare, che rientra tra le partite di calcio più viste nel 2017-2018, è stata Inter-Juventus, vinta dai bianconeri con 3 goal a 2, dopo una straordinaria rimonta e un altrettanto strepitoso colpo di testa del solito Higuain, ora giocatore di punta del Milan. In questo caso lo share è stato però solo del 12,95%. Quanto una puntata di “Chi l’ha visto” o un episodio della fiction “Il Commissario Schiavone”.   Le partite di calcio più viste nel 2017-2018. E le meno viste? Ci sono poi partite che sono viste solo dai familiari dei giocatori in campo. Sapete quali sono i match italiani meno visti? Al primo posto c’è Hellas Verona-Sassuola vinta degli emiliani 1-0, che ha raccolto uno share pari allo 0,02%. La seconda partita meno vista in assoluto è stata quella giocata tra Chievo-Verona e Sassuolo, finita in pareggio, 0,03% di share. Al terzo posto ChievoVerona-Benevento, finita 1 a 0 con uno share dello 0,04% Interessante la classifica che vede le partite di calcio più viste nel 2017-2018 ed insieme ad esse anche le meno viste. Come saranno le performance e la prossima classifica? Attendiamo il 2019.

QUANTO LAVORANO I REALI INGLESI? LA CLASSIFICA DEI PIÙ RICCHI
QUANTO LAVORANO I REALI INGLESI? LA CLASSIFICA DEI PIÙ RICCHI
QUANTO LAVORANO I REALI INGLESI? LA CLASSIFICA DEI ...

Chiedersi quanto lavorano i reali inglesi ha dato vita a risultati sorprendenti. Ad esempio, del Principe Carlo sappiamo che compie 70 anni ma non è che si ammazzi di lavoro. Tra tutti i componenti della corona inglese, quella che si dà più da fare è la sorella Anna, unica figlia femmina della Regina Elisabetta II. ·       Anna, nel 2017, ha avuto 195 giorni occupati, ·       Al secondo posto c’è Carlo d’Inghilterra, che ha lavorato 177 giorni, ·       Seguito dal fratello Andrea, con 146 giorni. Tra tutti i membri della corona la più scansafatiche è Kate che lavora 65 giorni l’anno. La corona inglese dovrebbe darsi più da fare per aumentare la propria ricchezza, non è infatti ricca come potrebbe sembrare.   Quanto lavorano i reali inglesi? E gli altri reali europei? Nella classifica dei reali inglesi e delle famiglie reali europee, la 92enne Elisabetta II, salita al trono quando aveva 25 anni nel 1952, è solo terza. La testa coronata con il patrimonio più consistente è quella del Principe Hans Adam II di Liechtenstein che ha in cassaforte 6,8 miliardi di euro, segue il Principe Alberto II di Monaco con 900 milioni e la corona inglese con solo 460 milioni di euro di patrimonio. Ma ci sono anche famiglie reali più povere, ad esempio la famiglia di sangue blu olandese che ha un patrimonio di soli 185 milioni di euro e la famiglia reale svedese con appena 38 milioni di euro.

RISTORANTI ITALIANI, QUANTI SONO E QUANTO INCASSANO: LE STIME
RISTORANTI ITALIANI, QUANTI SONO E QUANTO INCASSANO: LE STIME
RISTORANTI ITALIANI, QUANTI SONO E QUANTO INCASSANO: LE ...

La stime relative ai ristoranti italiani ci parlano di un’Italia che spende molto per mangiare fuori. Infatti, gli italiani spendono, per mangiare fuori casa, 80,2 miliardi di euro in un anno. Nella classifica europea sono al terzo posto, preceduti dagli spagnoli che spendono 98 miliardi e dai britannici che sborsano 109,2 miliardi di euro. In Italia le attività che offrono servizi di ristorazione sono 329.787. La regione che conta il maggior numero di imprese è la Lombardia con 50.675 attività, segue il Lazio che ne ha 36.106 , poi la Campania con 31.360, con Veneto ed Emilia Romagna che chiudono la cinquina.   Ristoranti italiani: la segmentazione Ma come sono segmentate le imprese della ristorazione in Italia? Per la gran parte sono ristoranti, classici o mobili. Sono 177.241 in tutto il paese, seguono i bar con 149.429 e chiudono le attività che forniscono pasti preparati. Sono, infatti, 3.117 mense e catering. Gli italiani sono da sempre tra i numeri uno per i ristoranti italiani e la cucina ma non brillano per numero di stelle michelin, anzi, l’Italia è fuori dalla top cinque dei paesi con più ristoranti da tre stelle. Guida il Giappone che ha ben 28 ristoranti super, segue la Francia con 27 e gli Stati Uniti che ne hanno 14. Poi, ancora, Germania e Cina. L’Italia solo sesta in classifica con 9 ristoranti italiani con tre stelle michelin, proprio come la Spagna.

HARLEY-DAVIDSON: LA SVOLTA ELETTRICA
HARLEY-DAVIDSON: LA SVOLTA ELETTRICA
HARLEY-DAVIDSON: LA SVOLTA ELETTRICA

Svolta elettrica per Harley-Davidson: la casa di moto di Milwaukee scopre l'asso nella manica e presenta la sua prima due ruote a zero emissioni, dove il tappo del carburante, ovviamente di bellezza, nasconde la presa di ricarica per il cavo dell'elettricità. La LiveWire sarà in vendita dal 2019 ad un prezzo di circa 25 mila Euro. Harley punta a diventare, nel giro di pochi anni, il primo costruttore di moto a essere leader nel settore a zero emissioni. In gamma potrebbero arrivare, entro il 2025, sei o sette modelli totalmente elettrici. Poche ancora le info sulla moto in questione: avrà un'autonomia di circa 160 km, ma soprattutto un sound appositamente studiato che cresce con l'aumentare della velocità. Harley-Davidson Livewire, primo modello a zero emissioni della gamma. Conta 50 milioni di dollari di investimenti per la produzione di moto elettriche.   Harley-Davidson e un Harleysta accanito Abbiamo chiesto a un Harleysta accanito che cosa ne pensa di questa “rivoluzione elettrica”: «Siamo degli integralisti del marchio Harley, cresciuti a pane, benzina, aste e bilancieri, pensando ai grandi V Twin della casa di Milwaukee. Il fatto di avere un Harley elettrica è un ponte verso il futuro. Fa bene Harley a pensare a una gamma da qui al 2025 per conquistare la leadership del segmento. Noi feticisti che quando scendiamo nel box amiamo sentire profumo di benzina e trovare la macchia d’olio sotto la moto parcheggiata, trovare solamente un cavo elettrico che collega la moto alla presa di corrente è un po’ preoccupante»  

OOHO, SKIPPING ROCKS LAB: UN PACKAGING A BASE DI ALGHE
OOHO, SKIPPING ROCKS LAB: UN PACKAGING A BASE DI ALGHE
OOHO, SKIPPING ROCKS LAB: UN PACKAGING A BASE DI ...

Ooho è un packaging sostenibile per liquidi, fatto con un estratto naturale di alghe. È commestibile e si biodegrada  nell’ambiente in sole 6 settimane. È stato progettato dalla Skipping Rocks Lab. Pierre-Yves Pasilier, Co-founder e CO-CEO di Skipping Rocks Lab racconta che con Ooho il loro obiettivo è far scomparire il packaging. Ooho, una membrana in grado di contenere acqua e ogni tipo di liquido. È fatta di alghe ed è così naturale da essere biodegradabile e perfino edibile. La Skipping Rocks Lab ha sviluppato un innovativo processo produttivo che consente di produrre Ooho più economici ed è perfetto per l’idratazione in movimento.   Ooho, Skipping Rocks Lab: il team Il team di Skipping Rocks Lab è composto da chimici, ingegneri e un forte Advisory board. Lise porta le sue abilità nel business e ha 7 anni di esperienza professionale nella Finanza, nel private equità e nello sviluppo commerciale di BP. Entrambi, Pierre e Rodrigo si sono diplomati in Master al Royal College of Art e all’Imperial College London in Design dell’Innovazione e Ingegneria. Poi c’è Pierre, un Ingegnere del packaging per l’Oreal e Rodrigo, un inventore e un Senior Lecturer in Design del prodotto. Ooho è un prodotto che batte la plastica di gran lunga, infatti una bottiglia di plastica impiega 700 anni a decomporsi. Ooho si biodegrada in poche settimane e può sostituire le comuni confezioni per acqua, succhi, prodotti per l’igiene personale e cosmetici.

UN VIAGGIO UNDERGROUND NELLA METRO DI TOKYO, LA PIÙ GRANDE
UN VIAGGIO UNDERGROUND NELLA METRO DI TOKYO, LA PIÙ GRANDE
UN VIAGGIO UNDERGROUND NELLA METRO DI TOKYO, LA ...

La scrittrice Laura Imai Messina ci fa viaggiare con le sue parole nella metro di Tokyo, la più grande del mondo. Chiunque abiti a Tokyo ha due case: una è l’abitazione dove si vive e si dorme, spazi spesso minuscoli, che distanziano solo un metro o due da un altro condominio. L’altra è il convoglio del treno su cui si sale ogni giorno per andare a lavoro, all’università, a divertirsi. Laura la racconta così la città giapponese: «Tokyo è per me la città melograno perché ogni stazione conserva un suo carattere specifico, una sua dolcezza e asperità e dai treni, perlopiù di superficie, la città sembra raccontare tutta la moltitudine infinita di vite che contiene.»   Metro Tokyo: il fascino e l’eccitazione Ha un suo fascino la metro di Tokio, insieme all’intera città che l’accoglie e Laura continua a raccontarcela così: «Raggrumata intorno alle stazioni c’è la Tokyo attiva ed eccitata, affamata di cose e di consumi. Allontanandosi delle strade principali invece si comincia a respirare la Tokyo sonnacchiosa, quella che sa che la sopravvivenza sta nell’equilibrio tra ciò che grida e ciò che tace.» La metro di Tokyo, città ricca ed eccitante, è un mezzo che predomina ed è estremamente indispensabile per muoversi all’interno della cittadina più velocemente. Sappiamo che 14 società di trasporti servono 882 stazioni nel recinto metropolitano con un numero incalcolabile di linee. La sola stazione di Shinjuku con i suoi 3.640.000 milioni di viaggiatori in transito è entrata nel Guinnes dei primati per il trasporto di persone.

I SOCIAL LUNCH A ROMA:  ECCO I PIÙ GUSTOSI A PORTATA DI CLICK
I SOCIAL LUNCH A ROMA: ECCO I PIÙ GUSTOSI A PORTATA DI CLICK
I SOCIAL LUNCH A ROMA: ECCO I PIÙ GUSTOSI A ...

I Social Lunch a Roma e in Italia si stanno diffondendo e l'appetito avanza. Sono 119.891.780 le foto postate su Instagram con l’hashtag Foodporn. Fotografare e condividere foto di ciò che mangiamo è una tendenza che coinvolge proprio tutti. Dal brunch con le amiche alla colazione perfetta. Il trend del momento? Bagell, avocado toast, macaron. Per gli amanti dell’italian style uno scatto di una classica pizza può far guadagnare oltre 10.000 like. I Social Lunch a Roma e in Italia è una nuova moda che può influenzare gli oltre 700.000.000 di utenti attivi su Instagram. Lo sanno bene i piccoli e grandi imprenditori del settore food che affidano la gestione dei profili social ad esperti della comunicazione digital. Lo stile delle location è sempre più social friendly, progettato e realizzato per ottimizzare le interazioni dei clienti via App.   Social Lunch a Roma: il pranzo diventa un set fotografico Nasce così la tendenza del Social lunch a Roma e in Italia. Il pranzo si trasforma in un vero e proprio set fotografico. I protagonisti sono blogger ed influencer che interpretano e raccontano l’esperienza condividendo foto e video sui loro profili, seguiti da migliaia di persone. Da New York a Parigi, da Rio a Milano, la tavola è diventata globale e virtuale in un rincorrersi di post, una sola lingua, per tutti i cibi del mondo. Pranzo o colazione, purché sia condiviso sui social naturalmente. Benny Bedussa, titolare di Madeline, ci racconta l’iniziativa che ha voluto lanciare, di coinvolgere le più importanti blogger romane e italiane che parlano di cibo tramite il loro punto di vista, i loro format e le loro foto. È questa Madeline: cappuccini a regola d’arte e croissant appena sfornati serviti su porcellane d’epoca. Sono sempre più i locali che si affidano alle foto degli influencer. Organizzare questi Social lunch a Roma e in Italia consente di raggiungere un pubblico targettizzato che va oltre l’advertising tradizionale. E il passaparola diventa il nuovo storytelling a colpii di like e hashtag.

ALTRO CHE NARCOS! ECCO LA STORIA DELL' INFILTRATO - PARTE 1
ALTRO CHE NARCOS! ECCO LA STORIA DELL' INFILTRATO - PARTE 1
ALTRO CHE NARCOS! ECCO LA STORIA DELL' INFILTRATO - ...

