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COSA VEDERE A BERLINO? IL REICHSTAG, CERCANDO LA MERKEL
COSA VEDERE A BERLINO? IL REICHSTAG, CERCANDO LA MERKEL
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Alberto ci racconta cosa vedere a Berlino e continua la sua avventura cosiddetta “Europa 50”,  la quale sta quasi volgendo al termine. Su una bici che corre rapida, Alberto ci porta al centro e ci indica cosa vedere a Berlino. Molti i turisti che popolano la città. Al riguardo sappiamo che, nel 2017, l’economia del turismo a Berlino ha subito un incremento di un miliardo di euro, rispetto agli ultimi due anni. Il primo monumento che ci invita ad esplorare è il Reichstag, il cuore del Parlamento tedesco, chiamato anche Dishwaser, ovvero “lavastoviglie”. Il Reichstag fu inaugurato nel 1894 e tornò ad essere la sede Parlamento nel 1999. Alberto ci racconta che esiste un tunnel tra il palazzo del primo ministro e il Reichstag. Il primo “tunnel della libertà” venne scavato nel 1961. L’ultimo nel 1982, consentendo la fuga a 300 cittadini dell’est.   Cosa vedere a Berlino? Dal Carillon alla Potsdamer Platz Cosa vedere a Berlino? Insomma, tanti sono i monumenti con una bella storia, come il famoso Carillon, ovvero, l’orologio della città. La torre è alta 42 metri ed ha 68 campane e si configura come il quarto carillon più grande del mondo. Alberto attraversa anche Potsdamer Platz, piazza che ai tempi è stata divisa in due dal Muro per 40 anni, è un luogo in cui Berlino est ed ovest si incontrano. Interessante sapere che il 21 luglio 1990 si tenne a Potsdammer Platz il concerto “The Wall” dei Pink Floyd, davanti a 350.000 spettatori. Ecco che Alberto, anche stavolta, ci ha saputo indicare con vivacità ed interesse cosa vedere a Berlino. Che l’avventura continui!

EAST SIDE GALLERY DI BERLINO, COSA VEDERE E COME RAGGIUNGERLA
EAST SIDE GALLERY DI BERLINO, COSA VEDERE E COME RAGGIUNGERLA
EAST SIDE GALLERY DI BERLINO, COSA VEDERE E COME ...

Alberto approda a Kreuzberg, dove si trova l’East Side Gallery di Berlino, la galleria d’arte urbana e a cielo aperto più lunga del mondo. East Side Gallery di Berlino, cosa vedere? C’è tanta arte sul Muro, se continui a leggerci ti raccontiamo chi sono i protagonisti. East Side Gallery di Berlino, come raggiungerla? Te lo diciamo subito: per arrivare a East Side Gallery, le fermate della metropolitana più vicine sono Ostbahnhof ed anche Warschauer Strasse. East Side Gallery di Berlino: i graffiti della libertà Durante il periodo della divisione, la parete del Muro rivolta verso Berlino ovest era stata ricoperta da numerosi graffiti, un modo creativo per esorcizzare il simbolo di molta sofferenza. Dall’altro lato, però, il Muro era sempre pattugliato e il grigio cemento era l’unico colore consentito sul muro. Dopo la caduta, il comune commissionò a 121 artisti di venti nazionalità diverse, coinvolto anche l’italiano Romano Pinna, di realizzare 118 murali sul tratto di Muro di 1,3 km antistante la Sprea e fino a quel momento rimasto intatto. Se ti stai chiedendo a East Side Gallery di Berlino cosa vedere, ti rispondiamo subito elencando i nomi degli artisti che hanno realizzato i murales: Kasra Alavi, Kani Alavi, Jim Avignon, Thierry Noir, Ingeborg Blumenthal e molti altri. Tra i graffiti più famosi c’è il bacio tra Erich Honecker e Leonid Brežnev e la Trabant targata 9-11-1989 che sfonda il muro, diventati entrambi delle vere e proprie icone. Adesso che sai cosa vedere a East Side Gallery di Berlino e come raggiungerla, non ti rimane che iniziare ad esplorarla e lasciarti emozionare da tanti colori e forme caratteristiche. Alberto, dopo aver visitato la galleria, per cui non ha speso nulla perché completamente gratuita, ha ancora in tasca 19, 53 euro. L’avventura berlinese continua!

SOCIAL TOUR NEL CHIANTI: VIAGGIARE E POSTARE, POSTARE E VIAGGIARE
SOCIAL TOUR NEL CHIANTI: VIAGGIARE E POSTARE, POSTARE E VIAGGIARE
SOCIAL TOUR NEL CHIANTI: VIAGGIARE E POSTARE, ...

Si può vivere il sogno italiano da protagonisti, scoprendo il territorio lontano dai centri urbani e nello stesso tempo attraverso i social. I piccoli borghi e i paesaggi rurali attingono, così, a questo nuovo trend, che riesce a raccontare antiche tradizioni attraverso un linguaggio semplice, fatto di sapori, sguardi, sorrisi. Rimane il fatto che ci sono viaggi che non si possono raccontare ed esperienze uniche che vanno vissute in prima persona. La terra del Chianti offre e regala questo tipo di esperienze: una cena nella vigna diventa subito un momento magico. La nuova travelling experience, per essere tale, deve coinvolgere attivamente il viaggiatore, attraverso attività uniche nel loro genere, affidandosi a strategie di comunicazione integrata, quali i social network.   Social tour nel Chianti: tra storytelling e Instagram stories Lo storytelling diventa il canale prescelto per far conoscere posti da sogno e i travel blogger, attraverso le Instagram stories e le dirette live su facebook, sono la chiave d’accesso. Il tour nel Chianti è ottimo da fare anche a bordo di una 500 d’epoca, con sullo fondo panorami mozzafiato e degustazioni di vini: ingredienti perfetti per un viaggio alternativo alla scoperta dell’eccellenze del territorio. Un viaggio nel viaggio che coinvolge attivamente viaggiatori di qualsiasi età. E se il viaggiatore oggi è più consapevole e preferisce un viaggio fai da te, a portata di click, il settore oggi è più consapevole e preferisce anch’esso un viaggio fai da te, a portata di click, e per questo il settore dei tour operator fa inversione di marcia. L’esperienza da offrire è retro chic. La degustazione di vini in cantina è inoltre a km zero e la location a conduzione familiare, con piccoli gruppi a numero chiuso. Ci si concentra sull’emozione e sul ricordo. Il sogno italiano prende vita tra un brindisi nelle vigne del Chianti ed un selfie a bordo di una Fiat 500. Che dire?! Che il viaggio abbia inizio!

A BORDO PIÙ DI 5 MILIONI DI PASSEGGERI
A BORDO PIÙ DI 5 MILIONI DI PASSEGGERI
A BORDO PIÙ DI 5 MILIONI DI PASSEGGERI

Nel 2027 entreranno in servizio 14 nuove navi. La flotta di MSC passerà da 15 a 29 navi con una crescita media annua del 14,4%. Inoltre, a marzo 2019 sarà varata MSC Bellissima e ci sarà così la possibilità di godere dei suoi 20 bar, 10 ristoranti, 2 piscine e un parco acquatico a tema. Tra le novità per il 2020/2021 sono previste le rotte tra Canada e New York e Groenlandia e Islanda. Il nuovo catalogo di MSC è consultabile sull’app MSC360VR. Sulla base delle scelte, durante la fase di consultazione si crea un catalogo interamente personalizzato.   Zoe, l’assistente virtuale a bordo di MSC: le caratteristiche Novità interessante è la tecnologia incorporata nella nave MSC Bellissima, che la rende ancor più innovativa. Questa ha un nome: Zoe, la prima assistente virtuale nell’industria delle crociere, a bordo di MSC Bellissima Questo disposititvo all’avanguardia sarà disponibile nella cabina di ognuno. Sarà possibile farle una richiesta e lei saprà dare la risposta. L’assistente virtuale Zoe, sviluppata in collaborazione con Harman e Samsung, interagisce in 7 lingue differenti, riconosce 30 diversi accenti, risponde a oltre 2,5 milioni di domande. L’obiettivo di MSC Bellissima, insieme a Zoe, è offrire una soluzione comoda e che risponda alle esigenze, i desideri e le domande di ogni ospite. Quel che MSC ha intenzione di offrire ai suoi ospiti è insomma un’esperienza lussuosa, lontana dallo stress quotidiano.

ALTRO CHE NARCOS! ECCO LA STORIA DELL' INFILTRATO - PARTE 1
ALTRO CHE NARCOS! ECCO LA STORIA DELL' INFILTRATO - PARTE 1
ALTRO CHE NARCOS! ECCO LA STORIA DELL' INFILTRATO - ...

Gianfranco Franciosi, meccanico navale, ci racconta il suo vissuto e passaggio da infiltrato nel mondo dei Narcos a testimone di giustizia: «La mia storia ha inizio come un qualsiasi cittadino italiano, un operaio meccanico, esperto nella navigazione e nella costruzione di imbarcazione da corsa, dopodiché accade un brutto incontro con un personaggio della banda della Magliana che poi viene ucciso e per aiutare la polizia divento un agente infiltrato a tutti gli effetti.» Gianfranco Franciosi è stato il primo civile italiano infiltrato nel mondo dei Narcos. Ci racconta che ha viaggiato per sei anni in Sudamerica, in Spagna, in Italia, a contatto con la ‘ndrangheta e il clan di Lauro e a stretto contatto soprattutto con quei boss che poi son finiti tutti in stato di arresto.   Da Narcos a testimone di giustizia Gianfranco Franciosi racconta che viene inserito in un programma speciale di protezione, il quale, oltre a salvaguardare la persona, la priva della sua identità e la vieta di avere contatti con la famiglia, la costringe a cambiare scuole, insegna ai bambini a mentire, manca di assistenze ed una serie di altre condizioni che il meccanico navale ha denunciato. Il contratto che viene firmato dice che l’attività che si lascia nel momento in cui si rientra nel programma di protezione, viene congelata a livello fiscale, contributivo e tutto viene salvaguardato. Gianfranco chiede la fuoriuscita dal programma di protezione dopo un anno e otto mesi circa e nel rientrare a casa iniziano ad arrivargli cartelle esattoriali di cifre assurde In definitiva, questo passaggio da Narcos a testimone di giustizia gli costa caro: in Francia viene arrestato e sconta 7 mesi di carcere duro da innocente. Tornato in Italia diventa testimone di giustizia ma lo stato lo abbandona. Uscito dal programma di protezione lo Stato chiede oltre 60.000 euro di tasse arretrate.  

