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Le hit e tutti i retroscena dell’industria musicale, ovvero quando le note seguono il flusso del denaro

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THE SHOOTER - SYRIA
THE SHOOTER - SYRIA
THE SHOOTER - SYRIA

Partita da Sanremo giovani nel 1996, oggi Syria sta portando in giro per i teatri uno spettacolo dal titolo “Perché non canti più?”. Ce ne parla in un intervista di Michele Monina. “Perché non canti più?” “È un omaggio a Gabriella Ferri, perché era una domanda che le si faceva spesso. Si tratta di un tributo nato dalla lettura dei suoi diari personali, dei suoi aneddoti e dei suoi monologhi che fanno di me un tramite, un’interprete. La missione è quella di raccontare un’artista che è andata tanto nel panorama italiano e che ha deciso di staccarsi dai luoghi comuni, di raccontare di sé in maniera unica". Qual è il rapporto con la musica di oggi?  “Massima confusione. Dopo 23 anni, faccio fatica a capire questi movimenti così veloci, non mi va di fare dischi, sono cosciente dei momenti che ho vissuto. Vedo le classifiche tutti i venerdì e sono preoccupata perché ci sono artisti che si fanno un mazzo così e non si muove una foglia. Poi c’è un pubblico diverso, che non scarica ma compra cd. Io fino a che era aperta, andavo alla Venus con mio marito a comprare scatole e scatole di CD perché mi piaceva l’oggetto e se posso tutt’ora cerco di acquistarlo ma mi è passata la voglia perché le cose che m’interessano sono poche. Il panorama adesso è cambiato perché quelli dell’Indie un tempo non avrebbero mai fatto un forum. Gruppi come i Baustelle non sono mai riusciti a fare quella roba lì, invece oggi vedi con quanta facilità questi artisti possono accedere a tutto questo: sono felicissima ma nello stesso tempo sono molto confusa”.

THE SHOOTER: RED CANZIAN
THE SHOOTER: RED CANZIAN

Red Canzian, Testimone del tempo Red Canzian, storico membro dei Pooh, intervistato da Michele Monina, ci racconta la sua visione del mondo musicale odierno e come lui si sta muovendo. "L'ultimo album s’intitola "Testimone del tempo", perché partendo dal vinile sei arrivato allo streaming: Come vivi la musica oggi quando i giovani la ascoltano col cellulare?" "Uno dei vantaggi di essere testimone del tempo è di essere ancora vivo per raccontarlo: come tutti i cambiamenti non vengono capiti subito, spesso passano dalle cose brutte, come visto nell’ultimo Sanremo, perciò l’unica cosa che mi dispiace è la troppa fretta nel ricevere o capire un messaggio, cioè 20 secondi e i ragazzi già si stancano sul web. Io godo sapendo che il vinile sta tornando in America perché questo ti costringe ad avere un rapporto stretto, come una donna, come un amico. Il vinile ogni 20 minuti lo devi girare, c’è una fisicità che ti responsabilizza”. Red Canzian e i Live "Dato che con lo streaming si guadagna poco, pensi che il live possa compensare?" “Noi siamo nati dalla palestra degli anni ’50-'60, quando ci davano 5mila lire in 5 e a malapena ci usciva la pizza a fine concerto. Però ho capito dalla gente che veniva a vedermi che quella sarebbe stata la mia vita. Tutta la musica è una cosa seria, non giudico chi fa una musica che non mi piace ma la musica è un percorso di studio, di logica: quando ascolto il rap con un minimo di melodia che capisci che sotto c’è uno che ha studiato, mi piace. Quando invece è troppo scimmiottamento no, anche perché non è la nostra cultura: non basta Quarto Oggiaro per essere un rapper incazzato col mondo”. Red Canzian e il progetto del vino “Sto scrivendo il nuovo album, che è un’elegia alla donna che, per me, è il regalo più bello che ci ha fatto Dio. Dobbiamo renderci conto che le donne sono molto più forti di noi anche perché ci mettono al mondo. Poi sto scrivendo un’opera su Venezia nel 1750”. "Da cinque anni sto selezionando un vino rosso: l’ho trovato vicino al Piave e l’ho chiamato Rosso Positivo. Adesso sto cercando di selezionare anche un bianco e l’ho chiamato Voce. Ho fatto anche un bollicine, omaggio a Mina che ho chiamato Mille bolle gialle. Il progetto del vino nasce da mio padre che andava a comprare il vino in un Canevon: c’era l’aria umida di vendemmia, la luce fioca: io stavo bene là dentro”.  