Gianfranco Franciosi, meccanico navale, ci racconta il suo vissuto e passaggio da infiltrato nel mondo dei Narcos a testimone di giustizia: «La mia storia ha inizio come un qualsiasi cittadino italiano, un operaio meccanico, esperto nella navigazione e nella costruzione di imbarcazione da corsa, dopodiché accade un brutto incontro con un personaggio della banda della Magliana che poi viene ucciso e per aiutare la polizia divento un agente infiltrato a tutti gli effetti.» Gianfranco Franciosi è stato il primo civile italiano infiltrato nel mondo dei Narcos. Ci racconta che ha viaggiato per sei anni in Sudamerica, in Spagna, in Italia, a contatto con la ‘ndrangheta e il clan di Lauro e a stretto contatto soprattutto con quei boss che poi son finiti tutti in stato di arresto.   Da Narcos a testimone di giustizia Gianfranco Franciosi racconta che viene inserito in un programma speciale di protezione, il quale, oltre a salvaguardare la persona, la priva della sua identità e la vieta di avere contatti con la famiglia, la costringe a cambiare scuole, insegna ai bambini a mentire, manca di assistenze ed una serie di altre condizioni che il meccanico navale ha denunciato. Il contratto che viene firmato dice che l’attività che si lascia nel momento in cui si rientra nel programma di protezione, viene congelata a livello fiscale, contributivo e tutto viene salvaguardato. Gianfranco chiede la fuoriuscita dal programma di protezione dopo un anno e otto mesi circa e nel rientrare a casa iniziano ad arrivargli cartelle esattoriali di cifre assurde In definitiva, questo passaggio da Narcos a testimone di giustizia gli costa caro: in Francia viene arrestato e sconta 7 mesi di carcere duro da innocente. Tornato in Italia diventa testimone di giustizia ma lo stato lo abbandona. Uscito dal programma di protezione lo Stato chiede oltre 60.000 euro di tasse arretrate.  

I FUMETTI BECCO GIALLO EDITORE: LA REALTÀ PRIMA DI TUTTO
I FUMETTI BECCO GIALLO EDITORE: LA REALTÀ PRIMA DI TUTTO
I FUMETTI BECCO GIALLO EDITORE: LA REALTÀ PRIMA ...

Con Becco Giallo è possibile sfogliare un fumetto e vedere come protagonisti personaggi che hanno fatto la storia. Becco Giallo è una giovane casa editrice italiana nata a Padova nel 2005, che pubblica libri e fumetti d’impegno civile. Il curioso nome prende spunto dall’esperienza editoriale del foglio satirico antifascista “Il Becco Giallo” che negli anni Venti utilizza il disegno per criticare il potere. Un merlo con becco sempre aperto era il simbolo e voleva dire di gridare le verità che non si intendevano divulgare. Quindi Becco Giallo nasce da una passione per il fumetto e per le storie vere, precisamente racconti che parlano dell’Italia e di personaggi importanti per l’Italia. Si presenta come un contenitore di storie del background sociale italiano. Si passa da Peppino Impastato a Falcone, Borsellino,  fino alla strage di Bologna, tutto raccontato a fumetti.   I fumetti di Becco Giallo e i suoi lettori Vi chiederete che caratteristiche abbia il lettore di Becco Giallo?! È alto, magro, 42 di piede. No, no, non è così precisa la descrizione. Il lettore dei fumetti di Becco Giallo ha un’identità variegata. Non è solo amante di fumetti ma può essere anche solo interessato ai temi e ai personaggi trattati dalla casa editrice. L’età è trasversale. Ci sono adolescenti che rivolgono la loro attenzione a Che Guevara ma anche adulti stimolati dall’idea di sapere qualcosa in più sulla diga del Vajont o sulla strage di Bologna. È 13 anni che è in vita Becco Giallo ed ha pubblicato oltre 200 autori. Nel 2017 la Casa editrice ha vinto il premio “Miglior iniziativa editoriale” al Lucca Comics & Games e attualmente pubblica circa 20 titoli all’anno. I numeri parlano e ci dicono che i fumetti di Becco Giallo, ma anche il mondo dei fumetti in generale, sta avendo sempre più successo. Infatti nel 2017 il mercato del fumetto da libreria è cresciuto del 16%. Vi è venuta voglia di tuffarvi in un fumetto ricco di storia, disegni e poesia? Becco Giallo può rappresentare un grande mare di curiosità.  

LA STARTUP DI ANALISI PREDITTIVA CHE ELABORA STRATEGIE DI VENDITA
LA STARTUP DI ANALISI PREDITTIVA CHE ELABORA STRATEGIE DI VENDITA
LA STARTUP DI ANALISI PREDITTIVA CHE ELABORA ...

Evo Pricing è una startup di analisi predittiva, nata nel 2013 che, tramite il connubio tra big data e esperienza umana, usa gli algoritmi per elaborare strategie di vendita. Anticipa il comportamento dei consumatori e prevede quale sarà la domanda di un prodotto, consentendo alle aziende di fare scelte migliori su prezzo, promozione e distribuzione. Evo pricing ha uffici in Italia, a Londra e persone che lavorano da tutta Europa e da tutto il mondo. La difficoltà è cercare di mantenere tutti allineati, quindi assicurare la comunicazione. La grande opportunità è di avere accesso a talenti e specializzazioni che non sono disponibili in ciascuna delle piazze separatamente.   La startup di analisi predittiva e le sue risorse Evo pricing, startup di analisi predittiva, fino ad oggi ha usato i suoi clienti per finanziarsi. La startup chiede che avere tanti soldi all’inizio sia chiaramente un grande sollievo ma anche una maledizione perchè consente di sviluppare qualcosa che si vuole. Invece, essere obbligati a vendere dal primo giorno, obbliga a fare qualcosa che qualcun altro vuole.  Alla fondazione il 73,2% delle startup è ricorso a risorse proprie dei soci fondatori. Solo l’8,2% ha ricevuto finanziamenti in equity da venture capital, business Angel o altre imprese. I dati ci dicono che in Europa il 79% dei founder crea startup nel proprio paese d’origine. In Italia la percentuale sale all’83%. Solo il 13% ha impiegati provenienti da altri paesi. Il 54,3% dei ricavi proviene dal mercato interno. La media europea è del 44,8%.      

PROJECT LOON: PALLONI AEROSTATICI PER CONNETTERSI AD INTERNET
PROJECT LOON: PALLONI AEROSTATICI PER CONNETTERSI AD INTERNET
PROJECT LOON: PALLONI AEROSTATICI PER CONNETTERSI AD ...

Portare la connessione a internet nelle aree remote della Terra attraverso una rete di palloni aerostatici che viaggiano nella stratosfera: questo è l’obiettivo di Project Loon. Lo scopo di Project Loon è portare internet a quelle 2 persone su 3 nel mondo che oggi non possono accedervi e lo sta facendo per mezzo di palloncini per l’alta quota. Il primo vero test che si è fatto ha mostrato che poteva funzionare, così si è iniziato a pensare che si aveva bisogno di un sistema produttivo per realizzare moltissimi palloncini.   I palloni aerostatici di Google che appoggiano le compagnie telefoniche Project Loon è un progetto di Google nato con l’obiettivo di fornire accesso a internet nelle aree remote della terra per mezzo di palloni aerostatici ad altezze elevate, posizionati nella stratosfera a circa 20 kilometri dal suolo per creare una rete senza fili aerea. I palloni aerostatici di Google permettono alle compagnie telefoniche e ai fornitori di internet di dare connessione alle comunità che non ce l’hanno. Alla fine l’obiettivo di ogni internet provider è avere il 100% della copertura geografica e tutta la capacità e la velocità che le persone si aspettano. Loon ha permesso di connettere a internet le zone del Perù colpite dall’alluvione e il Portorico dopo il passaggio dell’uragano Maria nel 2017. Uno degli obiettivi di Loon è insomma dare copertura a più persone possibili nel mondo.  

SPOTIFY PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA I SUOI PROFITTI: TUTTI I DATI
SPOTIFY PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA I SUOI PROFITTI: TUTTI I DATI
SPOTIFY PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA I SUOI PROFITTI: ...

Mese importante per Spotify, perchè rende pubblici i suoi profitti. È la prima volta che un’azienda di streaming fa questo tipo di dichiarazione. Questa decisione è stata fatta dall’azienda a causa di una riduzione fiscale, relativa alle sue quote della Tencent Music, che gli hanno permesso di essere più trasparente. I dati sono aggiornati alla fine del mese di settembre 2018 e mostrano un totale di 191 milioni di user attivi mensilmente (MAU) con un aumento del 28%. I guadagni di Spotify arrivano alla cifra di circa di 1 miliardo di euro, con un incremento del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Se non si calcolasse la perdita dovuta al tasso di cambio in crescita all’estero, l’azienda avrebbe potuto raggiungere un aumento del 33%. Gli incassi di Spotify premium ammontano a circa un miliardo nel terzo trimestre. In aumento del 31% rispetto all’anno precedente.   I profitti di Spotify, le spese e i costi medi Il totale delle spese operative di Spotify è di 348 milioni, con una perdita di 6 milioni di euro nel 2018. La perdita totale operativa è di 291 milioni. Il costo medio per ogni utente è di 4,73 euro, il che rappresenta un meno 6% rispetto l’anno scorso ma un aumento del 12% rispetto al trimestre precedente. I profitti di Spotify sono del 25,3% a settembre 2018, in aumento rispetto al 22 dell’anno precedente. Ma si calcola una leggera diminuzione rispetto al trimestre aprile e giugno. Spotify è stata in grado di ottenere queste entrate puntando su tagli ai costi di marketing e ricerca e sviluppo, permettendo di salvare più di 300 milioni. Nonostante il guadagno diretto dalla rete sia di 43 milioni di euro, è un importante guadagno per le aziende che si affidavano agli spazi pubblicitari per incrementare le entrate.

QUANTI UTENTI HA RAGGIUNTO SPOTIFY? ECCO I DATI DELLA CRESCITA
QUANTI UTENTI HA RAGGIUNTO SPOTIFY? ECCO I DATI DELLA CRESCITA
QUANTI UTENTI HA RAGGIUNTO SPOTIFY? ECCO I DATI DELLA ...

Se la vostra domanda è “Quanti utenti ha raggiunto Spotify?”, ecco rivelato il numero dei suoi iscritti, raggiunto nel trimestre luglio-settembre 2018: la compagnia conferma di aver raggiunto una base di 87 milioni di iscritti alla fine di settembre. Questo significa che l’azienda ha aumentato i propri iscritti di 4 milioni in poco più di tre mesi, sfruttando il crescente mercato per la musica on demand. Nonostante la crescita sia impressionante, è in calo nella curva di crescita del 2018 e nonostante Spotify abbia adottato alcune promozioni molto aggressive di recente. Da pochi mesi infatti è possibile accedere gratuitamente in alcuni stati, tra cui Australia, Inghilterra e Stati Uniti, alla versione premium per un periodo di prova di 60 giorni. Nel trimestre luglio-settembre Spotify ha visto una crescita di 1,33 milioni di iscritti al mese, mentre nei tre mesi precedenti la cifra era il doppio: 2,67 milioni al mese, per un totale di 8 milioni.   Aumento iscritti Spotify in linea con le previsioni dell’azienda La cifra degli utenti iscritti a Spotify è comunque in linea con le direttive dell’azienda che aveva previsto di arrivare alla fine del terzo trimestre, con un numero di iscritti tra 85 e 87 milioni. Alla fine del 2017 Spotify aveva 71 milioni di iscritti, aumentando nel 2018 il proprio pubblico in media di 1,77 milioni al mese. Questo riflette l’aumento generale degli ascolti musicali su servizi di streaming che è aumentato del 50,2% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Nel 2017 gli streaming totali sono stati 321 miliardi, mentre da gennaio ad ora il numero ha già superato i 482 miliardi di passaggi. Solo questa settimana c’è stato un incremento degli ascolti rispetto alla precedente dello 0,9% e del 43% rispetto alla stessa settimana dello scarso anno. Crolla invece la vendita di musica online diminuita del 2% rispetto alla settimana scorsa e del 26,9% rispetto alla stessa settimana dello scorso anno. Ecco tutti i numeri che ci dicono quanti utenti ha raggiunto Spotify e cosa si prevede per il futuro.  

GLI ATTORI PIÙ PAGATI DELLE SERIE TV: L’INCREDIBILE TOP FIVE
GLI ATTORI PIÙ PAGATI DELLE SERIE TV: L’INCREDIBILE TOP FIVE
GLI ATTORI PIÙ PAGATI DELLE SERIE TV: ...