COME FUNZIONA IL FISCO IN UK PER I GIOVANI E DOVE SI PAGANO LE TASSE?
COME FUNZIONA IL FISCO IN UK PER I GIOVANI E DOVE SI PAGANO LE TASSE?
COME FUNZIONA IL FISCO IN UK PER I GIOVANI E DOVE SI ...

Se vi state chiedendo come funziona il fisco in Inghilterra, sappiate innanzitutto che, in attesa della Brexit, per i giovani che lavorano in territorio inglese, stabilire come tassare i redditi non è sempre così facile. Per farlo, la prima cosa da considerare è l’iscrizione o meno all’Aire. Secondo la regola generale, tutti i cittadini che lavorano all’estero e che non sono iscritti all’Aire sono fiscalmente residenti in Italia e devono ogni anno pagare le imposte sui redditi ovunque prodotti. Chi non è iscritto, per essere fiscalmente residente in Italia, pur lavorando in Inghilterra, deve essere iscritto all’anagrafe comunale italiano per la maggior parte dell’anno.   Come funziona il fisco in Inghilterra: regole da considerare È fiscalmente residente in Italia: chi è iscritto all’anagrafe comunale per almeno 183 giorni all’anno chi ha la residenza in Italia chi ha il domicilio il Italia chi si è trasferito in un paese a fiscalità privilegiata Se fiscalmente residente in Italia e in Inghilterra si presentano le dichiarazioni ma occorre considerare anche altri fattori, per esempio, la soglia minima di reddito imponibile, prevista nel Regno Unito. Chi la supera pagherà automaticamente le tasse inglesi. Per non pagarle anche in Italia, dovrà indicarle in dichiarazione e farsi riconoscere un credito pari alle tasse pagate in Inghilterra.   Come funziona il fisco in Inghilterra, a partire dalla dichiarazione Per compilare la dichiarazione è necessario: raccogliere CU e buste paga, italiane ed estere verificare di aver superato la soglia minima di reddito imponibile La situazione è diversa per chi risiede in Inghilterra. In questo caso valgono le regole britanniche. È bene sapere che l’anno fiscale in Regno Unito inizia il 6 aprile e che sono previste le trattenute sullo stipendio lordo al netto dei contributi. Non sono previsti bonus per spese sanitarie e d’affitto. Tutto questo non vale solo in l’Inghilterra. Per capire dove pagare le tasse, le regole sono generali. La prima è l’iscrizione all’Aire.  

FATTURAZIONE ELETTRONICA COME FUNZIONA? MOLTI RESTANO FUORI
FATTURAZIONE ELETTRONICA COME FUNZIONA? MOLTI RESTANO FUORI
FATTURAZIONE ELETTRONICA COME FUNZIONA? MOLTI RESTANO ...

La nuova fatturazione elettronica come funziona? È obbligatoria dal primo gennaio e fa davvero paura a tutti. Dal primo gennaio 2019 la fattura cartacea va in pensione. Il suo posto passa a quella elettronica. Ma siamo sicuri che interessi proprio tutti? A rispondere alla domanda “la fatturazione elettronica come funziona?” ci sono i dati che ci dicono, prima di tutto, che riguarderà cinque partite Iva su 10, per le altre cinque tutto come prima. L’obbligo interessa tutte le operazioni tra privati: quelle tra due soggetti passivi Iva e quelle verso i consumatori finali. Da questo momento in poi, emissione, trasmissione e conversazione delle fatture avvengono per via digitale. Gli esclusi non potranno disinteressarsene completamente perché potrebbero ricevere le e-fatture dai loro fornitori. Questo significa che dovranno organizzarsi per riceverle e gestirle ma non per emetterle.   Fatturazione elettronica come funziona? Chi sono gli esclusi? La misura interessa solo la metà dei 5,8 milioni di titolari di partita Iva, ovvero, imprenditori individuali, professionisti, società ed enti non commerciali. Ma chi sono gli esclusi? Innanzitutto, forfettari e minimi, una platea con la flat tax che comprende chi fattura fino a 65 mila euro all’anno. Il popolo delle partite Iva comprende, quindi, i minimi e forfettari, i contribuenti che fanno solo scontrini e ricevute, i contribuenti che fanno sia fatture che scontrini e i contribuenti con solo fatture. Tra gli esclusi dalla fatturazione elettronica si aggiungono artigiani ed esercenti che vendono al cliente finale e emettono scontrini e ricevute. Per loro la e-fattura inizierà il primo luglio 2019, se sono grandi operatori, mentre inizierà il primo gennaio 2020 per gli altri. Scontrini e ricevute saranno sostituiti dall’invio dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate tramite un apposito registratore telematico. Adesso che sapete la fatturazione elettronica come funziona, sappiate che si sono aggiunti medici e farmacisti, solo per il 2019, questo per via dei dati personali che viaggiano con la e-fattura.

CRISTIANO RONALDO, L’ITALIA IL SUO PARADISO FISCALE
CRISTIANO RONALDO, L’ITALIA IL SUO PARADISO FISCALE
CRISTIANO RONALDO, L’ITALIA IL SUO PARADISO FISCALE ...

Ad alcuni sembrerà impossibile, il nostro paese può rappresentare per i veri ricchi un paradiso fiscale. Così è stato per Cristiano Ronaldo che ha scelto l’Italia anche per la nostra tassazione, che premia i paperoni. Infatti, dal 2017, per chi si trasferisce in Italia, dopo aver risieduto all’estero, per 9 degli ultimi 10 anni, è prevista l’imposta “a forfait” di 100 mila euro all’anno per 15 anni sui redditi prodotti all’estero. Per i suoi familiari il forfait scende a 25 mila euro all’anno. Il nuovo regime fiscale attrae i grandi calciatori, per loro il grosso degli introiti deriva dai diritti d’immagine. Cosa fanno? Aprono società in paradisi fiscali e ricevono i guadagni e sono tassati lì dove risiede la società. Ma queste pratiche creano problemi! Spesso partono verifiche dello Stato di residenza.   Cristiano Ronaldo ultime notizie: la condanna di CR7 La condanna di Ronaldo in Spagna ha previsto 2 anni con la condizionale, per aver evaso 14,7 milioni di euro. Grazie al nuovo regime, Cristiano Ronaldo pagherà solo 100 mila euro di tasse per tutti i redditi esteri, ovvero, quelli di immagine. I dati ci dicono che nel 2017, con le sole sponsorizzazioni, Cristiano Ronaldo ha guadagnato 54 milioni di euro e che il suo patrimonio si aggira tra i 230 e i 290 milioni di euro. Inoltre, Cristiano Ronaldo ha stipulato con la Juventus, un contratto di 31 milioni di euro all’anno, mentre per la sponsorizzazione Nike ha percepito 24 milioni di euro all’anno. Insomma, solo nel 2017 ha guadagnato 93 milioni di dollari in tutto. L’opinione pubblica, al riguardo, è spaccata in due: per molti, tutto questo, è elusione legalizzata, per altri un’opportunità per far arrivare grandi campioni.

PREZZO BALLE DI FIENO E I GIOVANI CONTADINI
PREZZO BALLE DI FIENO E I GIOVANI CONTADINI
PREZZO BALLE DI FIENO E I GIOVANI CONTADINI ...

Antonio Di Pietro ci dà un suo punto di vista sulla tematica prezzo balle di fieno e fondi europei. Ci dice «Se si vuole davvero permettere ai giovani di ritornare nelle campagne e di vivere quest’esperienza anche dal punto di vista economico, finanziario, imprenditoriale, di lavoro, dobbiamo metterci in testa che nel nostro paese sono tante migliaia di piccole proprietà che possono essere competitive in quanto stanno in rete tra loro.» Ci racconta, inoltre, quel farebbe lui sulla questione del prezzo balle di fieno, fondi europei e sul miglioramento della qualità dell’attività: «Quindi io, fossi al governo, sovvenzionerei la Costituzione di cooperative agricole in modo che non ci sia bisogno di avere ognuno una mietitrebbia, ognuno un trattore e metterei in rete tutto questo. Diventiamo competitivi perché anche noi riusciamo ad abbattere i costi e ad avere un quantitativo di prodotto tale da essere qualitativo ed essere competitivo. »   Prezzo balla di fieno: Quanto costa una balla di fieno? Antonio Di Pietro ci dà delle risposte su quanto costa una balla di fieno, così: «Quando mi arriva un camion per prendermi dieci balle di fieno, la balla di fieno la vendo a 5 euro, a 10 euro, in Sicilia anche a 3 euro. Una balla di fieno da noi arriva a 15/20 euro a volte, quando il camion per venire e portarla dove la deve portare spende più di gasolio, più di affitto del camion e non lo riesci neanche a riempire il camion di balle di fieno.» Infine, Antonio Di Pietro, dopo averci dato delle dritte su quanto costa una  balla di fieno, sostiene che mettersi in rete è una decisione che frutta nel lungo periodo e abbasserebbe il prezzo balla di fieno. Conclude il suo discorso affermando: «La burocrazia da una parte, l’inesperienza dall’altra e la mancanza di assistenza a chi vuole accedere ai fondi europei ancora oggi permette che manco la metà dei fondi venga usata. Parliamo di fondi europei ma in realtà sono fondi italiani che abbiamo dato all’Europa e ce ne ridanno un po’. Le regioni al Nord riescono a utilizzarli ma le nostre regioni, soprattutto quelle del Sud, la maggior parte ha un residuo non utilizzato a fine anno »  

ECCO LA SF90: LA FERRARI PER LA FORMULA 1 DEL 2019
ECCO LA SF90: LA FERRARI PER LA FORMULA 1 DEL 2019
ECCO LA SF90: LA FERRARI PER LA FORMULA 1 DEL 2019 ...

