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DAL MATERASSO AGLI INVESTIMENTI DIGITALI: I RISPARMI DEGLI ITALIANI
DAL MATERASSO AGLI INVESTIMENTI DIGITALI: I RISPARMI DEGLI ITALIANI
DAL MATERASSO AGLI INVESTIMENTI DIGITALI: I ...

Da pochi giorni si è concluso il Salone del Risparmio a Milano, un’occasione per analizzare quanta oculatezza hanno gli italiani, soprattutto i Millennials, nella gestione del denaro. Italiani e risparmio Un dato importante è che gli italiani risparmiano ma non investono. Le famiglie del nostro Paese hanno accumulato un tesoretto di 4.228 miliardi di euro di cui 1.329 restano sui loro conti correnti.  Millennial e risparmio I Millennials, siano essi imprenditori o no, sono convinti che la possibilità di risparmiare per loro sia molto difficile. I pochi soldi che questi ragazzi riescono a mettere da parte, grazie agli aiuti economici dei genitori, li reinvestono, quando possibile, nell’attività lavorativa o nella formazione. In generale il trend è quello di una generazione, la Generazione Y appunto, che non investe sia per la scarsità delle risorse finanziarie che per la poca cultura della pianificazione finanziaria e patrimoniale. Oval Money: app per risparmiare e reinvestire Claudio Bedino è il co-founder di Oval Money, un’app per investire i soldi con un semplice click. Questa applicazione, nata nel 2017 a Londra, consente di risparmiare piccole somme di denaro e, se si vuole, reinvestirle. Un sistema rivolto a quelle generazioni più giovani che tendono a dialogare non con la banca come luogo fisico e istituzionale, ma passando attraverso canali digitali, come app o siti.  ESG: finanza sostenibile Gianluca Maione, di Italia Investec, gestore specializzato d'investimenti che offre prodotti di alta qualità a investitori istituzionali e privati, ci parla della ESG, un trend della finanza che è sempre più in voga. Si tratta del concetto di sviluppo sostenibile applicato all'attività finanziaria. La finanza sostenibile ha l'obiettivo di creare valore nel lungo periodo senza avere eccessive ripercussioni sul sistema ambientale. 

COMBATTERE L’INQUINAMENTO E I CAMBIAMENTI CLIMATICI
COMBATTERE L’INQUINAMENTO E I CAMBIAMENTI CLIMATICI
COMBATTERE L’INQUINAMENTO E I CAMBIAMENTI CLIMATICI ...

Per fare una bottiglia di plastica che contenga 1 litro di latte, servono 1.100 litri d’acqua mentre per realizzare una confezione da 1kg di pasta, occorre impiegarne 1.900. Queste cifre ci danno l’idea di quanto la produzione della plastica e il suo utilizzo siano dispendiosi, non solo in termini economici ma anche ambientali. La plastica è un materiale difficilmente riciclabile che impiega centinaia di anni prima di decomporsi. Insomma, la plastica sta soffocando la Terra. Sono molte le startup, italiane e non, che si stanno impegnando nella realizzazione di prodotti che contrastino questa piaga. The Ocean Cleanup per pulire l’oceano dalla plastica The Ocean Cleanup è una startup fondata da un giovane ragazzo proveniente dai Paesi Bassi, Boyan Slat. La sua azienda ha progettato e realizzato una rete lunga ben 609 metri che si muove sfruttando le correnti oceaniche ed è in grado di raccogliere la plastica in mare. L’obiettivo di The Ocean Cleanup è quello di raccogliere fino a cinque tonnellate di plastica al mese e rimuovere, entro il 2040, il 90% dei rifiuti presenti in mare. Nel frattempo, l’Unione Europea si sta muovendo contro l’utilizzo della plastica: entro il 2021 sarà bandito l'impiego di piatti e posate monouso e, entro il 2025, le bottigliette dovranno essere fatte per il 25% con plastica riciclata. L’obiettivo più grande che i Paesi dell’UE si sono posti è fissato al 2030, anno entro il quale tutti gli imballaggi dovranno essere riciclati o riutilizzati. Ooho: l’alternativa ai contenitori di plastica Ooho è un prodotto realizzato dalla startup Skipping Rocks Club. Si tratta di una membrana in grado di contenere qualsiasi tipo di liquido. Realizzata con alghe, Ooho è biodegradabile e commestibile. Può costituire, quindi, una valida alternativa alle bottigliette d’acqua, ma anche al packaging di succhi, trucchi e prodotti per l’igiene intima. PCUP: il bicchiere in silicone riutilizzabile PCUP è il bicchiere intelligente ed ecologico fatto in silicone. Può essere riutilizzabile e, grazie a un chip al suo interno, permette di tracciare in tempo reale le frequentazioni degli utenti e i locali dove si recano con PCUP per usufruirne una seconda volta.

THE ITALIAN JOB: STARTUP ITALIANE A LONDRA
THE ITALIAN JOB: STARTUP ITALIANE A LONDRA
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Secondo l’AIRE, Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, tra il 2017 e il 2018 la fuga degli italiani all'estero è cresciuta del 65,7%. Un’incredibile perdita di capitale umano che lascia l'Italia per trasferirsi in nazioni in grado di offrire migliori opportunità economiche e lavorative. Nel 2017 gli italiani che si sono trasferiti a Londra sono stati 51.000. Molti di questi hanno dato vita ad attività aziendali di successo.  Queste sono alcune delle startup italiane a Londra Nel 2013 Samuele Mura si è trasferito dalla Sardegna a Londra dove ha fondato un’azienda di trasporti, Traslo Service Limited. Quest’attività ha riscosso subito un grande successo ed è famosa nella capitale inglese perché sono molti i calciatori che le si sono rivolti per traslocare. Alessandro Ascani ha notato che gli inglesi sono il popolo che mangia più patatine al mondo. Così ha fondato Emily Crisps, un’azienda che produce patatine “vegan friendly”, al gusto di frutta o verdura. A oggi ne sono state vendute più di 2 milioni di confezioni. Angela e Nivi Jasa hanno fondato a Londra I AM NUT OK, un’azienda che produce e vende formaggi vegani fatti con gli anacardi. Con un investimento iniziale di meno di 1000 sterline e solo due settimane per la preparazione del branding, adesso l’attività di Nivi e Angela ha raggiunto un discreto successo.   Ma sono tante le storie che si potrebbero raccontare. Come quella di Mattia, architetto “prestato” al mondo del web che si è trasferito a Londra per occuparsi di product design. Cinzia Campigotto, che nella capitale inglese ha fondato Beau:ti, una catena di 3 centri estetici che conta 8 dipendenti donne, quasi tutte italiane. Andrea Guzzoni fondatore di Rentuu.com, una piattaforma online che opera nel settore del noleggio di prodotti e che, in Inghilterra, ha trovato un mercato che vale più di 7 miliardi.

PASQUA E TURISMO RELIGIOSO IN ITALIA
PASQUA E TURISMO RELIGIOSO IN ITALIA
PASQUA E TURISMO RELIGIOSO IN ITALIA

Indecisi su dove andare a Pasqua? Una soluzione potrebbe essere quella del turismo religioso. Consultando il portale dell’associazione O.R.I., Ospitalità Religiosa Italiana, una sorta di booking.com in versione spirituale, si  può scegliere, per la Settiamana Santa, fino a 4.000 strutture per le proprie vacanze. Ovviamente occorre adattarsi agli standard del turismo religioso: svegliarsi all’alba, apprezzare il silenzio e dimenticare sigarette e alcolici fuori dai pasti. Queste regole, che spaventano molti, in realtà non fanno paura ai millennials. Sono in aumento, infatti, gli under 30 che scelgono un turismo lento e sostenibile, fatto di cammini e pellegrinaggi. Vacanze religiose in Italia Quello del turismo religioso è un settore che non conosce crisi: solo in Italia vale 5 mld di euro e conta ben 5,6 mln di presenze annue. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, in Italia è possibile visitare 1.500 santuari, 30.000 chiese e 700 musei diocesani. In cima alla lista delle mete spirituali italiane più visitate c’è Roma, seguita da Assisi, San Giovanni Rotondo e San Giovanni a Piro. Turismo religioso all'estero In Spagna si conta che, durante le vacanze di Pasqua, mezzo milione di persone passerà per l’aeroporto di Malaga. Oltreoceano, invece, a Cancún, in Messico, sono attese ben 650.000 persone tra turisti e devoti. Mercato di articoli sacri A Pasqua è previsto anche il boom di acquisti per oggetti come statuette, santini, immagini sacre, ciondoli e rosari. Durante la Settimana Santa il settore del commercio di articoli sacri crescerà. Stiamo parlando di un compartimento che, in Italia, conta 718 imprese per un totale di 1.300 dipendenti e un fatturato di 33 mln di euro. Pasqua e le app religiose Ma la Pasqua di quest'anno sarà anche più tecnologica. Chi non potrà seguire le processioni di persona, potrà avvicinarsi a Dio con un click grazie ad alcune app, come Pregaudio, iBreviary e Click to Pray, che consentono di vivere lo spirito della Pasqua direttamente dal divano di casa.

IL MADE IN ITALY NEL MONDO
IL MADE IN ITALY NEL MONDO
IL MADE IN ITALY NEL MONDO

Come procede il Made in Italy nel mondo? A raccontarcelo è Enrico Netti che, dalle pagine de Il Sole 24 Ore, riporta i dati dell’Osservatorio Confimprese Estero relativi ai nuovi trend del Made in Italy. Il Made in Italy nel mondo Stando a questa ricerca, il business oltreconfine vola al ritmo pazzesco di un negozio aperto ogni giorno: le inaugurazioni previste per il 2019 sono infatti 365. A oggi, il 2019 registra un + 35% di aperture di aziende italiane all’estero rispetto all’anno precedente. 128 aziende aperte nel settore abbigliamento. Per il settore Food saranno 67 nuove aperture. 110 invece sono le imprese del comparto immobiliare. I mercati più gettonati per l’apertura sono quello francese e quello spagnolo ma le aziende italiane si spingono anche verso l’Est Europa, Messico, Cuba, Emirati Arabi e Bahrein. Non è tutto oro quello che luccica. Il presidente di Confimprese, Mario Resca, sostiene che il clima d’incertezza economica che si respira in Italia, derivato soprattutto dal ddl sulle chiusure domenicali, ha portato a un incremento del 20% nelle chiusure di punti vendita per il 2019. Questa brusca frenata, secondo uno studio realizzato da Nomisma, potrebbe far perdere all’erario ben 4,6 miliardi d’incassi. Le aziende italiane all’estero Quali sono i brand italiani che più guardano all’estero? Per il settore moda: Camomilla Italia sbarca in Russia con due nuove store. Primadonna vola negli Emirati Arabi e Iran. Per il Food: La Cigierre, che gestisce i marchi Old Wild West, Temakinho e American Graffiti, sbarca in Francia con nuovi ristoranti e lo stesso farà La Piadineria. Cinesi, portoghesi e francesi potranno assaggiare presto il gelato di Grom che aprirà a Shanghai, Porto e Lione. Rimanendo sui dolci, Cioccolatitaliani apre in Spagna, U.K, Bahrein e in Albania. Finiamo con il caffè: Illy prevede nuove aperture nelle Filippine, in Corea del Sud, Cina e negli Stati Uniti mentre il concorrente Caffè Ottolina arriva in Germania e Francia.