Chi sono gli attori più pagati delle serie tv, quelli con i contratti più vantaggiosi del 2018? Il successo delle serie tv è sempre più crescente e i contratti per le star vanno di pari passo. Ecco le cifre guadagnate dalle star per ogni singolo episodio in cui hanno recitato. La maggior parte delle serie sono state girate ma alcuni contratti riguardano progetti in produzione. Volete sapere da chi è ricoperto il quinto posto? Dalla talentuosissima Millie Bobby Brown di Stranger Things. L’attrice nata nel 2004 è l’ormai famosissima Eleven (Undici, nella versione italiana). Invece, il quarto posto della top five degli attori più pagati delle serie tv spetta a Julia Roberts, la regina della commedia settimanale. Sarà la protagonista di una serie distribuita da Amazon video.   Gli attori più pagati al mondo delle serie tv: i primi posti Il terzo posto di questi attori più pagati al mondo nelle serie tv è di Elisabeth Moss, protagonista di The Handmaid’s tale, serie Hulu, distribuita in Italia da Tim Vision. Allo stesso posto troviamo Norman Reedus, l’iconico Daryl Dixon di The Walking Dead, in cui è uno dei protagonisti da 8 anni. Il secondo posto è occupato da Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, che recitano insieme in una nuova serie prodotta da Apple. E poi c’è il primo posto, con Javier Bardem, premio Oscar nel 2007, per la pellicola “Non è un paese per vecchi” dei fratelli Cohen. L’attore spagnolo reciterà nella nuova serie Amazon diretta da Steven Spielberg, la cui uscita è prevista negli USA nel 2019 e parlerà della vità dell’esploratore spagnolo Cortez. Dopo questa interessante top five degli attori più pagati delle serie tv, viene quasi voglia di guardarne una e perchè non farlo ed assaporare il talento di quest’ultimi?!  

MATE 20 PRO: SI SBLOCCA CON IMPRONTA IN DEVICE E CALCOLA LE CALORIE
MATE 20 PRO: SI SBLOCCA CON IMPRONTA IN DEVICE E CALCOLA LE CALORIE
MATE 20 PRO: SI SBLOCCA CON IMPRONTA IN DEVICE E ...

A Londra ha avuto luogo il lancio mondiale del nuovo Huawei Mate 20 Pro, per guardare il mondo da una nuova prospettiva. La tecnologia in display permette di sbloccare il cellulare con l’impronta direttamente sullo schermo, riesce a calcolare le calorie con il sistema Hivision, scansiona gli oggetti in 3D e li anima sullo schermo. L’intelligenza artificiale del professore Kirin 980 riconosce 4.500 immagini al minuto e può ricaricare la batteria di un altro smartphone per contatto grazie al Wireless Reverse Charcing. Inoltre, il nuovo Mate 20 pro permette di girare video supert slow motion con 960 fotogrammi al secondo.   Huawei Mate Pro e la miglior tecnologia C’è in Mate 20 il meglio della tecnologia, a partire dallo schermo OLED curvo ai lati, con ottima risoluzione. Sotto allo schermo è integrato un lettore di impronte ultrasonico con sensore di pressione. Lo schermo è superiore ai 6 pollici e risulta essere ergonomico, di impatto, visivo e funzionale. La cover posteriore è protetta da un vetro caratterizzato da una singolare texture. Si presenta come uno smartphone completo. Porta con sè anche gli infrarossi e si può così utilizzare anche come telecomando, opzione apparentemente superflua ma che può tornare utile anche rispetto ai rivali che non ci hanno ancora pensato. Oltre al sensore impronta, c’è anche una versione 3D dello sblocco con il volto, davvero sorprendente, e funziona sia con il telefono posizionato orizzontale che verticale. Huawei Mate Pro è un telefono che sà conivolgere e stupire, anche gli utenti più abituati alle nuove tecnologie.  

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL ROBOT VECTOR CHE RIDE E CI SCHERZA SU
INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL ROBOT VECTOR CHE RIDE E CI SCHERZA SU
INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL ROBOT VECTOR CHE RIDE E CI ...

Il robot più simpatico che ci sia ti riconosce, ti saluta e ti sorride. Si chiama Vector e arriva da Anki la startup nata a San Francisco specializzata in intelligenza artificiale. Simpatico come il cagnolino Aibo prodotto dalla Sony, Vector è frutto dell’intelligenza artificiale, è un device che ci fa compagnia e ci aiuta in casa e nel lavoro. Connesso alla rete internet, diventa un assistente vocale al quale possiamo chiedere musica, ricette di cucina, info sul traffico e sul tempo. È stato assemblato con oltre 700 componenti hardware, impara grazie ad un programma con milioni di linee di codice.   Il robot Vector, frutto dell’intelligenza artificiale, e le sue funzioni Quando non risponde alle domande poste, Vector dorme o russa e reagisce a forti rumori. Cinquetta e squittisce quando vuole giocare e rotola quando è annoiato. Vector è il primo dispositivo intelligente che ha una personalità credibile e una curiosità per il mondo umano. Una volta portato in casa, difficile sarà separarsi. Come fosse un cucciolo, bisogna dedicare del tempo all’ammaestramento in modo che sia obbediente. Vector ha bisogno di essere collegato a uno smartphone per iniziare, un processo che comporta il download dell’app Vector tramite Ios App Store o Google Play Store e connessione a Bluetooth e Wi-Fi. Ciò che rende Vector, il robot frutto dell’intelligenza artificiale, molto più vivace è l’imprevedibilità.  

INSTA360 ONE X: L’ACTION CAM GRANDE COME UN ACCENDINO E SENZA STICK
INSTA360 ONE X: L’ACTION CAM GRANDE COME UN ACCENDINO E SENZA STICK
INSTA360 ONE X: L’ACTION CAM GRANDE COME UN ACCENDINO E ...

Con la nuova action camera Insta360 One X lo stick di sostegno diventa invisibile grazie all’app “invisible selfie stick”. Insta360 One X acquisisce immagini 360 in virtual reality con una risoluzione 5.7K e le stabilizza a 360 gradi, grazie ai sei giroscopi integrati. Grazie all’accessorio Airbone Slowmotion, la actioncamera gira da qualsiasi angolo. La gestione delle immagini si amplia con la funzione time shift che rallenta oppure accelera l’azione.   L’action cam Insta360 One X e le principali funzioni L’action camera Insta360 One X è l’evoluzione del precedente modello One, prodotto dalla società cinese Insta360. Si tratta di una videocamera compatta che permette di girare filmati molto piacevoli, sfruttando lo smartphone come controller e schermo. Il design della videocamera action è funzionale: ha due pulsanti circolari sotto al mini display, anche’esso circolare, che informa sulla modalità di registrazione, il livello batteria e l’eventuale wi-fi attivato. La registrazione dell’action cam avviene su memoria microSD che viene inserita nell’apposito slot. Inoltre, è presente una lente sia sul retro che sul fronte con due sensori uguali da 18 megapixel in grado di registrare 30 fotogrammi al secondo di fluidità. Super dotata questa action camera: manegevole e ricca di funzioni. Non vi è ancora venuta voglia di provarla?  

LA REALTÀ VIRTUALE AL MUSEO ARRIVA ANCHE IN OLANDA CON REMBRANDT
LA REALTÀ VIRTUALE AL MUSEO ARRIVA ANCHE IN OLANDA CON REMBRANDT
LA REALTÀ VIRTUALE AL MUSEO ARRIVA ANCHE IN ...

In una piccola provincia olandese nasce il primo museo fondato da George Kremer e realizzato in virtual reality che dal salotto di casa avvicina i giovani alla pittura dei grandi maestri. È il primo museo di realtà virtuale al mondo realizzato da Moyosa media virtual experience e adotta visori forniti dalla HTC. La visita virtuale permette un’esperienza immersiva perfino superiore ad un tour realizzato dal vivo. Sono previsti progetti educativi in Virtual reality per avvicinare gli studenti alle opere d’arte di Rembrandt e altri maestri olandesi.   Realtà virtuale al museo: cosa c’è da aspettarsi La realtà virtuale al museo permette ai visitatori di visualizzare e conoscere in maniera più immersiva. È un vero e proprio immergersi con tutti i sensi. I visitatori così hanno la possibilità di vedere tutto in prima persona, nella manierà più vicina possibile alla vita reale. La virtual reality nei musei ha sicuramente un potenziale enorme e può rivoluzionare il modo con cui si conosce e si interagisce con l’arte e tutto ciò che ci sta attorno. Vivere il museo con occhi diversi, supportati da un occhiale speciale, stravolge l’intera esperienza e la rende speciale. Al piccolo museo olandese tutto questo è possibile, si possono “sentire” addirittura anche i colori di un quadro. Per chi deciderà di intraprendere il percorso, una buona immersione!  

IL RISTORANTE INTERATTIVO SERVITO DA ROBOT È A SHANGAI, CON ALIBABA
IL RISTORANTE INTERATTIVO SERVITO DA ROBOT È A SHANGAI, CON ALIBABA
IL RISTORANTE INTERATTIVO SERVITO DA ROBOT È A ...

Il gigante Alibaba va oltre la vendita online e inaugura il format di un nuovo ristorante interattivo e ipertecnologico a Shanghai. Gli ingredienti scelti dai clienti vengono tenuti in fresco da un robot prima di passare in cucina. Il cliente ordina e paga con l’applicazione del ristorante Hema. Il primo ristorante Hema è stato aperto nell’affollato National Convention Exibition Center di Shanghai. È un concept altamente high-tech automatizzato che non mette in secondo piano la componente umana. È previsto che il cliente possa ordinare il pasto tramite un’app e che decida di ritirare l’ordine attraverso un locker situato nel centro fieristico o consumare al tavolo del ristorante dove la portata è servita dai robot-camerieri.   Il ristorante interattivo che è anche ristorante economico È bene precisare che la preparazione dei piatti rimane a cuochi in carne ossa. Quel che cambia è l’esperienza al ristorante che diventa molto interattiva, dalla prenotazione via app del tavolo, alla scelta del pesce. Questo ristorante interattivo è guidato da un sistema software che utilizza i codici QR inviati dai clienti per calcolare posti a sedere, ordini e pagamenti tramite l’app Hema. L’obiettivo di Alibaba è ridurre il costo della manodopera e tenere solo alcuni dipendenti umani cruciali per rendere il suo ristorante più economico. Il risultato è un’esperienza culinaria affascinante e interattiva. Il progetto di Shangai sembra destinato a diffondersi velocemente in altri punti vendita del Paese.  

I FILM HORROR PIÙ VISTI: LA TOP FIVE DI CHI HA INCASSATO DI PIÙ
I FILM HORROR PIÙ VISTI: LA TOP FIVE DI CHI HA INCASSATO DI PIÙ
I FILM HORROR PIÙ VISTI: LA TOP FIVE DI CHI HA ...

Nel periodo di Halloween e di spaventi vediamo quali sono i film horror più visti nella storia del cinema. Ecco a voi la top five dei film più visti: Il quinto posto è di The Conjuring, film del 2013 di James Wan, con Patrick Wilson e Vera Farmiga. The Conjuring conta 318 milioni di dollari di incassi per quello che è diventato un franchise di grande successo. Erano almeno 10 anni che non si registravano incassi del genere. Il quarto posto dei film horror più visti spetta a The Conjuring – Il caso Enfield del 2016. È il sequel di The Conjuring del 2013, che conferma il successo de brand. Ammontano a 321 milioni di dollari gli incassi, poco più del primo capitolo. Il pubblico, a quanto pare, ha risposto in modo positivo alla proposta di Wan.   I film horror più famosi ed apprezzati dal pubblico In questa top five dei film horror più famosi, il terzo posto è per L’esorcista, del 1973. Cult del genere horror e capostipite di un intero filone legato alle possessioni demoniache. Ha registrato 441 milioni di dollari per il film tratto dal romanzo di William Petter Blatty, che firma anche la sceneggiatura. Secondo posto per Il sesto senso, del 1999, di Night Shyamalan, con Bruce Willis e l’allora giovanissimo Haley Joel Osment. Ha incassato 673 milioni di dollari per questo horror psicologico. Rientra anche tra i 100 film migliori di sempre, secondo l’American Film Institute. Al primo posto tra i film horror più visti c’è IT del 2017. Il remake dell’originale del 1990, con Bill Skarsgard nel ruolo del terribile pagliaccio Pennywise. Ha contato poco più di 700 milioni di dollari per il primo capitolo di un nuovo franchise, di cui è previsto un sequel nell’autunno 2019. In questa lista dei film horror più famosi ed apprezzati dal pubblico, c’è anche il vostro preferito? È Halloween, perchè non guardarlo di nuovo per una serata pianemente a tema?!                            

WARNER BROS ITALIA VINCE TUTTO AL CINEMA: AL 1° POSTO DEL BOX OFFICE
WARNER BROS ITALIA VINCE TUTTO AL CINEMA: AL 1° POSTO DEL BOX OFFICE
WARNER BROS ITALIA VINCE TUTTO AL CINEMA: AL 1° POSTO ...