La SF90 è la sessantacinquesima monoposto realizzata dalla Ferrari per il campionato del mondo di Formula 1. Il nome rende omaggio ai 90 anni della storia della Scuderia del Cavallino Rampante. La Casa di Maranello ha versato 3.663.222 di dollari per iscriversi al Campionato di Formula 1 del 2019. Ventuno gran premi in totale: si parte da Melbourne, Australia, il prossimo 17 marzo, mentre l’8 settembre sarà la volta di Monza, per il GP d’Italia. I piloti della stagione 2019 sono il tedesco Sebastian Vettel e il monegasco Charles Leclerc, primo pilota della Ferrari Accademy a salire a bordo di una Ferrari ufficiale di F1. La vettura è conforme ai nuovi regolamenti che hanno imposto numerose modifiche, rispetto alle monoposto del 2018. Fra le più evidenti quelle alle ali anteriori e posteriori. L’ala anteriore è più larga e più semplice nei suoi profili aerodinamici, quella posteriore è più larga e alta. Il regolamento 2019 della Formula 1 prevede che il peso della vettura salga da 733 chilogrammi a 743 (+10 kg), mentre la quantità di carburante disponibile per la gara aumenta di cinque kg, da 105 a 110. Inoltre viene stabilito che il peso minimo del pilota con il suo equipaggiamento (incluso il sedile) non deve essere inferiore a ottanta kg. Qualora l’insieme non arrivi agli ottanta kg sarà necessario piazzare della zavorra in posizioni predeterminate nella zona dell’abitacolo. La Power Unit di Formula 1 è formata da sei componenti. Si tratta del motore termico, un V6 da 1,6 litri di cilindrata, cui è collegato un turbocompressore. Ci sono poi due motogeneratori: la MGU-K (Motor Generator Unit Kinetic) e la MGU-H (Motor Generator Unit Heat). La MGU-K deriva direttamente da quel sistema noto con il nome di KERS, che recupera l’energia cinetica in frenata e la accumula nel pacco batterie fino a quattro MJ. La MGU-H invece è il motogeneratore che recupera l’energia termica dal turbo. Un altro degli elementi è il pacco batterie nel quale l’energia recuperata viene accumulata prima di essere impiegata. Il sesto componente è l’elettronica di controllo.

LE AUTO E I MILLENNIAL: COSA SCEGLIE LA GENERAZIONE Y?
LE AUTO E I MILLENNIAL: COSA SCEGLIE LA GENERAZIONE Y?
LE AUTO E I MILLENNIAL: COSA SCEGLIE LA ...

La ricerca realizzata da Bain & Company per Quattroruote, spiega come sta cambiando il rapporto tra i millennial e le auto. Ha innanzitutto fotografato l’identikit dei millennial esaminati, sia da un punto di vista anagrafico, i nati tra il 1984 e il 1995, che geografico, mettendo a paragone la stessa generazione in Italia, Germania e Regno Unito. Un confronto che ha fatto emergere una prima informazione utile: se i millennial tedeschi e inglesi rappresentano rispettivamente il 18 e il 20 per cento dell’intera popolazione, la percentuale italiana non supera il 16. Questi ultimi, a differenza dei coetanei esteri, e di tutte le generazioni precedenti, si sono ritrovati a vivere proprio a cavallo dei loro vent’anni, la pesante crisi economico-finanziaria del Paese e il relativo crollo delle risorse a loro disposizione (tra il 2000 e il 2015 il pil procapite è sceso a -0,4% contro +1,2% in Germania e +1,1% nel Regno Unito, fonte World Bank Data). Di fatto gli attuali trentenni italiani dispongono di un reddito inferiore del -17% rispetto alla generazione precedente alla loro stessa età (generazione di nati tra il 1970 e il 1983, anche detta Generazione X), percentuale che in Germania si riduce al -9% e in Regno Unito, pur registrando un dato positivo, segna un rallentamento passando dal +54% al +6%. Una difficoltà che ha contagiato anche il settore dell’auto per ciò che riguarda lil mondo delle auto: l’Italia registra da un lato il crollo del numero di patenti rilasciate (dal 2001 al 2017 si registra un calo del -25%), dall’altro una forte diminuzione di immatricolazioni di vetture a giovani pari al -50% per la fascia 18-29 anni (fonte Unrae). Il trend accomuna i Paesi esaminati tanto che alla domanda “se li avessi a disposizione, per cosa utilizzeresti i tuoi risparmi” i millennial under 35, sia italiani che tedeschi che inglesi, hanno scelto la risposta “per un’automobile” solo come quinta opzione, dando priorità al conto corrente, alle spese quotidiane, in qualche caso all’acquisto di casa e, solo per gli italiani, alla realizzazione di una vacanza da sogno.   I millennial e la mobilità: un universo disomogeneo Il millennial posticipa quindi l’acquisto dell’auto e l’auto non è più “top-of-mind” dei giovani che preferiscono concentrarsi sul breve termine e rinviare le grandi decisioni. La ricerca chiarisce anche come parlare di millennial possa essere fuorviante, perché non c’è un universo omogeneo. Uno degli elementi di differenziazione è il livello di urbanizzazione: chi infatti vive in città ha un rapporto più freddo, meno emotivo con l’automobile, anche a causa dei costi di gestione più elevati. Più ci si allontana dalle grandi città, più i millennial associano valori positivi alla macchina, a prescindere dal paese di residenza. Conquistare i giovani con un‘automobile richiede quindi un approccio mirato, che personalizzi i contenuti della comunicazione. Un altro dato importante, riguarda l’attitudine alla condivisione e l’attenzione alla convenienza che continua a crescere: il 55% dei millennial è disposto a utilizzare il car sharing se più conveniente o con amici, percentuale che sale al 66% se si guarda le generazioni successive; i millennial ritengono il costo della mobilità oggi più alto del relativo beneficio e pur dichiarandosi a favore delle innovazioni, elettrico in primis, vincolano il loro acquisto ad una politica di incentivi. Sebbene ancora poco conosciuti, i sistemi ADAS sono più̀ noti ai giovani ed in particolare ai giovani italiani: tuttavia la ricerca ha dimostrato che i millennials sono generalmente timorosi nei confronti di una vera e propria guida autonoma. Con una votazione a disposizione da 1 a 5, alla domanda “non ho problemi a fare altro mentre l’auto guida sola” i giovani interpellati da Bain & Company (2.700 rispondenti) hanno votato in media solo 2,5 (2,6 gli inglesi e 2,2 i tedeschi): un dato che fotografa una certa freddezza e forse una carenza di conoscenza sul tema.

FORMAGGIO CAPRINO, CHE PASSIONE! LA NASCITA DELL'AZIENDA “BIO” ROCCOLO
FORMAGGIO CAPRINO, CHE PASSIONE! LA NASCITA DELL'AZIENDA “BIO” ROCCOLO
FORMAGGIO CAPRINO, CHE PASSIONE! LA NASCITA ...

Fabio Bulgheroni lavorava nell'edilizia. Nel 2006 ha lasciato il suo lavoro e ha comprato 35 capre che producono un buon formaggio caprino, trasformando, così, il suo amore per gli animali e la natura in un lavoro. Nasce così l'azienda “bio” Roccolo, alle porte di Como. Oggi Fabio possiede 140 capre scamosciate delle Alpi, una razza autoctona e poco diffusa, che produce latte di alta qualità nutrizionale. Con 350 litri di latte munto ogni giorno, riesce a produrre nel suo caseificio oltre 35 kg di formaggi biologici certificati, da quelli a pasta molle agli stagionati, utilizzando antiche ricette di famiglia.   Produzione formaggio caprino: i dati di Assolatte   Secondo Assolatte, in Italia negli ultimi anni la produzione di latte caprino è cresciuta del +162% passando da 11.840 a oltre 31.000 tonnellate. Merito questo, della riscoperta delle sue innumerevoli proprietà benefiche del latte e del formaggio caprino: più magro del comune latte vaccino, è ricco di calcio, fosforo, potassio, magnesio, vitamina B2, B3, B5 e D e taurina. Un toccasana soprattutto per i bambini, perché molto simile al latte materno. Inoltre, a differenza del latte di mucca, non altera i livelli di colesterolo e più digeribile in quanto povero di lattosio. «Negli anni abbiamo aumentato la varietà dei nostri formaggi» spiega Fabio dell'azienda “bio” Roccolo «perché c'è sempre più richiesta». Un successo, il suo, che cresce grazie al passaparola e la partecipazione a numerosi GAS, i gruppi di acquisto solidale. Non solo. Spesso viene contattato dai foodblogger per sponsorizzare i suoi prodotti. «Non dico però di sì a tutti» precisa «ma preferisco i fooblogger della mia zona». La regola del chilometro zero vale anche per loro.

A LONDRA IL SUPERMERCATO ECOSOSTENIBILE A RIFIUTI ZERO
A LONDRA IL SUPERMERCATO ECOSOSTENIBILE A RIFIUTI ZERO
A LONDRA IL SUPERMERCATO ECOSOSTENIBILE A ...

Bulk market è a Londra un supermercato ecosostenibile di riferimento. «Ho creato un supermercato a rifiuti zero perchè ne avevo bisogno, e alla fine è emerso che ne avevano bisogno molte persone» dice a Pop Economy Ingrid Caldironi, la fondatrice (brasiliana di origine italiana) di Bulk Market. Con Bulk market si ritorna indietro col tempo, non esistono imballaggi ma solo contenitori riutilizzabili. Infatti la plastica è esclusa, tranne quella riciclata e il motto è “zero-waste”, ovvero, nessun rifiuto e nessuno spreco. In questo supermercato ecostostenibile si possono acquistare beni alimentari e non, senza marca, e si paga solo il prodotto, mai la confezione. È necessario portare da casa propri contenitori, oppure comprarli direttamente lì in negozio.   Il negozio ecosostenibile a Londra sostenuto dal crowdfunding Il negozio, anche grazie al successo di una campagna di crowdfunding, si è ora trasferito un una location permanente e più grande dopo il riscontro positivo del progetto pilota. Bulk market è sicuramente un ottimo esempio da seguire ed è anche la dimostrazione che si può vivere senza plastica e che dipende molto dalla volontà di ognuno. I dati ci dicono che in Inghilterra ogni persona produce 411 kg di rifiuti all’anno e che ogni contribuente paga 132 euro all’anno in tasse per la gestione dei rifiuti. A livello nazionale sono 4 miliardi di euro all’anno. Inoltre ogni anno il Regno Unito spende 680 milioni di euro per riciclare i propri rifiuti ma meno del 44% dei rifiuti viene riciclato. Dato positivo: le aziende a vocazione sociale nel Regno Unito sono 471 mila.  

