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QUANTO COSTA UNA ROSA A SAN VALENTINO?
QUANTO COSTA UNA ROSA A SAN VALENTINO?
QUANTO COSTA UNA ROSA A SAN VALENTINO?

Il 14 febbraio divenne ufficialmente il giorno di San Valentino nel 496 ma non è sempre stata la festa iconica che intendiamo oggi, in cui chiedersi “quanto costa una rosa a San Valentino?”, infatti la maggior parte delle cose che associamo a questa festa sono invenzioni relativamente recenti. In Nord America è iniziata con uno scambio di regali e biglietti di auguri fatti a mano fino al 1840 quando Esther Howland fece il primo biglietto d’auguri prodotto in massa. Abbiamo la prima scatola di cioccolatini a forma di cuore vent’anni dopo, nel 1868, e 40 anni dopo abbiamo il primo biglietto della Hallmark. Da allora San Valentino è diventata una delle maggiori feste commerciali dell’anno con oltre 19 miliardi spesi ogni anno. Ma come vengono spesi esattamente questi soldi? San Valentino è una celebrazione dell’amore e nulla viene associato all’amore nel pensiero collettivo più dei fiori carini e degli anelli di diamanti ma anche se 14 milioni di americani fanno proposte di matrimonio il giorno di San Valentino e altri milioni ricevono bouquet di fiori.   Quanto costa una rosa a San Valentino? Dipende dai giorni San Valentino è ancora molto lontano dalle feste di Natale, in entrambi i fronti è anni luce indietro rispetto alla festa della mamma per quanto riguarda i fiori. Ma quando si parla di rose niente ci si avvicina neanche lontanamente. Oltre 250 milioni di rose vengono acquistate ogni San Valentino ma da dove vengono le rose e quanto costa una rosa a San Valentino? La maggioranza provengono dalla Colombia. Anche se un bouquet di rose costa 31 dollari ad agosto. Il 14 di Febbraio lo stesso bouquet costa invece intorno ai 50 dollari. Ma quanto si può guadagnare vendendo rose a San Valentino? Sembra dipendere interamente da un fattore inaspettato: il giorno della settimana. Secondo gli esperti la domenica si vendono meno rose e il mercoledì si vendono più rose. Sembra che la risposta abbia a che fare con il fatto che il 75% di chi compra fiori a San Valentino siano uomini e che quando San Valentino è durante la settimana, è più difficile che ci si organizzi per uscire rispetto a quando la festività cade nel weekend.

MILLENNIALS E OLTRE: SOTTOCATEGORIE DELLE ULTIME GENERAZIONI
MILLENNIALS E OLTRE: SOTTOCATEGORIE DELLE ULTIME GENERAZIONI
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Ci sono differenti generazioni a confronto: la Generazione z, i Millennials e gli Xennial (generazione tra gli X e i millennials) fatta da coloro che si sentono speciali come i millennials ma in modo diverso. Facciamo chiarezza sulle generazioni e vediamo d'identificarle.    Generazione Z La Generazione Z comprende i nati tra il 1995 e il 2012: ragazzi cresciuti nel pieno boom di Internet, abituati al multitasking e all'uso simultaneo di diversi dispositivi, ancora più interconnessi dei Millennials. Un esercito di ragazzi, circa 2 miliardi in tutto il mondo, che nel 2025 costituiranno oltre il 30% della forza lavoro. Talenti del futuro, che stanno rivoluzionando anche l'approccio con cui le aziende sono costrette, volenti o nolenti, a integrare queste risorse nel miglior modo possibile.   I millennials I millennials sono nati tra il 1981 e il 1996 e sono giovani tra i 22 e i 34 anni che fanno i conti con due cambiamenti epocali: la rivoluzione digitale, di cui sono massimi utenti ed esperti, e la scarsità di lavoro e reddito.   Xennial Si tratta di un neologismo introdotto per definire una parte dei “giovani” nati tra il 1977 e il 1983, a cavallo fra la generazione X e quella Y dei millennials. Una fetta piccola, ma importante, perché racchiude la gioventù ibrida: quella cresciuta in un mondo ancora analogico prima di affacciarsi all’età adulta dove ha scoperto internet. Loro sono i testimoni di uno dei più grandi cambiamenti sociali economici e culturali.  

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