Al cinema le ultime uscite hanno portato un bel po’ di incasso alla Warner Bros, grazie all’enorme successo di "A Star Is Born" e all’inaspettato successo di Venom. Warner Bors Italia si conferma anche questa settimana al primo posto del Box Office italiano. Più di 3 milioni di euro di incassi totali, fino al 21 ottobre, con tre film tra i primi dieci in classifica. Circa un milione per “A Star Is Born”, esordio alla regia, di Bradley Cooper con Lady Gaga. Circa 2 mila presenze per il remake di “È nata una stella”, grande successo alla mostra del cinema di Venezia del 2018. Un milione, o poco più, di euro per "Venom" che si piazza al secondo posto in assoluto e nella classifica interna Warner Bros. Più di un milione di presenze a ben due settimane dall’uscita.   Warner Bros al primo posto: ecco il resto della classifica Secondo posto in classifica spetta all’italiana 01 Distribution diretta da Luigi Lo Nigro, nata nel 2001 e fusa con la Rai nel 2011. Più di 900 mila totali per la divisione distributiva Rai la scorsa settimana, che continua a collaborare con produzioni internazionali di successo. Circa 600 mila euro per "Soldado", produzione internazionale di Sollima con Benicio Del Toro. Sono circa 80 mila le presenze per il film a soli tre giorni dall’uscita in sala. Terzo posto per Universal con due film nella top ten dei film più visti della settimana. Più di 700 mila euro per Johnny English che colpisce ancora. Ritorno di Rowan Atkinson nei panni della spia britannica più imbranata di sempre. Mentre circa 100 mila presenze nell’ultima settimana per la commedia distribuita da Universal.  

CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA
CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA
CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA ...

Uno dei modi più utili per fare diventare virale un brano è quello di utilizzarlo come colonna sonora in un film in uscita al cinema, sono infatti molte oggi le canzoni diventate famose grazie ai film. Capita spesso che nelle pellicole per ragazzi o a tema musicale, le canzoni abbiano una vetrina talmente vincente da poter scalare le classifiche internazionali. Ad esempio, il film A star is born ha guadagnato circa 1,7 milioni solo in Italia. Più di 200 milioni nel mondo il primo mese, a fronte di un budget di appena 40 milioni e la canzone principale di questo film, “Shallow”, ha più di 60 milioni di visualizzazioni su Youtube ed è già la terza settimana al primo posto nella Billboard Top chart. L’intero album della colonna sonora ha venduto più di 150 mila copie reali o digitali. Solo negli Stati Uniti e quasi 300 mila a livello internazionale.   Canzoni famose grazie ai film: prima o dopo l’uscita della pellicola Le vendite delle canzoni famose grazie ai film vengono calcolate anche con i singoli scaricati individualmente e quelli ascoltati in canali streaming a pagamento. A volte invece i brani vengono rilasciati prima del film in cui sono contenuti con la stessa funzione di un trailer contribuendo a creare un’attesa tra il pubblico. Un altro brano di una colonna sonora che sta avendo molto successo è quello che ha lanciato il trailer del film della Sony Hotel Transylvania 3. Il film è stato un vero successo a livello globale e ha raccolto più di 500 milioni di cui 1,7 milioni in Italia la prima settimana. Jonas Blue e Joe Jonas hanno composto il brano centrale di questa pellicola, “I see love”, uscita un mese prima del film come anticipazione. La canzone che ha già raccolto più di 20 milioni di visualizzazioni su Youtube è diventato il brano di un cartone animato Sony di maggior successo negli ultimi anni. Insomma, tante sono le canzoni dei film diventate famose, ce lo dicono i numeri.  

BICOCCA: APRE L’UNIVERSITÀ DEL CROWDFUNDING
BICOCCA: APRE L’UNIVERSITÀ DEL CROWDFUNDING
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Produzioni dal basso è una piattaforma italiana di crowdfunding, anzi, è la prima piattaforma italiana di crowdfunding, nata in Italia, che ha sviluppato la piattaforma Bicocca Università del Crowdfunding. Con questo progetto l’Università intende aumentare la soddisfazione e il senso di appartenenza all’istituzione.Il crowdfunding è una forma di co-finanziamento e raccolta fondi online. Come ci dice Angelo Rindone, fondatore di Produzioni dal basso, è il modo che si è dato la rete per finanziare e co-finanziare i progetti. L’Università di Milano-Bicocca ha lanciato il progetto “Università del crowdfunding” anche per aiutare ex-studenti, studenti, docenti e personale a trovare finanziamenti per realizzare le proprie idee.   L’Università del crowdfunding: fasi e obiettivi Grazie al know-how nel crowdfunding di Produzioni dal basso, l’Università punta ad accompagnare 5 progetti in tutte le fasi di realizzazione. La raccolta fondi durerà 45 giorni con l’obiettivo massimo di 10 mila euro. Per concretizzare i suoi obiettivi, la cosiddetta “Università del crowdfunding” ha lanciato la prima call per raccogliere idee da trasformare in progetti di crowdfunding. Così l’Università intende sostenere progetti e idee sviluppate all’interno dei vari ambiti disciplinari dell’ateneo.  Non sono accolti i progetti che hanno scopi personali e politici. I progetti che verranno selezionati sono proposti ad aziende partner con l’obiettivo di attivare forme di co-finanziamento finalizzate alla conclusione della compagnia.  

DEEZER E APPLE AMPLIANO IL LORO MERCATO: TUTTE LE CURIOSITÀ
DEEZER E APPLE AMPLIANO IL LORO MERCATO: TUTTE LE CURIOSITÀ
DEEZER E APPLE AMPLIANO IL LORO MERCATO: TUTTE LE ...

Spotify ha dichiarato di voler arrivare anche in medio oriente e nel nord Africa. Ma Deezer l’ha battuta sul tempo su quei territori. Deezer è un servizio di streaming musicale francese con sede a Parigi, con più di 43 milioni di brani, presente in 143 paesi. Il servizio ha proposto come trovata pubblicitaria ai paesi del medio oriente e del nord Africa il servizio premium in prova per 6 mesi. Deezer ha appena chiuso un accordo di distribuzione esclusiva con la principale etichetta del medio oriente Rotanta Records, di proprietà del principe Al-Waleed Bin Talal. Rotanta Records ha più di 100 artisti che il principe sceglie personalmente , tra cui la cantante e presentatrice egiziana Sherine.   Apple e l’acquisizione “molto libera” di Asaii La Apple ha acquisito Asaii per 100 milioni, una startup specializzata nell’analisi di richieste musicali di trend di ascolto. L’acquisizione non è totale da parte di Apple, che lascia molta libertà alla startup. Ma che in questo modo può controllare indirettamente questo strumento di analisi. La piattaforma Asaii permette ad artisti, etichette e manager, di scoprire e analizzare i talenti musicali utilizzando sistemi di intelligenza artificiale. La notizia dell’acquisizione avviene solo 3 settimane dopo l’uscita dal mercato di Shazam, comprata da Apple per 400 milioni. Controllando Asaii e Shazam la Apple potrebbe aumentare il proprio guadagno di 100 milioni alla settimana.

GLI ARTISTI PIÙ ATTIVI, TRA BENEFICENZA E DONAZIONI
GLI ARTISTI PIÙ ATTIVI, TRA BENEFICENZA E DONAZIONI
GLI ARTISTI PIÙ ATTIVI, TRA BENEFICENZA E ...

Beneficenza e donazioni sono alcuni dei modi con cui gli artisti si fanno pubblicità tra il pubblico, con dei gesti che spesso richiedono delle prese di posizione su temi importanti. Molti e diversi gli artisti che hanno deciso di fare beneficenza. Sean “Diddy” Combs è molto attivo nel sostenere l’istruzione fra i giovani meno abbienti e ha donato 1 milione di dollari per costruire una scuola nel Bronx. Sean Combs ha vinto 3 Grammy Awards e 11 premi internazionali. Capo della Combs Enterprises, una holding che gestisce società dal valore di 200 milioni. La scuola ha già raccolto 650 iscrizioni di studenti soprattutto afroamericani. Il Bronx ha il più alto tasso di criminalità e il più basso tasso di scolarizzazione a New York.   Beneficenza e donazioni, gli artisti attivi Tra gli artisti che hanno deciso di fare beneficenza e donazioni c’è Stave Aoki, diventato il terzo Dj ad entrare nel Museo Nazionale di storia americana. Prima di lui solo Bob Casey negli anni ’50 e Grandmaster Flash negli anni ’70. Ha donato il suo set Dj da Tournèe, compreso un mixer DJM 800 e i suoi pioneer. Gli strumenti sono in esposizione allo Smithsonian accanto a quelli dei suoi due colleghi. Steve Aoki è il Dj più pagato al mondo, ha guadagnato 13 milioni di dollari lo scorso anno. Tra gli artisti impegnati in beneficienza e donazioni c’è Kanye West che ha donato 73.000 dollari in supporto alla campagna di Amara Enya, candidata a Chicago come Sindaco per i democratici che ha già il supporto di Chance the rapper. La donazione va in contrasto con il recente supporto del rapper per Donald Trump.  

FITNESS IN SMART: ESERCIZI PER GLUTEI E COSCE
FITNESS IN SMART: ESERCIZI PER GLUTEI E COSCE
FITNESS IN SMART: ESERCIZI PER GLUTEI E COSCE ...

Lisa Marino, responsabile fitness dello Sporting di Milano 3, ci dà qualche dritta su come ottimizzare il nostro tempo in automobile. Ecco che ci indica un po’ di esercizi per glutei e cosce da eseguire a bordo dell’auto, per tonificare i muscoli. Ci invita ad utilizzare la portiera e il pianale per portare a compimento la nostra attività fisica. È la Smart l’auto utilizzata da Lisa per dimostrare gli esercizi di fitness da eseguire. La Smart auto può accompagnarti nella tua attività sportiva, la dimensione e il design che la caratterizzano sono sicuramente aspetti che la rendono più accogliente e disponibile all’attività in questione.   I benefici dell’attività fisica su Smart Molti sono i benefici per chi decide di eseguire esercizi con l’auto. È un’attività insolita ma, come ci racconta Lisa, è efficace ed insieme divertente. Per chi passa tanto tempo a guidare, l’idea di scendere e servirsi dell’auto in modo diverso, più creativo e dinamico è sicuramente più salutare e dà molta più soddisfazione. Gli esercizi per glutei e cosce di Lisa si configurano come un’attività completa, che permette di tonificare, distendere ed allungare i muscoli del corpo. Prima di intraprendere gli esercizi di fitness è importante e consigliabile un buon riscaldamento e si consiglia di ripetere gli esercizi per 30 secondi. Pronto a migliorare il tuo fisico? Prendi la Smart e vai!

ALL’HAVANA SULLE OLD CARS, TRA EDIFICI COLONIALI E TINTE PASTELLO
ALL’HAVANA SULLE OLD CARS, TRA EDIFICI COLONIALI E TINTE PASTELLO
ALL’HAVANA SULLE OLD CARS, TRA EDIFICI COLONIALI E TINTE ...

Siamo andati alla scoperta delle old cars all’Havana. Un viaggio fantastico con un testimonial particolare che ci ha fatto scoprire, attraverso un servizio fotografico, la vecchia Havana e le old cars più belle. Tutto inizia con il vento che soffia e che sbatte contro i colori dei palazzi coloniali, delle macchine, della gente. Guidare sulle old cars lungo le strade dell’Havana, con le sue tinte pastello, è come stare dentro un film, è un viaggio che può diventare tante cose. Yuti Catania parte da Milano per Cuba per realizzare un servizio fotografico di moda che si trasforma da subito in un percorso nelle notti, nella storia, nella musica dell’isola caraibica.   Le old cars: le vere protagoniste del set fotografico A fare da sfondo in un set cittadino e coloratissimo le old cars. Sono loro le vere protagoniste: Chevrolet, Buick, Cadillac, Chrysler, Dodge, Plymouth, che si muovono al ritmo della rumba, del son, della salsa. Auto d’epoca tenute insieme, a volte, anche con il fil di ferro. Incontrastate regine delle strade, dove il tempo s’è fermato al ’59 e all’embargo che abolendo la proprietà privata vietò anche l’importazione di nuove autovetture. Il set fotografico si sposta dalle strade su una terrazza di un vecchio palazzo di fianco alla bodeguita del medio. È qui che all’ora del tramonto inizia la festa, con un’orchestra improvvisata che accompagnerà il gruppo per tutta la notte. Perchè a Cuba la musica non ti lascia mai. La mattina dopo all’Havana il ritmo della vita riprende sempre uguale, al suono di una rumba e di una vecchia Chevrolet.

FOOD TRUCK REVOLUTION: L’ALTERNATIVA ALLA RISTORAZIONE CLASSICA
FOOD TRUCK REVOLUTION: L’ALTERNATIVA ALLA RISTORAZIONE CLASSICA
FOOD TRUCK REVOLUTION: L’ALTERNATIVA ALLA ...