COME RISPARMIARE SOLDI? ECCO L'AUTOPILOTA DEL RISPARMIO
COME RISPARMIARE SOLDI? ECCO L'AUTOPILOTA DEL RISPARMIO
COME RISPARMIARE SOLDI? ECCO L'AUTOPILOTA DEL ...

Nel 2015 Victor Trokodes e Alex Michael, due ragazzi ciprioti che lavorano a Londra, fanno una scommessa e realizzano il cosiddetto autopilota del risparmio, rispondendo alla domanda “Come risparmiare soldi?”. Victor (laureato in Economia ad Harvard) crede che il miglior modo sul come risparmiare soldi sia seguendo un budget tradizionale, "fatto a mano". Alex (un informatico) crede invece che sia meglio dare il controllo dei propri risparmi ad un algoritmo scritto appositamente da lui. Indovinate un po'? L’algoritmo fa vincere ad Alex la scommessa, risparmiando il doppio. Nasce così nel 2017 Plum, una specie di "autopilota" del risparmio, che oggi conta oltre 200.000 clienti. E la novità potrebbe aiutare i britannici, tradizionalmente meno abituati a risparmiare rispetto a noi. L’algoritmo fa risparmiare di più perché il risparmio diventa una scelta automatica che non chiede nessuna azione.   Come risparmiare soldi? L’autopilota del risparmio, dati e percentuali I dati dicono infatti che il 25% dei cittadini d’oltremanica non ha nessun risparmio da parte e per i giovani, tra i 25 e i 34 anni, la percentuale di chi ha zero risparmi sale al 38%. Sul come risparmiare soldi, l’algoritmo lavora in anticipo, mettendo da parte piccole cifre con regolarità. Il risultato è che senza notarlo si inizia risparmiare di più. Nel 2017 in Inghilterra le aziende Fintech (Tecnlogia per la finanza) come Plum, hanno attratto investimenti per 14 miliardi. Il 62% di tutti gli investimenti europei nel settore Fintech va ad aziende britanniche. Infine non si devono più cercare le migliori offerte per gas, luce, telefono ecc. Con l’autopilato è l’algoritmo ad analizzare continuamente le bollette e le offerte sul mercato. Negli ultimi 10 anni il costo delle bollette pagate dai britannici è salito del 43%. Nel corso di un’intera vita una famiglia britannica spende in media bene 582 mila euro in bollette.

LA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L'ITALIA? NO COMPROMESSI
LA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L'ITALIA? NO COMPROMESSI
LA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L'ITALIA? NO ...

L’argomento di oggi riguarda la fastidiosissima procedura di infrazione. Sembra che ai paesi del nord l’Italia non vada molto a genio, altrimenti non si spiega perché Lettonia, Finlandia, Danimarca, Svezia ed anche Irlanda, Repubblica ceca, Estonia, Lituania e Austria, tutte insieme riunite nella “Lega anseatica”, abbiano deciso di chiedere all’Unione Europea di non accettare alcun compromesso sulla legge di bilancio italiana. Anzi, di più. Stanno proprio cercando di far condannare l’Italia con un’esemplare procedura di infrazione. Perché, il nostro paese, governato da sovranisti e populisti, che un po’ fa rima con fascisti, con il suo deficit al 2,4% , violerebbe i vincoli di bilancio.   Procedura di infrazione: paesi a confronto Sicuramente il nostro maxi debito è demoralizzante per qualsiasi esattore esistente in natura, però che a farci la predica sul rispetto delle regole europee siano proprio questi tipi del nord, ci vuole proprio coraggio. Basta girarsi attorno, in questo immenso paradiso dei doveri civici chiamato Europa: la Francia è un paese in deficit eccessivo da 10 anni e Macron annuncia che lo sarà anche il prossimo; la Spagna crede che il vincolo del 3% sia una specie di sconto per la palestra; il Portogallo importa pensionati dal resto del mondo e non gli fa pagare le tasse; la Germania ha un surplus commerciale spudorato e gran parte dei paesi del nord sono diventati paradisi fiscali per le multinazionali. L’unica procedura di infrazione che meriterebbero è, con tutta l’eleganza possibile, quella del setto nasale.

SPILUCCANDO LA LEGGE DI BILANCIO 2019: LE CURIOSITÀ
SPILUCCANDO LA LEGGE DI BILANCIO 2019: LE CURIOSITÀ
SPILUCCANDO LA LEGGE DI BILANCIO 2019: LE CURIOSITÀ ...

La legge di bilancio 2019, o manovra finanziaria, è uno dei momenti più emozionanti della vita pubblica italiana. È come quando aspetti l’apertura della busta “C’è posta per te” o scarti i cioccolatini di Forrest Gump e non sai mai quello che ti capita. Ora, questa manovra, del Governo giallo-verde, per il 2019 evoca un’idea dadaista, eppur così romantica, delle spese dello Stato. Si tratta di 40-45 miliardi di euro, tutti simpaticamente in debito, che lo Stato mette nelle tasche degli italiani dicendo «Non vi preoccupate a restituirmeli, tanto sono soldi vostri...». Certo, i soldi della legge di bilancio 2019 servono a finanziare le promesse elettorali di Salvini e Di Maio. Il reddito di cittadinanza per 9 miliardi e la quota 100 che ti farebbe andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi, alla faccia della Fornero!   La legge di Bilancio 2019: cosa ci aspetta? Sulla legge di bilancio 2019, cosa aspettarsi?! Circa 12/15 miliardi servirebbero a coprire l’aumento dell’Iva, il resto sarebbe destinato a quei piccoli grandi provvedimenti, che secondo Salvini e Di Maio devono soffiare nella nostra economia. Però in questa legge di bilancio 2019 manca un sacco di roba: manca il taglio delle pensioni d’oro, la grande battaglia dei 5 stelle. Manca metà dei rimborsi per i macchinari dell’industria 4.0, manca un terzo della flat tax, mancano i fondi per l’apprendistato e contro il caporalato, manca il blocco delle tasse comunali, e manca il taglio del cuneo fiscale. Così tutti i sindaci si sentiranno in dovere di aumentarcele, le tasse. In compenso sono state introdotte le meravigliose municipalizzate e i fantastici enti inutili che pensavamo persi tra i ricordi. La finanziaria è il momento in cui i partiti fanno il bilancio della loro vita, sperando che non gli arrivi la Guardia di finanza.

L’USCITA DALL’EURO IN ITALIA E L'ARRIVO DEL CIGNO NERO
L’USCITA DALL’EURO IN ITALIA E L'ARRIVO DEL CIGNO NERO
L’USCITA DALL’EURO IN ITALIA E L'ARRIVO DEL CIGNO NERO ...

L’euro è la nostra peste,  la Germania il suo untore e, per questo, si potrebbe pensare all’uscita dall’euro in Italia. Joseph E. Stiglitz è un premio nobel con l’elmetto, una torchemada della moneta unica con la faccia rassicurante di un vecchio zio. Il vecchio Joe consiglia al governo italiano euroscettico, cioè Salvini e Di Maio, di introdurre una moneta parallela, magari elettronica, per evitare di morire, straziati dall’economia UE, dominata dalla Germania e dall’euro cattivo, che detta così sembra che Stiglitz sia uno iettatore. Eppure, il vecchio Joe sostiene che per una questione di surplus commerciale, cioè, evitare importazioni ed esportare moltissimo, se la Germania lasciasse l’Eurozona saremmo tutti più contenti. Ma siccome non lo farà mai, tanto vale che si sostenesse l’uscita dall’euro in Italia.   Uscita dell’euro in Italia: cos’è il cigno nero? Stiglitz deve odiare fortemente i crauti, la Merkel e le BMW e sostiene che si stia avvicinando il cigno nero. Il cigno nero in economia non è un volatile, ma un evento imprevisto e spesso gravemente dannoso come, appunto, l’uscita dell’euro in Italia. Stiglitz consiglia: l’Italia prima chieda in pratica di ristrutturare il suo debito, di 2200 miliardi, pagando in titoli di Stato, che valgono come i soldi del monopoli. A quel punto gli altri membri UE, avrebbero due strade: o espellerci , ma crollerebbe l’intera Unione, o adottare una moneta più flessibile per una zona euro meridionale. Diventeremmo dunque i terroni monetari d’Europa. Gli altri paesi ci seguirebbero forse, magari, ma non è detto. Quindi, con gioia, urge catapultarci subito fuori dall’euro e sostenere l’uscita dell’euro in Italia. Stiglitz non nega che l’addio all’inizio possa essere dolorosetto, anzi, parliamoci chiaro, una mazzata per i nostri conti correnti, che si dimezzerebbero ma almeno ci toglieremmo di torno i tedeschi.  

SPEGNY: L'APP DEL FUTURO PER RISPARMIARE ENERGIA
SPEGNY: L'APP DEL FUTURO PER RISPARMIARE ENERGIA
SPEGNY: L'APP DEL FUTURO PER RISPARMIARE ENERGIA ...

