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Le hit e tutti i retroscena dell’industria musicale, ovvero quando le note seguono il flusso del denaro

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THE SHOOTER - SANANDA MAITREYA
THE SHOOTER - SANANDA MAITREYA

Sananda Maitreya si racconta ai microfoni di Michele Monina in The Shooter. Dagli anni ’80 il cantante ha stravolto la propria dimensione artistica. Ma com’è stato possibile un tale cambiamento? “L’importante – racconta Maitreya – è sempre rimanere a galla, un po’ come una barca, seguire la propria indole. Vivendo nel circuito delle case di registrazione, ho imparato, è stata una scuola ma adesso voglio guidare la mia nave tanto che per me, in questo momento della vita, essere artista significa presentarsi come si è, come ci si sente. Tutti gli artisti hanno una passione dentro, un fuoco ecco perché è importante che i giovani conoscano la storia di Prometeo perché le storie dei miti greci rappresentano un archetipo al quale rifarsi per ritrovare le proprie radici. Ogni generazione ha i suoi miti: noi siamo la generazione nata nell’epoca di Steve Jobs, l’Icaro che però si è avvicinato troppo al sole e che da mito si è trasformato in uomo malato. La malattia è stato un prezzo necessario per essere stato un rivoluzionario durante la vita". Ma quali sono i nuovi progetti sui quali sta lavorando Sananda Maitreya? “Il mio prossimo lavoro si chiama Pandora’s Playhouse che, come accennavi, è il continuo di Prometheus & Pandora solo che questa volta la prospettiva è molto più dalla parte di Pandora. Inoltre mi sono buttato in un altro progetto che è un musical. A teatro, infatti, hai la possibilità di essere drammatico ma di farlo con tinte gioiose. Essere artista oggi è molto difficile perché non dipende dall’essere ricco o no, l’essere famoso o meno, ma il punto è che si tratta veramente di una vita di sofferenza e sacrifici. Quando abitavo in Germania un uomo mi disse che dovevo abbracciare ciò che la vita mi dava e che era importante andare fino in fondo perché comunque si hanno dei rimpianti”.

THE SHOOTER - IVANA SPAGNA
THE SHOOTER - IVANA SPAGNA

Ivana Spagna, "1954"  Ivana Spagna, icona degli anni '80 e '90, racconta a Michele Monina il suo nuovo progetto che l'ha riportata sulla scena: “Cantare è una mia passione: la mia carriera e il mio successo sono stati una conseguenza di questo. Certamente vivo dei miei brani passati ma volevo fare qualcosa di nuovo. So che è difficile realizzare e promuovere un disco senza una multinazionale dietro ma mi sono detta, rischiamo, così me lo sono autoprodotto e non è stato facile". "Ho fatto questo album col cuore, sono stata un po’ un’incosciente, ho ascoltato canzoni che mi piacevano e le ho messe dentro, altre le ho fatte io. Ho inserito 3 brani miei e canzoni di altri autori perché volevo entrare anche in altri mondi e nel videoclip della mia canzone ho voluto che partecipassero due bambine perché per me è stato un po’ come tornare all’infanzia. In questo senso io gioco con le emozioni: c’è, ad esempio, un brano che faccio a tutti i concerti e che è dedicato ai miei genitori, c’ho messo più di una settimana a scriverlo perché iniziavo sempre a piangere e questo il mio pubblico lo percepisce. Il singolo è “Nessuno è come te” e l’album si chiama “1954”, la mia data di nascita, il Dicembre del '54. Dare questo titolo all'album è stato molto importante perché per me è stato come liberarmi dall’ossessione dell’età, come se avessi esorcizzato un'età che spesso si sente come una colpa. Io proseguo la strada di Ivana Spagna di 10 anni fa e non so se è la strada dei ragazzi di oggi, sono solo coerente con quello che ho fatto. Oggi con l’Hit Pop la musica guarda molto gli anni ’80. La gente mi chiede come mai vadano tanto le canzoni di quegli anni, se c’è un segreto: lì c’era il ritmo ma c'era anche una melodia, ecco qual è il segreto".

