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Inchieste, approfondimenti, talk, reportage, ritratti e tutte le keyword dell’economia: se 2 minuti di PopEconomy non vi bastano più, eccovi la versione extra large da 720 secondi.

 

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QUANDO LA SCIENZA È DONNA

Le donne sono solo il 29% dei ricercatori a livello scientifico al mondo. Secondo i dati Eurostat, l'Italia è al 23esimo posto, con una media di scienziati e ingegneri donna del 35%, 10 punti i...

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TRIESTE, CITTÀ MITTELEUROPEA VERSO UN NUOVO FUTURO

Il 1719 segna la nascita della Trieste moderna con la costruzione del suo porto: quest’anno, ricorre l’anniversario dei 300 anni. Trieste, città mitteleuropea sempre giovane&nb...

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L’ECONOMIA CIRCOLARE È IL FUTURO DELL’EDILIZIA

“Preservare ciò che abbiamo” è il concetto chiave della Circular Economy. Le parole sono di Thomas Rau, architetto che progetta edifici ecosostenibili in grado di produrre pi...

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IL GRANDE BUSINESS DELLE PENNE NERE

Secondo EPAM e Confcommercio, la 92esima Adunata nazionale degli Alpini ha portato nella città di Milano un giro d’affari di 50 milioni di euro (il 20% in più rispetto agli in...

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CINECONOMY: CLASSIFICHE, INCASSI, INFLAZIONE E ALTRE STORIE

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DONNE E SPORT: UN’ALLEANZA SEMPRE PIÙ FORTE

Federica Pellegrini e il progetto ISL È Federica Pellegrini il volto che promuoverà il progetto ISL, International Swimming League, una sorta di Champions Leauge del nuoto promossa ...

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THE SHOOTER - MONDO MARCIO
THE SHOOTER - MONDO MARCIO
THE SHOOTER - MONDO MARCIO

Mondo Marcio: "Uomo", il nuovo album Mondo Marcio è tornato con un nuovo album, Uomo, a distanza di 16 anni dall’esordio: “All’inizio - ci racconta il rapper - non c’era un settore dell’Hip Hop, non c’erano i soldi per fare le cose perché non c’era interesse da parte del mainstream per questo genere, c’era solo la voglia da parte dei ragazzi di emergere: per quelli come me la musica era un modo di tirare su le mani e dire 'ci siamo anche noi'. Eravamo quelli dimenticati dalla società: per esempio io sono stato sempre positivo fin quando mi sono successe delle cose che mi hanno fatto diventare Mondo Marcio. Sono arrivato al successo dopo un periodo di carestia ma non avrei potuto fare quello che ho fatto senza gli Articolo 31, i Sottotono, Frankie HI-NRG, che hanno dato credibilità al genere. Quando è uscito “Solo un Uomo” però ha fatto la differenza perché ha creato una case history per la quale se metti 100mila euro in un disco rap non solo li riprendi ma ci guadagni”. Mondo Marcio e lo Streaming “Tra il 2012 e il 2016 c’erano un sacco di zone grigie nello streaming, non c’erano regole precise. Tra qualche anno credo che le regole saranno ancora più strette quindi si saprà in quale campionato giocare. In generale comunque c’è stata una crescita dell’income generale: la gente va più ai concerti e ascolta più la musica. Adesso il tempo di fruizione è molto più veloce, tanti artisti escono dalla cameretta, finiscono su palchi più grandi e durano sei mesi e questo è causato dall’attitudine del 'tutto subito'. È un problema per la cultura: il mercato musicale è saturo, e il fatto che la tecnologia ha dato a chiunque la possibilità di fare un disco in qualche settimana a costi bassissimi, ha reso la vita degli artisti emergenti più breve”. La vita da produttore “Ho prodotto dei cantanti. Ho cercato di fare album per cui, se ascoltati a 50 anni di distanza, sarei stato orgoglioso. Non puoi perdere se combatti per quello in cui credi, perché se hai una visione, un obiettivo e combatti per quello non puoi perdere, puoi solo imparare una lezione".  Social Network “Sono sia divertenti che utili. C’è un lato positivo nella tecnologia: è importante non farsi chiudere nella scatola".