IL MONDO DEL DATING ONLINE
IL MONDO DEL DATING ONLINE
IL MONDO DEL DATING ONLINE

Il settore del dating online sta crescendo vertiginosamente. Solo negli Stati Uniti, il fenomeno dei siti d’incontro conta ormai 2,2 miliardi di dollari di fatturato.  Quali sono i siti d’incontro più famosi?  I più noti sono Facebook Dating e InterActiveCorp, che ha un fatturato di 3,8 miliardi di dollari e cinquemila dipendenti. Sotto questo colosso ci sono una decina di app, la più conosciuta è sicuramente Tinder che conta più di 50 milioni d'iscritti e 26 milioni di “match” al giorno. Altri famosi siti d'incontro sono Match.com, OKCupid e Meetic.  A questi si aggiungono piattaforme rivolte a nicchie di utenti che hanno interessi specifici. Un esempio è Bristlr, che conta 100.000 utenti ed è un sito dedicato agli uomini con la barba, grande trend degli ultimi anni. Vegandate è un sito riservato alle persone vegane. Per non parlare delle app per scambisti o per incontri senza fini sentimentali. Insomma, ce n'è per tutti i gusti e per tutte le necessità! Ma chi sono gli utenti di questi siti d’incontro?   Spesso i profili delle persone che utilizzano i servizi di dating online sono ingannevoli.  Dietro gli utenti ci sono spesso individui sposati in cerca di scappatelle fugaci che forniscono informazioni false a partire dalla foto profilo. Secondo uno studio di Kaspersky Lab e B2B International, il 36% delle persone che utilizza servizi di dating online ha mentito per divertimento, il 16% per fare una buona impressione e, tra gli uomini sposati, il 67% non ha dichiarato la propria situazione sentimentale. 

ECCO LA CHAMPIONS DEL NUOTO
ECCO LA CHAMPIONS DEL NUOTO
ECCO LA CHAMPIONS DEL NUOTO

Il progetto Isl (International Swimming League) è firmato dal magnate ucraino Konstantin Grigorishin che ha deciso di regalarsi e di regalare al grande pubblico, sfide emozionanti tra i più forti nuotatori del mondo. Sei squadre per l’Europa, sei per gli Stati Uniti, ognuno composta da dodici atleti, sei uomini e sei donne, si sfideranno dal prossimo ottobre in un girone all’italiana avvincente, che promuoverà le prime otto classificate alla finale di Las Vegas a dicembre. Venti milioni di dollari è il budget che Grigorishin ha stanziato per questa manifestazione, un terzo del quale verrà suddiviso tra tutti gli atleti. Il premio minimo di partecipazione sarà di 10 mila dollari, più strada farà la squadra, più guadagneranno i suoi nuotatori, in modo da dare significato a tutte le gare. Un nuovo modo di pensare che ha evidentemente ingolosito la maggioranza degli atleti, che spesso finalizzano la loro preparazione solo sul grande evento stagionale, ovvero Mondiali e Olimpiadi. Ambasciatori di questa iniziativa sono Federica Pellegrini e Adam Peaty, convinti che questa sia la nuova frontiera del nuoto, per consentire guadagni più consoni alla loro attività di atleti. La Fina, federazione mondiale del nuoto, sta osteggiando questo progetto per paura di perdere potere nei confronti dei nuotatori, che non si sentono adeguatamente compensati dai premi messi in palio nei meeting e nei grandi eventi sotto la sua egida. Ancora da stabilire la composizione di alcune squadre, le sedi e le date, ma c’è da credere che alla fine Isl e Fina troveranno un compromesso in favore soprattutto degli atleti e degli appassionati, che potranno gustarsi le grandi sfide del nuoto sempre più di frequente.

DAL POLO NORD A MILANO: IL FUTURO È GREEN
DAL POLO NORD A MILANO: IL FUTURO È GREEN
DAL POLO NORD A MILANO: IL FUTURO È GREEN ...

Da dove passa il futuro ambientale e climatico del nostro Pianeta? Nell’ultimo anno in molti si sono mobilitati per manifestare in favore della tutela ambientale. Forse la vera icona di questa battaglia è stata la bambina svedese di 11 anni Greta Thunberg che è riuscita a smuovere le coscienze di milioni di persone, scese in piazza per protestare contro il cambiamento climatico e l’inquinamento ambientale.  Intanto anche a Hollywood qualcosa si è smosso: sono state tante le star che hanno fatto sentire la loro voce a tutela dell’ambiente. Uno su tutti Leonardo Di Caprio che, nel suo discorso alle Nazioni Unite, si è pronunciato sul problema del riscaldamento globale. Non c’è sempre bisogno di andare troppo lontano per trovare esempi edificanti di chi ha deciso di fare qualcosa in favore dell’ambiente. Il Lubar di Milano è un locale serra nel centro della città dove moda ed ecologia vanno a braccetto. È il mondo della comunicazione su larga scala che sembra, sempre di più, concentrarsi sul tema dell’ecosostenibilità e sull’uso delle risorse sostenibili. Edison, attraverso una comunicazione creativa e green, ha scelto un piccolo orso polare come protagonista per il suo nuovo spot sull’energia sostenibile: a lui il compito di ammonirci sui nostri comportamenti quotidiani affinché possiamo avere una maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente. Il regista dello spot, Federico Brugia, racconta: “La sostenibilità è il tema del momento e questa pubblicità ci aiuta a comprenderla non in maniera didascalica ma come una favola, intrattenendoci”. 

L'OSTELLO PIÙ BELLO DEL MONDO
L'OSTELLO PIÙ BELLO DEL MONDO
L'OSTELLO PIÙ BELLO DEL MONDO

Carlo Alberto Dalla Chiesa, Pietro Vecchi e Nicola Specchio hanno girato 350 ostelli in tutto il mondo prima di realizzare il loro sogno, e cioè aprirne uno nella loro città, Milano. Ma non un ostello qualsiasi. Un luogo che fosse struttura ricettiva a misura di millennials, ma anche luogo di incontro per i milanesi, sede di eventi culturali, aperitivi in musica e serate a tema. Nasce così nel 2011 Ostello Bello in via Medici, nel cuore del capoluogo lombardo. Quello che era partito come un hobby si trasforma ben presto in qualcosa di più grande: “Inizialmente avevamo messo a budget solo sei persone- spiega Carlo Alberto Dalla Chiesa, CEO di Ostello Bello- e dopo pochi mesi abbiamo dovuto assumere una ventina di collaboratori”. E da qui non si fermano più. Aprono una seconda sede a Milano, l'Ostello Bello Grande a due passi dalla stazione centrale, e poi ancora una a Como e una Bevagna, vicino Assisi. Fino ad approdare in Myanmar dove di ostelli ce ne sono ben quattro. Ad oggi contano 250 dipendenti e più di 1000 posti letto: “L'idea è quella di non fermarci: vogliamo a tutti gli effetti diventare un brand” afferma Carlo. Hostelworld.com, piattaforma di prenotazioni per ostelli, lo ha consacrato per 8 anni di fila miglior ostello italiano. Quest'anno, gli utenti della piattaforma lo hanno eletto anche come migliore catena di ostelli al mondo. Riconoscimenti che si vanno ad aggiungere all'Ambrogino d'oro nel 2017, un attestato di civica benemerenza assegnato dal comune meneghino alle eccellenze che esaltano, con il proprio operato, il prestigio della città. “Il segreto del nostro successo- spiega Carlo- è quello di mantenere un rapporto di identità con i nostri ospiti e allo stesso tempo, con la città che ci ospita”.

ALTRO CHE NARCOS! ECCO LA STORIA DELL' INFILTRATO - PARTE 1
ALTRO CHE NARCOS! ECCO LA STORIA DELL' INFILTRATO - PARTE 1
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Gianfranco Franciosi, meccanico navale, ci racconta il suo vissuto e passaggio da infiltrato nel mondo dei Narcos a testimone di giustizia: «La mia storia ha inizio come un qualsiasi cittadino italiano, un operaio meccanico, esperto nella navigazione e nella costruzione di imbarcazione da corsa, dopodiché accade un brutto incontro con un personaggio della banda della Magliana che poi viene ucciso e per aiutare la polizia divento un agente infiltrato a tutti gli effetti.» Gianfranco Franciosi è stato il primo civile italiano infiltrato nel mondo dei Narcos. Ci racconta che ha viaggiato per sei anni in Sudamerica, in Spagna, in Italia, a contatto con la ‘ndrangheta e il clan di Lauro e a stretto contatto soprattutto con quei boss che poi son finiti tutti in stato di arresto.   Da Narcos a testimone di giustizia Gianfranco Franciosi racconta che viene inserito in un programma speciale di protezione, il quale, oltre a salvaguardare la persona, la priva della sua identità e la vieta di avere contatti con la famiglia, la costringe a cambiare scuole, insegna ai bambini a mentire, manca di assistenze ed una serie di altre condizioni che il meccanico navale ha denunciato. Il contratto che viene firmato dice che l’attività che si lascia nel momento in cui si rientra nel programma di protezione, viene congelata a livello fiscale, contributivo e tutto viene salvaguardato. Gianfranco chiede la fuoriuscita dal programma di protezione dopo un anno e otto mesi circa e nel rientrare a casa iniziano ad arrivargli cartelle esattoriali di cifre assurde In definitiva, questo passaggio da Narcos a testimone di giustizia gli costa caro: in Francia viene arrestato e sconta 7 mesi di carcere duro da innocente. Tornato in Italia diventa testimone di giustizia ma lo stato lo abbandona. Uscito dal programma di protezione lo Stato chiede oltre 60.000 euro di tasse arretrate.  

COME FUNZIONA IL FISCO IN UK PER I GIOVANI E DOVE SI PAGANO LE TASSE?
COME FUNZIONA IL FISCO IN UK PER I GIOVANI E DOVE SI PAGANO LE TASSE?
COME FUNZIONA IL FISCO IN UK PER I GIOVANI E DOVE SI ...