Posteggiano agli incroci delle strade, sui bouvelard e nei grandi parcheggi di Los Angeles. Ce n’è uno per qualsiasi gusto ed etnia. Ogni occasione è buona per celebrare uno dei trend americani: la food truck revolution. Partito come fenomeno caposaldo della cultura messicana con flotte di taqueros on wheels, Food track mania si è sviluppata come tendenza alternativa alla crisi economica della ristorazione classica, affermandosi nel panorama pop culture e diventando definitivamente parte integrante dello strato sociale e culturale. Non solo a Los Angeles ma negli interi Stati Uniti. Sin dai primi anni ’30 Los Angeles è sempre stata attratta dalla cultura automobilistica. Famosi i suoi diner e drive-in, passando per ritrovi economici, stile American Graffiti, arrivando ai chioschi mobili costruiti su misura.   Street food come nuova mobilità culturale Food truck è intesa quindi non solo come evoluzione storica ma come veicolo che rappresenta una nuova mobilità culturale, capace di mescolare ed estendere linee di razze, classi ed etnie diverse, proprio come la popolazione di Los Angeles, al fine di vendere un nuovo fenomeno sociale in un piatto. Quesadillas con tartufo, hamburger dipastrami, salsicce vegane, empanadas, dosas indiani, ahlo-halo filippini, cupcakes, bbq texani e brasiliani e persino gelati: questo il menù della street food mania e non solo. Basta un’app per sapere dove andrà il tuo chef su ruote preferito. Ogni food truck revolution ha il suo percorso che cambia di giorno in giorno e viene seguito costantemente online per tutti gli spostamenti e appuntamenti. Food truck mania, la rivoluzione culinaria su ruote è servita.  

BOOKABOOK, LIBRI IN CROWDFUNDING: I LETTORI APPROVANO LA PUBBLICAZIONE
BOOKABOOK, LIBRI IN CROWDFUNDING: I LETTORI APPROVANO LA PUBBLICAZIONE
BOOKABOOK, LIBRI IN CROWDFUNDING: I LETTORI APPROVANO LA ...

BookABook è la prima casa editrice in Italia a pubblicare libri in crowdfunding. Gli utenti leggono sinossi e bozze del manoscritto. Se il libro piace e raggiunge un obiettivo di copie pre-acquistate, il testo viene pubblicato. BookABook si occupa della selezione qualitativa mentre il giudizio di commerciabilità viene affidato ai lettori. La casa editrice è nata il 2 aprile 2014. Ad oggi ha pubblicato circa 400 libri. Il crowdfunding serve a coprire le spese e soprattutto a creare una community a sostegno del libro.   Libri in crowdfunding: quando il lettore ne decide la pubblicazione La startup che pubblica libri in crowdfunding nasce dall’idea di due giovani imprenditori italiani, Tomaso Greco e Emanuela Furiosi, in collaborazione con gli agenti letterari Claire Sabatiè-Garat e Marco Vigevani, responsabili dei contenuti. È la comunità di lettori che sceglie il libro tra quelli proposti e finanzia la pubblicazione dal basso, partecipa anche alla fase di editing e interloquisce direttamente con lo scrittore. BookABook è diventata una vera casa editrice, prima di raggiungere questa posizione operava come agenzia letteraria e ha collaborato con case editrici come Bompiani, Rizzoli e Mondadori. Come avviene il processo di pubbilìcazione? Una volta che viene accettato il manoscritto, viene preparata la compagna di raccolta fondi che dura 180 giorni. Mentre i lettori che hanno scelto il libro in crowdfunding mandano i loro contributo tramite carta di credito. Se siete rimasti incuriositi dall’idea, non vi rimane che dare un’occhiata ai libri attualmente in campagna fondi e, così facendo, sentirvi protagonisti del processo di pubblicazione.  

ABBIGLIAMENTO ELEGANTE PER UOMO ONLINE: PER UN ABITO FAI DA WEB
ABBIGLIAMENTO ELEGANTE PER UOMO ONLINE: PER UN ABITO FAI DA WEB
ABBIGLIAMENTO ELEGANTE PER UOMO ONLINE: PER UN ABITO FAI DA ...

Ci avete mai pensato ad un abbigliamento elegante per uomo, realizzato su misura e da acquistare online? I fondatori di Lanieri sì e hanno dato vita ad un vero e proprio progetto. Che cos’è Lanieri? È una start up italiana che produce abiti su misura da web ed è un ottimo esempio della dinamicità di uno dei settori più importanti del made in Italy. È il primo e-commerce italiano dedicato all’abbigliamento elegante per uomo, il quale riesce ad assemblare tecnologia e tradizione. Online c’è la possibilità di scegliere tra i più pregiati tessuti italiani, il tutto con un click. I vestiti sono realizzati e confenzionati completamente in Italia e consegnati gratuitamente a casa. L’idea è nata da Riccardo e Simone, durante un percorso di studi a Parigi.   L’abbigliamento elegante per uomo che nasce online Lanieri è una sartoria digitale fondata nel 2011, che permette di creare abiti su misura da uomo via web. Non a caso, il distretto biellese, dove prende vita Lanieri, è uno dei maggiori centri mondiali dell’industria tessile. Nel 2017 l’export ha superato 1,3 miliardi. Lanieri nasce online ma si muove offline. I suoi fondatori hanno creato un sistema 100% omnichannel. Negli acquisti di moda, un italiano su cinque ha un approccio omnichannel. In Italia il settore moda traina la sperimentazione di nuovi fomati di vendita e l’80% delle aziende del settore è presente online. Volete un vestito elegante per uomo, originale e di ottima qualità? Perchè non scegliere Lanieri?!  

THIS IS NOT A SUSHI BAR A MILANO: IL LOCALE DOVE SI PAGA CON INSTAGRAM
THIS IS NOT A SUSHI BAR A MILANO: IL LOCALE DOVE SI PAGA CON INSTAGRAM
THIS IS NOT A SUSHI BAR A MILANO: IL LOCALE DOVE SI ...

È stato inaugurato l’11 ottobre a Milano, a Via Lazzaro Papi (zona Porta Romana), il primo locale al mondo in cui si può pagare in IG follower e si possono avere gratis alcuni piatti. Sono due fratelli padovani a gestirlo: Matteo e Tommaso Pittarello Un piatto gratis si conquista con un numero minimo di 1000 followers. Ci sono fasce di pagamento che garantiscono dalla portata alla cena gratuita. La notizia è arrivata in più di 30 paesi, ma solo il 20% di chi ha pagato in follower ne aveva più di 100 mila.   This is not a sushi bar: come funziona l’acquisto via Instagram? Per pagare in follower basta creare un post con gli hashtag dedicati e non cancellarlo appena usciti dal locale. Ogni giorno circa 20 persone pagano con Instagram. L’80% ha 1000-50.000 follower. Si ordina il primo piatto e si posta la foto su Instagram taggando il ristorante “This is not a sushi bar”. In base al numero di follower si ottiene il bonus. Se si hanno tra i 1000 e i 5 mila follower, si avrà un piatto gratis in più. Da 5 mila in su sarà tutto gratis. La finalità dei due imprenditori non è solo quella di attirare i grandi influencer ma anche chi viene seguito da un numero inferiore di follower. Se il tutto andrà in porto, sicuramente “This is not a sushi bar” avrà un ritorno di pubblicità e visibilità. Così facendo sarà più conveniente instagrammare i propri piatti. Pronti a postare con gusto?!  

ARRIVANO LE SCARPE ECOLOGICHE FATTE CON IL CHEWING GUM
ARRIVANO LE SCARPE ECOLOGICHE FATTE CON IL CHEWING GUM
ARRIVANO LE SCARPE ECOLOGICHE FATTE CON IL CHEWING GUM ...

Ad Amsterdam nasce Gum Shoe, la prima sneaker realizzata con il 20% da gomme riciclate, raccolte dalle strade di Amsterdam. Per il momento due sono le versioni di queste scarpe riciclate. Una è completamente rosa e l’altra è totalmente nera con dettagli rossi. Hai già voglia di acquistarle? È possibile farlo online. Le scarpe ecologiche, infatti, sono già disponibili da Giugno. Ma, ahimè, sarà necessario mettere un po’ di soldi da parte. Nonostante siano create con soli 250 grammi di chewingum riciclato, queste particolarissime sneakers costano 200 dollari, quasi 180 euro. Con Gum Shoe è inoltre possibile avere a portata di mano, o meglio, di piede, la mappa della città. Come? In breve, la gomma riciclata è raschiata dalle strade di Amsterdam e tutto il materiale plastico, il Gum-tec, costituito da granuli, viene stampato nella suola della scarpa, sulla quale viene incisa la mappa della città. È questo un elemento che rende la scarpa non solo ecologica, ma anche sfiziosa e significativa: basta guardarsi sotto i piedi per ritrovare la via di casa. Il progetto Gum Shoe mette alla luce il primo paio di scarpe di ginnastica al mondo fatto con la gomma. Oltre alla suola, il resto della scarpa è fatta in pelle. Inoltre i collaboratori stanno cercando un modo che permetta ai clienti di sostituire la suola, una volta consumata, con un’altra uguale. Insomma, quella di Gum Shoe è un’idea tutta ecologia ed eco-sostenibile che nasce dall’amore verso il pianeta e il design, pensata per Amsterdam che, come tutte le grandi città, ha un problema con i rifiuti di chewing gum, secondo rifiuto più diffuso dopo le sigarette. Per questo problema ambientale l’ente I am Amsterdam, l’azienda di abbigliamento Explicit Wear e la startup londinese Gumdrop hanno deciso di collaborare e hanno inventato il marchio Gum Shoe. Al riguardo, un portavoce della collaborazione, Jonathan Van Loon, in una email a The Verge, ha detto: «Abbiamo cercato un modo per rendere le persone consapevoli di questo problema [...] E da questa idea è nato un prodotto». Questo progetto nasce evidentemente da un problema che vede i Paesi Bassi inondati da milioni di chili di chewing gum, gettati sull’asfalto ogni anno. A livello mondiale poi si gettano tonnellate di cicche, di cui 23 mila solo in Italia. A proposito, lo sapete quando ci mette un chewing gum a biodegradarsi? Precisamente 20-25 anni, il che dovrebbe metterci un attimo sull’attenti. Nel frattempo gli ideatori di Gum-shoe nutrono un futuro e nobile obiettivo: espandere il progetto in altre grandi città e introdurre un modo più semplice e sostenibile per liberare le città dal chewing gum. Gli animi più ecosostenibili apprezzeranno sicuramente il progetto e lo sosterranno, anche solo in punta di piedi e magari con indosso l’ecologissima Gum Shoes.   Amsterdam, città ecologica per eccellenza Non è un caso se la città olandese abbia avuto l’idea delle scarpe ecologiche composte con i chewing gum. Amsterdam, infatti, si posiziona al quinto posto nella classifica delle città europee più green, secondo un rapporto del dicembre 2009 dell’Economist Intelligence Unit commissionato da Siemens. È da sempre che la città olandese punta sull’eco-sostenibilità e col tempo ha avuto modo di costruire una mentalità che l’ha portata sempre più verso il rispetto dell’ambiente. Il tutto ha inizio nel 1610, quando lungo i canali sono stati piantati alberi che ancora oggi si configurano nell’immaginario olandese, insieme alla creazione di parchi e aree verdi sia in centro che in periferia. Oggi Amsterdam si presenta come una città che lavora, si muove, produce e passeggia con grazia e rispetto sull’ambiente che la ospita. E lo sapete come si muovono e passeggiano gli olandesi? Basta dare loro una bicicletta e vi attraverseranno tutta l’Olanda. E non è mica un modo di dire. Ad Amsterdam, infatti,  si contano circa 550 mila biciclette. Questo vuol dire che il 50% degli abitanti la usa tutti i giorni, abitudine incentivata dalla massiccia presenza delle strade bicycle friendly. Anche questo aspetto la rende così ecologica e tutta da esplorare e si sta prefiggendo un obiettivo: ridurre le emissioni CO2 del 40% rispetto al 1990 e del 75% entro il 2040. Per raggiungere questi traguardi la città investe e si impegna ideando progetti come quello di Gum Shoe. Inoltre, si prevede che presto il circuito urbano venga percorso da auto alimentate da energia pulita proveniente da mulini a vento, da pannelli solari o dalla biomassa. In tutto questo, le amministrazioni vanno incontro ai cittadini. Sapete come? Li aiutano economicamente, sia sull’acquisto di auto e scooter elettrici, sia sul pieno nei punti di rifornimento presenti, che si pensa possano raggiungere i 200 entro il 2012. Insomma, alla base della città olandese ci sono politiche ecologiche, di sostenibilità, di turismo responsabile ed ecoturismo e poi ci sono le persone che risultano essere più consapevoli e riflessive, rispetto all’ambiente circostante e al pianeta. C’è quindi tutto un organismo che coopera e funziona tantissimo. D’altronde i Paesi Bassi sono nati soprattutto da terre riemerse dal mare e questa gestione del paesaggio nel tempo ha probabilmente stimolato l’interesse verso i temi ambientali. Chi scegli Amsterdam come meta, approderà in una cultura differente che punta molto sulla sostenibilità, l’ecologia e il rispetto dell’ambiente.  

