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Ovvero i soldi che si allenano, sgambettano, corrono dietro ogni evento sportivo.

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I FONDI UE NON SPESI CONTRO IL COVID

cui 81 a fondo perduto e 90,938 miliardi in prestito, che come come medicina per alleviare gli sberloni presi dal Covid non sono malaccio. Ma servono altri soldi. E, mentre si infiamma la polemica sui 37 miliardi del Mef (Shakespeare: Li prendiamo e perdiamo di sovranità, o facciamo i fighi e li rifiutiamo cantando l’inno di Mameli?) pochi sanno che ci sono circa 38 miliardi di euro di fondi strutturali che non siamo riusciti a spendere e che potremmo utilizzare praticamente senza condizioni. Fondi europei, ovviamente. Sono i cosiddetti “fondi coesione” previsti per il 2014/20; su 53 miliardi già stanziati attraverso 51 programmi regionali e nazionali con la quota di cofinanziamento, circa 38 miliardi, appunto, sono in attesa di essere spesi. 38, già allocati. E questo per la “misura 14/20”. Poi ci sarebbero gli altri schei già in pratica stanziati per 2020/2026: i 36,5 miliardi di PAC + 10 miliardi per la voce ricerca e innovazione + 10 miliardi di Por fondi regionali che ci spetterebbero per la nuova Misura, da qui al 2026, e in tutto avremmo a disposizione circa 140 miliardi. Una massa di denaro che ci spetta, mica chiesti a debito come il Mes; di cui basterebbe, con cortesia, semplicemente chiedere il cambiamento della destinazione d’uso. Basterebbe dire alla von Der Leyen, presidente Ue: “Scusa cara, tu anticipaci solo il 40% delle misure, cioè di quello che tanto già ciò dovresti, e non ti promettiamo di spenderli per la sanità, per gli ammortizzatori sociali, per le infrastrutture. Perfino per la flat tax”. Per la verità della flat tax parla soltanto Armando Siri, il consigliere economico delle Lega a cui è venuta quest’ideuzza dei fondi che è l’uovo di Colombo per ripartire senza la necessità di andare a chiedere all’Europa col cappello in mano. E, per la verità, De Micheli il direttore generale Ue alla Politica Regionale, fatti due conti parla di 25/30 miliardi e non 38, ma la sostanza non cambia. Certo, è vero che in condizioni normali i fondi Ue sono sottoposti a procedure complesse di utilizzo e investigazione (i primi politici che li sfruttarono li hanno spreperati nei finanziamenti alle varie sagre della salsiccia o per riparare i campanili dei paeselli d’elezione). Le procedure son procedure. Ma è anche vero che, data l’emergenza, le procedure potrebbero essere semplificate e sganciate dai vincoli standardizzati, giusto per farci ripartire. Sapete la proposta quanti riscontri ha avuto? Zero. In compenso si è rischiato di far crollare il governo sulle guardie civiche ai Navigli e il ministro della Giustizia che ha sbagliato una nomina… Mah...

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UN LOCKDOWN DI VINO

di utenti dell’enoteca online nel periodo di marzo e aprile ha registrato un balzo del 4.313% A crescere tra i consumatori, soprattutto le donne e i millennial, che segnano un +5%. Grandi numeri, che la piattaforma ha deciso di festeggiare con un’iniziativa solidale. Ai microfoni di PopEconomy Andrea Nardi Dei, co-founder e CEO di vino75.     Addio al contante per il food delivery Cresce il numero di utenti del food delivery. Secondo l’osservatorio Just Eat, il 34% dei nuovi clienti del cibo a domicilio non aveva mai ordinato tramite app prima dell'emergenza covid. E, complice la paura di maneggiare i contanti, le transazioni cashless hanno raggiunto quota 70% rispetto al totale degli ordini. A pagare digitale sono soprattutto gli uomini, l’84%, mentre a spendere di più sono le donne. L’80% del campione della ricerca ha dichiarato che continuerà a ordinare food delivery anche nella fase 2   Facebook e l’algoritmo che ci fa litigare Non c’è pace per Mark Zuckerberg. Un’inchiesta del Wall Street Journal svela come Facebook avrebbe utilizzato un algoritmo volutamente divisivo: in questo modo l’utente sarebbe stato indotto a trascorrere più tempo sulla piattaforma social. In una slide di un rapporto interno dell’azienda si legge come l’algoritmo sfrutti l’attrazione del cervello umano per la divisione. L’ennesimo problema etico per Facebook che fa sapere, con una dichiarazione alla rivista The Verge, quanto abbia imparato dagli errori del passato e quanto sia interessata a promuovere politiche per limitare i contenuti dannosi, anche con finanziamenti mirati, come i 2 milioni di dollari investiti lo scorso febbraio per sostenere ricerche indipendenti....

