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Le hit e tutti i retroscena dell’industria musicale, ovvero quando le note seguono il flusso del denaro

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THE SHOOTER – ALBERTO FORTIS
THE SHOOTER – ALBERTO FORTIS

“Per girare il video del nuovo singolo in uscita abbiamo utilizzato il metodo dell’ologramma: mi sono esibito sia in studio che nel mezzanino del metrò di Wagner, questo perché c’era una grande attinenza con il testo della canzone, MamaBlu, che parla d'integrazione e di questa società che diventa sempre più multicolor. I due protagonisti della canzone sono una donna afro che aspetta un bimbo e la metropolitana che è dove si svolge la quotidianità. Mi son addentrato nel mondo dell’ologramma e ho visto che partirà a breve The Resurrection Tour di Michael Jackson: avendo filmato tantissimi suoi concerti adesso ne ricreano l’ologramma. Un’esibizione live con l’orchestra vera, dal vivo, come la scenografia, ma di Jackson c’è l’ologramma: le tecniche oggi di riproduzione sono così avanzate che non ci si accorge nemmeno che non sia reale. Sembra che progetti del genere si svilupperanno anche per i Doors e orse su John Lennon”.  “La musica è uno specchio dei tempi, una musa sociale ed epocale. È diventata liquida e questo è il primo grande spartiacque generazionale. Le situazioni di classifica parlano di un polo al Nord e uno al Sud e potrebbero convivere. Un vizio di forma che rovina molte cose nel modo di gestire la musica è la categorizzazione ma la sostanza non cambia nel tempo. C’è un problema di sostanza: parliamo della trap: mi piace la ritmica, mi piace quando riesce a essere intelligente con la contestazione ma ad oggi vedo una volgarità che è fine a sé stessa. Molti artisti sono consci di questo: è come se fossero gadget di una linea di moda che fanno comodo, fanno numeri e non danno fastidio a nessuno. Stiamo attenti alla sostanza perché diventa un trash diseducativo e la società ne risente perché non è educata alla sensibilità. Adesso tocca vedere chi ha ragione: questi addetti ai lavori un po’ vili che dicono che questo è quello he le generazioni giovani vogliono o chi dice che ci sono generazioni giovani che non sono raggiunte da altre informazioni? Secondo me il muro di gomma è di chi gestisce: se format televisivi invitano artisti trap che cantano volgarità fini a se stessi e poi si fa loro i complimenti dicendo che fanno letteratura moderna, allora c’è qualcosa che stride. La musica è la più onesta delle religioni perché non fa né minacce né promesse”.

THE SHOOTER - DOLCENERA
THE SHOOTER - DOLCENERA

Dolcenera: economia e musica “Ho sempre visto la musica come un grande parco giochi nel quale sguazzare, giocare, divertirmi. La musica è fatta di ricerca, di trip mentali che mi piace seguire per sentirmi un po’ diversa da quello che ero un anno fa. Per me funziona sempre così per la parte artistica, musicale ma non per la parte economica: economia accanto alla parola musica è un controsenso, come se fosse un paradosso temporale. Spesso vengo criticata da chi mi sta accanto. Ma la musica è solo una forma, le parole, che sono il messaggio, rimangono la comunicazione principale e dietro quella si deve andare a leggere”. Le cover trap “C’è stato un momento in cui ho voluto fare un viaggio in Brasile, Cuba, Miami e mi ha colpito molto la riscoperta delle percussioni tribali per tirar fuori l’anima, la parte più viscerale, quella senza involucro che ti da il vivere quotidiano. In questa scoperta ho evitato il reggaeton che era troppo inflazionato perché sentivo in questi pezzi delle parti di scrittura premeditata. Ho fatto un esperimento, le cover trap: il linguaggio di ogni genere può appartenere o no alle varie generazioni, può essere valutato a seconda del livello culturale, del gusto che hai e della funzione sociale che ha quel linguaggio. Ho ripreso canzoni che hanno avuto un certo successo. C’era da ridere perché sembravo ridicola con queste parole addosso”. Il nuovo singolo, "Amaremare" “Non sono nata nè sui social nè sullo streaming: non mi sento rappresentata nel modo in cui tu ascolti e poi vieni indicizzato nei tuoi ascolti e ti vengono proposte altre canzoni. Se c’è una cosa che odio è l’essere tracciati e l’essere messi in un algoritmo: non funziona così perché gli esseri umani sono cangianti. Tra social e streaming non si capisce qual è la realtà e io, che sono cantautrice, ho bisogno di comunicare con le persone: con chi sto comunicando? Dove stanno? Un cantautore dev’essere specchio della realtà ed è difficile capirlo perché questa viene etichettata e legata a tutto ciò che è tracciabile. Amaremare è il mio nuovo pezzo ed è un po’ un mantra: amare il mare vuol dire amare te stesso”.