CARLO FILIPPO FOLLIS: L'IMPRENDITORE ALLA RICERCA DEL RIMBORSO PERDUTO
CARLO FILIPPO FOLLIS: L'IMPRENDITORE ALLA RICERCA DEL RIMBORSO PERDUTO
CARLO FILIPPO FOLLIS: L'IMPRENDITORE ALLA RICERCA ...

Carlo Filippo Follis è un imprenditore con disabilità al 100%. Ha fatto impresa per 30 anni creando posti di lavoro. Nel 2009 ha fondato la Promotomodels che si occupa di modellismo. L’azienda chiude con un credito IVA di 28.000 euro. Carlo Filippo Follis ci racconta la situazione che lo ha toccato da vicino: «La storia inizia con la chiusura di un’impresa che avendo venduto molto all’estero chiude con un alto credito IVA. L’agenzia delle entrate, dopo molti mesi, richiede un’integrazione dei documenti ma mancava la lettera di vettura dell’ultima spedizione destinata in Francia. Porto la lettera di vettura e mi sento dire “Non basta, in realtà ci vuole il cmr, un documento cartaceo che riporta tutti gli estremi della spedizione”.».   Carlo Filippo Follis e la legge fantasma L’imprenditore scopre che una legge, una normativa che definisce fantasma, permetterebbe ai corrieri di distruggere il cmr dopo 12 mesi più uno. Carlo Filippo Follis aggiunge infine: «Non solo l’agenzia delle entrate non mi ha dato ciò che doveva ma vuole che io paghi per quello che semplicemente non dovevo. Aver scritto quel libro ed essere finito sui giornali ha fatto sì che venissi contattato da diversi professionisti che mi hanno scritto “Non esiste una legge che obbliga ad avere il cmr come non esiste una legge che dica che i cmr si possono distruggere”. Io adesso spero che si possa ancora agire per avere giustizia.» Per un foglio mancante l’agenzia delle entrate ha dimezzato il rimborso del 50% e chiede altri 11.000 euro.  

THE OCEAN CLEANUP: PULIRE IL MARE DALLA PLASTICA
THE OCEAN CLEANUP: PULIRE IL MARE DALLA PLASTICA
THE OCEAN CLEANUP: PULIRE IL MARE DALLA PLASTICA ...

Boyan Slat, 18 anni, ha fondato The Ocean Cleanup, una startup per pulire il mare dalla plastica. Ci racconta che ci sono circa 80 milioni di chili di plastica che galleggiano nel mare, che costituiscono 1,8 trilioni di pezzi di plastica oceanica. Sono circa 31 i milioni di dollari raccolti in cinque anni dalla startup olandese. The Ocean Cleanup funziona come una rete lunghissima ben 609 metri e si muove sfruttando le correnti oceaniche. La plastica raccolta in mare viene trasportata sulla terraferma e riciclata. “Funziona come pac-man” ha semplificato Boyan Slat.   Per pulire il mare dalla plastica ecco gli obiettivi di The Ocean Cleanup L’obiettivo di The Ocean Cleanup è di raccogliere fino a cinque tonnellate di plastica al mese e pulire il mare dalla plastica. È questo il progetto ambizioso di questa start up che coinvolge un team di scenziati e ingegneri nella pulizia dell’Oceano Pacifico. Alla base c’è l’idea di un braccio galleggiante mangia plastica, che è venuta all’inventore olandese. Il giovane, appoggiato da una squadra di 70 persone, ha trascorso gli ultimi cinque anni a testare 273 modelli e sei diversi prototipi prima di giungere all’attuale design donominato “Wilson”. Secondo i dati, sarebbero 1800 miliardi i pezzi di plastica presenti ad oggi nel Great Pacific Garbage Patch. Grazie a The Ocean Cleanup si potrebbe pulire il mare dalla plastica e rimuovere il 50% della plastica nell’area entro cinque anni e il 90% a livello globale entro il 2040. Ancora contrastanti le opinioni sul progetto, c’è chi si dichiara preoccupato per la vita marina, anche se viene assicurato che The Ocean Cleanup non incida negativamente sulla sopravvivenza di pesci e mammiferi marini. Siamo curiosi e fiduciosi che questo progetto possa migliorare la situazione dei mari.  

BEEING: UN’INNOVATA APICOLTURA PER PIÙ API DA SALVAGUARDARE
BEEING: UN’INNOVATA APICOLTURA PER PIÙ API DA SALVAGUARDARE
BEEING: UN’INNOVATA APICOLTURA PER PIÙ API DA ...

“Se le api scomparissero dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita” Questa citazione, attribuita erroneamente ad Albert Einstein, fu distribuita su un volantino a Bruxelles, durante una protesta contro il miele d’importazione nel 1994. Oggi il problema non è solamente economico: l’impollinazione delle api per l’agricoltura europea vale 22 miliardi di euro. Ma cosa più importante, salvare le api significa salvare l’uomo: a prescindere dallo shock economico, questi insetti garantiscono la produzione del 75% delle colture alimentari. Ogni anno circa la metà della popolazione di api, in Europa e in Nord America, muore. Le cause sono agricoltura intensiva, monocolture, pesticidi e cambiamenti climatici.   Beeing: per il mondo dell'apicoltura nuovi servizi per la salvaguardia delle api Gabriele Garavini e Roberto Pasi, giovanissimi apicoltori romagnoli, hanno fondato Beeing: una startup che ha come obiettivo la fornitura di servizi a chi alleva api, come principio la salvaguardia di questi insetti. L’investimento iniziale per l’avvio della startup è costato ai due fondatori tutti i loro risparmi, circa 20 mila euro. Nel 2018 Beeing ha investito 127 mila euro con un rimborso del 60% dal Fondo europeo di sviluppo regionale. Beeing ha progettato B-secure, un antifurto che permette agli apicoltori di tracciare, tramite un’app per cellulare, i movimenti delle arnie e identificarle con codice QR. Adesso la startup è impegnata nel lancio di una moderna arnia urbana che consente di produrre autonomamente il proprio miele, sul balcone o nel giardino di casa. Con questo sistema si può raccogliere il miele e osservare la vita dello sciame da vicino, senza rischi, per sè e per le api, il cui ripopolamente è essenziale anche per la nostra sopravvivenza.  

CLEAN THE WORLD: IL RICICLO DELLE SAPONETTE DEGLI HOTEL
CLEAN THE WORLD: IL RICICLO DELLE SAPONETTE DEGLI HOTEL
CLEAN THE WORLD: IL RICICLO DELLE SAPONETTE DEGLI ...

Curiosi di sapere dove vanno a finire le saponette usate a metà degli hotel? Clean The World è la risposta. È una start up, con sede a Orlando, che raccoglie e si occupa del riciclo delle saponette usate e le dona alle comunità in difficoltà per migliorare l'igiene globale. I dati ci dicono che negli hotel di tutto il mondo vengono buttate ogni giorno 5 milioni di saponette utilizzate parzialmente e secondo Unicef 1 milione e mezzo di bambini muoiono di dissenteria ogni anno. Lavare le mani dimezzerebbe quindi il rischio di contrarre dissenteria e polmonite. Clean the world va incontro a questi problemi e si pone come fondazione no profit.   Clean the world e il riciclo delle saponette usate: per una rivoluzione dell’igiene  Clean the world con il riciclo delle saponette usate sta portando avanti una rivoluzione dell’igiene globale. I volontari sono i protagonisti del loro processo di riciclo e distribuzione: società, chiese, scuole e altre organizzazioni che forniscono assistenza vitale ogni giorno per aiutare chi ha bisogno. I suoi obiettivi sono raccogliere e rilavorare prodotti per la cura della persona che sono scarti degli hotel e ridistribuire le saponette ottenute nei centri di accoglienza per i senza tetto e nei paesi in via di sviluppo. Clean the world ha già consegnato 45 milioni di saponette a 10 milioni di persone in 127 paesi nel mondo. Inoltre ha coinvolto circa 4000 hotel, tra i quali luoghi come Walt Disney Parks and Resorts. Ecco un elemento in più per valutare e considerare il miglior hotel nei dintorni.      

AUTO A ENERGIA SOLARE: L’ITALIANA EMILIA 4
AUTO A ENERGIA SOLARE: L’ITALIANA EMILIA 4
AUTO A ENERGIA SOLARE: L’ITALIANA EMILIA 4 ...

Emilia 4 è un'auto a energia solare, un gioiello ingegneristico che si muove sospinto solo da quest’ultima. Tutto nasce a Castel San Pietro, vicino Bologna, 15 anni fa, in un’officina sul confine tra Emilia e Romagna. Un gruppo di volontari inizia a pensare a veicoli che per funzionare non hanno bisogno di benzina. Nella stessa officina sono stati costruiti una bicicletta con pedalata assistita e i veicoli Emilia 2, Emilia 3 e Emilia 4. I volontari che frequentano l’officina fondano l’associazione Onda solare, crescono le collaborazioni con l’Università di Bologna e con aziende del territorio e arrivano i fondi Por Fesr 2014-2020 per la ricerca e l’innovazione.   Automobile a energia solare: investimenti e caratteristiche È stato investito un milione di euro per progettare e costruire Emilia 4, la prima auto a energia solare per quattro persone, costruito interamente in Italia. Il veicolo ha un’aerodinamica performante, un profilo che si ispira a una goccia e un tunnel centrale che riduce l’attrito dell’aria, convogliandola sotto la scocca. È costruito interamente in composito, rinforzato da fibre di carbonio, il che lo rende la vettura di classe Cruiser più leggera al mondo: 330 kg. L’automobile a energia solare costruita in Italia è caratterizzata da un’aerodinamica e leggerezza supportate da un pannello solare di ultima generazione, ampio 5 metri quadrati e da motori estremamente efficienti, inseriti direttamente nelle ruote posteriori. Un’accelerata tutta italiana, verso la mobilità sostenibile.

ABBIGLIAMENTO SOSTENIBILE CON ORANGE FIBER: COME INDOSSARE GLI AGRUMI
ABBIGLIAMENTO SOSTENIBILE CON ORANGE FIBER: COME INDOSSARE GLI AGRUMI
ABBIGLIAMENTO SOSTENIBILE CON ORANGE FIBER: COME INDOSSARE ...

In Italia e non solo è sempre più accettato e richiesto l’abbigliamento sostenibile. Per questo ci sono tutti i presuposti, i materiali e la creatività. Per esempio, solo in Italia ogni anno vengono prodotte più di 700 mila tonnellate di sottoprodotto di agrumi. E se si potessero trasformare le bucce di agrumi in abiti? C’è chi ci ha pensato seriamente: si chiama Orange Fiber, l’azienda che produce abbigliamento sostenibile ed ecologico. L’origine di tutto è il pastazzo. Cos’è? È il residuo umido che resta al termine della produzione industriale di succo di agrumi. In Sicilia si sono verificati addirittura reati ambientali per smaltire il pastazzo.   L’abbigliamento stostenibile fatto di arance, limoni e non solo Le fondatrici di Orange Fiber hanno creato il primo tessuto dagli agrumi, per abiti sostenibili, e l’hanno fatto in Italia partendo dal pastazzo. Adesso vorrebbero renderlo vitaminico e investire in ricerca e sviluppo. Così vogliono farci indossare un tessuto cosmetico sulla pelle. Orange Fiber trasforma gli scarti degli agrumi in un filato per l’industria tessile e utilizza anche gli scarti di limoni, mandarini e pompelmi. Il loro tessuto è una bella e sana spremuta, un "dissetante" abbigliamento ecologico. È stato stimato che per fare un metro quadrato di tessuto servono 2,5 chili di bucce. Inoltre il tessuto prodotto da Orange Fiber è biodegradabile e, attraverso un apposito processo di compostaggio, può tornare alle sue origine e decomporsi. Può così degradarsi in modo ecologico e senza sprechi. Salvatore Ferragamo ha conosciuto Orange Fiber a Expo 2015 e ha utilizzato il filato di agrumi per una sua collezione. L’idea di indossare un abbigliamento sostenibile, fatto di agrumi, convince molto per le sue caratteristiche e, data l’elevata vitamica C, non può che mettere tanta carica.  

CHI SONO GLI ALLENATORI PIÙ PAGATI DELLA SERIE A? LA TOP 5
CHI SONO GLI ALLENATORI PIÙ PAGATI DELLA SERIE A? LA TOP 5
CHI SONO GLI ALLENATORI PIÙ PAGATI DELLA SERIE A? ...

