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Ovvero i soldi che si allenano, sgambettano, corrono dietro ogni evento sportivo.

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EVASORI FISCALI IN CARCERE?

olitico. Ecco cosa ne pensa Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, ai microfoni di Popeconomy: “Il tema del carcere è di effetto annuncio perché le misure normative già ci sono. Il grande evasore ha e avrà sempre interesse a evadere e non sarà certo il tintinnio delle manette a distoglierlo da questo proposito. L’evasione è fatta da chi non paga parte delle tasse e dagli evasori totali e, in questo caso, la volontà di non versare nulla resta sempre la stessa”. Il settore bancario si restringe Il settore bancario europeo è dimagrito di circa un quarto negli ultimi 10 anni. Il nuovo numero dell’osservatorio monetario curato dal laboratorio di analisi monetaria dell’Università Cattolica di Milano fotografa la situazione in Italia e in Europa. Ce ne parla il professor Angelo Baglioni, docente di economia monetaria: “C’è stato un ridimensionamento del 25% degli sportelli bancari e questo per via delle crisi e delle nuove tecnologie”. E un approfondimento della ricerca ci illustra la situazione sulla discriminazione di genere e il cosiddetto “Pay Gender Gap”.  Le sfide per l’auto del futuro Il settore auto è a un bivio, il cambiamento è iniziato. Ecco le 4 grandi sfide che ci aspettano secondo il “Global Automotive Supplier Study 2019”, lo studio firmato da Roland Berger e Lazard. Ce ne parla Andrea Marinoni, senior partner di Roland Berger: “Siamo in un momento in cui occorre affrontare 4 sfide riconducibili all’acronimo M.A.D.E: M come Mobility, A come Autonomous Driving, D come Dizitisation ed E come electrification. Bisogna investire per guardare al 2030, pensando a clienti che usano strumenti e tecnologia ancora non esistenze. Non sappiamo come ci si arriverà ma occorrerà investire in tecnologie lontane dai domini di riferimento. Una modalità è sperimentare nuove tecnologie, nuove competenze, aumentare l’offerta e i prodotti”: Il business del fitness in Italia L’industria del fitness Italia oggi è un vero territorio di conquista. Fotografa la situazione una ricerca targata Ifo, International Fitness Observatory e Politecnico di Milano. Ce ne parla Paolo Menconi, presidente di Ifo. E se pensate che gli appassionati di fitness siano millennial vi state sbagliando, ecco i nuovi target dei frequentatori delle palestre....