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LA CHINESE SUPER LEAGUE VOLA, NONOSTANTE LA LUXURY TAX
LA CHINESE SUPER LEAGUE VOLA, NONOSTANTE LA LUXURY TAX
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Il successo della Chinese Super League Da cinque anni il calcio in Cina è in crescita per popolarità e ricchezza, tanto da attrarre nella Chinese Super League giocatori europei e sudamericani. Il campionato di calcio cinese ha aumentato i suoi ricavi arrivando a 250 milioni soltanto per i diritti TV, comprati dal colosso cinese TI’ AO POWER per 1,1 miliardi di euro fino al 2020. Nel 2018 gli stadi hanno registrato una media d’ingressi di 25mila spettatori raggiungendo via TV oltre 100 milioni di spettatori.  Sicuramente uno dei tanti motivi che hanno portato gli spettatori di tutto il mondo ad avere l’attenzione indirizzata verso le partite disputate in Cina, sono gli acquisti che le squadre del continente hanno fatto nei campionati europei. Tra questi anche Marko Arnautovich, passato allo Shanghai Sipg per 25 milioni di euro. Nel corso di luglio le sedici squadre della Super League hanno avuto la possibilità di modificare le rose costruite fino a fine febbraio. In Cina sono andati anche diversi giocatori italiani come Graziano Pellè e Stephan El Shaarawy allo Shanghai Shenhua dalla Roma per 18 milioni e allenatori come Donadoni, tecnico dello Shenzen Lippi o Cannavaro, allenatore addirittura della Nazionale di calcio della Cina. China Luxury Tax Nel 2017 il governo cinese ha imposto la Luxury Tax secondo la quale i club che volevano comprare un giocatore straniero dal valore superiore ai 6 milioni di dollari, devono pagare una tassa pari all’entità del pagamento cosicché, alla fine, la squadra paga esattamente il doppio per ogni giocatore comprato. La regola, introdotta per favorire la crescita di giocatori cinesi, per valorizzare il vivaio di giovani del luogo in vista dei Mondiali 2050, ha ovviamente limitato le finestre di mercato anche se, non ci scordiamo che, proprio nel calciomercato estivo del 2019, sono arrivati grandi nomi come Bakambu, Paulinho, Modeste, Talisca e Hamsik. Tra i trasferimenti più costosi che hanno portato molti stranieri a giocare in Cina c’è pure il venezuelano Salomon Rondon, preso dal Dalian Yifang che lo ha pagando 18 milioni al West Bromwich, e l'ex Sampdoria Fernando, acquistato dal Beijing Guoan per 15 milioni , 5,4 per il prestito e 9,6 per il riscatto obbligatorio nel 2020).

CALCIOMERCATO 2019: I COLPI PIÙ COSTOSI FATTI IN SERIE A
CALCIOMERCATO 2019: I COLPI PIÙ COSTOSI FATTI IN SERIE A
CALCIOMERCATO 2019: I COLPI PIÙ COSTOSI FATTI IN SERIE A ...