THE SHOOTER - FRANCESCO BACCINI
THE SHOOTER - FRANCESCO BACCINI

Apocalittico e indipendente, Francesco Baccini suona ovunque, moltissimo. Un cantautore che potremmo definire "autogestito", che non ha né manager, né agenzia. “Ogni concerto che fai è uno spot di te. Ho avuto tanti manager e una volta ero in concerto in Veneto. In genere ti paga l’agenzia con bonifico e, parlando con l’organizzatore e chiestogli dei soldi lui mi ha detto di aver mandato il bonifico all’agenzia e gli scappa detto la cifra che era più del doppio di quello che doveva essere. Da quel momento ho deciso di gestirmi da solo”. “Adesso mi occupo di cinema e sto realizzando una colonna sonora. Sono un cantautore che parte dalla musica come Pino Daniele o Dalla, quindi lo spazio del cinema è incredibile. Il problema di oggi è cosa suoni: i nonni di oggi erano a Woodstock da giovani mentre i ragazzini si ribellano a loro e non suonano uno strumento ma vanno sul computer per comporre. Io sono cresciuto in un’epoca in cui l’impegno era di moda e la musica commerciale non l’ascoltava nessuno. Le radio libere passavano musica qualitativamente altissima: se fosse stato per Sanremo e Canzonissima noi i Pink Floyd non gli avremmo mai conosciuti. Jannacci e Gaber partecipano a Canzonissima ed erano ultimi”.  “La gente oggi crede che la radio selezioni la musica migliore. Se provate a chiedere una canzone alla radio, vi mettono giù o vi dicono che non è nella linea editoriale. Negli anni ’90 il primo è stato Cecchetto a passare Albertino e Fargetta: è il primo conflitto d’interessi della storia perché si facevano i dischi e se li suonavano”. “L’artista è considerato un prodotto. Secondo me è uno che se gli va bene fa i soldi ma non è un prodotto”.

SPOTIFY SVELA I PROPRI BILANCI
SPOTIFY SVELA I PROPRI BILANCI
SPOTIFY SVELA I PROPRI BILANCI

Mese importante per Spotify, perchè rende pubblici i suoi profitti. È la prima volta che un’azienda di streaming fa questo tipo di dichiarazione. Questa decisione è stata fatta dall’azienda a causa di una riduzione fiscale, relativa alle sue quote della Tencent Music, che gli hanno permesso di essere più trasparente. I dati sono aggiornati alla fine del mese di settembre 2018 e mostrano un totale di 191 milioni di user attivi mensilmente (MAU) con un aumento del 28%. I guadagni di Spotify arrivano alla cifra di circa di 1 miliardo di euro, con un incremento del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Se non si calcolasse la perdita dovuta al tasso di cambio in crescita all’estero, l’azienda avrebbe potuto raggiungere un aumento del 33%. Gli incassi di Spotify Premium ammontano a circa un miliardo nel terzo trimestre. In aumento del 31% rispetto all’anno precedente. I profitti di Spotify, le spese e i costi medi Il totale delle spese operative di Spotify è di 348 milioni, con una perdita di 6 milioni di euro nel 2018. La perdita totale operativa è di 291 milioni. Il costo medio per ogni utente è di 4,73 euro, il che rappresenta un -6% rispetto l’anno scorso, ma un aumento del 12% rispetto al trimestre precedente. I profitti di Spotify sono del 25,3% a settembre 2018, in aumento rispetto al 22 dell’anno precedente. Ma si calcola una leggera diminuzione rispetto al trimestre aprile e giugno. Spotify è stata in grado di ottenere queste entrate puntando su tagli ai costi di marketing e ricerca e sviluppo, permettendo di salvare più di 300 milioni. Nonostante il guadagno diretto dalla rete sia di 43 milioni di euro, è un importante guadagno per le aziende che si affidavano agli spazi pubblicitari per incrementare le entrate.

