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Mother Land

Ovvero come la terra dà i suoi frutti e dà i suoi soldi, come vendere verdura su Instagram e comprare noci brasiliane su Amazon.

Il tempo è cambiato e i raccolti si fanno sui social.

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PREZZO BALLE DI FIENO E I GIOVANI CONTADINI
PREZZO BALLE DI FIENO E I GIOVANI CONTADINI
PREZZO BALLE DI FIENO E I GIOVANI CONTADINI ...

Antonio Di Pietro ci dà un suo punto di vista sulla tematica prezzo balle di fieno e fondi europei. Ci dice «Se si vuole davvero permettere ai giovani di ritornare nelle campagne e di vivere quest’esperienza anche dal punto di vista economico, finanziario, imprenditoriale, di lavoro, dobbiamo metterci in testa che nel nostro paese sono tante migliaia di piccole proprietà che possono essere competitive in quanto stanno in rete tra loro.» Ci racconta, inoltre, quel farebbe lui sulla questione del prezzo balle di fieno, fondi europei e sul miglioramento della qualità dell’attività: «Quindi io, fossi al governo, sovvenzionerei la Costituzione di cooperative agricole in modo che non ci sia bisogno di avere ognuno una mietitrebbia, ognuno un trattore e metterei in rete tutto questo. Diventiamo competitivi perché anche noi riusciamo ad abbattere i costi e ad avere un quantitativo di prodotto tale da essere qualitativo ed essere competitivo. »   Prezzo balla di fieno: Quanto costa una balla di fieno? Antonio Di Pietro ci dà delle risposte su quanto costa una balla di fieno, così: «Quando mi arriva un camion per prendermi dieci balle di fieno, la balla di fieno la vendo a 5 euro, a 10 euro, in Sicilia anche a 3 euro. Una balla di fieno da noi arriva a 15/20 euro a volte, quando il camion per venire e portarla dove la deve portare spende più di gasolio, più di affitto del camion e non lo riesci neanche a riempire il camion di balle di fieno.» Infine, Antonio Di Pietro, dopo averci dato delle dritte su quanto costa una  balla di fieno, sostiene che mettersi in rete è una decisione che frutta nel lungo periodo e abbasserebbe il prezzo balla di fieno. Conclude il suo discorso affermando: «La burocrazia da una parte, l’inesperienza dall’altra e la mancanza di assistenza a chi vuole accedere ai fondi europei ancora oggi permette che manco la metà dei fondi venga usata. Parliamo di fondi europei ma in realtà sono fondi italiani che abbiamo dato all’Europa e ce ne ridanno un po’. Le regioni al Nord riescono a utilizzarli ma le nostre regioni, soprattutto quelle del Sud, la maggior parte ha un residuo non utilizzato a fine anno »  

GLI ASSISTENTI ALLA POLTRONA: I RISCHI DI UN MESTIERE
GLI ASSISTENTI ALLA POLTRONA: I RISCHI DI UN MESTIERE
GLI ASSISTENTI ALLA POLTRONA: I RISCHI DI UN ...

Ritorna Lenny Carl con i suoi studi e consigli su argomentazioni sempre varie e illuminanti. Stavolta ci parla della condizione di salute degli assistenti alla poltrona. Prima di tutto, precisiamo cosa faccia l’assistente alla poltrona: è una figura professionale paramedica che opera all’interno di uno studio dentistico e unisce assistenza operativa a mansioni di segreteria amministrativa. L’assistente di poltrona è quindi la prima persona con cui un cliente si interfaccia quando si rivolge ad uno studio odontoiatrico e la stessa persona che prepara la postazione di lavoro, materiali e strumenti compresi. Ma torniamo a Lenny, cos’ha scoperto stavolta per noi?   Gli assistenti alla poltrona: rischi e buone notizie Basandosi su ciò che è emerso da un importante studio, Lenny ci dice che esiste una forte incidenza di infertilità ed aborti nelle assistenti dentali alla poltrona. Questo studio ha coinvolto migliaia di assistenti dentali californiane e pare che i disturbi alla salute siano dovute alle continue inalazioni di mercurio durante le fasi di lavorazione e di estrazione delle vecchie otturazioni dentali, senza le dovute precauzioni e protezioni al lavoro. Ma, allo stesso tempo, Lenny ci dà notizie che rincuorano, emerse da un nuovo studio pubblicato su una rivista tedesca. Quest’ultimo ci dice che il consumo giornaliero di pectina da agrume modificato insieme all’alginato di alga kelp possono, in un’importante percentuale, eliminare il mercurio dall’organismo che si è bio-accumulato nel tempo, senza intaccare ed eliminare i sali minerali essenziali e soprattutto senza effetti collaterali. È un’ottima scoperta che farà bene agli assistenti alla poltrona, i quali adesso potranno lavorare più sani e leggeri.  