Se vi state chiedendo come funziona il fisco in Inghilterra, sappiate innanzitutto che, in attesa della Brexit, per i giovani che lavorano in territorio inglese, stabilire come tassare i redditi non è sempre così facile. Per farlo, la prima cosa da considerare è l’iscrizione o meno all’Aire. Secondo la regola generale, tutti i cittadini che lavorano all’estero e che non sono iscritti all’Aire sono fiscalmente residenti in Italia e devono ogni anno pagare le imposte sui redditi ovunque prodotti. Chi non è iscritto, per essere fiscalmente residente in Italia, pur lavorando in Inghilterra, deve essere iscritto all’anagrafe comunale italiano per la maggior parte dell’anno.   Come funziona il fisco in Inghilterra: regole da considerare È fiscalmente residente in Italia: chi è iscritto all’anagrafe comunale per almeno 183 giorni all’anno chi ha la residenza in Italia chi ha il domicilio il Italia chi si è trasferito in un paese a fiscalità privilegiata Se fiscalmente residente in Italia e in Inghilterra si presentano le dichiarazioni ma occorre considerare anche altri fattori, per esempio, la soglia minima di reddito imponibile, prevista nel Regno Unito. Chi la supera pagherà automaticamente le tasse inglesi. Per non pagarle anche in Italia, dovrà indicarle in dichiarazione e farsi riconoscere un credito pari alle tasse pagate in Inghilterra.   Come funziona il fisco in Inghilterra, a partire dalla dichiarazione Per compilare la dichiarazione è necessario: raccogliere CU e buste paga, italiane ed estere verificare di aver superato la soglia minima di reddito imponibile La situazione è diversa per chi risiede in Inghilterra. In questo caso valgono le regole britanniche. È bene sapere che l’anno fiscale in Regno Unito inizia il 6 aprile e che sono previste le trattenute sullo stipendio lordo al netto dei contributi. Non sono previsti bonus per spese sanitarie e d’affitto. Tutto questo non vale solo in l’Inghilterra. Per capire dove pagare le tasse, le regole sono generali. La prima è l’iscrizione all’Aire.  

FATTURAZIONE ELETTRONICA COME FUNZIONA? MOLTI RESTANO FUORI
FATTURAZIONE ELETTRONICA COME FUNZIONA? MOLTI RESTANO FUORI
FATTURAZIONE ELETTRONICA COME FUNZIONA? MOLTI RESTANO ...

La nuova fatturazione elettronica come funziona? È obbligatoria dal primo gennaio e fa davvero paura a tutti. Dal primo gennaio 2019 la fattura cartacea va in pensione. Il suo posto passa a quella elettronica. Ma siamo sicuri che interessi proprio tutti? A rispondere alla domanda “la fatturazione elettronica come funziona?” ci sono i dati che ci dicono, prima di tutto, che riguarderà cinque partite Iva su 10, per le altre cinque tutto come prima. L’obbligo interessa tutte le operazioni tra privati: quelle tra due soggetti passivi Iva e quelle verso i consumatori finali. Da questo momento in poi, emissione, trasmissione e conversazione delle fatture avvengono per via digitale. Gli esclusi non potranno disinteressarsene completamente perché potrebbero ricevere le e-fatture dai loro fornitori. Questo significa che dovranno organizzarsi per riceverle e gestirle ma non per emetterle.   Fatturazione elettronica come funziona? Chi sono gli esclusi? La misura interessa solo la metà dei 5,8 milioni di titolari di partita Iva, ovvero, imprenditori individuali, professionisti, società ed enti non commerciali. Ma chi sono gli esclusi? Innanzitutto, forfettari e minimi, una platea con la flat tax che comprende chi fattura fino a 65 mila euro all’anno. Il popolo delle partite Iva comprende, quindi, i minimi e forfettari, i contribuenti che fanno solo scontrini e ricevute, i contribuenti che fanno sia fatture che scontrini e i contribuenti con solo fatture. Tra gli esclusi dalla fatturazione elettronica si aggiungono artigiani ed esercenti che vendono al cliente finale e emettono scontrini e ricevute. Per loro la e-fattura inizierà il primo luglio 2019, se sono grandi operatori, mentre inizierà il primo gennaio 2020 per gli altri. Scontrini e ricevute saranno sostituiti dall’invio dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate tramite un apposito registratore telematico. Adesso che sapete la fatturazione elettronica come funziona, sappiate che si sono aggiunti medici e farmacisti, solo per il 2019, questo per via dei dati personali che viaggiano con la e-fattura.

CRISTIANO RONALDO, L’ITALIA IL SUO PARADISO FISCALE
CRISTIANO RONALDO, L’ITALIA IL SUO PARADISO FISCALE
CRISTIANO RONALDO, L’ITALIA IL SUO PARADISO FISCALE ...

Ad alcuni sembrerà impossibile, il nostro paese può rappresentare per i veri ricchi un paradiso fiscale. Così è stato per Cristiano Ronaldo che ha scelto l’Italia anche per la nostra tassazione, che premia i paperoni. Infatti, dal 2017, per chi si trasferisce in Italia, dopo aver risieduto all’estero, per 9 degli ultimi 10 anni, è prevista l’imposta “a forfait” di 100 mila euro all’anno per 15 anni sui redditi prodotti all’estero. Per i suoi familiari il forfait scende a 25 mila euro all’anno. Il nuovo regime fiscale attrae i grandi calciatori, per loro il grosso degli introiti deriva dai diritti d’immagine. Cosa fanno? Aprono società in paradisi fiscali e ricevono i guadagni e sono tassati lì dove risiede la società. Ma queste pratiche creano problemi! Spesso partono verifiche dello Stato di residenza.   Cristiano Ronaldo ultime notizie: la condanna di CR7 La condanna di Ronaldo in Spagna ha previsto 2 anni con la condizionale, per aver evaso 14,7 milioni di euro. Grazie al nuovo regime, Cristiano Ronaldo pagherà solo 100 mila euro di tasse per tutti i redditi esteri, ovvero, quelli di immagine. I dati ci dicono che nel 2017, con le sole sponsorizzazioni, Cristiano Ronaldo ha guadagnato 54 milioni di euro e che il suo patrimonio si aggira tra i 230 e i 290 milioni di euro. Inoltre, Cristiano Ronaldo ha stipulato con la Juventus, un contratto di 31 milioni di euro all’anno, mentre per la sponsorizzazione Nike ha percepito 24 milioni di euro all’anno. Insomma, solo nel 2017 ha guadagnato 93 milioni di dollari in tutto. L’opinione pubblica, al riguardo, è spaccata in due: per molti, tutto questo, è elusione legalizzata, per altri un’opportunità per far arrivare grandi campioni.

PREZZO BALLE DI FIENO E I GIOVANI CONTADINI
PREZZO BALLE DI FIENO E I GIOVANI CONTADINI
PREZZO BALLE DI FIENO E I GIOVANI CONTADINI ...

Antonio Di Pietro ci dà un suo punto di vista sulla tematica prezzo balle di fieno e fondi europei. Ci dice «Se si vuole davvero permettere ai giovani di ritornare nelle campagne e di vivere quest’esperienza anche dal punto di vista economico, finanziario, imprenditoriale, di lavoro, dobbiamo metterci in testa che nel nostro paese sono tante migliaia di piccole proprietà che possono essere competitive in quanto stanno in rete tra loro.» Ci racconta, inoltre, quel farebbe lui sulla questione del prezzo balle di fieno, fondi europei e sul miglioramento della qualità dell’attività: «Quindi io, fossi al governo, sovvenzionerei la Costituzione di cooperative agricole in modo che non ci sia bisogno di avere ognuno una mietitrebbia, ognuno un trattore e metterei in rete tutto questo. Diventiamo competitivi perché anche noi riusciamo ad abbattere i costi e ad avere un quantitativo di prodotto tale da essere qualitativo ed essere competitivo. »   Prezzo balla di fieno: Quanto costa una balla di fieno? Antonio Di Pietro ci dà delle risposte su quanto costa una balla di fieno, così: «Quando mi arriva un camion per prendermi dieci balle di fieno, la balla di fieno la vendo a 5 euro, a 10 euro, in Sicilia anche a 3 euro. Una balla di fieno da noi arriva a 15/20 euro a volte, quando il camion per venire e portarla dove la deve portare spende più di gasolio, più di affitto del camion e non lo riesci neanche a riempire il camion di balle di fieno.» Infine, Antonio Di Pietro, dopo averci dato delle dritte su quanto costa una  balla di fieno, sostiene che mettersi in rete è una decisione che frutta nel lungo periodo e abbasserebbe il prezzo balla di fieno. Conclude il suo discorso affermando: «La burocrazia da una parte, l’inesperienza dall’altra e la mancanza di assistenza a chi vuole accedere ai fondi europei ancora oggi permette che manco la metà dei fondi venga usata. Parliamo di fondi europei ma in realtà sono fondi italiani che abbiamo dato all’Europa e ce ne ridanno un po’. Le regioni al Nord riescono a utilizzarli ma le nostre regioni, soprattutto quelle del Sud, la maggior parte ha un residuo non utilizzato a fine anno »  

A NAPOLI LE AUTO SI FANNO A MANO
A NAPOLI LE AUTO SI FANNO A MANO
A NAPOLI LE AUTO SI FANNO A MANO

Si chiama Fabio Ferrante è italianissimo, ma vive a New York. Professione designer. È il “creatore” di una nuova supercar tutta made in Italy che ha spopolato al Salone di Ginevra: si tratta di Puritalia Berlinetta, vettura costruita interamente a mano, dalle parti di Napoli. Ibrida, da 965 CV, un design che riporta alla mente le berlinese anni Sessanta. Sarà prodotta in soli 150 esemplari, con la possibilità di personalizzazione, dopodiché gli stampi saranno distrutto. È venduta al prezzo di partenza di 460 mila Euro. Sotto il cofano della Puritalia Berlinetta c’è il propulsore di derivazione Ford di 5.0 litri e 750 CV, coadiuvato da un motore elettrico da 215 CV. Il motore elettrico si alimenta tramite due batterie da 2,6 kWh l’una, ricaricabili anche da una presa elettrica. La trasmissione è robotizzata a 7 marce. Chi guida può scegliere fra quattro modalità, compresa la più estrema Corsa, che dà piena voce allo scarico in titanio e permette all’auto di raggiungere le prestazioni dichiarate, vale a dire lo scatto da 0 a 100 km/h in 2,7 secondi e la velocità massima (autolimitata) di 355 km/h. Fondata nel 2012 da Paolo Parente, un imprenditore nel campo dell'informatica, Puritalia Automobili è una piccola casa automobilistica di Napoli che realizza auto supersportive in piccola serie.  Fabio Ferrante è Chief Designer di Puritalia, laureato in Industrial Design al Politecnico di Torino, ha iniziato la sua carriera nel 2005 nel Centro Ricerche Design di FCA sotto la guida di Pietro Camardella.

GINNASTICA IN AUTO: ADDIO ALLA CERVICALE!
GINNASTICA IN AUTO: ADDIO ALLA CERVICALE!
GINNASTICA IN AUTO: ADDIO ALLA CERVICALE! ...