THE SHOOTER - ANNA TATANGELO
THE SHOOTER - ANNA TATANGELO
THE SHOOTER - ANNA TATANGELO

Sanremo... 17 anni dopo A 17 anni dalla sua prima partecipazione, Anna è tornata a Sanremo e ci racconta che cosa si prova e cosa è cambiato a distanza di tutto questo tempo. “Il mio primo Festival - racconta la Tatangelo - è arrivato a 15 anni. Quest’anno ho sentito gente dire "ammazza come canta! Ammazza che intonazione!" Quindi il mio dono (della canzone) viene riconosciuto e posso solo dire grazie”.  “In Italia abbiamo tutti le caratteristiche per fare tutto. Manca la voglia di azzardare. Dopo 17 anni, con questo Sanremo mi sono state riconosciute le doti canore quindi mi sento un po’ come Lady Gaga quando si è messa al pianoforte e le persone si sono rese conto di quanto fosse brava a cantare”. Lo streaming “Sono nata (artisticamente) con le cassette, non c’erano social e nemmeno Spotify ma sono abbastanza giovane da utilizzare entrambe le cose. I dischi si vendono, solo che lo compri e poi dove lo senti?”. Insomma Anna Tatangelo, giovane eppure forte della lunga esperienza canora, vive serenamente la transizione verso un mondo sempre più social, sempre più digitale trovando nel Live la vera essenza, la vera soddisfazione di questa professione artistica: "È bello - racconta la Tatangelo - quando sei in sala d’incisione, incidi le canzoni, sono tue e poi fai i concerti e ti rendi conto che sono diventate le canzoni degli altri. È bello vedere negli occhi delle persone sotto al palco che è come se vivessero quelle storie lì. Proprio in questo tour stiamo riarrangiando tutte le canzoni che ho fatto in questi anni a partire da Ragazza di Periferia, con Achille Lauro. La collaborazione è nata quando ho postato una storia su Instagram con la sua canzone in sottofondo che stavo ascoltando allora lui mi ha contattato. Lui mi dice che Ragazza di Periferia è la sua canzone del cuore che canta sempre. Perché non la rifacciamo?”.  Il mondo dei social  Anna parla poi del suo rapporto con i Social Network, di come le icone della musica italiana si relazionino con questa dimensione, ma soprattutto come questo può cambiare il rapporto con i fan: "Secondo me - racconta Anna - dipende dal personaggio: Vasco che va a correre e posta sui social me lo vedo, Morandi che cucina sì, Renato Zero no. Ci sono artisti che hanno voglia di far entrare i fan nella loro vita ma più di tanto non riescono. Per quanto mi riguarda, i social mi hanno reso più alla mano”.

THE SHOOTER - NESLI
THE SHOOTER - NESLI
THE SHOOTER - NESLI

Il 22 marzo 2019 è uscito il suo nuovo disco  "Vengo in pace" contenente classiche sonorità rap ma con una vena cantautorale inedita. Stiamo parlando di Nesli, fratello minore del rapper Fabri Fibra che ci racconta, in un’intervista di Michele Monina, cosa ne pensa dei fenomeni musicali del momento e della discografia contemporanea. Francesco Tarducci, in arte Nesli, classe 1980, ha iniziato a comporre musica da giovanissimo, a 18 anni. Ha avuto quindi modo di vivere e osservare i cambiamenti del panorama musicale italiano. Dato il suo lungo iter professionale, Nesli trova ridicolo saturare il mercato discografico con singoli non adeguatamente supportati da un disco d’appoggio. È quest'abitudine "low cost" (produrre un singolo richiede meno soldi che un disco) che rovina la radio: "Farei una legge secondo la quale non puoi pubblicare singoli se non fai dischi perché saturi il mercato: la radio è saturata dai singoli. Abbiamo le radio intasate dal Reggaeton. Il Reggaeton? Come se non avessimo una cultura musicale, noi.”, dice Nesli. Nesli e i live Il panorama musicale contemporaneo sembra utilizzare i concerti live per salvare la discografia, sempre più in crisi nella vendita di dischi, a causa della concorrenza di piattaforme di fruizione in streaming. Una situazione difficile, che Nesli commenta con “Non puoi non far concerti, ma è sempre più complicato farne”. Il sistema musicale è cambiato: "Non ci sono nuove generazioni di cantautori ma nemmeno di discografici o persone che lavorano dietro le quinte e che fanno sì che un progetto funzioni. La cosa dell'usa e getta è una grande cazzata e distruggerà tutto. La discografia non può e non deve salvarsi: non c'è niente che può salvarla, deve distruggersi e rigenerarsi da zero". Una rovina, quella del panorama musicale, causata anche dallo streaming che porta alla nascita di artisti e produzioni musicali di dubbia qualità: ora è possibile comporre musica direttamente a casa, eliminando tutti i filtri che permettono un’accurata selezione. "Questa cosa dello streaming - dice Nesli - ha migliorato la discografia ma non hanno fatto i conti che tra poco non ci sarà più la musica perché il fatto che tutti possano fare musica da casa è una follia, un paradosso". Nesli e lo streaming La possibilità di fruire di una piattaforma satura di artisti e dischi non permette di ampliare il proprio panorama culturale: c’è troppa scelta in una dimensione caotica. Inoltre, dice Nesli: “Gli artisti nel mondo sono ambasciatori gratuiti di un’applicazione che diffonde la tua musica gratuitamente”. Troppa scelta, quindi, non aiuterebbe alla rinascita della musica italiana. Un pensiero che si può estendere anche ai Talent Show, che si ostinano, ogni anno, a lanciare artisti dal talento fragile, smascherato poi dai live, secondo Nesli. Nesli e i tatuaggi Il cantante ci racconta che ha una fanbase molto amante delle sue canzoni, tanto da decidere di marchiarle sulla propria pelle per sempre. “Molti erano fan delle frasi, non miei fan”: un fenomeno che ha portato l’artista a gestire uno studio di tatuaggi nel quartiere in cui vive, per investire nella sua zona, Bovisa. Lo studio, 21Club Tattoo, collabora con guest artist di grande talento.

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