Chi sono gli allenatori più pagati della serie A? Vi proponiamo la Top 5. In testa alla classifica troviamo l’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri con circa 7 milioni di euro. Di Allegri sappiamo che la sua carriera da allenatore inizia presto, sulla panchina della sua ultima formazione, l’Aglianese. Fa molta strada e da quando è alla guida della Juve numerosi sono stati gli obiettivi e i successi raggiunti. Dietro Allegri c’è Carlo Ancelotti che riceve dal Napoli circa 6 milioni di euro. È subito dopo l’abbandono della carriera di calciatore, nel 1992, che inizia il suo percorso professionale da allenatore. Dal maggio 2018 viene ufficializzato come allenatore del Napoli.   Gli allenatori più pagati della serie A: dal terzo al quinto posto Al terzo posto c’è l’allenatore dell’Inter Luciano Spalletti con circa 4 milioni di euro, gli stessi di Icardi e Nainggolan. Spalletti lascia per due volte la panchina giallorossa e dopo aver conquistato il record di punti e di reti segnate in una stagione, la sua nuova squadra sarà l’Inter. Il quarto posto, tra degli allenatori più pagati della serie A, è occupato alla Roma da Eusebio di Francesco con 3 milioni di euro. È a 18 anni che esordisce in serie A vestendo la maglia dell’Empoli durante la stagione 1987-1988. Nel 2008 inizia invece la sua carriera da allenatore con il Lanciano. Chiude la top 5 l’allenatore del Milan Gennaro Gattuso con 2 milioni di euro. Il suo primo incarico da allenatore inizia con il Palermo, nel 2013. Attualmente è allenatore della squadra rossonera.  

BIG ROCK: LA MAGIA DELLA SCUOLA DI COMPUTER GRAFICA IN ITALIA
BIG ROCK: LA MAGIA DELLA SCUOLA DI COMPUTER GRAFICA IN ITALIA
BIG ROCK: LA MAGIA DELLA SCUOLA DI COMPUTER ...

Big Rock è una rinomata scuola di computer grafica di Treviso. Il 99% degli studenti finisce nei titoli di coda di un film, una serie tv o un videogioco. La sede è presente a Roncade. La scuola di computer grafica accoglie studenti dai 18 anni in su, offre tre master a scelta e corsi di massimo 6 mesi. Il metodo didattico richiede tanta disciplina e costanza. Big Rock è, insomma, una scuola dedicata alle nuove tecnologie, una delle più importanti in Italia nel campo della didattica a contenuto tecnologico. Nasce nel 2005 da un’idea di Marco Savini, ex-pilota dell’aeronautica militare. In pochi anni inizia a ricevere un ottimo feedback dall’esterno, divenendo un’eccellenza italiana per ciò che riguarda la formazione di giovani in computer grafica, in concept art e in virtual reality.   La scuola di computer grafica: ecco cosa offre nel dettaglio Il fondatore nel creare la scuola è stato lungimirante: ai tempi la computer grafica era usata solo in ambiti specifici, come quello militare e architettonico, poichè i costi di computer e software erano molto alti. Marco Savini è riuscito a prevedere che di lì a poco i prezzi si sarebbero abbassati. Nasce così Big Rock, una scuola di computer grafica in Italia che dà per scontato l’utilizzo della tecnologia e che trasmette ai ragazzi l’idea del computer come strumento e che insegna agli artisti a sfruttare le potenzialità della tecnologia. I master offerti dalla scuala riguardano più precisamente computer grafica, virtual reality e concept art. I corsi non richiedono prerequisiti di accesso, ma si valuta quanto l’allievo in questione sia determinato o meno. Big Rock è insomma una scuola che garantisce un percorso rivolto ai giovani, tanto formativo quanto motivante.  

FELTRINELLI COMICS: SE IL FUMETTO È UN LIBRO
FELTRINELLI COMICS: SE IL FUMETTO È UN LIBRO
FELTRINELLI COMICS: SE IL FUMETTO È UN LIBRO ...

Un’idea nata in Feltrinelli è quella di inaugurare una collana di libri a fumetti, nasce così la Feltrinelli Comics. I fumetti che si stanno facendo per Feltrinelli Comics seguono quella vocazione tipicamente feltrinelliana di raccontare il mondo, mantenendo uno sguardo ironico e documentaristico e puntando sul Graphic Journalism e sul drammatico. Non sono fumetti d’avventura o intimisti, saranno una finestra sul mondo. Così facendo, Feltrinelli Comics apre una strada tra letteratura e fumetto, con libri firmati Daniele Pennac e Pino Cacucci. Spazierà anche nella musica, il cinema e lo sport, tutto raccontato attraverso il fumetto.   I fumetti di Feltrinelli e la loro diffusione Il fumetto, nel tempo, ha acquistato sempre più valore e ha iniziato ad interessare sempre più lettori. Questa diffusione è dovuta anche ad una distribuzione  più vasta ed omogenea, che non coinvolge più solo fumetterie e piccole edicole ma anche grandi catene di librerie. In una libreria Feltrinelli ci sono 70 mila titoli e 5 mila sono fumetti. In Italia i fumetti occupano il 10% del mercato editoriale, per un valore totale di 15 milioni di euro nelle librerie. Mentre edicole e fumetterie compongono l’80% del mercato fumettistico. Incentivando anche il mondo dei fumetti, Feltrinelli punta a dimostrare che l’arte fumettistica può svilupparsi e viaggiare insieme alle altre arti, con eleganza a stimolando la curiosità di un’ampia fetta di pubblico. Pronti a tuffarvi in una nuova avventura fatta di disegni, colori, parole ed emozioni?  

TRA I VIDEOGIOCHI PS4 DEL 2018: ANOTHER SIGHT, IL GIOCO D’AUTORE
TRA I VIDEOGIOCHI PS4 DEL 2018: ANOTHER SIGHT, IL GIOCO D’AUTORE
TRA I VIDEOGIOCHI PS4 DEL 2018: ANOTHER SIGHT, IL ...

Da un’idea di Marco Ponte nasce Lunar Great Wall Studios, con l’obiettivo di realizzare giochi significativi e più profondi. È uno studio di sviluppo di videogiochi fondato a Milano nel 2016. Il primo prodotto di Lunar è “Another sight”, tra i videogiochi PS4 in uscita nel 2018, che debutta non solo su Playstation 4 ma anche su Xbox One, PC e Nintendo Switch. Il gioco, desiderato tanto da Lunar Great Wall Studios, ha richiesto un anno di sviluppo ed è sugli scaffali dal 6 settembre. Narra una storia di crescita, svoltasi in epoca vittoriana, e le vicissitudini della ragazzina Catherine “Kit” che all’inizio del gioco vediamo perdersi in un mondo strano e in un secondo momento diventare cieca. Il gioco è ispirato al libro Neverwhere di Neil Gaiman.   Tra i videogiochi PS4, ecco un’avventura fantasy surreale Another sight appartiene alla categoria dei videogiochi PS4 in uscita nel 2018 ed è, insomma, un’avventura fantasy surreale con elementi steampunk che racconta una storia singolare, ricca di cultura ed emozioni. La storia è una fusione tra vecchio e nuovo, caratterizzata da trame avvincenti in bilico tra sogni e realtà. Tutto è raccontato dal punto di vista di una ragazzina e di un particolare gatto che l’accompagna. Another sight è disponibile per pc al prezzo di 19,99 euro e ha una durata di 5/6 ore di gioco. I dati ci dicono che in Italia esistono 120 studi di sviluppo. La maggior parte è nata negli ultimi 6 anni. In media i team sono composti da 5 persone.  

PCUP: ARRIVANO I BICCHIERI ECOLOGICI PERSONALIZZATI
PCUP: ARRIVANO I BICCHIERI ECOLOGICI PERSONALIZZATI
PCUP: ARRIVANO I BICCHIERI ECOLOGICI ...

Da un’idea di due ventisettenni ed ex compagni di scuola, Lorenzo e Stefano, a febbraio 2018, dopo un periodo di incubazione, nasce la società PCUP che produce bicchieri ecologici personalizzati. PCUP è un bicchiere ecologico ed intelligente che interagisce con la realtà circostante grazie a un chip e un’app. È un big data della movida. Il chip traccia in tempo reale gusti e frequentazioni degli utenti. Consente il pagamento automatico e la restituzione come vuoto a rendere. PCUP è un bicchiere di design in silicone riutilizzabile che consente di risparmiare la plastica dei bicchieri ai concerti, nei locali, ai festival. Permette di ridurre emissioni di CO2, legate alla produzione e allo smaltimento della plastica dei bicchieri.   Il bicchiere ecologico che ti suggerisce eventi e locali Ebbene sì, questi bicchieri ecologici personalizzati sono in grado di dare dei suggerimenti, a seconda dei gusti di chi lo acquista. È possibile scoprire la storia di PCUP, scritta dalle persone che lo hanno utilizzato e dai luoghi che ha attraversato, ed anche la quantità di plastica che ha permesso di risparmiare. Si tratta di un bicchiere ecologico che rispetta l’ambiente e chi li acquista e restituisce valore all’oggetto. È quindi una scelta conveniente. Chi lavora con PCUP? Locali, discoteche, festival, strutture turistiche, navi da crociera, stadi. Ed inoltre, questo bicchiere ecologico personalizzato è ideale anche per uso domestico. È infatti un’opzione interessante per chi volesse un servizio originale per la propria casa. I bicchieri ecologici personalizzati si adattano a diversi ambiti, possono diventare anche dei regali e gadget innovativi. Possibile non ti sia ancora venuta voglia di provarli?  

REAL BODIES A MILANO: IN MOSTRA ORGANI E CADAVERI
REAL BODIES A MILANO: IN MOSTRA ORGANI E CADAVERI
REAL BODIES A MILANO: IN MOSTRA ORGANI E CADAVERI ...

Torna la Real Bodies a Milano con in esposizione 450 elementi, tra corpi e organi. L’appuntamento è dal 6 ottobre 2018 al 31 gennaio 2019, da mercoledì a domenica, dalle 10 alle 18, nello Spazio Ventura 15 a Lambrate. Tra le novità ci sono le sezioni di anatomia comparata e biomeccanica. In mostra ci sono 60 cadaveri dagli Stati Uniti. I dati ci dicono che la prima edizione milanese ha registrato 280 mila ingressi di cui 90 mila per studenti. Nella seconda edizione la mostra si chiude con una sezione dedicata all’immortalità.   Real bodies Milano: tutte le sezioni e curiosità Real bodies è a Milano che chiude il suo tour mondiale. È un’esposizione che comprende, per esempio, l’antico metodo di imbalsamazione dei sacerdoti egizi e i più moderni sistemi di conservazione del corpo come la plastinazione. Sono presenti cuori, cervelli, organi di 30 specie di animali a confronto con quelli umani. Le sezioni della Real bodies a Milano sono nel complesso 5: Biomeccanica e Biomedicina; Anatomia comparata; Leonardo Da Vinci; Immortalità; Alcol, fumo e droga. La Real bodies è certamente una mostra che suscita e soddisfa molte curiosità sul corpo umano ed animale. Alla mostra hanno lavorato circa 100 persone. È stata progettata in 2 anni e allestita in 2 mesi. Nei primi 10 giorni ha registrato 10 mila ingressi. Cosa aspettate? Se non ci siete già stati, fateci un salto! Non vi lascerà indifferenti.

I CAMPIONATI EUROPEI CHE VALORIZZANO DI PIÙ I GIOVANI
I CAMPIONATI EUROPEI CHE VALORIZZANO DI PIÙ I GIOVANI
I CAMPIONATI EUROPEI CHE VALORIZZANO DI PIÙ I ...

Quanto giocano i giovani calciatori in Europa? Non troppo. Il campionato europeo di massima serie che fa giocare più under 21 è la Bundesliga tedesca. Segue poi la Germania e la Ligue francese. Al terzo posto si piazza, invece, la serie A italiana che conta un ingente presenza degli under 21. Tra gli ultimi posti c’è la Liga spagnola E in Italia, chi sono i giovani insostituibili per i campionati europei? In testa alla classifica c’è Gianluigi Donnarumma del Milan, Emil Audero del Sampdoria e Nikola Milenkovic della Fiorentina. Sono andati sempre in campo Nicolò Barella, gioiello italiano del Cagliari, il quale ha giocato per il 99% dei minuti. Leggermente più indietro Federico Chiesa della Fiorentina   I Campionati europei: la Croazia al primo posto La Croazia è la nazione europea che premia di più i giovani calciatori nei campionati europei. L’età media nel massimo campionato croato è di poco superiore ai 24 anni, poco più alta in Slovenia. In Olanda invece si superano i 25 anni, come in Slovacchia e in Svizzera. In Italia, nei campionati europei, l’età media è superiore ai 27 anni. Mentre Udinese, Sassuolo e Fiorentina sono le squadre più giovani tra tutte. Al loro opposto si piazzano Juventus, Chievo e Parma. La loro età media è inferiore rispetto ai veri vecchietti del calcio europeo. Per i turchi del Besiktas si è ben oltre i 31 anni in media.  