Si viaggia e ci si allena a bordo della nuova Suzuki Jimny con Lisa Marino, esperta di fitness e ginnastica in auto. Ecco come si può ottimizzare il tempo a bordo della propria automobile. Bastano davvero pochi minuti, per concedersi qualche momento di relax, che possa aiutare a decongestionare il tratto cervicale, particolarmente sollecitato quando si guida, sia in città, sia su tratti extraurbani. Ogni esercizio proposto deve essere eseguito a veicolo fermo. La prima delle tre sequenze proposte da Lisa riguarda il tratto cervicale. Impugnando il volante, è necessario spingere la colonna vertebrale verso il sedile e una volta ottenuta la corretta postura, è possibile eseguire dei lenti movimenti del collo, abbassando il mento verso il petto per poi reclinare il capo. Questi movimenti vanno ripetuti 5 volte.   Ginnastica in auto: gli esercizi fai da te Il secondo esercizio di ginnastica in auto interessa la zona delle spalle. Con la stessa impugnatura del volante, della sequenza precedente, ruotare, per 5 volte, le spalle in senso orario e ripetere, per lo stesso numero di volte, lo stesso movimento ma in senso antiorario. Il terzo e ultimo esercizio coinvolge la zona cingolo, scapolo omerale. Secondo le indicazioni di Lisa Marino bisogna impugnare il poggiatesta del sedile, aprendo e chiudendo i gomiti per andare a decongestionare la zona interessata. Lisa Marino, responsabile area Fitness dello Sporting di Milano 3, ha utilizzato una Suzuki Jimny. Il restyling della “Suzukina”, giunta alla quarta generazione, è stata presentato, qualche mese fa, in occasione del Salone dell’Auto di Parigi. Sotto il cofano dell’esemplare in prova, si nasconde il motore 1.500 benzina da 102 CV, abbinato al sistema di trazione integrale 4WD AllGrip Pro con riduttore delle marce. Il prezzo d’attacco è di 22.500 Euro.

HOME FOR CREATIVITY: IL COLIVING IN CALABRIA
HOME FOR CREATIVITY: IL COLIVING IN CALABRIA
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Il coliving è una nuova forma di coworking dove i nomadi digitali vivono oltre che lavorare.   Chi sono i Nomadi digitali? Si tratta di una nuova categoria di lavoratori che attuano le pratiche di smart e remote working, portando con sé il lavoro e spostandosi continuamente. Un coliving è uno spazio residenziale all’interno del quale i nomadi digitali possono lavorare e avviare nuovi progetti, stringere relazioni con altri creativi e tutto questo seguendo il ritmo di vita a essi più congeniale. Si prevede che il numero dei nomadi digitali il prossimo anno raggiungerà 1 miliardo.   Home4creativity: coliving in Calabria Home4creativity (H4C) è la prima esperienza di coliving realizzata in Calabria. Questo progetto unisce la possibilità di lavorare e quella di vivere all’interno di uno spazio condiviso nel quale le persone intrecciano la loro attività professionale e formativa. Il coliving pensato da Home4creativity si basa sulla sharing economy, un modello economico costituito da un insieme di pratiche di scambio e condivisione. Infatti, Home4creativity dà la possibilità non solo di accedere ad uno spazio condiviso, ma anche di creare, attraverso dei bandi, delle startup all’interno degli spazi stessi messi a disposizione dalla struttura. Un campo, quello della sharing economy, che nel 2015 ha fatturato ben 28mld di euro e che nel 2025 si stima raggiungerà 570mld a livello mondiale e 35mld in Italia. Altro progetto di Home4creativity è Calabria Ispirata: la prima fiera itinerante dedicata al turismo ispirazionale che si rivolge a nuovi modi di viaggiare e nuovi target di viaggiatori, proprio come i nomadi digitali. 

IL MOVIMENTO CHE GENERA ENERGIA
IL MOVIMENTO CHE GENERA ENERGIA
IL MOVIMENTO CHE GENERA ENERGIA

Ricaricare lo smartphone passeggiando grazie a uno zaino smart. È l'idea di Feeling Felt, brand italiano che incoraggia l'uso responsabile di energia e plastica. Il team composto da Barbara Gangemi e da Francesca e Riccardo Cruañes Rossini, sta mettendo a punto una linea di prodotti e accessori ecosostenibili, in grado di ricaricare piccoli device sfruttando l'energia cinetica prodotta dal movimento umano. Nel dettaglio gli zaini "intelligenti" di Feeling Felt contengono un dispositivo che, grazie a materiali piezoelettrici e all'induzione magnetica, è in grado di catturare le vibrazioni prodotte durante una camminata e trasformarle in energia. Basta collegare lo smartphone e il gioco è fatto. Tutti i prodotti sono 100% made in Italy e realizzati, principalmente, da feltro (prodotto dalle bottiglie di plastica riciclata) ed ecopelle rinnovabile e riciclabile di origine vegetale. La startup - che a febbraio è entrata a far parte di Speed Mi Up, l'incubatore di Università Bocconi e Camera di commercio di Milano, con il supporto del comune del capoluogo lombardo - lancerà una campagna di crowdfunding per raccogliere i fondi necessari a industrializzare il dispositivo e spera di essere pronta allo sbarco sui mercati entro l'autunno del 2019. Secondo i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Milano, in Italia le startup innovative sono quasi 10 mila e una su sei è a Milano (1.757), prima a livello nazionale. Il capoluogo lombardo è seguito da Roma (999), Napoli (353), Bologna e Torino (317).

APPOSTIAMOCI, L'AMORE AL POSTO GIUSTO
APPOSTIAMOCI, L'AMORE AL POSTO GIUSTO
APPOSTIAMOCI, L'AMORE AL POSTO GIUSTO

Cos’è APPostiamoci, l’App che permette di appartarsi in sicurezza  APPostiamoci è l’App che crea una community di persone interessate a cercare e condividere luoghi dove poter trascorrere momenti unici e romantici. I vantaggi dell’utente sono quelli di trovare un luogo appartato e sicuro e poterlo raggiungere in poco tempo. APPostiamoci è stata creata da Vincenzo Minicozzi, trentunenne con una laurea in Business Administration alla New York University e responsabile commerciale Agrifemi Minicozzi srl. Proprio lui racconta di come APPostiamoci sia nata dall’esigenza di uno dei suoi amici di trovare un posto sicuro e confortevole, lontano da occhi indiscreti, per trascorrere dei momenti in intimità con la sua ragazza. APPostiamoci: un’App per stare insieme L’utilizzo di APPostiamoci è molto semplice, basta scaricare l’App, geolocalizzarsi, e trovare un luogo adatto alle proprie esigenze: trascorrere un momento romantico oppure godersi un panorama mozzafiato. L’utente può trovare un luogo in un raggio di 20km e lo può raggiungere immediatamente grazie al navigatore dell’App. Come funziona APPostiamoci Attivato il GPS, l’App indica il posto migliore in base alla propria distanza e lo categorizza in 3 modi: Romantico Isolato Love park L’App ha avuto un successo incredibile e ha superato i 4.000 download in pochissimo tempo tramite il passaparola (grazie a questo anche la community è cresciuta moltissimo).  “Riceviamo e-mail giornaliere” dice Vincenzo Minicozzi “con le recensioni dei posti e i consigli riguardo al luogo dove si è andati la sera prima con la propria compagna.” Al momento APPostiamoci è l’unica App italiana del genere, esiste una web App simile funzionante solo in Spagna.  

ALLARME SICCITÀ, EMILIA SENZ'ACQUA DA PIÙ DI 60 GIORNI
ALLARME SICCITÀ, EMILIA SENZ'ACQUA DA PIÙ DI 60 GIORNI
ALLARME SICCITÀ, EMILIA SENZ'ACQUA DA PIÙ DI 60 GIORNI ...

Il tracollo della situazione climatica in Italia  Renzo Valloni, docente all'Università di Parma, ci spiega le conseguenze della siccità sull’agricoltura italiana. "La siccità causa riduzioni nella resa dei raccolti anche del 20-30%. Da tempo sfruttiamo l'acqua delle falde freatiche, perché se fosse per quella che arriva dai corsi d'acqua saremmo già rovinati". Del problema siccità e di come risolverlo si è parlato in un incontro organizzato da L’Isola d’Oro. La situazione degli agricoltori in Emilia-Romagna Le statistiche parlano di precipitazioni dimezzate rispetto ai passati inverni e chi lavora nel settore agricolo sa già che quella che sta per arrivare sarà una stagione di razionamenti. Lo sanno bene gli addetti ai lavori in Emilia. In questa Regione non piove da troppo tempo, più di 60 giorni. Rispetto al 2017 le precipitazioni sono diminuite del 40% e la siccità comincia a farsi sentire nel periodo delle prime irrigazioni primaverili. Un danno enorme in una Regione dove a trainare l’economia è soprattutto l’agricoltura. L’Emilia-Romagna è la patria del Parmigiano Reggiano e del pomodoro. Per coltivare 1 kg di pomodori sono necessari 156 L d’acqua e al momento, spiega Francesco Vincenzi, Presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, “riusciamo a stoccare l'11% dell'acqua piovana”. La naturale conseguenza di questo fenomeno è che ben presto le risorse idriche termineranno e sarà impossibile continuare a irrigare i campi. Come contrastare il fenomeno? Lo Sato ha cercato di prendere provvedimenti per soccorrere gli agricoltori. Con la legge di Bilancio del 2018 si è sbloccato il Piano Invasi che stanzia 250 milioni di euro per finanziare 30 opere idriche.  

EVA, IL PRIMO MINI FRANTOIO AL MONDO
EVA, IL PRIMO MINI FRANTOIO AL MONDO
EVA, IL PRIMO MINI FRANTOIO AL MONDO

Grazie a Fresco, l’olio lo puoi fare in casa  La start-up Fresco ha inventato la prima macchinetta express per l’olio. Il suo giovane ideatore calabrese, Antonio Pagliaro, dopo essersi dedicato allo studio della finanza, ha deciso di ripartire dalle origini e valorizzare le tradizioni familiari e regionali nel campo dell’agrifood: ecco che nasce quindi Eva, il primo mini frantoio per uso domestico. Eva è una macchina portatile, delle dimensioni della macchinetta del caffè, che grazie alla spremitura a freddo delle olive permette di produrre, in quasi quaranta minuti, circa 180 ml di olio extravergine d’ oliva, consentendo quindi di avere, direttamente sulla tavola, un olio, letteralmente, spremuto e mangiato.  Un elettrodomestico con le capacità di un frantoio professionale, che ha come mission quella di incentivare una dieta sana partendo dalle abitudini quotidiane.   Perché è utile? Perché avere olio fresco fa bene alla salute, in quanto, a differenza del vino che invecchiando migliora, già dopo i sei mesi l’olio perde l’aroma, i valori nutrizionali e le sue proprietà.  Grazie ad Eva, che dunque produce esclusivamente il quantitativo desiderato, si ha sempre olio fresco pronto all'uso, e con tutte le proprietà organolettiche integre. Ma come si usa il mini frantoio? Gli step sono semplici e dal risultato immediato: basta inserire nel cestello di Eva le Polpe di olive, appositamente create da Fresco, abbassare il coperchio e spingere il pulsante di avvio. Due poi le modalità di scelta per la spremitura: quella veloce, per ottenere circa 150 ml – in venti minuti- e quella da 180 ml, sopracitata, da quaranta minuti.  Prima che il processo abbia inizio, vi è anche la possibilità di aggiungere aromi e spezie per creare un olio aromatico, per donare un gusto sempre diverso ai piatti più tradizionali.   In ultimo, cosa avviene alla polpa? Nel normale processo di spremitura, milioni di tonnellate di polpa vengono gettate: il frantoio domestico permetterà invece di riutilizzarle facendo della pasta residua commestibile materiale per la creazione di nuovi piatti, o semplicemente paté spalmabile.  Il team di Fresco sembra aver pensato proprio a tutto, perché anche per le Polpe punta all’healthy food attraverso una selezione delle olive migliori- di ben sette diverse varietà, coinvolgendo circa 6.000 olivicoltori calabresi -, olive che vengono denocciolate e criogenicamente abbattute a poche ore dalla raccolta, per non alterarne la fragranza e le proprietà nutritive.  Qual è il prezzo della macchina per l’olio express?  Per avere il frantoio domestico comodamente a casa propria, le cifre si aggirano sui 399 euro, con Polpe a parte – dai due euro a confezione-. Un elettrodomestico che è partito già col piede giusto, se si considera che la sola idea ha raccolto circa 400 mila euro con una campagna di Equity Crowdfunding sulla piattaforma Mamacrowd – tra gli investitori, anche il calciatore Ciro Immobile-, e che Fresco ha deciso di lanciare sul mercato entro dicembre 2019. 