IL CONTENITORE ECOLOGICO CHE SI BIODEGRADA IN POCHI GIORNI
IL CONTENITORE ECOLOGICO CHE SI BIODEGRADA IN POCHI GIORNI
IL CONTENITORE ECOLOGICO CHE SI BIODEGRADA IN ...

Per i più ecologici arriva BioPap, il contenitore che si biodegrada in poco tempo, prodotto da Cartonspecialist, azienda con sede a Settimo milanese. Questo prodotto va sicuramente incontro a quella fetta di consumatori che pongono attenzione all’ambiente. La progettazione di questo speciale cartone ecologico per alimenti ha inizio nel 2003. L’aspetto che lo rende unico è il fatto di essere ricavato da foreste certificate, è quindi biodegradabile e compostabile. L’azienda che lo produce ha una lunga tradizione nelle carte alimentari, s’impegna da sempre sul fronte della sostenibilità ambientale e per quasi 2 anni cerca dei trasformatori interessati alla materia prima. Il contenitore ecologico per uno sviluppo ecosostenibile Cos’è di preciso BioPap? È un contenitore ecologico costituito da pura cellulosa spalmata con una emulsione a base d’acqua, in modo che sia impermeabile ai grassi. La plastica è completamente assente. Le performance di BioPap hanno dell’incredibile: il cartone ecologico per alimenti, infatti, resiste alle alte temperature fino a 215° ed anche a quelle più rigide fino ai 40°. Quindi questo speciale cartone ecologico può essere messo al forno o conservato in freezer, è idoneo al compost domestico e va gettato nell’umido. Ha fatto un gran bel lavoro Cartonspecialist, l’azienda che ha origine dal cartario e che col tempo si è evoluta nel settore degli imballi per alimenti. Ne saranno contenti e ne usufruiranno gli ecologisti e amanti delle abitudini più salutari.

ORTIALTI: PER UN ORTO A KILOMETRO ZERO SUL TETTO
ORTIALTI: PER UN ORTO A KILOMETRO ZERO SUL TETTO
ORTIALTI: PER UN ORTO A KILOMETRO ZERO SUL TETTO ...

E se vi vien voglia di dedicarvi all’orto a due passi da casa, anzi, no, proprio in casa e in condivisione, prendete spunto da OrtiAlti. OrtiAlti è per orti a km zero. Un progetto che punta a realizzare, gestire e promuovere orti in comunità sui tetti piani di edifici di vario genere, come scuole, supermercati, uffici, condomini. Questa start up rappresenta anche il fulcro di un nuovo rapporto tra società e ambiente urbano, tra cultura e natura e tra la lentezza della campagna e la velocità della città.   OrtiAlti: nascita e sviluppo dell’orto a km zero su tetto La start up nasce dall’incontro tra Elena ed Emanuela che realizzano un primo orto pensile sul tetto del loro studio di architettura a Torino nel 2010. Il successo le spinge a proseguire e così nel 2015 nasce e si sviluppa il progetto. Elena e Emanuela sono due donne molto determinate con una spiccata capacità imprenditoriale, le quali, partendo da un’idea, apparentemente banale, riescono a sviluppare una grande start up, che vede la possibilità di recuperare anche le realtà più deteriorate. OrtiAlti vince il premio del concorso “We-Women for Expo” di Expo Milano 2015 e Padiglione Italia, un gran bel riconoscimento. I dati ci dicono che i tetti piani inutilizzati e poco accessibili sono oltre il 20% delle superfici urbane e che gli ortaggi sugli orti pensili sono meno soggetti ai metalli pesanti. Il prezzo per costruire l’orto pensile varia tra gli 80 ed i 140 euro al metro quadrato. Dopo aver conosciuto il progetto di Elena e Emanuela, vi andrebbe di coltivare ortaggi e bei sogni? Esplorate OrtiAlti, il mondo degli orti a km 0 dai tanti i benefici, ambientali ed economici.

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