INTERVISTA A MAURIZIO BELLI, ADVISOR DELLA CESSIONE PALERMO CALCIO
INTERVISTA A MAURIZIO BELLI, ADVISOR DELLA CESSIONE PALERMO CALCIO
INTERVISTA A MAURIZIO BELLI, ADVISOR DELLA CESSIONE ...

Maurizio Belli di Financial Innovations Advisor racconta la mediazione tra l’investitore inglese della società Global Futures Sports e l’ex patron del Palermo Calcio Maurizio Zamparini. «Il ruolo di Financial Innovations in questa operazione è stata quella di advisor. Ho seguito la società che ha ceduto il Palermo, in particolare il patron Zamparini nella trattativa con gli investitori. Per la nostra azienda è un’operazione molto importante sicuramente per l’ambito in cui si è svolta, per la specificità del business perché sicuramente parlare di calcio in Italia è un elemento molto importante dal punto di vista della comunicazione. E dopo tante operazioni di successo questa sicuramente è quella che da un punto di vista della comunicazione e dell’importanza avrà un maggior risalto.»   Palermo calcio: l’advisor e le dinamiche della cessazione L’advisor Maurizio Belli ci dice che il ruolo di mediazione tra l’investitore inglese e il patron Zamparini è stata un’esperienza molto interessante dal punto di vista professionale perché si sono incontrate due culture molto diverse, entrambe consapevoli. Ed infine, sul tema relativo al Palermo calcio e la cessione, aggiunge: «Non c’è stato bisogno di spiegare le dinamiche perché al di là della lingua, al di là del diverso approccio culturale, conoscevano benissimo qual era l’ambito e l’amore per questo tipo di sport. Chi vendeva aveva anche un grosso attaccamento alla squadra e a questo aspetto collegato a questa creatura che aveva portato avanti per molti anni. Quindi c’era una componente emotiva molto forte che ha fatto parte anche ed è stata un’esperienza molto importante nella trattativa.»

MAURIZIO ZAMPARINI SALUTA IL PALERMO CALCIO:
MAURIZIO ZAMPARINI SALUTA IL PALERMO CALCIO: "MI SENTO VEDOVO"
MAURIZIO ZAMPARINI SALUTA IL PALERMO CALCIO: "MI SENTO ...

Maurizio Zamparini, l’ormai ex presidente del Palermo calcio, ci racconta che si sente come un vedovo e che Palermo calcio l’ha sposata per tanti anni, per cui impossibile è capire come si sente al momento. Inizia così: «Ricordo il cartello messo durante il primo Milan-Palermo il primo anno di serie A, dove c’era scritto “Oh che bello, qui sono, sembrava impossibile!”, scritto però in siciliano che io non conosco . Ho vicino a me le persone che mi hanno aiutato a uscire bene dal Palermo perché mi hanno permesso  di fare l’ultimo regalo alla città, di dare Palermo in mano a persone sicure, serie, con le possibilità economiche di fare un grande progetto. » Maurizio Zamparini del Palermo calcio ringrazia Clive Richardson, che fa parte del gruppo acquirente ed è alla testa di un grosso gruppo inglese che gestisce anche finanziariamente i giocatori. Sostiene che il calcio inglese è primo nel mondo, ed è meglio di quello italiano perché più organizzato.   Maurizio Zamparini e il Palermo calcio: “Cosa devo consigliare?" Zamparini continua a raccontarci il suo punto di vista: «Di opzioni serie non ne ho avute tante, cercavo acquirenti perché ho 77 anni, sono stanco e la piazza si è stancata di me. Ci si stanca di una moglie, si dice dopo 7 anni,  probabilmente anche con me erano stanchi. È una piazza non solo affascinante ma una delle poche piazze dove si potrà fare un calcio a livello mondiale, perché ci sono forse cinque o dieci milioni di tifosi all’estero che tifano Palermo. Allo stadio non andavo prima e non ci andrò adesso perché non riesco fisicamente ed emotivamente a sopportare la partita.» Maurizo Zamparini dichiara infine che sarà sempre tifoso del Palermo calcio, e che una delle cose che gli ha regalato Palermo e il calcio è la possibilità di sentirsi giovane.  

IL PALERMO CALCIO PARLA INGLESE: L’INTERVISTA A CLIVE RICHARDSON
IL PALERMO CALCIO PARLA INGLESE: L’INTERVISTA A CLIVE RICHARDSON
IL PALERMO CALCIO PARLA INGLESE: L’INTERVISTA A ...

Dopo molte vicissitudini umane ed economiche, il Palermo calcio di Maurizio Zamparini è stato venduto ad un gruppo di investitori che fa capo alla società inglese Global Futures Sports di Clive Richardson. Il Global Futures Sports, ad oggi, serve 140 atleti per un giro d’affari di 500 milioni di sterline. Il valore economico della transazione tra acquisto ed investimenti supererà i 20 milioni di sterline Clive Richardson, ai microfoni di Pop Economy, racconta che ha notato una serie di opportunità nel mondo del calcio negli ultimi sei mesi e crede che il Palermo calcio sia una grande occasione, vista l’eredità del club. Dichiara: «Vogliamo fare qualcosa che riteniamo sia molto speciale all’interno della comunità. Crediamo che il club sia in una grande posizione in questo momento, non vogliamo metterlo a repentaglio, vogliamo far crescere il valore del club e i servizi che offre ai suoi fans.»   Il Palermo calcio: un futuro ricco di opportunità Il CEO della Global Futures Sports nella sua intervista ci dice che il suo gruppo è rappresentato da investitori da tutta la Gran Bretagna, sono promotori ed investitori. E crede che nel futuro ci saranno opportunità per altri investitori. Nel riflettere sulla situazione del Palermo calcio, aggiunge: «Nella struttura che stiamo creando, grazie all’acquisizione del Palermo, stiamo guardando all’opportunità di sviluppare e migliorare le strutture del club. Abbiamo visto numerosi esempi all’interno del mondo del calcio in Europa.» Clive Richardson sostiene che nel momento in cui si è in grado di costruire nuovi stadi o campi allenamento, il club ne trae beneficio e crede che i club italiani rappresentino un grande valore e che possano avere un grande futuro. Il nuovo proprietario del Palermo calcio conclude così il suo discorso: «Quando abbiamo cercato nuove opportunità nel corso degli ultimi sei mesi, l’abbiamo fatto da un punto di vista di investimenti. Abbiamo un board di consulenti che vengono dal mondo del calcio. Abbiamo managers, allenatori per questa opportunità particolare perché in Italia uno dei membri del board è David Platt che ha sia giocato sia allenato qui in Italia. Quindi David è venuto con noi a Palermo per vedere come si stesse evolvendo la situazione.»  

MILAN CINESE E LA SUA SPAVENTOSA GESTIONE
MILAN CINESE E LA SUA SPAVENTOSA GESTIONE
MILAN CINESE E LA SUA SPAVENTOSA GESTIONE ...

In questa nuova puntata di Money Football andiamo a scoprire quello che è successo al Milan cinese e quel che è avvenuto nelle casse della società di via Aldo Rossi in questo anno, sotto la proprietà dell'imprenditore cinese che in estate ha lasciato il club nelle mani del fondo britannico Elliott. Il primo e unico bilancio della gestione del Milan cinese di Yonghong Li ha fatto registrare un rosso da 126 milioni di euro. Un passivo molto più ampio rispetto ai 70 milioni previsti dall’ex A.D. Fassone. Nel periodo dal 1 luglio 2017 al 30 giugno 2018 il quadro dei ricavi legato agli sponsor è calato di 7,4 milioni. La perdita totale del club è aumentata di 53 milioni di euro rispetto alla stagione precedente. I costi affrontati dal Milan cinese di Yonghong Li sono stati di 354 milioni di euro. In aumento del 22,7% rispetto al 273,9 milioni di euro del bilancio precedente. I ricavi del club sono cresciuti da 212 a 255 milioni di euro ma hanno disatteso le aspettative soprattutto quelli legati a Milan China. I 90 milioni previsti per la stagione 2017/2018 che dovevano diventare 225 al 30 giugno 2022 si sono fermati a 606 mila euro.   Milan cinese: chi è Yonghong Li, curiosità Se ti stai chiedendo "chi è Yonghong Li?", sappi che è un imprenditore cinese originario del Guangdond. È socio di maggioranza della Guizhou Fuquan Group, una società che è attiva nell’estrazione mineraria, nella lavorazione e vendita prodotti in fosforo ed è anche proprietaria della più grande miniera di fosforo cinese. Yonghong Li è stato il proprietario più controverso della storia del Milan, il quale ha detenuto le quote dall’aprile 2017 al luglio 2018. È un personaggio di cui anche al momento si hanno poche informazioni. Anche Mirabelli si domanda come mai il Milan sia stato acquistato per così poco tempo per poi essere lasciato. Come sostiene quest’ultimo, i problemi con l’UEFA hanno riguardato infrazioni commesse nel triennio precedente al suo arrivo. Dopo una lunga trattativa, nell’agosto del 2016 la Fininvest comunica di aver ceduto al Milan cinese di Lux di Yonghong Li la totalità delle azioni in suo possesso nel Milan. Il giorno dopo il consiglio di amministrazione nomina lo stesso Li presidente del club rossonero. Se desideri sapere chi è Yonghong Li, sappi che il peggioramento del conti riguardanti il Milan cinese è la conseguenza della sua strategia e dell’ex Marco Fassone. Il Milan di Yonghong Li Milan ha registrato ricavi di 255 milioni rispetto al 212 del ricavo precedente. I ricavi importanti hanno riguardato anche la tv mentre il Botteghino di San Siro ha dato 35,3 milioni. Il dato deludente riguarda i ricavi commerciali scesi a 62,5 milioni con una contrazione di 7,4 milioni rispetto alla stagione 2016/2017. In breve, Yonghong Li, l’ex proprietario del Milan cinese, dopo aver perso il club per l’incapacità di rimborsare il debito con il fondo Elliot, è finito sotto accusa nel suo paese  per un altro prestito non onorato. Nel 2014 Yonghong Li era stato già sollecitato a rimborsare questo debito con una penale generata dalla commissione d’arbitrato, quindi prima di acquistare nell’aprile del 2017 dalla Fininvest di Silvio Berlusconi il Milano, al quale è stato a capo per quindici mesi, finchè Elliot è subentrato con l’escussione del debito. Adesso che sai chi è Yonghong Li, è bene che tu sappia anche che, in definitiva, per il tribunale di Jingem, l’imprenditore si è sottratto al pagamento di 8,7 milioni di dollari nei confronti di una società di investimento ed inoltre ha eluso una sanzione di 12 milioni di yuan.

QUANTO VALE IL CALCIO ITALIANO? ECCO I DETTAGLI E LE CURIOSITÀ
QUANTO VALE IL CALCIO ITALIANO? ECCO I DETTAGLI E LE CURIOSITÀ
QUANTO VALE IL CALCIO ITALIANO? ECCO I DETTAGLI E LE ...

Se ti sai chiedendo quanto vale il calcio italiano, i dati ci rispondono e ci dicono che questo settore coinvolge 4,6 milioni di praticanti e 1,6 milioni di tesserati. Per ogni euro investito nel calcio lo Stato ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali di 14,4 euro. Nel complesso il calcio italiano fattura 4,5 miliardi di euro di cui 3,4 da quello professionistico. Un business che incide per il 35% sul volume d’affari generato. È lo sport ad avere un volume d’affari molto elevato ed il calcio è tra le prime 10 industrie su territorio italiano. Si parla di un giro d’affari di 13 miliardi. In Italia il calcio è senza dubbio lo sport più seguito e rappresentativo, con numeri che crescono ogni giorno di più e che testimoniano quanto influenzi più settori, economico, fiscale, sociale e ovviamente sportivo. Il direttore generale della FIGC e il Vice Presidente UEFA Michele Uva hanno dichiarato che il settore è molto più avanti di quanto si possa credere e lo testimoniano i risultati del Bilancio Integrato.   Quanto vale il calcio italiano: i dati Nel domandarti quanto vale il calcio italiano, sappi che i dati parlano e ci raccontano di un settore che si estende ogni giorno. Secondo i dati raccolti, che nell’estate 2017 la FICG ha calcolato che il calcio è stato il terzo settore per investimenti e attualmente occupa direttamente 40.000 persone generando un indotto di 18,1 miliardi. È quindi un settore sempre più in crescita e sempre più seguito, gode di un’ottima ed attiva partecipazione. Il valore del settore professionistico è cresciuto del 17,9%, un incremento che ha coinciso con quello del PIL italiano: +0,9%. Ci sono dati che raccontano quanto vale il calcio italiano e confermano come il football business sia tra le prime industrie in Italia.  

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