Canali

^video^
^img_default^

RIPETIZIONI IN NERO, RISCHI E LEGGI PER GLI INSEGNANTI E GLI ALUNNI

È bloccare le ripetizioni in nero uno degli obiettivi della prossima Legge di Bilancio che per convincere i professori che arrotondano lo stipendio dando qualche lezione al pomeriggio gli propone di versare sul guadagnato soltanto il 15% di tasse.

Gli ultimi dati del Codacons ci dicono che il giro d’affari è di 950 milioni di euro all’anno. Di quanto costi studiare e ripassare con i prof ne sanno qualcosa gli studenti ma soprattutto i loro genitori.

 

Ripetizioni in nero, rischi e prezzi

Un docente a Roma può chiedere fino a 25 euro all’ora. A Milano potrebbero non bastarne 50 per una full immersion di greco di 60 minuti. 

La faccenda delle ripetizioni in nero coinvolge uno studente su due delle superiori per una media di due ore e mezza a settimana. Ciascuno di loro spende 650 euro per ciascuna delle materie in cui ha difficoltà.

Le differenze tariffarie variano da città a città e anche dalle singole materie. Esiste una sorta di gerarchia delle ripetizioni in nero dettata dal mercato. La più low cost è l’inglese, seguono italiano, filosofia, matematica, e poi le lingue morte, latino e greco.

Sono inclusi nel disegno della Legge di Bilancio soltanto i professori con cattedra fino alle superiori, restano fuori dalla porta tutti i precari, tutti i supplenti e chi insegna nell’Università.

Torna su