THE SHOOTER - VITTORIO DE SCALZI
THE SHOOTER - VITTORIO DE SCALZI

Vittorio De Scalzi e Sanremo Vittorio De Scalzi, fondatore della celebre band dei “New Trolls”, non è sono un artista e cantante di fama storica nel nostro Paese ma anche il Presidente della Commissione di Area Sanremo che per la prima volta è formata da tutti artisti: “Sono onorato di farne parte. È un riconoscimento alla mia vita e carriera. Mi ritengo fortunato perché la mia passione me la porto dietro ancora. Essere presidente di una regia con artisti, che stimo molto, mi onora: vorrei dare al futuro di questi giovani un po’ del mio passato”. Da Sanremo alla trap “Io ho un figlio che fa trap e spesso vado in studio da lui e vivo un conflitto tra "vecchia" e "nuova" musica. Una volta sono andato in studio da lui, gli ho suonato un pezzo con la chitarra classica e lui, con uno strumento, ha disintegrato il suono e qui mi viene in mente il 1971: al Festival di Sanremo eravamo accoppiati con Sergio Endrigo che aveva scritto una canzone romantica bellissima e noi l’abbiamo disintegrata e presentata in una formazione rock, perciò le nuove generazioni devo prendere la musica e cambiarla. Io ho partecipato 7 volte al Festival e non è andata mai bene però mi ha dato visibilità”.  I progetti di oggi “Adesso sto preparando un libro con Massimo Cotto, dove sto raccontando questi 50 anni con Luigi Tenco, con i Rolling Stones, perché noi aprivamo i loro concerti, e che sarà accompagnato dai miei brani. Poi c’è la mia parte cantautorale, la mia anima segreta. Addirittura io mi sono occupato di musica regionale, in genovese, prima di Fabrizio (De André): nel 1967 ho scritto una canzone in dialetto che tutti credono essere una canzone antica della tradizione genovese. Per me la musica ha tanti colori e sfaccettature che voglio affrontare. Io vedo che tutto si assomiglia: ci vorrebbe più voglia di sperimentare. Oggi tutti si mettono al computer e creano o modificano un suono: ma le parole? I testi? La poesia? Per fortuna oggi sento nei giovani la voglia di cambiare. Noi quando andavamo in studio di registrazione eravamo in fibrillazione perché quello era un punto di arrivo, non di partenza”.

SPOTIFY SVELA I PROPRI BILANCI
SPOTIFY SVELA I PROPRI BILANCI
SPOTIFY SVELA I PROPRI BILANCI

Mese importante per Spotify, perchè rende pubblici i suoi profitti. È la prima volta che un’azienda di streaming fa questo tipo di dichiarazione. Questa decisione è stata fatta dall’azienda a causa di una riduzione fiscale, relativa alle sue quote della Tencent Music, che gli hanno permesso di essere più trasparente. I dati sono aggiornati alla fine del mese di settembre 2018 e mostrano un totale di 191 milioni di user attivi mensilmente (MAU) con un aumento del 28%. I guadagni di Spotify arrivano alla cifra di circa di 1 miliardo di euro, con un incremento del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Se non si calcolasse la perdita dovuta al tasso di cambio in crescita all’estero, l’azienda avrebbe potuto raggiungere un aumento del 33%. Gli incassi di Spotify Premium ammontano a circa un miliardo nel terzo trimestre. In aumento del 31% rispetto all’anno precedente. I profitti di Spotify, le spese e i costi medi Il totale delle spese operative di Spotify è di 348 milioni, con una perdita di 6 milioni di euro nel 2018. La perdita totale operativa è di 291 milioni. Il costo medio per ogni utente è di 4,73 euro, il che rappresenta un -6% rispetto l’anno scorso, ma un aumento del 12% rispetto al trimestre precedente. I profitti di Spotify sono del 25,3% a settembre 2018, in aumento rispetto al 22 dell’anno precedente. Ma si calcola una leggera diminuzione rispetto al trimestre aprile e giugno. Spotify è stata in grado di ottenere queste entrate puntando su tagli ai costi di marketing e ricerca e sviluppo, permettendo di salvare più di 300 milioni. Nonostante il guadagno diretto dalla rete sia di 43 milioni di euro, è un importante guadagno per le aziende che si affidavano agli spazi pubblicitari per incrementare le entrate.