Si chiama Spegny e punta a diventare l'app del futuro per ridurre i consumi energetici. A idearla è stato Alessandro Innocenti, 23enne di Bollate (MI), studente di Ingegneria Energetica al Politecnico di Milano. «L'idea di Spegny è nata durante i miei studi universitari - spiega Alessandro - e l'obiettivo è cambiare il paradigma che regola il mercato dell'energia, ossia non agire più sulla produzione ma cambiare la domanda». SPEGNY: COME FUNZIONA Il sistema studiato da Alessandro si basa su una piattaforma e un database di utenti iscritti. A questi verrebbero inviate notifiche su smartphone per chiedere lo spegnimento dei carichi e poi ricevere pagamenti per l’energia non usata. Il compenso avverrebbe tramite la tecnologia blockchain attraverso smart contract per transazioni immediate. «Prendiamo a esempio un campo fotovoltaico coperto da nuvole - spiega Alessandro - in quel momento la produzione di energia cala e per supplire alla mancanza e rispondere alla domanda di energia, si attiva una centrale a idrocarburi. Con Spegny si agisce in modo inverso, si fa sì che migliaia di famiglie spengano contemporaneamente gli elettrodomestici che non stanno usando come condizionatori, pompe di calore o boiler elettrici, in questo modo la domanda di energia cala e si evita l'accensione di una centrale inquinante». IL RUOLO DELLA TECNOLOGIA IN SPEGNY L'intero processo può avvenire non solo in modo manuale ma anche automatico e qui entrano in gioco le più moderne tecnologie IoT e la domotica integrata. «Lo smart home speaker collegato all'impianto elettrico della casa - precisa Alessandro - riceverebbe la notifica di richiesta di spegnimento degli elettrodomestici non utilizzati in modo completamente automatico». SPEGNY, UNA BUSINESS IDEA Alessandro Innocenti è tra i vincitori della prima edizione della Disruptor Challenge, la competizione multi-settoriale sui temi dell’innovazione digitale rivolta a studenti universitari e neolaureati, organizzata da University2Business, la piattaforma del Gruppo Digital360 che facilita l’incontro fra gli studenti universitari e il mondo delle imprese. È risultato anche l’autore del secondo miglior progetto nell’ambito Energia, con la “Business Idea” Spegny.

INQUINAMENTO DA RISCALDAMENTO DOMESTICO: EMETTE PIÙ CO2 DEL TRAFFICO
INQUINAMENTO DA RISCALDAMENTO DOMESTICO: EMETTE PIÙ CO2 DEL TRAFFICO
INQUINAMENTO DA RISCALDAMENTO DOMESTICO: EMETTE PIÙ CO2 ...

L’inquinamento da riscaldamento domestico è un altro tema che sta suscitando molto interesse. A proposito, i sindaci corrono ai ripari per abbassare il tasso di inquinamento, emanando ordinanze antismog con divieti di circolazione, appelli a usare il trasporto pubblico e le auto finiscono sul banco degli imputati. Anche alcune Regioni del Nord Italia hanno stilato dei piani antisforamento. Ma siamo proprio sicuri che sia solo colpa del traffico? Come evidenziato da Vittorio Chiesa, direttore dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, se confrontiamo l’inquinamento dovuto al riscaldamento urbano e quello causato dai trasporti, emerge che la CO2 è nettamente prodotta dagli impianti termici, mentre PM10 e PM2.5, sono responsabilità in misura maggiore del trasporto urbano. Dalle caldaie quindi arriva gran parte delle emissioni di anidride carbonica che è complice del crescente riscaldamento climatico della Terra.   L’inquinamento da riscaldamento domestico: problemi e soluzioni Il problema dell’inquinamento da riscaldamento urbano è rappresentato sostanzialmente dalla vetustà del parco edilizio. Infatti, su oltre 12 milioni di edifici residenziali, ben il 74 per cento sono stati realizzati prima del 1980 «quando non c’era nessuna attenzione al risparmio energetico e al consumo di energia» sottolinea il direttore Chiesa. Come migliorare la situazione? «Si può ricorrere a soluzioni meno tradizionali - spiega Chiesa - ad esempio, le pompe di calore ad alta temperatura o soluzioni ibride in cui le pompe di calore a media o bassa temperatura possono essere combinate a caldaie a condensazione. Queste soluzioni producono un effetto positivo in termini di riduzione delle emissioni e hanno una convenienza economica per l’utilizzatore, che può ripagare l'investimento in un arco di tempo compreso tra i cinque e i sette anni». Non solo. «Se le pompe di calore venissero installate nel 23,5 per cento delle abitazioni italiane - conclude il direttore - potremmo ridurre di oltre cinque miliardi di metri cubi il gas naturale che il nostro Paese è costretto a importare, con un risparmio di circa quattro miliardi di euro all’anno».  

QUANTO HANNO SPESO GLI ITALIANI NEL 2018? ALMENO 21 MILIARDI
QUANTO HANNO SPESO GLI ITALIANI NEL 2018? ALMENO 21 MILIARDI
QUANTO HANNO SPESO GLI ITALIANI NEL 2018? ALMENO 21 ...

Il 2018 è stato un anno in crescita per i consumi delle famiglie italiane che hanno speso 21 miliardi di euro in più rispetto al 2017. A dirlo è la 25esima edizione dell'Osservatorio Findomestic, che ha elaborato i dati su un campione di circa 11 milioni di famiglie che usufruiscono dei servizi legati ai prestiti. Gli acquisti presi in esame riguardano il mercato dei beni durevoli: automobili o ciclomotori e spese di casa, come elettrodomestici o telefonia. Interessante notare come l'aumento dell'età media della popolazione ed un cambio di mentalità tra i più giovani abbia portato ad un calo delle immatricolazioni delle auto, penalizzate da car sharing, utilizzo dei mezzi pubblici o noleggio.   Quanto hanno speso gli italiani nel 2018? Il punto di vista dell’Osservatorio “Si predilige la usership alla ownership” ha spiegato Claudio Bardazzi, responsabile dell'Osservatorio e relatore della ricerca che aggiunge come i giovani “preferiscono spostarsi virtualmente, piuttosto che fisicamente”. A provarlo ci sarebbe anche la stabilità del mercato della telefonia, che perde in volumi, ma acquista in valore, confermando come gli utenti acquistino meno prodotti, concentrandosi sulla fascia però più costosa. Anche per la multifunzionalità, sviluppata soprattutto dagli smartphone negli ultimi anni, il settore della fotografia, è in crisi, seguito da un lieve calo del comparto televisivo, che pure mantiene numeri importanti. A crescere, a sorpresa, sono gli acquisti di droni e di elettrodomestici di ultima generazione per la casa, oltre che la spesa legata all'hobbistica ed in particolare alla cura del verde di casa. È quindi questo il quadro generale dei consumi degli italiani del 2018.

CAROLINA VARCHI, FRATELLI D’ITALIA: GENERAZIONE DI MEZZO
CAROLINA VARCHI, FRATELLI D’ITALIA: GENERAZIONE DI MEZZO
CAROLINA VARCHI, FRATELLI D’ITALIA: GENERAZIONE DI ...

Carolina Varchi, Fratelli d’Italia, è nata a Palermo ed ha 35 anni. Ha una laurea in Legge ed è avvocato penalista Commissione Giustizia. Ci racconta che ha atteso a casa la conferma dell’elezione, mentre ha continuato a condurre una vita regolare tra lavoro, famiglia e amici. Con entusiasmo ci di che: «Da palermitana non posso che essere orgogliosa degli spazi che ho trovato valorizzati dall’opera dell’architetto Ernesto Maria Basile. Certamente un moto d’orgoglio per aver visto lo stile liberty e poi un grande senso di responsabilità per quello che andiamo a fare . Io sono avvocato penalista e proprio in questi mesi la mia Commissione, che è quella di Giustizia, nella quale sono capogruppo del mio partito, è stata chiamata ad impegnarsi su molti fronti che riguardano proprio la giustizia penale.»   Carolina Varchi – Fratelli d’Italia, la disoccupazione giovanile La deputata ammette che l’esperienza maturata in un decennio di frequentazione da avvocato delle aule dei tribunali penali d’Italia l’ha molto aiutata. Carolina Varchi, Fratelli d’Italia conclude: «Io faccio parte di quella che definisco la generazione di mezzo. Noi nati nei primi anni 80, che stanno peggio di come stavano i genitori, che faticano ad avere un futuro, che non immaginano di poter contrarre un mutuo, di poter aprire un’azienda propria. Credo che la disoccupazione giovanile vada combattuta non con l’assistenzialismo puro e semplice ma con un’importante opera di incentivi, di no tax area per chi apre startup giovanili, per chi ha già un’impresa esistente ma vuole assumere i giovani.»

AUGUSTA MONTARULI, FRATELLI D'ITALIA: DA TORINO CON MILITANZA
AUGUSTA MONTARULI, FRATELLI D'ITALIA: DA TORINO CON MILITANZA
AUGUSTA MONTARULI, FRATELLI D'ITALIA: DA TORINO CON ...

Augusta Montaruli, Fratelli d’Italia, è nata a Torino e ha 35 anni. Ha una laurea in Giurisprudenza ed è avvocato. Inoltre, fa parte della delegazione parlamentare presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa. Ci racconta come ha deciso di entrare a far parte della politica: «Ho iniziato a fare politica a 15 anni a scuola, durante una lezione di storia. La mia professoressa disse che il problema delle foibe non doveva essere toccato dai libri di storia. Decisi in quel momento di iniziare a fare politica.» Ci dice che la cosa che più le manca di Torino, quando è a Roma, sono gli affetti e le persone con le quali condivideva la sua quotidianità.   Augusta Montaruli – Fratelli d'Italia, uno sguardo ai giovani La deputata ci confida di aver pagato una stanzetta per dormire in Capitale e di averla presa in affitto con il primo stipendio da parlamentare, in modo da essere il più possibile presente a Montecitorio. Augusta Montaruli, Fratelli d'Italia, conclude dicendoci: «I miei coetanei mi chiedono come ho fatto ad arrivare fin qui. In realtà non ho fatto niente di speciale, solo tanta, tanta, tanta militanza e tanta gavetta. Questo governo non è dalla parte dei giovani e non lo è proprio in ragione dell’approvazione del reddito di cittadinanza che non dà lavoro, non dà alcuna prospettiva futura concreta. In realtà i giovani hanno bisogno di scatenare la propria creatività e le proprie potenzialità. L’Europa è importante per i giovani ma l’Europa dei popoli, non questa fatta da burocrati che vorrebbe soffocare l’Italia e sottometterla alle ragioni di altre potenze, quali quelle francesi.»

MARIA TRIPODI, FORZA ITALIA: ALLA CAMERA CONTRO L’ANTIPOLITICA
MARIA TRIPODI, FORZA ITALIA: ALLA CAMERA CONTRO L’ANTIPOLITICA
MARIA TRIPODI, FORZA ITALIA: ALLA CAMERA CONTRO ...