LA VERTIGINOSA CRESCITA DI SPOTIFY
LA VERTIGINOSA CRESCITA DI SPOTIFY
LA VERTIGINOSA CRESCITA DI SPOTIFY

Se la vostra domanda è “Quanti utenti ha raggiunto Spotify?”, ecco rivelato il numero dei suoi iscritti, raggiunto nel trimestre luglio-settembre 2018: la compagnia conferma di aver raggiunto una base di 87 milioni di iscritti alla fine di settembre. Questo significa che l’azienda ha aumentato i propri iscritti di 4 milioni in poco più di tre mesi, sfruttando il crescente mercato per la musica on demand. Nonostante la crescita sia impressionante, è in calo nella curva di crescita del 2018 e nonostante Spotify abbia adottato alcune promozioni molto aggressive di recente. Da pochi mesi infatti è possibile accedere gratuitamente in alcuni stati, tra cui Australia, Inghilterra e Stati Uniti, alla versione premium per un periodo di prova di 60 giorni. Nel trimestre luglio-settembre Spotify ha visto una crescita di 1,33 milioni di iscritti al mese, mentre nei tre mesi precedenti la cifra era il doppio: 2,67 milioni al mese, per un totale di 8 milioni. Aumento iscritti Spotify in linea con le previsioni dell’azienda La cifra degli utenti iscritti a Spotify è comunque in linea con le direttive dell’azienda che aveva previsto di arrivare alla fine del terzo trimestre, con un numero di iscritti tra 85 e 87 milioni. Alla fine del 2017 Spotify aveva 71 milioni di iscritti, aumentando nel 2018 il proprio pubblico in media di 1,77 milioni al mese. Questo riflette l’aumento generale degli ascolti musicali su servizi di streaming che è aumentato del 50,2% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Nel 2017 gli streaming totali sono stati 321 miliardi, mentre da gennaio ad ora il numero ha già superato i 482 miliardi di passaggi. Solo questa settimana c’è stato un incremento degli ascolti rispetto alla precedente dello 0,9% e del 43% rispetto alla stessa settimana dello scarso anno. Crolla invece la vendita di musica online diminuita del 2% rispetto alla settimana scorsa e del 26,9% rispetto alla stessa settimana dello scorso anno. Ecco tutti i numeri che ci dicono quanti utenti ha raggiunto Spotify e cosa si prevede per il futuro.

CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA
CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA
CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA ...

Uno dei modi più utili per fare diventare virale un brano è quello di utilizzarlo come colonna sonora in un film in uscita al cinema, sono infatti molte oggi le canzoni diventate famose grazie ai film. Capita spesso che nelle pellicole per ragazzi o a tema musicale, le canzoni abbiano una vetrina talmente vincente da poter scalare le classifiche internazionali. Ad esempio, il film A star is born ha guadagnato circa 1,7 milioni solo in Italia. Più di 200 milioni nel mondo il primo mese, a fronte di un budget di appena 40 milioni e la canzone principale di questo film, “Shallow”, ha più di 60 milioni di visualizzazioni su Youtube ed è già la terza settimana al primo posto nella Billboard Top chart. L’intero album della colonna sonora ha venduto più di 150 mila copie reali o digitali. Solo negli Stati Uniti e quasi 300 mila a livello internazionale. Canzoni famose grazie ai film: prima o dopo l’uscita della pellicola Le vendite delle canzoni famose grazie ai film vengono calcolate anche con i singoli scaricati individualmente e quelli ascoltati in canali streaming a pagamento. A volte invece i brani vengono rilasciati prima del film in cui sono contenuti con la stessa funzione di un trailer contribuendo a creare un’attesa tra il pubblico. Un altro brano di una colonna sonora che sta avendo molto successo è quello che ha lanciato il trailer del film della Sony Hotel Transylvania 3. Il film è stato un vero successo a livello globale e ha raccolto più di 500 milioni di cui 1,7 milioni in Italia la prima settimana. Jonas Blue e Joe Jonas hanno composto il brano centrale di questa pellicola, “I see love”, uscita un mese prima del film come anticipazione. La canzone che ha già raccolto più di 20 milioni di visualizzazioni su Youtube è diventato il brano di un cartone animato Sony di maggior successo negli ultimi anni. Insomma, tante sono le canzoni dei film diventate famose, ce lo dicono i numeri.

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