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UNA LEZIONE DI MERITOCRAZIA: A LONDRA CON IL MEDICO CHIRURGO
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Ci dà una lezione di meritocrazia a Londra Stefano Stea, un chirurgo maxillo facciale, ha una laurea in Chirurgia e una in odontoiatria, lavora sia in Italia che in Inghilterra: «Quando ho scoperto che la mia attività aveva una prerogativa per essere esercitata in Inghilterra è scattato uno stimolo. Per esercitare in Inghilterra e Paesi anglosassoni loro vogliono la doppia laurea. Non scandalizzo nessuno se dico che la meritocrazia è calpestata in Italia, qui no. Se lavori bene stai, se non lavori bene ti accomodi. Loro hanno creato un sistema sanitario nazionale, NHS. Qui è esteso davvero a tutta la popolazione, compreso le cure odontoiatriche.»   Meritocrazia, a Londra vale davvero Stefano Stea continua a raccontarci di quanto la meritocrazia valga di più a Londra: «L’altra grande differenza , questa volta a favore dell’Italia, è la qualità. Se tu parli con un italiano che è qui ti dirà che se vuole una visita in tempi stretti NHS sicuramente ce l’ha, però la qualità non è alta. Io ho fatto il sostituto primario qui a Londra semplicemente con un curriculum online. Addirittura sono arrivati, soprattutto per gli infermieri, che molti ospedali dell’Inghilterra vengono in Italia a fare campagna di acquisto. Per un giovane potrebbe essere pericoloso, rischia di darti alla testa perché qui tutto è possibile.» Dalle sue parole cogliamo che la meritocrazia a Londra esiste davvero. Inoltre, i dati ci dicono che in UK i medici rappresentano solo il 6% dell’intero organico sanitario. Il personale infermieristico il 19%. Le cliniche private stanno registrando un aumento di pazienti tra il 15 e il 25%. In UK 62.000 cittadini UE lavorano per il sistema sanitario britannico. Di questi oltre 6.000 sono italiani.

CLONARE UN SITO: PERCHÈ E COME TI FREGANO I SOLDI ONLINE - PARTE 1
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Marco Montemagno, imprenditore e broadcaster digitale, fondatore di Slashers, ci ha raccontato come i cosiddetti Capitan Uncino del digitale hanno potuto clonare un sito, il suo, rubandone il nome.  Sul dominio hanno clonato un certo numero di articoli del suo sito, compresa la bio e all’interno di questo sito clone hanno inserito una recensione che sembrava fatta a suo nome. Marco Montemagno ci dice che conoscere chi c’è dietro la registrazione di un sito clonato è possibile utilizzando uno dei servizi di Whois. Dopo aver interrogato questo programma, usciranno in lista i nomi di chi ha registrato il dominio d’interesse e da quanto tempo è attivo. Clonare un sito vuol dire creare un’esatta copia separata che può essere ospitata sullo stesso server del sito in produzione, ovvero sul sito originale, o su un server diverso, in base alla necessità. Terminata la procedura di clonazione, le due entità, sia quella originale che la copia, saranno attivi contemporaneamente e agiranno come due siti separati.   Sito clonato: come fare e perchè Ci si chiede perché scegliere di clonare un sito. I motivi possono essere diversi. Lo si può fare se si intende spostare un sito da un hosting ad un altro, per implementare una nuova versione di sviluppo o per aggiornare piattaforma e plugin o per sostituzione tema. Il perché di un sito clonato è spesso quello di rubarne il ranking in Google per scopi personali, per ottenere click su altri contenuti o, il più delle volte, per inserire nel clone i link verso altri siti web che si intende posizionare su Google per monetizzare. La maggior parte delle volte i siti clone prevedono una ricca rete di link per nascondere il sito principale che ne sfrutti la situazione.  

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