Maria Tripodi di Forza Italia ha 36 anni, ha una laurea in Scienze Politiche ed è una deputata calabrese. Ci racconta la sua scelta di entrare in politica: «Mi ha spinto ad avvicinarmi alla politica una grandissima passione civile per il mio paese e per tutti quegli italiani di buona volontà che non si vogliono arrendere al disfattismo che purtroppo impera in un clima di antipolitica. I giovani hanno bisogno di certezze e di speranze, noi come Forza Italia ci battiamo affinché i nostri ragazzi, tra l’altro anche miei coetanei, rimangano nel proprio paese per lavorare e per dare lustro al paese stesso.»   Maria Tripodi – Forza Italia: una riflessione sul governo Secondo il punto di vista di Maria Tripodi, il governo non si sta occupando per niente dei giovani ed aggiunge: «Perché questa mancetta o anche misura eccessivamente assistenzialista, quale il reddito di cittadinanza, è un insulto al merito e un insulto alla capacità dei giovani del nostro Paese. Va valorizzato il merito e le capacità dei nostri ragazzi e sicuramente queste due cose non si stimolano dando un reddito assistenziale e incoraggiando i ragazzi a non occuparsi del proprio Paese, a non occuparsi della propria vita lavorativa.» La deputata Maria Tripodi Forza Italia conclude:«Io sono una giovane parlamentare che è stata eletta in Calabria. Purtroppo i dati economici ci dicono che negli ultimi 15 anni 180 mila giovani calabresi sono emigrati all’estero. Noi dobbiamo cercare, attraverso misure concrete, di bloccare questa emorragia di talenti che di fatto sta spopolando tutto il nostro meridione.»

OCCUPIED, SE LA RUSSIA INVADE LA NORVEGIA: PERSONAGGI E TRAMA
OCCUPIED, SE LA RUSSIA INVADE LA NORVEGIA: PERSONAGGI E TRAMA
OCCUPIED, SE LA RUSSIA INVADE LA NORVEGIA: PERSONAGGI E ...

“Il potere del martello di Thor sarà in grado di salvarci più della grande crisi della storia dell’umanità?” Con la suddetta frase il primo ministro norvegese, Jesper Berge, annuncia l’apertura della prima fabbrica del torio. Energia pulita contro la chiusura definitiva delle esportazioni di petrolio e gas. La conseguenza è l’improvvisa invasione della Norvegia da parte della Russia: uno stormo di elicotteri da guerra che cominciano ad occupare piattaforme petrolifere e basi di estrazione del gas. Occupied è girata con rigore tutto nordico, usando caratteri molto studiati, che ruotano senza eccedere dal ruolo su una trama perfetta.   Occupied, i personaggi di una serie fantapolitica Occupied, serie televisiva norvegese di tipo trhiller-politico del 2015, presenta dei personaggi dai profili insoliti. C’è il presidente che viene rapito dai servizi russi su un elicottero e ripescato dalla guardia del corpo in mezzo alla neve nel sangue di un tizio che ha avuto la sfortuna di passare di lì per caso. C’è la guardia del corpo con moglie giudice, intuitiva dell’innaturale corso delle cose. Ci sono i membri del governo norvegese tormentati dal fatto di dichiarare guerra alla Russia o soggiacere, come se nulla fosse, agli ordini della Commissione europea. C’è il solito giornalista alla ricerca della verità, che sbatte il grugno contro eventi più grandi di lui e finisce ammazzato. C’è la moglie del giornalista che prima se la prende con i russi e poi aiuta i ribelli attentatori di “Norvegia libera”. Occupied è una bomba. La seconda serie, quando si arriva davvero ai ferri corti e alla fantapolitica mozzafiato (il bodyguard diventa capo dei servizi segreti, la portavoce amante del premier diventa premier) e nulla sembra davvero ciò che sembra, in questo caso è ancora meglio.  

THE PUNISHER,  LA SERIE TV DAL POTENTE FASCINO NOIR
THE PUNISHER, LA SERIE TV DAL POTENTE FASCINO NOIR
THE PUNISHER, LA SERIE TV DAL POTENTE FASCINO NOIR ...

Francesco Specchia ci offre un suo punto di vista con una recensione su The Punisher, che racconta di Frank Castle e la sua vita. Ci si chiede: cosa accadrebbe se The Punisher vivesse in Italia? Sarebbe un’ecatombe e la serie durerebbe molto più dei 13 episodi dell’originale. La recensione The Punisher narra di una storia che possiede un suo potente fascino. Il grande romanzo nero di questo marine pluridecorato in Vietnam vede uccidere sotto gli occhi la famiglia inavvertitamente finita tra mafia e CIA.   Recensione The Punisher: la trama e i personaggi La recensione The Punisher di Francesco Specchia racconta di Frank Castle che emerge da una vita anonima d’operaio, ammazza un gruppetto di colleghi che si scopre essere rapinatori per riscattare l’onore perduto in una missione omicida consumatasi anni prima in Afghanistan. Castle scopre che la CIA gli ha fatto compiere cose orribili a sua insaputa. Suo scopo vitale diventa mozzare di netto il vertice corrotto dell’Intelligence. E gli girano attorno una bella funzionaria governativa cui fanno fuori mezza squadra. Il simbolo della macerazione interiore è Micro, un super tecnico informatico che deve fingersi deceduto per evitare che facciano fuori anche lui. L’emblema della redenzione invece è Karen, la giornalista deputata a placare le coscienze dei supereroi già dai tempi di Daredevil. La recensione di The Punisher si conclude raccontando di una serie che parte lenta ma, come uno di quei vecchi bazooka di fabbricazione texana, si infiamma tra scene d’azione, intrighi, spie, slanci di bontà inaspettate. Il punitore è in grado di sgozzare un terrorista e subito dopo di giocare a football con un ragazzino impaurito dai bulli a scuola. Praticamente è un ispettore Gallaghan più cupo e specializzato nello sterminio. Roba da far commuovere l’elettorato repubblicano, Trump compreso.

SERIE TV
SERIE TV "SHOOTER", LA TRAMA E LA RECENSIONE: VIENI AVANTI CECCHINO
SERIE TV "SHOOTER", LA TRAMA E LA RECENSIONE: VIENI ...

  Francesco Specchia ci racconta il suo punto di vista su Shooter trama: «La premessa è abbastanza improbabile. Swagger è un padre e marito amorevole e contemporaneamente un occhio di falco in grado di spappolare un cranio come un cocomero a un chilometro di distanza. Ma Swagger è dotato di mira impressionante almeno quanto la sua sfiga, infatti prima alcuni suoi commilitoni traditori lo coinvolgono nell’attentato al presidente americano e lui finisce in galera. E poi evade ammazzando un paio di galeotti e poi salva consorte figlioletta da una spia russa pazza a cui con un colpo secco perfora il torace dopo averla appena intravista all’orizzonte.»   Shooter trama e personaggi Francesco Specchia ci dà degli spunti su Shooter trama e personaggi. «Non pago Shooter nella sua tendenza ad attirare jella. Finisce nella rete omicida di un killer ceceno di massa, il quale killer gli ha trucidato tutti i membri del suo ex battaglione soltanto perché l’avevano visto in faccia.  Alla fine l’uomo si ritrova invischiato nelle trame internazionali di CIA, FBI, servizi segreti deviati, probabilmente anche nei complotti del Bilderberg, dei rapimenti alieni, delle scie chimiche, ecc.   Shooter ha dei caratteri tagliati con l’accetta. C’è l’eroe duro e puro senza macchia, mentre il mondo attorno cerca di corromperlo. C’è l’ex direttrice CIA al servizio dei poteri forti, c’è la moglie psicologicamente incasinata e la bimba di un buonismo tonante al limite del fastidio, al punto che in qualche inquadratura ti viene quasi la voglia di presentarla direttamente al killer ceceno.»

CALCIO E PIRATI TV: TUTTI I NUMERI RELATIVI ALLA PIRATERIA IN ITALIA
CALCIO E PIRATI TV: TUTTI I NUMERI RELATIVI ALLA PIRATERIA IN ITALIA
CALCIO E PIRATI TV: TUTTI I NUMERI RELATIVI ALLA ...

Il campionato conclusosi da poco ha raggiunto il record di violazioni individuate, il quadruplo rispetto al 2011/2012. Su calcio e pirati tv i dati ci dicono che nella scorsa serie A 64 mila partite sono state piratate. Nella prima metà di questa serie A le violazioni sono state invece di circa 43 mila, il 50% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Secondo una ricerca Ipsos/Fapav, i pirati tv in Italia sono circa 4 milioni, con una stima di circa 21 milioni di atti di pirateria nel 2018. Nel mondo del calcio 3 utenti su 4 sono pirati, gli altri sport colpiti sono Formula 1, Moto GP e Tennis.   Fenomeno pirateria in Italia: i provvedimenti I sistemi usati dai pirati tv sono web, Iptv e decoder contraffatti con abbonamenti dai 10 ai 20 euro ma essere scoperti costa caro: multe da 2 mila e 500 a 25 mila euro e da 6 mesi a 3 anni di reclusione. Sembra stia per iniziare il periodo in cui si proverà a punire e a smaltire il fenomeno della pirateria in Italia, che ha raggiunto vette altissime. Nella legge di Bilancio sono state inserite misure ad hoc al riguardo. Inoltre alcuni giorni fa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vito Crimi, si è scagliato contro il calcio pirata, rietenendo importante un intervento per bloccarlo. Il problema non è presente solo in Italia. Che dire?! Su calcio e pirati tv non rimane che aspettare che gli interventi facciano il loro corso e smaltiscano il problema.

TUTTI I NUMERI DELLA GAMING INDUSTRY IN ITALIA
TUTTI I NUMERI DELLA GAMING INDUSTRY IN ITALIA
TUTTI I NUMERI DELLA GAMING INDUSTRY IN ITALIA ...