SPOTIFY SVELA I PROPRI BILANCI
SPOTIFY SVELA I PROPRI BILANCI
SPOTIFY SVELA I PROPRI BILANCI

Mese importante per Spotify, perchè rende pubblici i suoi profitti. È la prima volta che un’azienda di streaming fa questo tipo di dichiarazione. Questa decisione è stata fatta dall’azienda a causa di una riduzione fiscale, relativa alle sue quote della Tencent Music, che gli hanno permesso di essere più trasparente. I dati sono aggiornati alla fine del mese di settembre 2018 e mostrano un totale di 191 milioni di user attivi mensilmente (MAU) con un aumento del 28%. I guadagni di Spotify arrivano alla cifra di circa di 1 miliardo di euro, con un incremento del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Se non si calcolasse la perdita dovuta al tasso di cambio in crescita all’estero, l’azienda avrebbe potuto raggiungere un aumento del 33%. Gli incassi di Spotify Premium ammontano a circa un miliardo nel terzo trimestre. In aumento del 31% rispetto all’anno precedente. I profitti di Spotify, le spese e i costi medi Il totale delle spese operative di Spotify è di 348 milioni, con una perdita di 6 milioni di euro nel 2018. La perdita totale operativa è di 291 milioni. Il costo medio per ogni utente è di 4,73 euro, il che rappresenta un -6% rispetto l’anno scorso, ma un aumento del 12% rispetto al trimestre precedente. I profitti di Spotify sono del 25,3% a settembre 2018, in aumento rispetto al 22 dell’anno precedente. Ma si calcola una leggera diminuzione rispetto al trimestre aprile e giugno. Spotify è stata in grado di ottenere queste entrate puntando su tagli ai costi di marketing e ricerca e sviluppo, permettendo di salvare più di 300 milioni. Nonostante il guadagno diretto dalla rete sia di 43 milioni di euro, è un importante guadagno per le aziende che si affidavano agli spazi pubblicitari per incrementare le entrate.

LA VERTIGINOSA CRESCITA DI SPOTIFY
LA VERTIGINOSA CRESCITA DI SPOTIFY
LA VERTIGINOSA CRESCITA DI SPOTIFY

Se la vostra domanda è “Quanti utenti ha raggiunto Spotify?”, ecco rivelato il numero dei suoi iscritti, raggiunto nel trimestre luglio-settembre 2018: la compagnia conferma di aver raggiunto una base di 87 milioni di iscritti alla fine di settembre. Questo significa che l’azienda ha aumentato i propri iscritti di 4 milioni in poco più di tre mesi, sfruttando il crescente mercato per la musica on demand. Nonostante la crescita sia impressionante, è in calo nella curva di crescita del 2018 e nonostante Spotify abbia adottato alcune promozioni molto aggressive di recente. Da pochi mesi infatti è possibile accedere gratuitamente in alcuni stati, tra cui Australia, Inghilterra e Stati Uniti, alla versione premium per un periodo di prova di 60 giorni. Nel trimestre luglio-settembre Spotify ha visto una crescita di 1,33 milioni di iscritti al mese, mentre nei tre mesi precedenti la cifra era il doppio: 2,67 milioni al mese, per un totale di 8 milioni. Aumento iscritti Spotify in linea con le previsioni dell’azienda La cifra degli utenti iscritti a Spotify è comunque in linea con le direttive dell’azienda che aveva previsto di arrivare alla fine del terzo trimestre, con un numero di iscritti tra 85 e 87 milioni. Alla fine del 2017 Spotify aveva 71 milioni di iscritti, aumentando nel 2018 il proprio pubblico in media di 1,77 milioni al mese. Questo riflette l’aumento generale degli ascolti musicali su servizi di streaming che è aumentato del 50,2% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Nel 2017 gli streaming totali sono stati 321 miliardi, mentre da gennaio ad ora il numero ha già superato i 482 miliardi di passaggi. Solo questa settimana c’è stato un incremento degli ascolti rispetto alla precedente dello 0,9% e del 43% rispetto alla stessa settimana dello scarso anno. Crolla invece la vendita di musica online diminuita del 2% rispetto alla settimana scorsa e del 26,9% rispetto alla stessa settimana dello scorso anno. Ecco tutti i numeri che ci dicono quanti utenti ha raggiunto Spotify e cosa si prevede per il futuro.

CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA
CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA
CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA ...

Uno dei modi più utili per fare diventare virale un brano è quello di utilizzarlo come colonna sonora in un film in uscita al cinema, sono infatti molte oggi le canzoni diventate famose grazie ai film. Capita spesso che nelle pellicole per ragazzi o a tema musicale, le canzoni abbiano una vetrina talmente vincente da poter scalare le classifiche internazionali. Ad esempio, il film A star is born ha guadagnato circa 1,7 milioni solo in Italia. Più di 200 milioni nel mondo il primo mese, a fronte di un budget di appena 40 milioni e la canzone principale di questo film, “Shallow”, ha più di 60 milioni di visualizzazioni su Youtube ed è già la terza settimana al primo posto nella Billboard Top chart. L’intero album della colonna sonora ha venduto più di 150 mila copie reali o digitali. Solo negli Stati Uniti e quasi 300 mila a livello internazionale. Canzoni famose grazie ai film: prima o dopo l’uscita della pellicola Le vendite delle canzoni famose grazie ai film vengono calcolate anche con i singoli scaricati individualmente e quelli ascoltati in canali streaming a pagamento. A volte invece i brani vengono rilasciati prima del film in cui sono contenuti con la stessa funzione di un trailer contribuendo a creare un’attesa tra il pubblico. Un altro brano di una colonna sonora che sta avendo molto successo è quello che ha lanciato il trailer del film della Sony Hotel Transylvania 3. Il film è stato un vero successo a livello globale e ha raccolto più di 500 milioni di cui 1,7 milioni in Italia la prima settimana. Jonas Blue e Joe Jonas hanno composto il brano centrale di questa pellicola, “I see love”, uscita un mese prima del film come anticipazione. La canzone che ha già raccolto più di 20 milioni di visualizzazioni su Youtube è diventato il brano di un cartone animato Sony di maggior successo negli ultimi anni. Insomma, tante sono le canzoni dei film diventate famose, ce lo dicono i numeri.

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