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Ovvero lo storytelling romanzesco di giovani imprenditori, architetti, designer, startupper, economisti e politici che disegneranno il domani.

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PAOLO GIULIODORI: DALL'UNIVERSITÀ PER DARE VOCE AI GIOVANI
PAOLO GIULIODORI: DALL'UNIVERSITÀ PER DARE VOCE AI GIOVANI
PAOLO GIULIODORI: DALL'UNIVERSITÀ PER DARE VOCE AI ...

“Sono entrato in politica per dare voce ai giovani. Io vengo dal mondo dell’accademia, dell’università e vedo quanto i giovani non riescano ad esprimersi e a poter portare avanti le proprie idee”. Queste le parole di Paolo Giuliodori, 30enne eletto alla Camera dei deputati con il Movimento Cinque Stelle ed entrato a far parte sia della Commissione Finanze della Camera che della Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria. Il giovane deputato ha un dottorato di ricerca in informatica e approfondisce il problema della cybersecurity. Un tema, questo, del quale si è discusso molto ultimamente a seguito della notizia relativa allo spyware Exodus, un software spia utilizzato tra il 2016 e il 2019 che, propagato erroneamente sul Play Store di Google (quindi disponibile e scaricabile da chiunque sul proprio smartphone) ha intercettato e rilevato i dati sensibili di almeno un migliaio di italiani. “Noi come cittadini prestati alla politica – dice il parlamentare pentastellato - dobbiamo spingere affinché ci sia un’informazione chiara su cos’è la cybersecurity e sui rischi legati all’informatica”. Intanto, proprio per garantire ai cittadini una maggiore sicurezza informatica, l’Europarlamento ha approvato il sistema di certificazione per la sicurezza informatica europea, il Cybersecurity Act. Il deputato M5S parla inoltre del problema della “fuga dei cervelli” dall’Italia, ricordando che, per favorire l’imprenditoria giovanile nel nostro Paese, sono stati messi 2 miliardi di euro nel fondo per le startup all’interno della Legge di Bilancio.

HUAWEI P30 E P30 PRO: RIVOLUZIONARI SMARTPHONE FOTOGRAFICI
HUAWEI P30 E P30 PRO: RIVOLUZIONARI SMARTPHONE FOTOGRAFICI
HUAWEI P30 E P30 PRO: RIVOLUZIONARI SMARTPHONE ...

A fine marzo Huawei ha presentato i nuovi smartphone P30 e P30 Pro, dotati di ben 4 fotocamere. I due modelli sono entrambi dual SIM e il loro prezzo oscilla dagli 800 ai 1.100 euro. Durante una presentazione, il CEO Richard Yu ha spiegato come questi modelli abbiano superato, in diversi test, l’iPhone XS e il Samsung S10. Quali sono le grandi novità di questi modelli? Le principali sono sicuramente quelle inserite dall’azienda per potenziare il comparto fotografico. Un esempio è la lente Huawei SuperZoom che garantisce, grazie allo zoom ottico 5X, a quello ibrido 10X e allo zoom digitale 50X, una qualità elevatissima delle immagini scattate. Con questi smartphone sarà possibile fotografare anche la Luna (e non è uno scherzo). La fotocamera dei modelli P30 e P30 Pro è dotata di un nuovo sensore, Huawei SuperSpectrum da 40 megapixel che sostituisce i pixel verdi con quelli gialli garantendo, in questo modo, un’ottima qualità delle foto anche in condizioni ambientali di bassa luminosità. Questi modelli inoltre utilizzano l’intelligenza artificiale che combina diversi scatti in rapida successione in modo che vengano ottimizzate e stabilizzate le immagini. Insomma, con gli smartphone P30 e P30 Pro, Huawei sembra avere assestato un altro duro colpo alla concorrenza. La società cinese, infatti, è ad oggi il secondo produttore mondiale di smartphone dopo Samsung e ha superato persino Apple. Nel 2018, Huawei ha guadagnato 95 miliardi di euro e ne ha investiti più di 13 in innovazione, ricerca e sviluppo.

QUANTO COSTA UNA ROSA A SAN VALENTINO?
QUANTO COSTA UNA ROSA A SAN VALENTINO?
QUANTO COSTA UNA ROSA A SAN VALENTINO?