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DALLE COMUNI AL SOCIAL HOUSING, NUMERI E SFIDE DELL'ABITARE

ono 1.7 milioni coloro che, pagando l’affitto, rischiano di diventare morosi. Come affrontare questa situazione? Ai microfoni di Popeconomy Stefano Chiappelli segretario generale di Sunia milano: “La prima cosa è fare domanda per una soluzione abitativa pubblica o rivolgersi alle agenzie immobiliari. Nella nostra città c’è però una terza via di mezzo perché abbiamo stabilito un accordo per applicare il canone concordato: un affitto inferiore del 20-30% del mercato privato e dura anche 5 anni. Bisogna far sapere che c’è questa possibilità che è un vantaggio sia per inquilino che per proprietario. Dobbiamo aumentare però anche l’offerta degli alloggi pubblici perché all’ultimo bando sono arrivate 23mila domande per solo 1000 alloggi disponibili”. Coabitare? Ecco cos’è Housing Lab Ma come sta cambiando il modo di abitare negli ultimi anni? Cosa caratterizza le soluzioni di abitare collaborativo in forte crescita nei grandi centri urbani? Ce ne parla Liat Rogel presidente di Housing Lab: “Negli anni ’30 già in Norvegia c’era già una modalità abitativa collaborativa perché le donne iniziavano a lavorare e questo metodo diventa una soluzione ad esempio per tenere tutti i bambini insieme. In altri anni questa modalità è l’idea della comune che si oppone all’idea borghese della famiglia e qui in comune era anche il denaro. Oggi si è capito che la condivisione rende la nostra vita migliore, lavoriamo in modo più flessibile e abbiamo bisogno della relazione con gli altri”.  Base Gaia: il primo cohousing autorganizzato Quella che vi raccontiamo ora è una storia di autogestione, quando la soluzione arriva dal basso. Ascoltiamo le voci degli abitanti di Base Gaia, il primo cohousing autorganizzato dai suoi abitanti, dove gli imprenditori sono le famiglie stesse. Ce ne parla Francesca Minetto, socia e abitante di Base Gaia: “Siamo 10 famiglie, un avvocato ci ha aiutato a stendere uno statuto e abbiamo usufruire anche di un commercialista. Fondamentale il team di architetti che ha dato forma a Base Gaia in un palazzo a 5 piani. Tutti i 10 appartamenti si affacciano sul Parco Lambro”. “Per noi – ci dice Angelo Inzoli – ha voluto dire creare un modello giuridico, una cooperativa edificatrice e dopo abbiamo affrontato un primo grande problema: il cohausing a Milano è una realtà completamente differente”. Redo Milano: la soluzione del social housing Le risposte all’emergenza casa arrivano anche dai progetti di social housing: nuovi modelli abitativi che cambiano il modo di vivere la casa e il quartiere offrendo l’accesso ad appartamenti di qualità con prezzi e canoni convenzionati. A marzo 2020 verrà inaugurato Redo Milano il più grande progetto di social housing di Milano con 615 appartamenti di cui 400 in locazione, che contribuirà alla riqualificazione del quartiere Rogoredo Santa Giulia. Un progetto che integra servizi e abitazioni. Per il nuovo Smart District sono stati investiti 70 milioni di euro: 600 appartamenti 1.600 mq di servizi e negozi, 2.200 mq riservati a supermercati, 10.500 mq riservati a spazi verdi, 400 mq di orti urbani a disposizione dei residenti, 2 aree gioco per i bambini, un campo da basket e 500 metri di nuove piste ciclabili. Ce ne parla Ademaro Boccadoro, Fund Manager di Investire SgR: “Oggi a Milano i prezzi delle case sono tronati a livello pre-crisi. Sono sempre di più le persone di fascia media che hanno bisogno di una sistemazione di qualità ma a prezzi calmierati rispetto al mercato. Per accedere a Redo Milano il reddito annuo complessivo deve essere meo di 90mila euro. Gli appartamenti in vendita il prezzo è 2.250 euro al metro quadrato. Stiamo parlando di prezzi competitivi. Valentina Zaro ci parla di Fondazione Housing Sociale: “È l’advisor che segue tutta la fase di progettazione, sviluppo e anche dopo l’inserimento degli inquilini. C‘è poi un Gestore Sociale, una sorta di amministratore illuminato che si occupa degli aspetti tecnici dell’immobile e anche la community. Nei 615 appartamenti ci sono monolocale, bilocali e trilocali sia small che large”....

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SOCIAL ECONOMY: ECCO CHI LA FA VERAMENTE

empre la stessa, gli ospedali, dove i pazienti danno un voto alle performance di giovani artisti. Ce ne parla Simona Fabrizi, dell’associazione Officine Buone: “Operiamo in oltre 40 ospedali col volontariato. Special Cook si sviluppa come una sfida tra due giovani chef, un vero e proprio talent dove i pazienti danno un giudizio sui piatti. La stessa cosa per Special Stage ed è da qui che è nata l’idea di realizzare una Web serie, Involontario, ambientata in ospedale che racconta il progetto ed è finanziata interamente dalla Fondazione Cariplo. Sono molti i nomi dello spettacolo che hanno contribuito come Eleonora Giovanardi, Paolo Ruffini e Brunori Sas”.  Agesol Promuovere il reinserimento lavorativo dei detenuti e lavorare col le aziende per progetti di responsabilità sociale d’impresa. Queste le mission di Agesol che dal 1998 entra nelle carceri italiani. Ce ne parla la direttrice, Licia Roselli: “Agesol è un’azienda che si occupa d’inserimento sociale e lavorativo di persone che hanno avuto problemi nella società, persone con problemi di carcere, di dipendenza o hanno perso il lavoro. In 15 anni abbiamo incontrato circa 5mila persone e abbiamo trovato lavoro a 700 persone. Vogliamo lavorare con progetti di secondo livello vale a dire creare rete con il terzo settore, associazioni, fondazioni o imprese per creare progetti per l’inserimento lavorativo e sociale delle persone”.  Medicinema Il cinema può anche curare. Due sale cinematografiche sono state realizzate all’interno del Policlinico Gemelli di Roma e all’Ospedale di Niguarda a Milano. Il progetto è di Medicinema Italia onlus. Ce ne parla il presidente Fulvia Slavi: “Nasce nel 2013 per portare il cinema negli ospedali come elemento di cura. Operiamo usando frame, spezzoni di film per intervenire in varie patologie. Il progetto Ciack servirà all’ospedale Niguarda come terapia per chi ha il morbo di Alzheimer”. Am@netta Il carcere apre le porte all’artigianato. È il caso del progetto Am@netta del quale ci parla il presidente Matteo Tosi: “Siamo una startup artigiana che si occupa di realizzare stampe su magliette con grafiche che mettano insieme il mondo delle moto e quello della carcerazione, ecco il perché del nome. Il laboratorio avviene in due fasi: la prima fuori dal carcere dove incidiamo le grafiche, la seconda nel carcere dove un detenuto si occupa della stampa su tessuto”. Associazione Salto Oltre il Muro Cos’è Cavalli in Carcere? Ce ne parla Claudio Villa presidente dell’Associazione Salto Oltre il Muro: “È una scuderia nel carcere, una realtà unica in Europa. I detenuti imparano a gestire i cavalli, l’aspetto empatico è molto importante. Si tratta di un’attività basata tutta sul volontariato che permette di recuperare i cavalli e aiutare i detenuti. Il lavoro avviene per 6 ore al giorno, 6 giorni su 7: il lavoro quotidiano è fondamentale per il detenuto per recuperare la quotidianità del lavoro ma anche del rapporto”....