Come dichiara Thalita Malagò, direttore generale di Aesvi, l’Italia è un paese che consuma molti videogiochi ma dal punto di vista delle produzione, la gaming industry in Italia conta ancora un fatturato molto basso, di circa 60 milioni. In Italia ci sono oltre 127 studi di sviluppo ma solo il 3% ha un fatturato superiore a 2 milioni di euro. Inoltre in 2 anni gli addetti sono aumentati del 10%. Il princiale ostacolo allo sviluppo del settore gaming industry in Italia è la mancanza di finanziamenti. Mancano ancora le competenze e delle politiche di attrazione degli investimenti esteri. Uno studio su 4 ha sede a Milano, mentre solo il 18% è al sud. La metà ha iniziato la propria attività da 3 anni. Il 63% delle imprese ha meno di 5 addetti.   Il mondo dei videogiochi in Italia in via di sviluppo Il direttore generale di Aesvi racconta che il settore dei videogiochi in Italia è comunque in crescita e che potrebbe diventare una delle frontiere nuove dell’esportazione del made in Italy all’estero. In Italia c’è una sola multinazionale che ha uno studio di sviluppo, la Ubisoft, che permette di creare delle opportunità di lavoro ed anche la possibilità di veder nascere delle nuove startup. I gamers in Italia sono 17 milioni, i quali nel 2017 hanno speso quasi 1,5 miliardi e che in media giocano 8,3 ore a settimana su console. I dati ci dicono che la gaming industry nel mondo vale 116 miliardi di dollari. Nel 2020 il giro d’affari sfiorerà i 180 miliardi. Su questo settore il mercato più grande è la Cina, davanti a USA, Europa e Giappone.

WARHOL & FRIENDS - NEW YORK NEGLI ANNI '80
WARHOL & FRIENDS - NEW YORK NEGLI ANNI '80
WARHOL & FRIENDS - NEW YORK NEGLI ANNI '80 ...

La New York degli anni ’80 con la sua energia e il fortunato mix tra arte, moda, musica, fotografia e cinema è protagonista della mostra Warhol & Friends, curata da Luca Beatrice per il Gruppo Arthemisia, a Palazzo Albergati di Bologna. Dal 29 settembre 2018 al 24 febbraio 2019 in mostra circa 150 opere che raccontano Warhol, la sua vita e la sua produzione. Ma non solo. Tra storie di eccessi, trasgressione e mondanità, sono rappresentati tutti i protagonisti del vivacissimo clima artistico newyorkese di quel decennio di confine che ha segnato il passaggio alla contemporaneità, come Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring, Julian Schnabel e Jeff Koons, con alcune delle opere più note e amate.   Warhol & Friends e gli anni '80 negli Stati Uniti Gli anni ‘80 si aprono con l’elezione dell’ex attore Ronald Reagan a Presidente degli Stati Uniti; l’economia si trasforma in finanza e si accumulano ricchezze inimmaginabili; John Lennon muore ucciso sotto casa l’8 dicembre 1980; la borsa di New York crolla e anche il Muro di Berlino; i fatti di piazza Tienanmen, l’invenzione del www e l’impazzare dell’Aids negli USA.  Nel giro di poco l’arte perde, tra gli altri, Keith Haring, il fotografo Robert Mapplethorpe mentre Basquiat muore distrutto dalla droga. Quando l’economia “tira” la pittura ne è il primo segnale: nel 1980 The Times Square Show è la prima mostra sulla generazione di graffitisti, anarchica nello spirito ed estremamente provocatoria. Non solo Haring e Basquiat, con loro decine di artisti di strada e pittori di valore come Kenny Scharf, Donald Baechler e James Brown.   Warhol & Friends: tra arte economia Oltre la pittura, Jeff Koons rappresenta il perfetto trait- d’union tra arte ed economia: dopo l’esperienza come broker a Wall Street, Koons riflette sugli status symbol della nascente classe dirigente americana analizzando impietosamente kitsch e banalità.  Tra i protagonisti della scena musicale, della fotografia e del cinema, il ticinese Edo Bertoglio, fotografo e autore del film documentario Downtown 81 interpretato da Basquiat, l’artista francese Maripol che realizza l’artwork per l’album Like a Virgin di Madonna, Nan Goldin con i suoi racconti di vita quotidiana. La pittura neoespressionista trova spazio nelle grandi gallerie di SoHo e si relaziona alle esperienze della Transavanguardia italiana con Francesco Clemente e Sandro Chia. Julian Schnabel, David Salle, Robert Longo formano la triade di superstar della pittura americana, che negli anni ‘90 si misurerà anche con il cinema.  Letti troppo spesso come il decennio del disincanto e della superficialità, gli anni ‘80 hanno un loro modo di fare politica in un’esplosione di colori e figure dove l’arte non è solo esperienza visiva.  

SPOTIFY PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA I SUOI PROFITTI: TUTTI I DATI
SPOTIFY PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA I SUOI PROFITTI: TUTTI I DATI
SPOTIFY PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA I SUOI PROFITTI: ...

Mese importante per Spotify, perchè rende pubblici i suoi profitti. È la prima volta che un’azienda di streaming fa questo tipo di dichiarazione. Questa decisione è stata fatta dall’azienda a causa di una riduzione fiscale, relativa alle sue quote della Tencent Music, che gli hanno permesso di essere più trasparente. I dati sono aggiornati alla fine del mese di settembre 2018 e mostrano un totale di 191 milioni di user attivi mensilmente (MAU) con un aumento del 28%. I guadagni di Spotify arrivano alla cifra di circa di 1 miliardo di euro, con un incremento del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Se non si calcolasse la perdita dovuta al tasso di cambio in crescita all’estero, l’azienda avrebbe potuto raggiungere un aumento del 33%. Gli incassi di Spotify premium ammontano a circa un miliardo nel terzo trimestre. In aumento del 31% rispetto all’anno precedente.   I profitti di Spotify, le spese e i costi medi Il totale delle spese operative di Spotify è di 348 milioni, con una perdita di 6 milioni di euro nel 2018. La perdita totale operativa è di 291 milioni. Il costo medio per ogni utente è di 4,73 euro, il che rappresenta un meno 6% rispetto l’anno scorso ma un aumento del 12% rispetto al trimestre precedente. I profitti di Spotify sono del 25,3% a settembre 2018, in aumento rispetto al 22 dell’anno precedente. Ma si calcola una leggera diminuzione rispetto al trimestre aprile e giugno. Spotify è stata in grado di ottenere queste entrate puntando su tagli ai costi di marketing e ricerca e sviluppo, permettendo di salvare più di 300 milioni. Nonostante il guadagno diretto dalla rete sia di 43 milioni di euro, è un importante guadagno per le aziende che si affidavano agli spazi pubblicitari per incrementare le entrate.

QUANTI UTENTI HA RAGGIUNTO SPOTIFY? ECCO I DATI DELLA CRESCITA
QUANTI UTENTI HA RAGGIUNTO SPOTIFY? ECCO I DATI DELLA CRESCITA
QUANTI UTENTI HA RAGGIUNTO SPOTIFY? ECCO I DATI DELLA ...

Se la vostra domanda è “Quanti utenti ha raggiunto Spotify?”, ecco rivelato il numero dei suoi iscritti, raggiunto nel trimestre luglio-settembre 2018: la compagnia conferma di aver raggiunto una base di 87 milioni di iscritti alla fine di settembre. Questo significa che l’azienda ha aumentato i propri iscritti di 4 milioni in poco più di tre mesi, sfruttando il crescente mercato per la musica on demand. Nonostante la crescita sia impressionante, è in calo nella curva di crescita del 2018 e nonostante Spotify abbia adottato alcune promozioni molto aggressive di recente. Da pochi mesi infatti è possibile accedere gratuitamente in alcuni stati, tra cui Australia, Inghilterra e Stati Uniti, alla versione premium per un periodo di prova di 60 giorni. Nel trimestre luglio-settembre Spotify ha visto una crescita di 1,33 milioni di iscritti al mese, mentre nei tre mesi precedenti la cifra era il doppio: 2,67 milioni al mese, per un totale di 8 milioni.   Aumento iscritti Spotify in linea con le previsioni dell’azienda La cifra degli utenti iscritti a Spotify è comunque in linea con le direttive dell’azienda che aveva previsto di arrivare alla fine del terzo trimestre, con un numero di iscritti tra 85 e 87 milioni. Alla fine del 2017 Spotify aveva 71 milioni di iscritti, aumentando nel 2018 il proprio pubblico in media di 1,77 milioni al mese. Questo riflette l’aumento generale degli ascolti musicali su servizi di streaming che è aumentato del 50,2% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Nel 2017 gli streaming totali sono stati 321 miliardi, mentre da gennaio ad ora il numero ha già superato i 482 miliardi di passaggi. Solo questa settimana c’è stato un incremento degli ascolti rispetto alla precedente dello 0,9% e del 43% rispetto alla stessa settimana dello scarso anno. Crolla invece la vendita di musica online diminuita del 2% rispetto alla settimana scorsa e del 26,9% rispetto alla stessa settimana dello scorso anno. Ecco tutti i numeri che ci dicono quanti utenti ha raggiunto Spotify e cosa si prevede per il futuro.  

CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA
CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA
CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA ...

Uno dei modi più utili per fare diventare virale un brano è quello di utilizzarlo come colonna sonora in un film in uscita al cinema, sono infatti molte oggi le canzoni diventate famose grazie ai film. Capita spesso che nelle pellicole per ragazzi o a tema musicale, le canzoni abbiano una vetrina talmente vincente da poter scalare le classifiche internazionali. Ad esempio, il film A star is born ha guadagnato circa 1,7 milioni solo in Italia. Più di 200 milioni nel mondo il primo mese, a fronte di un budget di appena 40 milioni e la canzone principale di questo film, “Shallow”, ha più di 60 milioni di visualizzazioni su Youtube ed è già la terza settimana al primo posto nella Billboard Top chart. L’intero album della colonna sonora ha venduto più di 150 mila copie reali o digitali. Solo negli Stati Uniti e quasi 300 mila a livello internazionale.   Canzoni famose grazie ai film: prima o dopo l’uscita della pellicola Le vendite delle canzoni famose grazie ai film vengono calcolate anche con i singoli scaricati individualmente e quelli ascoltati in canali streaming a pagamento. A volte invece i brani vengono rilasciati prima del film in cui sono contenuti con la stessa funzione di un trailer contribuendo a creare un’attesa tra il pubblico. Un altro brano di una colonna sonora che sta avendo molto successo è quello che ha lanciato il trailer del film della Sony Hotel Transylvania 3. Il film è stato un vero successo a livello globale e ha raccolto più di 500 milioni di cui 1,7 milioni in Italia la prima settimana. Jonas Blue e Joe Jonas hanno composto il brano centrale di questa pellicola, “I see love”, uscita un mese prima del film come anticipazione. La canzone che ha già raccolto più di 20 milioni di visualizzazioni su Youtube è diventato il brano di un cartone animato Sony di maggior successo negli ultimi anni. Insomma, tante sono le canzoni dei film diventate famose, ce lo dicono i numeri.  