Non solo cifre da capogiro per i trasferimenti nel calciomercato europeo, ma anche, e soprattutto, in quello italiano. La sessione estiva in Serie A, durata due mesi, dal 1° luglio al 2 settembre, ha visto le squadre coinvolte spendere complessivamente più di 1.1 miliardi di euro. Juventus, Napoli ed Inter le protagoniste del mercato. Ma chi è stato veramente a spendere di più? Ecco la Top 10 dei giocatori più pagati dell'estate italiana: Ultimo posto della classifica per Valentino Lazaro: il difensore 23enne dell’Hertha Berlino è passato all’Inter per 22 milioni. Penultima postazione per Alex Meret: il portiere è passato dalla Spal al Napoli per 22 milioni. Ottavo posto per Pau Lopez: il portiere che ha 24 anni è stato ceduto dal Betis Siviglia alla Roma per 23,5 milioni di euro. Franck Kessié, riscattato dal Milan per 24 milioni, dopo le ultime due stagioni giocate nell’Atalanta. Rafael Leão, attaccante del Lille che è stato comprato dal Milan per 25 milioni. Al quinto posto c’è Cristian Romero, difensore che la Juventus ha comprato dal Genoa per 26 milioni di euro. Al quarto posto c’è Kōstas Manolas che è passato dalla Roma al Napoli per 36 milioni di euro. Sul gradino più basso del podio troviamo sempre il Napoli che ha comprato dal PSV Hirving Lozano spendendo ben 38 milioni di euro. Medaglia d’argento per l’Inter che ha per Lukaku, attaccante del Manchester United, la bellezza di 65 milioni di euro, diventando così il giocatore più pagato nella storia del club nerazzurro.  Primo posto per la Juventus che ha speso 85,5 milioni di euro per l’olandese dell’Ajax De Ligt. 

CALCIOMERCATO ESTIVO 2019: I TRASFERIMENTI PIÙ COSTOSI
CALCIOMERCATO ESTIVO 2019: I TRASFERIMENTI PIÙ COSTOSI
CALCIOMERCATO ESTIVO 2019: I TRASFERIMENTI PIÙ COSTOSI ...

Calciomercato estivo 2019: la top 5 Premier League, Bundesliga e Liga, ecco i campionati che hanno speso di più nel calciomercato estivo 2019. Ma quali sono le cifre dei trasferimenti che hanno investito complessivamente oltre mezzo miliardo di euro? Ecco i cinque giocatori più pagati dei campionati europei, dal difensore dei record al nuovo talento del calcio portoghese. Quinto in classifica è il difensore francese Lucas Hernandez, campione del Mondo con la Francia 2018. L’ex Atletico Madrid è stato ceduto ai tedeschi del Bayern Monaco per 80 milioni di euro. Harry Maguire, difensore che il Manchester United ha acquistato dal Leicester City spendendo ben 87 milioni di euro. È la più alta cifra mai pagata per acquistare un difensore. Eden Hazard. Il Real Madrid ha dato 100 milioni al Chelsea per far approdare in Spagna il giocatore belga. Antoine Griezmann è passato dall’Atletico Madrid al Barcellona per 120 milioni di euro. Il Barca ha messo su di lui una clausola rescissoria di 800 milioni. Joao Felix è il giocatore più costoso di questo calciomercato. L’ex Benfica è stato acquistato dall’Atletico Madrid che ha sborsato 126 milioni di euro per portarselo a casa. Se volessimo stilare poi una top ten delle transazioni più impegnative di questo calciomercato estivo del 2019, quindi se procedessimo nel completare le posizioni mancanti, troveremmo: Romelu Lukaku: l’Inter ha pagato 65 milioni di euro il Manchester United per far approdare l’attaccante in nerazzurro. Rodri: il Manchester City se l’è aggiudicato pagando 70 milioni di euro l’Atletico Madrid. Frenkie de Jong: protagonista indiscusso della stagione dell’Ajax, il centrocampista è passato dalla squadra olandese al Barcellona per 75 milioni di euro. Mattijs de Ligt La Juventus ha acquistato il talento dell'Ajax classe '99 per 75 milioni di euro. Nicolas Pepé, che il Lille ha venduto all’Arsenal per 80 milioni di euro. L’ivoriano ha segnato 23 gol in 41 partite durante la scorsa stagione.

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