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LA CHINESE SUPER LEAGUE VOLA, NONOSTANTE LA LUXURY TAX
LA CHINESE SUPER LEAGUE VOLA, NONOSTANTE LA LUXURY TAX
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Il successo della Chinese Super League Da cinque anni il calcio in Cina è in crescita per popolarità e ricchezza, tanto da attrarre nella Chinese Super League giocatori europei e sudamericani. Il campionato di calcio cinese ha aumentato i suoi ricavi arrivando a 250 milioni soltanto per i diritti TV, comprati dal colosso cinese TI’ AO POWER per 1,1 miliardi di euro fino al 2020. Nel 2018 gli stadi hanno registrato una media d’ingressi di 25mila spettatori raggiungendo via TV oltre 100 milioni di spettatori.  Sicuramente uno dei tanti motivi che hanno portato gli spettatori di tutto il mondo ad avere l’attenzione indirizzata verso le partite disputate in Cina, sono gli acquisti che le squadre del continente hanno fatto nei campionati europei. Tra questi anche Marko Arnautovich, passato allo Shanghai Sipg per 25 milioni di euro. Nel corso di luglio le sedici squadre della Super League hanno avuto la possibilità di modificare le rose costruite fino a fine febbraio. In Cina sono andati anche diversi giocatori italiani come Graziano Pellè e Stephan El Shaarawy allo Shanghai Shenhua dalla Roma per 18 milioni e allenatori come Donadoni, tecnico dello Shenzen Lippi o Cannavaro, allenatore addirittura della Nazionale di calcio della Cina. China Luxury Tax Nel 2017 il governo cinese ha imposto la Luxury Tax secondo la quale i club che volevano comprare un giocatore straniero dal valore superiore ai 6 milioni di dollari, devono pagare una tassa pari all’entità del pagamento cosicché, alla fine, la squadra paga esattamente il doppio per ogni giocatore comprato. La regola, introdotta per favorire la crescita di giocatori cinesi, per valorizzare il vivaio di giovani del luogo in vista dei Mondiali 2050, ha ovviamente limitato le finestre di mercato anche se, non ci scordiamo che, proprio nel calciomercato estivo del 2019, sono arrivati grandi nomi come Bakambu, Paulinho, Modeste, Talisca e Hamsik. Tra i trasferimenti più costosi che hanno portato molti stranieri a giocare in Cina c’è pure il venezuelano Salomon Rondon, preso dal Dalian Yifang che lo ha pagando 18 milioni al West Bromwich, e l'ex Sampdoria Fernando, acquistato dal Beijing Guoan per 15 milioni , 5,4 per il prestito e 9,6 per il riscatto obbligatorio nel 2020).