Il 14 febbraio divenne ufficialmente il giorno di San Valentino nel 496 ma non è sempre stata la festa iconica che intendiamo oggi, in cui chiedersi “quanto costa una rosa a San Valentino?”, infatti la maggior parte delle cose che associamo a questa festa sono invenzioni relativamente recenti. In Nord America è iniziata con uno scambio di regali e biglietti di auguri fatti a mano fino al 1840 quando Esther Howland fece il primo biglietto d’auguri prodotto in massa. Abbiamo la prima scatola di cioccolatini a forma di cuore vent’anni dopo, nel 1868, e 40 anni dopo abbiamo il primo biglietto della Hallmark. Da allora San Valentino è diventata una delle maggiori feste commerciali dell’anno con oltre 19 miliardi spesi ogni anno. Ma come vengono spesi esattamente questi soldi? San Valentino è una celebrazione dell’amore e nulla viene associato all’amore nel pensiero collettivo più dei fiori carini e degli anelli di diamanti ma anche se 14 milioni di americani fanno proposte di matrimonio il giorno di San Valentino e altri milioni ricevono bouquet di fiori.   Quanto costa una rosa a San Valentino? Dipende dai giorni San Valentino è ancora molto lontano dalle feste di Natale, in entrambi i fronti è anni luce indietro rispetto alla festa della mamma per quanto riguarda i fiori. Ma quando si parla di rose niente ci si avvicina neanche lontanamente. Oltre 250 milioni di rose vengono acquistate ogni San Valentino ma da dove vengono le rose e quanto costa una rosa a San Valentino? La maggioranza provengono dalla Colombia. Anche se un bouquet di rose costa 31 dollari ad agosto. Il 14 di Febbraio lo stesso bouquet costa invece intorno ai 50 dollari. Ma quanto si può guadagnare vendendo rose a San Valentino? Sembra dipendere interamente da un fattore inaspettato: il giorno della settimana. Secondo gli esperti la domenica si vendono meno rose e il mercoledì si vendono più rose. Sembra che la risposta abbia a che fare con il fatto che il 75% di chi compra fiori a San Valentino siano uomini e che quando San Valentino è durante la settimana, è più difficile che ci si organizzi per uscire rispetto a quando la festività cade nel weekend.

MILLENNIALS E OLTRE: SOTTOCATEGORIE DELLE ULTIME GENERAZIONI
MILLENNIALS E OLTRE: SOTTOCATEGORIE DELLE ULTIME GENERAZIONI
MILLENNIALS E OLTRE: SOTTOCATEGORIE DELLE ULTIME ...

Ci sono differenti generazioni a confronto: la Generazione z, i Millennials e gli Xennial (generazione tra gli X e i millennials) fatta da coloro che si sentono speciali come i millennials ma in modo diverso. Facciamo chiarezza sulle generazioni e vediamo d'identificarle.    Generazione Z La Generazione Z comprende i nati tra il 1995 e il 2012: ragazzi cresciuti nel pieno boom di Internet, abituati al multitasking e all'uso simultaneo di diversi dispositivi, ancora più interconnessi dei Millennials. Un esercito di ragazzi, circa 2 miliardi in tutto il mondo, che nel 2025 costituiranno oltre il 30% della forza lavoro. Talenti del futuro, che stanno rivoluzionando anche l'approccio con cui le aziende sono costrette, volenti o nolenti, a integrare queste risorse nel miglior modo possibile.   I millennials I millennials sono nati tra il 1981 e il 1996 e sono giovani tra i 22 e i 34 anni che fanno i conti con due cambiamenti epocali: la rivoluzione digitale, di cui sono massimi utenti ed esperti, e la scarsità di lavoro e reddito.   Xennial Si tratta di un neologismo introdotto per definire una parte dei “giovani” nati tra il 1977 e il 1983, a cavallo fra la generazione X e quella Y dei millennials. Una fetta piccola, ma importante, perché racchiude la gioventù ibrida: quella cresciuta in un mondo ancora analogico prima di affacciarsi all’età adulta dove ha scoperto internet. Loro sono i testimoni di uno dei più grandi cambiamenti sociali economici e culturali.  

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