CLONARE UN SITO: PERCHÈ E COME TI FREGANO I SOLDI ONLINE - PARTE 1
CLONARE UN SITO: PERCHÈ E COME TI FREGANO I SOLDI ONLINE - PARTE 1
CLONARE UN SITO: PERCHÈ E COME TI FREGANO I SOLDI ONLINE ...

Marco Montemagno, imprenditore e broadcaster digitale, fondatore di Slashers, ci ha raccontato come i cosiddetti Capitan Uncino del digitale hanno potuto clonare un sito, il suo, rubandone il nome.  Sul dominio hanno clonato un certo numero di articoli del suo sito, compresa la bio e all’interno di questo sito clone hanno inserito una recensione che sembrava fatta a suo nome. Marco Montemagno ci dice che conoscere chi c’è dietro la registrazione di un sito clonato è possibile utilizzando uno dei servizi di Whois. Dopo aver interrogato questo programma, usciranno in lista i nomi di chi ha registrato il dominio d’interesse e da quanto tempo è attivo. Clonare un sito vuol dire creare un’esatta copia separata che può essere ospitata sullo stesso server del sito in produzione, ovvero sul sito originale, o su un server diverso, in base alla necessità. Terminata la procedura di clonazione, le due entità, sia quella originale che la copia, saranno attivi contemporaneamente e agiranno come due siti separati.   Sito clonato: come fare e perchè Ci si chiede perché scegliere di clonare un sito. I motivi possono essere diversi. Lo si può fare se si intende spostare un sito da un hosting ad un altro, per implementare una nuova versione di sviluppo o per aggiornare piattaforma e plugin o per sostituzione tema. Il perché di un sito clonato è spesso quello di rubarne il ranking in Google per scopi personali, per ottenere click su altri contenuti o, il più delle volte, per inserire nel clone i link verso altri siti web che si intende posizionare su Google per monetizzare. La maggior parte delle volte i siti clone prevedono una ricca rete di link per nascondere il sito principale che ne sfrutti la situazione.  

QUANTO COSTA UNA ROSA A SAN VALENTINO?
QUANTO COSTA UNA ROSA A SAN VALENTINO?
QUANTO COSTA UNA ROSA A SAN VALENTINO?

Il 14 febbraio divenne ufficialmente il giorno di San Valentino nel 496 ma non è sempre stata la festa iconica che intendiamo oggi, in cui chiedersi “quanto costa una rosa a San Valentino?”, infatti la maggior parte delle cose che associamo a questa festa sono invenzioni relativamente recenti. In Nord America è iniziata con uno scambio di regali e biglietti di auguri fatti a mano fino al 1840 quando Esther Howland fece il primo biglietto d’auguri prodotto in massa. Abbiamo la prima scatola di cioccolatini a forma di cuore vent’anni dopo, nel 1868, e 40 anni dopo abbiamo il primo biglietto della Hallmark. Da allora San Valentino è diventata una delle maggiori feste commerciali dell’anno con oltre 19 miliardi spesi ogni anno. Ma come vengono spesi esattamente questi soldi? San Valentino è una celebrazione dell’amore e nulla viene associato all’amore nel pensiero collettivo più dei fiori carini e degli anelli di diamanti ma anche se 14 milioni di americani fanno proposte di matrimonio il giorno di San Valentino e altri milioni ricevono bouquet di fiori.   Quanto costa una rosa a San Valentino? Dipende dai giorni San Valentino è ancora molto lontano dalle feste di Natale, in entrambi i fronti è anni luce indietro rispetto alla festa della mamma per quanto riguarda i fiori. Ma quando si parla di rose niente ci si avvicina neanche lontanamente. Oltre 250 milioni di rose vengono acquistate ogni San Valentino ma da dove vengono le rose e quanto costa una rosa a San Valentino? La maggioranza provengono dalla Colombia. Anche se un bouquet di rose costa 31 dollari ad agosto. Il 14 di Febbraio lo stesso bouquet costa invece intorno ai 50 dollari. Ma quanto si può guadagnare vendendo rose a San Valentino? Sembra dipendere interamente da un fattore inaspettato: il giorno della settimana. Secondo gli esperti la domenica si vendono meno rose e il mercoledì si vendono più rose. Sembra che la risposta abbia a che fare con il fatto che il 75% di chi compra fiori a San Valentino siano uomini e che quando San Valentino è durante la settimana, è più difficile che ci si organizzi per uscire rispetto a quando la festività cade nel weekend.

GLI ASSISTENTI ALLA POLTRONA: I RISCHI DI UN MESTIERE
GLI ASSISTENTI ALLA POLTRONA: I RISCHI DI UN MESTIERE
GLI ASSISTENTI ALLA POLTRONA: I RISCHI DI UN ...

Ritorna Lenny Carl con i suoi studi e consigli su argomentazioni sempre varie e illuminanti. Stavolta ci parla della condizione di salute degli assistenti alla poltrona. Prima di tutto, precisiamo cosa faccia l’assistente alla poltrona: è una figura professionale paramedica che opera all’interno di uno studio dentistico e unisce assistenza operativa a mansioni di segreteria amministrativa. L’assistente di poltrona è quindi la prima persona con cui un cliente si interfaccia quando si rivolge ad uno studio odontoiatrico e la stessa persona che prepara la postazione di lavoro, materiali e strumenti compresi. Ma torniamo a Lenny, cos’ha scoperto stavolta per noi?   Gli assistenti alla poltrona: rischi e buone notizie Basandosi su ciò che è emerso da un importante studio, Lenny ci dice che esiste una forte incidenza di infertilità ed aborti nelle assistenti dentali alla poltrona. Questo studio ha coinvolto migliaia di assistenti dentali californiane e pare che i disturbi alla salute siano dovute alle continue inalazioni di mercurio durante le fasi di lavorazione e di estrazione delle vecchie otturazioni dentali, senza le dovute precauzioni e protezioni al lavoro. Ma, allo stesso tempo, Lenny ci dà notizie che rincuorano, emerse da un nuovo studio pubblicato su una rivista tedesca. Quest’ultimo ci dice che il consumo giornaliero di pectina da agrume modificato insieme all’alginato di alga kelp possono, in un’importante percentuale, eliminare il mercurio dall’organismo che si è bio-accumulato nel tempo, senza intaccare ed eliminare i sali minerali essenziali e soprattutto senza effetti collaterali. È un’ottima scoperta che farà bene agli assistenti alla poltrona, i quali adesso potranno lavorare più sani e leggeri.  

SANREMO 2019, PER RED RONNIE IL FESTIVAL INVECCHIA I GIOVANI
SANREMO 2019, PER RED RONNIE IL FESTIVAL INVECCHIA I GIOVANI
SANREMO 2019, PER RED RONNIE IL FESTIVAL INVECCHIA I ...

Sanremo 2019 è un pot-pourri secondo Red Ronnie: dalla canzone d'autore alla musica indie, dalla classica canzone italiana alla trap. Genere, il trap, che dovrebbe sparire, sostiene Red Ronnie, che si occupa di giovani e musica dagli anni '80 e che racconta cosa significhi per un millennial vivere di musica oggi. Il Festival quest’anno ha voluto attirare gruppi diversi, dai più adulti ai più giovani. Tentativo, secondo Red Ronnie, mal riuscito. Quest’ultimo fa inoltre una riflessione sulla situazione attuale dei giovani artisti che desiderano immettersi nel mondo musicale. Secondo Red Ronnie il Festival di Sanremo è una passerella dove si espone la mercanzia, soprattutto il Sanremo di quest’anno.   L’opinione di Red Ronnie su Sanremo 2019 Secondo Red Ronnie il Festival di Sanremo è una passerella dove si espone la mercanzia, soprattutto il Sanremo di quest’anno. È nel 1983 che Red Ronnie diventa conduttore televisivo e si occupa di musica. La sua opinione è quindi ponderata e ci racconta di un personaggio che possiede un’ampia conoscenza su tale tematica. Ha portato nei suoi programmi molti artisti underground che apparivano solo su riviste e radio specializzate. Negli anni successivi Red Ronnie si occupa di un progetto, una web TV: Roxy Bar TV. Tramite questo programma mette in evidenza sue esperienze legate al mondo musicale, come interviste a grandi personaggi della musica. Servizio della nostra inviata a Sanremo Fausta Sbisà.

SANREMO 2019: IL FESTIVAL PIÙ SOCIAL DI SEMPRE, TANTE LE INTERAZIONI
SANREMO 2019: IL FESTIVAL PIÙ SOCIAL DI SEMPRE, TANTE LE INTERAZIONI
SANREMO 2019: IL FESTIVAL PIÙ SOCIAL DI SEMPRE, TANTE ...

Se gli ascolti del Festival di Sanremo 2019 sono in calo, è in costante aumento l’interazione social, il cosiddetto “secondo schermo”, fenomeno iniziato col botto fin dalla prima serata, che ha contato 2,8 milioni di interazioni. Il Festival ha favorito l’interazione social attivando una social room insediata al Forte Santa Tecla a cura di Annie Mazzola e la redazione di UnoMattina che ha presidiato i principali social network, quali Facebook, Twitter e Instagram, con contenuti sempre nuovi e aggiornati: dirette Facebook, interviste, preview e chicce degli artisti.   Sanremo 2019 e il social più utilizzato dagli spettatori È Instagram il social network più utilizzato per l’interazioni dagli spettatori del Festival. Ha generato la percentuale più alta di interazioni (il 54%), seguito da Twitter con il 31% e infine da Facebook con il 15%. L’hashtag è stato mezionato 161 mila volte. L’engangment raggiunto tramite le interazioni social dal Festival di Sanremo 2019 è pari all’815,8 mila. Invece, il picco delle interazioni è stato registrato da Twitter alle ore 01:29, quando è stato proclamato il vincitore Mahmood. I dati ci dicono, inoltre, che il Festival è stato l’evento televisivo più seguito in diretta streaming su RaiPlay, escludendo quelli sportivi. Che dire?! Sanremo 2019 ha stupito su vari fronti e si è affermato senz’altro come il Festival più social di sempre.

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