A LONDRA IL SUPERMERCATO ECOSOSTENIBILE A RIFIUTI ZERO
A LONDRA IL SUPERMERCATO ECOSOSTENIBILE A RIFIUTI ZERO
A LONDRA IL SUPERMERCATO ECOSOSTENIBILE A ...

Bulk market è a Londra un supermercato ecosostenibile di riferimento. «Ho creato un supermercato a rifiuti zero perchè ne avevo bisogno, e alla fine è emerso che ne avevano bisogno molte persone» dice a Pop Economy Ingrid Caldironi, la fondatrice (brasiliana di origine italiana) di Bulk Market. Con Bulk market si ritorna indietro col tempo, non esistono imballaggi ma solo contenitori riutilizzabili. Infatti la plastica è esclusa, tranne quella riciclata e il motto è “zero-waste”, ovvero, nessun rifiuto e nessuno spreco. In questo supermercato ecostostenibile si possono acquistare beni alimentari e non, senza marca, e si paga solo il prodotto, mai la confezione. È necessario portare da casa propri contenitori, oppure comprarli direttamente lì in negozio.   Il negozio ecosostenibile a Londra sostenuto dal crowdfunding Il negozio, anche grazie al successo di una campagna di crowdfunding, si è ora trasferito un una location permanente e più grande dopo il riscontro positivo del progetto pilota. Bulk market è sicuramente un ottimo esempio da seguire ed è anche la dimostrazione che si può vivere senza plastica e che dipende molto dalla volontà di ognuno. I dati ci dicono che in Inghilterra ogni persona produce 411 kg di rifiuti all’anno e che ogni contribuente paga 132 euro all’anno in tasse per la gestione dei rifiuti. A livello nazionale sono 4 miliardi di euro all’anno. Inoltre ogni anno il Regno Unito spende 680 milioni di euro per riciclare i propri rifiuti ma meno del 44% dei rifiuti viene riciclato. Dato positivo: le aziende a vocazione sociale nel Regno Unito sono 471 mila.  

LA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L'ITALIA? NO COMPROMESSI
LA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L'ITALIA? NO COMPROMESSI
LA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L'ITALIA? NO ...

L’argomento di oggi riguarda la fastidiosissima procedura di infrazione. Sembra che ai paesi del nord l’Italia non vada molto a genio, altrimenti non si spiega perché Lettonia, Finlandia, Danimarca, Svezia ed anche Irlanda, Repubblica ceca, Estonia, Lituania e Austria, tutte insieme riunite nella “Lega anseatica”, abbiano deciso di chiedere all’Unione Europea di non accettare alcun compromesso sulla legge di bilancio italiana. Anzi, di più. Stanno proprio cercando di far condannare l’Italia con un’esemplare procedura di infrazione. Perché, il nostro paese, governato da sovranisti e populisti, che un po’ fa rima con fascisti, con il suo deficit al 2,4% , violerebbe i vincoli di bilancio.   Procedura di infrazione: paesi a confronto Sicuramente il nostro maxi debito è demoralizzante per qualsiasi esattore esistente in natura, però che a farci la predica sul rispetto delle regole europee siano proprio questi tipi del nord, ci vuole proprio coraggio. Basta girarsi attorno, in questo immenso paradiso dei doveri civici chiamato Europa: la Francia è un paese in deficit eccessivo da 10 anni e Macron annuncia che lo sarà anche il prossimo; la Spagna crede che il vincolo del 3% sia una specie di sconto per la palestra; il Portogallo importa pensionati dal resto del mondo e non gli fa pagare le tasse; la Germania ha un surplus commerciale spudorato e gran parte dei paesi del nord sono diventati paradisi fiscali per le multinazionali. L’unica procedura di infrazione che meriterebbero è, con tutta l’eleganza possibile, quella del setto nasale.

SPILUCCANDO LA LEGGE DI BILANCIO 2019: LE CURIOSITÀ
SPILUCCANDO LA LEGGE DI BILANCIO 2019: LE CURIOSITÀ
SPILUCCANDO LA LEGGE DI BILANCIO 2019: LE CURIOSITÀ ...

La legge di bilancio 2019, o manovra finanziaria, è uno dei momenti più emozionanti della vita pubblica italiana. È come quando aspetti l’apertura della busta “C’è posta per te” o scarti i cioccolatini di Forrest Gump e non sai mai quello che ti capita. Ora, questa manovra, del Governo giallo-verde, per il 2019 evoca un’idea dadaista, eppur così romantica, delle spese dello Stato. Si tratta di 40-45 miliardi di euro, tutti simpaticamente in debito, che lo Stato mette nelle tasche degli italiani dicendo «Non vi preoccupate a restituirmeli, tanto sono soldi vostri...». Certo, i soldi della legge di bilancio 2019 servono a finanziare le promesse elettorali di Salvini e Di Maio. Il reddito di cittadinanza per 9 miliardi e la quota 100 che ti farebbe andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi, alla faccia della Fornero!   La legge di Bilancio 2019: cosa ci aspetta? Sulla legge di bilancio 2019, cosa aspettarsi?! Circa 12/15 miliardi servirebbero a coprire l’aumento dell’Iva, il resto sarebbe destinato a quei piccoli grandi provvedimenti, che secondo Salvini e Di Maio devono soffiare nella nostra economia. Però in questa legge di bilancio 2019 manca un sacco di roba: manca il taglio delle pensioni d’oro, la grande battaglia dei 5 stelle. Manca metà dei rimborsi per i macchinari dell’industria 4.0, manca un terzo della flat tax, mancano i fondi per l’apprendistato e contro il caporalato, manca il blocco delle tasse comunali, e manca il taglio del cuneo fiscale. Così tutti i sindaci si sentiranno in dovere di aumentarcele, le tasse. In compenso sono state introdotte le meravigliose municipalizzate e i fantastici enti inutili che pensavamo persi tra i ricordi. La finanziaria è il momento in cui i partiti fanno il bilancio della loro vita, sperando che non gli arrivi la Guardia di finanza.

L’USCITA DALL’EURO IN ITALIA E L'ARRIVO DEL CIGNO NERO
L’USCITA DALL’EURO IN ITALIA E L'ARRIVO DEL CIGNO NERO
L’USCITA DALL’EURO IN ITALIA E L'ARRIVO DEL CIGNO NERO ...

L’euro è la nostra peste,  la Germania il suo untore e, per questo, si potrebbe pensare all’uscita dall’euro in Italia. Joseph E. Stiglitz è un premio nobel con l’elmetto, una torchemada della moneta unica con la faccia rassicurante di un vecchio zio. Il vecchio Joe consiglia al governo italiano euroscettico, cioè Salvini e Di Maio, di introdurre una moneta parallela, magari elettronica, per evitare di morire, straziati dall’economia UE, dominata dalla Germania e dall’euro cattivo, che detta così sembra che Stiglitz sia uno iettatore. Eppure, il vecchio Joe sostiene che per una questione di surplus commerciale, cioè, evitare importazioni ed esportare moltissimo, se la Germania lasciasse l’Eurozona saremmo tutti più contenti. Ma siccome non lo farà mai, tanto vale che si sostenesse l’uscita dall’euro in Italia.   Uscita dell’euro in Italia: cos’è il cigno nero? Stiglitz deve odiare fortemente i crauti, la Merkel e le BMW e sostiene che si stia avvicinando il cigno nero. Il cigno nero in economia non è un volatile, ma un evento imprevisto e spesso gravemente dannoso come, appunto, l’uscita dell’euro in Italia. Stiglitz consiglia: l’Italia prima chieda in pratica di ristrutturare il suo debito, di 2200 miliardi, pagando in titoli di Stato, che valgono come i soldi del monopoli. A quel punto gli altri membri UE, avrebbero due strade: o espellerci , ma crollerebbe l’intera Unione, o adottare una moneta più flessibile per una zona euro meridionale. Diventeremmo dunque i terroni monetari d’Europa. Gli altri paesi ci seguirebbero forse, magari, ma non è detto. Quindi, con gioia, urge catapultarci subito fuori dall’euro e sostenere l’uscita dell’euro in Italia. Stiglitz non nega che l’addio all’inizio possa essere dolorosetto, anzi, parliamoci chiaro, una mazzata per i nostri conti correnti, che si dimezzerebbero ma almeno ci toglieremmo di torno i tedeschi.  

OCCUPIED, SE LA RUSSIA INVADE LA NORVEGIA: PERSONAGGI E TRAMA
OCCUPIED, SE LA RUSSIA INVADE LA NORVEGIA: PERSONAGGI E TRAMA
OCCUPIED, SE LA RUSSIA INVADE LA NORVEGIA: PERSONAGGI E ...

“Il potere del martello di Thor sarà in grado di salvarci più della grande crisi della storia dell’umanità?” Con la suddetta frase il primo ministro norvegese, Jesper Berge, annuncia l’apertura della prima fabbrica del torio. Energia pulita contro la chiusura definitiva delle esportazioni di petrolio e gas. La conseguenza è l’improvvisa invasione della Norvegia da parte della Russia: uno stormo di elicotteri da guerra che cominciano ad occupare piattaforme petrolifere e basi di estrazione del gas. Occupied è girata con rigore tutto nordico, usando caratteri molto studiati, che ruotano senza eccedere dal ruolo su una trama perfetta.   Occupied, i personaggi di una serie fantapolitica Occupied, serie televisiva norvegese di tipo trhiller-politico del 2015, presenta dei personaggi dai profili insoliti. C’è il presidente che viene rapito dai servizi russi su un elicottero e ripescato dalla guardia del corpo in mezzo alla neve nel sangue di un tizio che ha avuto la sfortuna di passare di lì per caso. C’è la guardia del corpo con moglie giudice, intuitiva dell’innaturale corso delle cose. Ci sono i membri del governo norvegese tormentati dal fatto di dichiarare guerra alla Russia o soggiacere, come se nulla fosse, agli ordini della Commissione europea. C’è il solito giornalista alla ricerca della verità, che sbatte il grugno contro eventi più grandi di lui e finisce ammazzato. C’è la moglie del giornalista che prima se la prende con i russi e poi aiuta i ribelli attentatori di “Norvegia libera”. Occupied è una bomba. La seconda serie, quando si arriva davvero ai ferri corti e alla fantapolitica mozzafiato (il bodyguard diventa capo dei servizi segreti, la portavoce amante del premier diventa premier) e nulla sembra davvero ciò che sembra, in questo caso è ancora meglio.  