CALCIOMERCATO 2019: I COLPI PIÙ COSTOSI FATTI IN SERIE A
CALCIOMERCATO 2019: I COLPI PIÙ COSTOSI FATTI IN SERIE A
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Non solo cifre da capogiro per i trasferimenti nel calciomercato europeo, ma anche, e soprattutto, in quello italiano. La sessione estiva in Serie A, durata due mesi, dal 1° luglio al 2 settembre, ha visto le squadre coinvolte spendere complessivamente più di 1.1 miliardi di euro. Juventus, Napoli ed Inter le protagoniste del mercato. Ma chi è stato veramente a spendere di più? Ecco la Top 10 dei giocatori più pagati dell'estate italiana: Ultimo posto della classifica per Valentino Lazaro: il difensore 23enne dell’Hertha Berlino è passato all’Inter per 22 milioni. Penultima postazione per Alex Meret: il portiere è passato dalla Spal al Napoli per 22 milioni. Ottavo posto per Pau Lopez: il portiere che ha 24 anni è stato ceduto dal Betis Siviglia alla Roma per 23,5 milioni di euro. Franck Kessié, riscattato dal Milan per 24 milioni, dopo le ultime due stagioni giocate nell’Atalanta. Rafael Leão, attaccante del Lille che è stato comprato dal Milan per 25 milioni. Al quinto posto c’è Cristian Romero, difensore che la Juventus ha comprato dal Genoa per 26 milioni di euro. Al quarto posto c’è Kōstas Manolas che è passato dalla Roma al Napoli per 36 milioni di euro. Sul gradino più basso del podio troviamo sempre il Napoli che ha comprato dal PSV Hirving Lozano spendendo ben 38 milioni di euro. Medaglia d’argento per l’Inter che ha per Lukaku, attaccante del Manchester United, la bellezza di 65 milioni di euro, diventando così il giocatore più pagato nella storia del club nerazzurro.  Primo posto per la Juventus che ha speso 85,5 milioni di euro per l’olandese dell’Ajax De Ligt. 

CALCIOMERCATO ESTIVO 2019: I TRASFERIMENTI PIÙ COSTOSI
CALCIOMERCATO ESTIVO 2019: I TRASFERIMENTI PIÙ COSTOSI
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Calciomercato estivo 2019: la top 5 Premier League, Bundesliga e Liga, ecco i campionati che hanno speso di più nel calciomercato estivo 2019. Ma quali sono le cifre dei trasferimenti che hanno investito complessivamente oltre mezzo miliardo di euro? Ecco i cinque giocatori più pagati dei campionati europei, dal difensore dei record al nuovo talento del calcio portoghese. Quinto in classifica è il difensore francese Lucas Hernandez, campione del Mondo con la Francia 2018. L’ex Atletico Madrid è stato ceduto ai tedeschi del Bayern Monaco per 80 milioni di euro. Harry Maguire, difensore che il Manchester United ha acquistato dal Leicester City spendendo ben 87 milioni di euro. È la più alta cifra mai pagata per acquistare un difensore. Eden Hazard. Il Real Madrid ha dato 100 milioni al Chelsea per far approdare in Spagna il giocatore belga. Antoine Griezmann è passato dall’Atletico Madrid al Barcellona per 120 milioni di euro. Il Barca ha messo su di lui una clausola rescissoria di 800 milioni. Joao Felix è il giocatore più costoso di questo calciomercato. L’ex Benfica è stato acquistato dall’Atletico Madrid che ha sborsato 126 milioni di euro per portarselo a casa. Se volessimo stilare poi una top ten delle transazioni più impegnative di questo calciomercato estivo del 2019, quindi se procedessimo nel completare le posizioni mancanti, troveremmo: Romelu Lukaku: l’Inter ha pagato 65 milioni di euro il Manchester United per far approdare l’attaccante in nerazzurro. Rodri: il Manchester City se l’è aggiudicato pagando 70 milioni di euro l’Atletico Madrid. Frenkie de Jong: protagonista indiscusso della stagione dell’Ajax, il centrocampista è passato dalla squadra olandese al Barcellona per 75 milioni di euro. Mattijs de Ligt La Juventus ha acquistato il talento dell'Ajax classe '99 per 75 milioni di euro. Nicolas Pepé, che il Lille ha venduto all’Arsenal per 80 milioni di euro. L’ivoriano ha segnato 23 gol in 41 partite durante la scorsa stagione.

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