LA VERTIGINOSA CRESCITA DI SPOTIFY
LA VERTIGINOSA CRESCITA DI SPOTIFY
LA VERTIGINOSA CRESCITA DI SPOTIFY

Se la vostra domanda è “Quanti utenti ha raggiunto Spotify?”, ecco rivelato il numero dei suoi iscritti, raggiunto nel trimestre luglio-settembre 2018: la compagnia conferma di aver raggiunto una base di 87 milioni di iscritti alla fine di settembre. Questo significa che l’azienda ha aumentato i propri iscritti di 4 milioni in poco più di tre mesi, sfruttando il crescente mercato per la musica on demand. Nonostante la crescita sia impressionante, è in calo nella curva di crescita del 2018 e nonostante Spotify abbia adottato alcune promozioni molto aggressive di recente. Da pochi mesi infatti è possibile accedere gratuitamente in alcuni stati, tra cui Australia, Inghilterra e Stati Uniti, alla versione premium per un periodo di prova di 60 giorni. Nel trimestre luglio-settembre Spotify ha visto una crescita di 1,33 milioni di iscritti al mese, mentre nei tre mesi precedenti la cifra era il doppio: 2,67 milioni al mese, per un totale di 8 milioni. Aumento iscritti Spotify in linea con le previsioni dell’azienda La cifra degli utenti iscritti a Spotify è comunque in linea con le direttive dell’azienda che aveva previsto di arrivare alla fine del terzo trimestre, con un numero di iscritti tra 85 e 87 milioni. Alla fine del 2017 Spotify aveva 71 milioni di iscritti, aumentando nel 2018 il proprio pubblico in media di 1,77 milioni al mese. Questo riflette l’aumento generale degli ascolti musicali su servizi di streaming che è aumentato del 50,2% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Nel 2017 gli streaming totali sono stati 321 miliardi, mentre da gennaio ad ora il numero ha già superato i 482 miliardi di passaggi. Solo questa settimana c’è stato un incremento degli ascolti rispetto alla precedente dello 0,9% e del 43% rispetto alla stessa settimana dello scarso anno. Crolla invece la vendita di musica online diminuita del 2% rispetto alla settimana scorsa e del 26,9% rispetto alla stessa settimana dello scorso anno. Ecco tutti i numeri che ci dicono quanti utenti ha raggiunto Spotify e cosa si prevede per il futuro.

CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA
CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA
CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA ...

Uno dei modi più utili per fare diventare virale un brano è quello di utilizzarlo come colonna sonora in un film in uscita al cinema, sono infatti molte oggi le canzoni diventate famose grazie ai film. Capita spesso che nelle pellicole per ragazzi o a tema musicale, le canzoni abbiano una vetrina talmente vincente da poter scalare le classifiche internazionali. Ad esempio, il film A star is born ha guadagnato circa 1,7 milioni solo in Italia. Più di 200 milioni nel mondo il primo mese, a fronte di un budget di appena 40 milioni e la canzone principale di questo film, “Shallow”, ha più di 60 milioni di visualizzazioni su Youtube ed è già la terza settimana al primo posto nella Billboard Top chart. L’intero album della colonna sonora ha venduto più di 150 mila copie reali o digitali. Solo negli Stati Uniti e quasi 300 mila a livello internazionale. Canzoni famose grazie ai film: prima o dopo l’uscita della pellicola Le vendite delle canzoni famose grazie ai film vengono calcolate anche con i singoli scaricati individualmente e quelli ascoltati in canali streaming a pagamento. A volte invece i brani vengono rilasciati prima del film in cui sono contenuti con la stessa funzione di un trailer contribuendo a creare un’attesa tra il pubblico. Un altro brano di una colonna sonora che sta avendo molto successo è quello che ha lanciato il trailer del film della Sony Hotel Transylvania 3. Il film è stato un vero successo a livello globale e ha raccolto più di 500 milioni di cui 1,7 milioni in Italia la prima settimana. Jonas Blue e Joe Jonas hanno composto il brano centrale di questa pellicola, “I see love”, uscita un mese prima del film come anticipazione. La canzone che ha già raccolto più di 20 milioni di visualizzazioni su Youtube è diventato il brano di un cartone animato Sony di maggior successo negli ultimi anni. Insomma, tante sono le canzoni dei film diventate famose, ce lo dicono i numeri.

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