THE PUNISHER,  LA SERIE TV DAL POTENTE FASCINO NOIR
THE PUNISHER, LA SERIE TV DAL POTENTE FASCINO NOIR
THE PUNISHER, LA SERIE TV DAL POTENTE FASCINO NOIR ...

Francesco Specchia ci offre un suo punto di vista con una recensione su The Punisher, che racconta di Frank Castle e la sua vita. Ci si chiede: cosa accadrebbe se The Punisher vivesse in Italia? Sarebbe un’ecatombe e la serie durerebbe molto più dei 13 episodi dell’originale. La recensione The Punisher narra di una storia che possiede un suo potente fascino. Il grande romanzo nero di questo marine pluridecorato in Vietnam vede uccidere sotto gli occhi la famiglia inavvertitamente finita tra mafia e CIA.   Recensione The Punisher: la trama e i personaggi La recensione The Punisher di Francesco Specchia racconta di Frank Castle che emerge da una vita anonima d’operaio, ammazza un gruppetto di colleghi che si scopre essere rapinatori per riscattare l’onore perduto in una missione omicida consumatasi anni prima in Afghanistan. Castle scopre che la CIA gli ha fatto compiere cose orribili a sua insaputa. Suo scopo vitale diventa mozzare di netto il vertice corrotto dell’Intelligence. E gli girano attorno una bella funzionaria governativa cui fanno fuori mezza squadra. Il simbolo della macerazione interiore è Micro, un super tecnico informatico che deve fingersi deceduto per evitare che facciano fuori anche lui. L’emblema della redenzione invece è Karen, la giornalista deputata a placare le coscienze dei supereroi già dai tempi di Daredevil. La recensione di The Punisher si conclude raccontando di una serie che parte lenta ma, come uno di quei vecchi bazooka di fabbricazione texana, si infiamma tra scene d’azione, intrighi, spie, slanci di bontà inaspettate. Il punitore è in grado di sgozzare un terrorista e subito dopo di giocare a football con un ragazzino impaurito dai bulli a scuola. Praticamente è un ispettore Gallaghan più cupo e specializzato nello sterminio. Roba da far commuovere l’elettorato repubblicano, Trump compreso.

SERIE TV
SERIE TV "SHOOTER", LA TRAMA E LA RECENSIONE: VIENI AVANTI CECCHINO
SERIE TV "SHOOTER", LA TRAMA E LA RECENSIONE: VIENI ...

  Francesco Specchia ci racconta il suo punto di vista su Shooter trama: «La premessa è abbastanza improbabile. Swagger è un padre e marito amorevole e contemporaneamente un occhio di falco in grado di spappolare un cranio come un cocomero a un chilometro di distanza. Ma Swagger è dotato di mira impressionante almeno quanto la sua sfiga, infatti prima alcuni suoi commilitoni traditori lo coinvolgono nell’attentato al presidente americano e lui finisce in galera. E poi evade ammazzando un paio di galeotti e poi salva consorte figlioletta da una spia russa pazza a cui con un colpo secco perfora il torace dopo averla appena intravista all’orizzonte.»   Shooter trama e personaggi Francesco Specchia ci dà degli spunti su Shooter trama e personaggi. «Non pago Shooter nella sua tendenza ad attirare jella. Finisce nella rete omicida di un killer ceceno di massa, il quale killer gli ha trucidato tutti i membri del suo ex battaglione soltanto perché l’avevano visto in faccia.  Alla fine l’uomo si ritrova invischiato nelle trame internazionali di CIA, FBI, servizi segreti deviati, probabilmente anche nei complotti del Bilderberg, dei rapimenti alieni, delle scie chimiche, ecc.   Shooter ha dei caratteri tagliati con l’accetta. C’è l’eroe duro e puro senza macchia, mentre il mondo attorno cerca di corromperlo. C’è l’ex direttrice CIA al servizio dei poteri forti, c’è la moglie psicologicamente incasinata e la bimba di un buonismo tonante al limite del fastidio, al punto che in qualche inquadratura ti viene quasi la voglia di presentarla direttamente al killer ceceno.»

IL CALCIO FEMMINILE: STADI E TV
IL CALCIO FEMMINILE: STADI E TV
IL CALCIO FEMMINILE: STADI E TV

Era il 23 marzo 1895 quando si giocò a Londra il primo match ufficiale di calcio femminile. Da quell'evento sono aumentati sempre di più gli appassionati spettatori che seguono queste partite.  Com’è oggi la situazione del calcio femminile?  I numeri del pubblico crescono e le società calcistiche cercano di adeguarsi facendo giocare le partite negli stadi che solitamente vengono utilizzati dai colleghi uomini. Un esempio è stato quando a marzo l'Atletico Madrid ha organizzato una partita contro il Barcellona allo stadio Wanda Metropolitano. L’affluenza di pubblico è stata sorprendente: ben 60.739 tifosi sugli spalti.  Calcio femminile italiano In Italia è stato raggiunto da poco un nuovo record. Il match Juventus-Fiorentina, scontro al vertice della Serie A femminile, giocato all'Allianz Stadium, ha visto sugli spalti ben 39.027 spettatori e su Sky 342.628. In tutta Europa gli spettatori tv del calcio femminile aumentano. L'amichevole tra Francia e Germania è stata seguita da 1,2 milioni di persone. Anche i social fanno la loro parte: la Brazilian Football Confederation ha firmato un accordo con Twitter per i live e la partita Ponte Preta-Corinthians ha raggiunto ben 167.000 spettatori. Un’idea per rilanciare il calcio femminile potrebbe essere quella di seguire l’esempio del Barcellona che ha costruito, accanto al Camp Nou, un piccolo stadio, Mini Estadi, dalla capienza più ridotta, dove giocano sia la seconda squadra che la squadra femminile e dove si paga, per l’ingresso, un prezzo ridotto. Certamente quindi la creazione di uno stadio ad hoc può essere un’ottima soluzione per rilanciare il calcio femminile anche in Italia.  Un ultimo dato che dimostra l'interesse per il calcio femminile è l'acquisto di 600.000 biglietti per i campionati Mondiali che si terranno quest'estate in Francia.

TUTTI I NUMERI DEL CALCIO FEMMINILE
TUTTI I NUMERI DEL CALCIO FEMMINILE
TUTTI I NUMERI DEL CALCIO FEMMINILE

Giocare a calcio in Italia per una ragazza non è facile. Nonostante la Federazione di Calcio Femminile sia stata creata da più di 50 anni, sono ancora molti gli ostacoli che le atlete incontrano quando scelgono d’intraprendere questa carriera. Le calciatrici italiane, ad esempio, sono considerate appartenenti alla categoria dilettanti e questo impedisce loro di sottoscrivere veri e propri contratti con le società per cui giocano.  Per portare il calcio femminile al professionismo la FIGC ha investito nel 2017/2018 4,2 mln. Nello stesso periodo però in U.K., la FA (Football Association) ne ha investiti 15,4. Una differenza che si fa sentire. In futuro però sembra che arriveranno maggiori quantità di denaro: dal 2020 l'UEFA aumenterà del 50% gli investimenti nel settore e ad ognuna delle 55 Federazioni affiliate andranno 150.000 euro. CALCIO FEMMINILE IN ITALIA Nonostante gli ostacoli ancora presenti, nel calcio femminile italiano sono stati raggiunti importanti risultati come la garanzia di maggiori guadagni e premi societari per le giocatrici, in modo da trattenerle in Italia evitando che vadano a giocare nei campionati esteri.  Secondo un rapporto UEFA, Women's Football Across the National Associations, dagli Europei giocati in Olanda nel 2017, le tesserate sono aumentate in maniera significativa in Paesi come U.K., Francia, Germania, Svezia e Norvegia, dove oggi sono più di 100.000, mentre in Italia le tesserate sono 23.903 di cui 2.664 tra gli 11 e 12 anni.   

MOZZARELLA: TRADITIONAL ITALIAN FOOD MADE IN LONDON
MOZZARELLA: TRADITIONAL ITALIAN FOOD MADE IN LONDON
MOZZARELLA: TRADITIONAL ITALIAN FOOD MADE IN LONDON ...

Italian food…. A Londra: il richiamo delle Tradizioni italiane Magari ti trovi a Londra. Sei uno dei tanti under 40 (15mila i giovani italiani under 40 che si sono trasferiti nel Regno Unito) che hanno deciso di spostarsi nella capitale inglese per studio o per lavoro. Il richiamo dell’Italia però è grande, soprattutto a tavola. D’altronde si sa che l’Italian Food. Hai deciso di partire ma non di abbandonare le tradizioni italiane. Nel tuo bagaglio hai messo sicuramente oltre giubbotti e felpe, perché si sa che a Londra fa freddo, sicuramente un salume o una mozzarella italiana.   Alla ricerca del “Famous italian Food” La ricerca dell' “Italian Food London”, non è mai facile e soprattutto non mai economica! La pizza, gli spaghetti o la bistecca (solo per dirne alcuni) sono il cuore del Traditional Italian Food che puoi trovare a Londra, così come in molti altri Paesi del mondo ormai.  Sei andato a Londra con una valigia piena di sogni e aspettative, ma adesso sai che il costo della vita è molto alto. La ricerca del cibo italiano nella capitale inglese parte spesso dall’idea di voler trovare un ristorante italiano a Londra. Trovare un ristorante che garantisca del buon Italian Food in London, può rivelarsi una vera caccia al tesoro, una lotteria dal costo molto alto; ancora peggio se che hai pagato un prezzo esorbitante per gustare il Traditional Italian Food (spaghetti, pizza, salumi o formaggi) non è neanche lontanamente simile all’Italian Food come lo prepara la mamma o la nonna. L’Italian food London è senza ombra di dubbio uno dei trend più ricercati. Se sei un italiano trasferito a Londra o semplicemente un turista, quello che puoi fare è ricercare dove poter mangiare il “Best italian Food”. Una breve ricerca dei miglior ristorante italiano a Londra.  Scoprirai che ci sono, non solo ristoranti m anche Fast Food Italiani a Londra. Se ti trovassi però a vivere stabilmente in una casa a Londra, se tu avessi preso un airBnb o dividessi una casa o una stanza con persone che come te hanno deciso di lasciare il loro Paese per venire lì, magari vorresti stupirli cucinando il famous italian food, insomma i tuoi piatti del cuore: lasagne, pasta, pizza, arancini ecc…   Famous Italian food: Il meglio del cibo italiano all’estero Lo sappiamo. L’Italia ha un patrimonio enogastronomico immenso. Il nostro paese conta infatti 821 tra prodotti Dop (Denominazione di Origine Protetta) e Igp (Indicazione Geografica Protetta), senza contare più di 5mila specialità locali. Prodotti agroalimentari Italiani, che entrano a far parte dell’esercito del Traditional Italian Food all’estero.  Un recente sondaggio dell’agenzia Klaus Davi & Co, ha individuato i 10 prodotti italiani che più sono amati fuori dal nostro Paese.  ‘Nduja e Pesto. Prodotti della tradizione calabrese e genovese La Piadina Romagnola, che ha fatto innamorare di sé i tanti tedeschi e russi che affollano la riviera durante i mesi estivi Mozzarella di Bufala, piatto forte italiano secondo americani e inglesi Tartufo bianco d’Albamolto alto è particolarmente amato dai cinesi ricchi Bistecca Fiorentina, piatto molto amato da inglesi e nordeuropei Speck del Trentino-Alto Adige, amato un po' da tutti Gambero rosso di Mazara, del quale vanno atti sia sudamericani che olandesi Lenticchie di Castelluccio Bottarga di muggine della Sardegna amata dai russi Pane di Altamura adorato dagli scandinavi. Se il successo di pasta e salumi ci appare quasi scontato, un dato interessante è legato all’export dei formaggi: Parmigiano Reggiano, Grana, Pecorino e Mozzarella sono sempre più richiesti in Francia e Stati Uniti ma anche Germania, Regno Unito, Giappone e Spagna. Secondo alcuni dati recenti l'esxport lattiero-caseario garantisce un fatturato di 2,4 miliardi di vendite estere. Mozzarella di bufala: the authentic italian mozzarella cheese  Il Regno Unito vanta 700.000 varietà di formaggi fra cui 12 a denominazione protetta. Nel 2018 il formaggio italiano ha aumentato le sue esportazioni dell’8% rispetto al 2017. È difficile però competere con la vera Mozzarella italiana, come la Mozzarella di bufala.  Abbiamo parlato prima di dell’export dei formaggi (come l’export della mozzarella di bufala). Se quindi ti trovi a Londra e vuoi gustarti il meglio delle tradizioni italiane, puoi fare una breve ricerca digitando: italian food near me oppure Italian food in UK. Ti troverai davanti più di un negozio prodotti italiani a Londra.  Sono in tanti infatti gli imprenditori che hanno deciso di aprire attività per rispondere all’intento di chi ricerca “buy italian food” su internet. Se in te batte ancora un cuore italiano fatto di pasta al sugo e pizza, non puoi escluderti dalla ricerca della mozzarella, di quella vera.   C'è solo un posto a Londra dove puoi trovare la vera mozzarella italiana...   Mozzarella di Bufala a Londra, una mission (quasi) impossible: La Latteria Nel cuore della City c’è una realtà diversa. Un cuore di pasta filante, che non propina in maniera più o meno autentica, the real Italian Food. Un caseificio mozzarella di bufala, nel cuore della City. È la storia di Simona Di Vietri e della sua Latteria.   Simona è un’imprenditrice che ha deciso di abbandonare il mondo della finanza a Londra per aprire un Caseificio. Come tante altre, anche quella di Simona è un’azienda italiana a Londra.  Quello che rende però unica la realtà de La Latteria è la capacità di riportare in U.K. quella che gli inglesi chiamano Mozzarella Cheese (e sì, capisco che questo termine possa causare colpi al cuore), insomma la vera Mozzarella di Bufala a Londra.  Non semplicemente un negozio prodotti italiani a Londra ma un pezzo dell’Italia gastronomica nella City. Cresciuta in Basilicata, Simona, ricorda di essere diventata grande tra i piccoli produttori di formaggio della sua regione, che producevano e le consegnavano sul momento i prodotti del caseificio. È per questo che la filosofia alla base del caseificio di Simona è proprio quella di non far passare più di 8 ore dalla produzione della mozzarella al consumo/vendita.  In questo modo la scommessa di Simona è stata più che vincente e capace di trasformare l’Italian Food in London, in uno scrigno nel quale viene prodotta la vera Mozzarella di Bufala Italiana, un angolo d’Italia a Londra.

LET'S RAIN, L'ARTE INCONTRA LA LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO
LET'S RAIN, L'ARTE INCONTRA LA LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO
LET'S RAIN, L'ARTE INCONTRA LA LOTTA AL CAMBIAMENTO ...

"Let's Rain" è un progetto d’arte pubblica partecipata ideato dal collettivo bolognese Panem et Circenses e finanziata da L'Isola d'Oro, azienda parmense specializzata in conserve ittiche. L’iniziativa artistica è stata realizzata con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sul cambiamento climatico. I presenti si sono messi in cerchio e, incalzati dagli artisti, si sono interrogati sul proprio ruolo nel processo di sconvolgimento climatico e sulla possibilità di rallentarlo. Silvia Petronici, curatrice del progetto Let's Rain spiega: “Come nell’arte tradizionale i pittori scelgono il tipo di pittura, così questi artisti hanno scelto, per realizzare la propria opera, una donna Maori che interpreta un canto chiamato Karanga, che significa chiamata, e vuole essere un richiamo alla condizione climatica della Terra”. "Let's Rain", dice Silvia Petronici, “Ha lo scopo d’intervenire con il linguaggio dell’arte in un movimento più ampio per aumentare l’attenzione nei confronti del clima”.  Situazione climatica dell’Italia: i dati Il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800. 1,44°C in più rispetto al 2015. Aumento della CO2 di 2,5 ppm l’anno. -50% delle precipitazioni. 51% delle risorse idriche italiane viene impiegato dal settore agricolo. Da non dimenticare la siccità che causerà sicuramente razionamenti idrici nelle colture.  

SPOTIFY PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA I SUOI PROFITTI: TUTTI I DATI
SPOTIFY PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA I SUOI PROFITTI: TUTTI I DATI
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Mese importante per Spotify, perchè rende pubblici i suoi profitti. È la prima volta che un’azienda di streaming fa questo tipo di dichiarazione. Questa decisione è stata fatta dall’azienda a causa di una riduzione fiscale, relativa alle sue quote della Tencent Music, che gli hanno permesso di essere più trasparente. I dati sono aggiornati alla fine del mese di settembre 2018 e mostrano un totale di 191 milioni di user attivi mensilmente (MAU) con un aumento del 28%. I guadagni di Spotify arrivano alla cifra di circa di 1 miliardo di euro, con un incremento del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Se non si calcolasse la perdita dovuta al tasso di cambio in crescita all’estero, l’azienda avrebbe potuto raggiungere un aumento del 33%. Gli incassi di Spotify premium ammontano a circa un miliardo nel terzo trimestre. In aumento del 31% rispetto all’anno precedente.   I profitti di Spotify, le spese e i costi medi Il totale delle spese operative di Spotify è di 348 milioni, con una perdita di 6 milioni di euro nel 2018. La perdita totale operativa è di 291 milioni. Il costo medio per ogni utente è di 4,73 euro, il che rappresenta un meno 6% rispetto l’anno scorso ma un aumento del 12% rispetto al trimestre precedente. I profitti di Spotify sono del 25,3% a settembre 2018, in aumento rispetto al 22 dell’anno precedente. Ma si calcola una leggera diminuzione rispetto al trimestre aprile e giugno. Spotify è stata in grado di ottenere queste entrate puntando su tagli ai costi di marketing e ricerca e sviluppo, permettendo di salvare più di 300 milioni. Nonostante il guadagno diretto dalla rete sia di 43 milioni di euro, è un importante guadagno per le aziende che si affidavano agli spazi pubblicitari per incrementare le entrate.

QUANTI UTENTI HA RAGGIUNTO SPOTIFY? ECCO I DATI DELLA CRESCITA
QUANTI UTENTI HA RAGGIUNTO SPOTIFY? ECCO I DATI DELLA CRESCITA
QUANTI UTENTI HA RAGGIUNTO SPOTIFY? ECCO I DATI DELLA ...

Se la vostra domanda è “Quanti utenti ha raggiunto Spotify?”, ecco rivelato il numero dei suoi iscritti, raggiunto nel trimestre luglio-settembre 2018: la compagnia conferma di aver raggiunto una base di 87 milioni di iscritti alla fine di settembre. Questo significa che l’azienda ha aumentato i propri iscritti di 4 milioni in poco più di tre mesi, sfruttando il crescente mercato per la musica on demand. Nonostante la crescita sia impressionante, è in calo nella curva di crescita del 2018 e nonostante Spotify abbia adottato alcune promozioni molto aggressive di recente. Da pochi mesi infatti è possibile accedere gratuitamente in alcuni stati, tra cui Australia, Inghilterra e Stati Uniti, alla versione premium per un periodo di prova di 60 giorni. Nel trimestre luglio-settembre Spotify ha visto una crescita di 1,33 milioni di iscritti al mese, mentre nei tre mesi precedenti la cifra era il doppio: 2,67 milioni al mese, per un totale di 8 milioni.   Aumento iscritti Spotify in linea con le previsioni dell’azienda La cifra degli utenti iscritti a Spotify è comunque in linea con le direttive dell’azienda che aveva previsto di arrivare alla fine del terzo trimestre, con un numero di iscritti tra 85 e 87 milioni. Alla fine del 2017 Spotify aveva 71 milioni di iscritti, aumentando nel 2018 il proprio pubblico in media di 1,77 milioni al mese. Questo riflette l’aumento generale degli ascolti musicali su servizi di streaming che è aumentato del 50,2% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Nel 2017 gli streaming totali sono stati 321 miliardi, mentre da gennaio ad ora il numero ha già superato i 482 miliardi di passaggi. Solo questa settimana c’è stato un incremento degli ascolti rispetto alla precedente dello 0,9% e del 43% rispetto alla stessa settimana dello scarso anno. Crolla invece la vendita di musica online diminuita del 2% rispetto alla settimana scorsa e del 26,9% rispetto alla stessa settimana dello scorso anno. Ecco tutti i numeri che ci dicono quanti utenti ha raggiunto Spotify e cosa si prevede per il futuro.  

CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA
CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA
CANZONI DIVENTATE FAMOSE GRAZIE AI FILM ORA AL CINEMA ...

Uno dei modi più utili per fare diventare virale un brano è quello di utilizzarlo come colonna sonora in un film in uscita al cinema, sono infatti molte oggi le canzoni diventate famose grazie ai film. Capita spesso che nelle pellicole per ragazzi o a tema musicale, le canzoni abbiano una vetrina talmente vincente da poter scalare le classifiche internazionali. Ad esempio, il film A star is born ha guadagnato circa 1,7 milioni solo in Italia. Più di 200 milioni nel mondo il primo mese, a fronte di un budget di appena 40 milioni e la canzone principale di questo film, “Shallow”, ha più di 60 milioni di visualizzazioni su Youtube ed è già la terza settimana al primo posto nella Billboard Top chart. L’intero album della colonna sonora ha venduto più di 150 mila copie reali o digitali. Solo negli Stati Uniti e quasi 300 mila a livello internazionale.   Canzoni famose grazie ai film: prima o dopo l’uscita della pellicola Le vendite delle canzoni famose grazie ai film vengono calcolate anche con i singoli scaricati individualmente e quelli ascoltati in canali streaming a pagamento. A volte invece i brani vengono rilasciati prima del film in cui sono contenuti con la stessa funzione di un trailer contribuendo a creare un’attesa tra il pubblico. Un altro brano di una colonna sonora che sta avendo molto successo è quello che ha lanciato il trailer del film della Sony Hotel Transylvania 3. Il film è stato un vero successo a livello globale e ha raccolto più di 500 milioni di cui 1,7 milioni in Italia la prima settimana. Jonas Blue e Joe Jonas hanno composto il brano centrale di questa pellicola, “I see love”, uscita un mese prima del film come anticipazione. La canzone che ha già raccolto più di 20 milioni di visualizzazioni su Youtube è diventato il brano di un cartone animato Sony di maggior successo negli ultimi anni. Insomma, tante sono le canzoni dei film diventate famose, ce lo dicono i numeri.  

CLONARE UN SITO: PERCHÈ E COME TI FREGANO I SOLDI ONLINE - PARTE 1
CLONARE UN SITO: PERCHÈ E COME TI FREGANO I SOLDI ONLINE - PARTE 1
CLONARE UN SITO: PERCHÈ E COME TI FREGANO I SOLDI ONLINE ...

Marco Montemagno, imprenditore e broadcaster digitale, fondatore di Slashers, ci ha raccontato come i cosiddetti Capitan Uncino del digitale hanno potuto clonare un sito, il suo, rubandone il nome.  Sul dominio hanno clonato un certo numero di articoli del suo sito, compresa la bio e all’interno di questo sito clone hanno inserito una recensione che sembrava fatta a suo nome. Marco Montemagno ci dice che conoscere chi c’è dietro la registrazione di un sito clonato è possibile utilizzando uno dei servizi di Whois. Dopo aver interrogato questo programma, usciranno in lista i nomi di chi ha registrato il dominio d’interesse e da quanto tempo è attivo. Clonare un sito vuol dire creare un’esatta copia separata che può essere ospitata sullo stesso server del sito in produzione, ovvero sul sito originale, o su un server diverso, in base alla necessità. Terminata la procedura di clonazione, le due entità, sia quella originale che la copia, saranno attivi contemporaneamente e agiranno come due siti separati.   Sito clonato: come fare e perchè Ci si chiede perché scegliere di clonare un sito. I motivi possono essere diversi. Lo si può fare se si intende spostare un sito da un hosting ad un altro, per implementare una nuova versione di sviluppo o per aggiornare piattaforma e plugin o per sostituzione tema. Il perché di un sito clonato è spesso quello di rubarne il ranking in Google per scopi personali, per ottenere click su altri contenuti o, il più delle volte, per inserire nel clone i link verso altri siti web che si intende posizionare su Google per monetizzare. La maggior parte delle volte i siti clone prevedono una ricca rete di link per nascondere il sito principale che ne sfrutti la situazione.  

QUANTO COSTA UNA ROSA A SAN VALENTINO?
QUANTO COSTA UNA ROSA A SAN VALENTINO?
QUANTO COSTA UNA ROSA A SAN VALENTINO?

Il 14 febbraio divenne ufficialmente il giorno di San Valentino nel 496 ma non è sempre stata la festa iconica che intendiamo oggi, in cui chiedersi “quanto costa una rosa a San Valentino?”, infatti la maggior parte delle cose che associamo a questa festa sono invenzioni relativamente recenti. In Nord America è iniziata con uno scambio di regali e biglietti di auguri fatti a mano fino al 1840 quando Esther Howland fece il primo biglietto d’auguri prodotto in massa. Abbiamo la prima scatola di cioccolatini a forma di cuore vent’anni dopo, nel 1868, e 40 anni dopo abbiamo il primo biglietto della Hallmark. Da allora San Valentino è diventata una delle maggiori feste commerciali dell’anno con oltre 19 miliardi spesi ogni anno. Ma come vengono spesi esattamente questi soldi? San Valentino è una celebrazione dell’amore e nulla viene associato all’amore nel pensiero collettivo più dei fiori carini e degli anelli di diamanti ma anche se 14 milioni di americani fanno proposte di matrimonio il giorno di San Valentino e altri milioni ricevono bouquet di fiori.   Quanto costa una rosa a San Valentino? Dipende dai giorni San Valentino è ancora molto lontano dalle feste di Natale, in entrambi i fronti è anni luce indietro rispetto alla festa della mamma per quanto riguarda i fiori. Ma quando si parla di rose niente ci si avvicina neanche lontanamente. Oltre 250 milioni di rose vengono acquistate ogni San Valentino ma da dove vengono le rose e quanto costa una rosa a San Valentino? La maggioranza provengono dalla Colombia. Anche se un bouquet di rose costa 31 dollari ad agosto. Il 14 di Febbraio lo stesso bouquet costa invece intorno ai 50 dollari. Ma quanto si può guadagnare vendendo rose a San Valentino? Sembra dipendere interamente da un fattore inaspettato: il giorno della settimana. Secondo gli esperti la domenica si vendono meno rose e il mercoledì si vendono più rose. Sembra che la risposta abbia a che fare con il fatto che il 75% di chi compra fiori a San Valentino siano uomini e che quando San Valentino è durante la settimana, è più difficile che ci si organizzi per uscire rispetto a quando la festività cade nel weekend.

MILLENNIALS E OLTRE: SOTTOCATEGORIE DELLE ULTIME GENERAZIONI
MILLENNIALS E OLTRE: SOTTOCATEGORIE DELLE ULTIME GENERAZIONI
MILLENNIALS E OLTRE: SOTTOCATEGORIE DELLE ULTIME ...

Ci sono differenti generazioni a confronto: la Generazione z, i Millennials e gli Xennial (generazione tra gli X e i millennials) fatta da coloro che si sentono speciali come i millennials ma in modo diverso. Facciamo chiarezza sulle generazioni e vediamo d'identificarle.    Generazione Z La Generazione Z comprende i nati tra il 1995 e il 2012: ragazzi cresciuti nel pieno boom di Internet, abituati al multitasking e all'uso simultaneo di diversi dispositivi, ancora più interconnessi dei Millennials. Un esercito di ragazzi, circa 2 miliardi in tutto il mondo, che nel 2025 costituiranno oltre il 30% della forza lavoro. Talenti del futuro, che stanno rivoluzionando anche l'approccio con cui le aziende sono costrette, volenti o nolenti, a integrare queste risorse nel miglior modo possibile.   I millennials I millennials sono nati tra il 1981 e il 1996 e sono giovani tra i 22 e i 34 anni che fanno i conti con due cambiamenti epocali: la rivoluzione digitale, di cui sono massimi utenti ed esperti, e la scarsità di lavoro e reddito.   Xennial Si tratta di un neologismo introdotto per definire una parte dei “giovani” nati tra il 1977 e il 1983, a cavallo fra la generazione X e quella Y dei millennials. Una fetta piccola, ma importante, perché racchiude la gioventù ibrida: quella cresciuta in un mondo ancora analogico prima di affacciarsi all’età adulta dove ha scoperto internet. Loro sono i testimoni di uno dei più grandi cambiamenti sociali economici e culturali.  

GLI ASSISTENTI ALLA POLTRONA: I RISCHI DI UN MESTIERE
GLI ASSISTENTI ALLA POLTRONA: I RISCHI DI UN MESTIERE
GLI ASSISTENTI ALLA POLTRONA: I RISCHI DI UN ...

Ritorna Lenny Carl con i suoi studi e consigli su argomentazioni sempre varie e illuminanti. Stavolta ci parla della condizione di salute degli assistenti alla poltrona. Prima di tutto, precisiamo cosa faccia l’assistente alla poltrona: è una figura professionale paramedica che opera all’interno di uno studio dentistico e unisce assistenza operativa a mansioni di segreteria amministrativa. L’assistente di poltrona è quindi la prima persona con cui un cliente si interfaccia quando si rivolge ad uno studio odontoiatrico e la stessa persona che prepara la postazione di lavoro, materiali e strumenti compresi. Ma torniamo a Lenny, cos’ha scoperto stavolta per noi?   Gli assistenti alla poltrona: rischi e buone notizie Basandosi su ciò che è emerso da un importante studio, Lenny ci dice che esiste una forte incidenza di infertilità ed aborti nelle assistenti dentali alla poltrona. Questo studio ha coinvolto migliaia di assistenti dentali californiane e pare che i disturbi alla salute siano dovute alle continue inalazioni di mercurio durante le fasi di lavorazione e di estrazione delle vecchie otturazioni dentali, senza le dovute precauzioni e protezioni al lavoro. Ma, allo stesso tempo, Lenny ci dà notizie che rincuorano, emerse da un nuovo studio pubblicato su una rivista tedesca. Quest’ultimo ci dice che il consumo giornaliero di pectina da agrume modificato insieme all’alginato di alga kelp possono, in un’importante percentuale, eliminare il mercurio dall’organismo che si è bio-accumulato nel tempo, senza intaccare ed eliminare i sali minerali essenziali e soprattutto senza effetti collaterali. È un’ottima scoperta che farà bene agli assistenti alla poltrona, i quali adesso potranno lavorare più sani e leggeri.  

SANREMO 2019, PER RED RONNIE IL FESTIVAL INVECCHIA I GIOVANI
SANREMO 2019, PER RED RONNIE IL FESTIVAL INVECCHIA I GIOVANI
SANREMO 2019, PER RED RONNIE IL FESTIVAL INVECCHIA I ...

Sanremo 2019 è un pot-pourri secondo Red Ronnie: dalla canzone d'autore alla musica indie, dalla classica canzone italiana alla trap. Genere, il trap, che dovrebbe sparire, sostiene Red Ronnie, che si occupa di giovani e musica dagli anni '80 e che racconta cosa significhi per un millennial vivere di musica oggi. Il Festival quest’anno ha voluto attirare gruppi diversi, dai più adulti ai più giovani. Tentativo, secondo Red Ronnie, mal riuscito. Quest’ultimo fa inoltre una riflessione sulla situazione attuale dei giovani artisti che desiderano immettersi nel mondo musicale. Secondo Red Ronnie il Festival di Sanremo è una passerella dove si espone la mercanzia, soprattutto il Sanremo di quest’anno.   L’opinione di Red Ronnie su Sanremo 2019 Secondo Red Ronnie il Festival di Sanremo è una passerella dove si espone la mercanzia, soprattutto il Sanremo di quest’anno. È nel 1983 che Red Ronnie diventa conduttore televisivo e si occupa di musica. La sua opinione è quindi ponderata e ci racconta di un personaggio che possiede un’ampia conoscenza su tale tematica. Ha portato nei suoi programmi molti artisti underground che apparivano solo su riviste e radio specializzate. Negli anni successivi Red Ronnie si occupa di un progetto, una web TV: Roxy Bar TV. Tramite questo programma mette in evidenza sue esperienze legate al mondo musicale, come interviste a grandi personaggi della musica. Servizio della nostra inviata a Sanremo Fausta Sbisà.

SANREMO 2019: IL FESTIVAL PIÙ SOCIAL DI SEMPRE, TANTE LE INTERAZIONI
SANREMO 2019: IL FESTIVAL PIÙ SOCIAL DI SEMPRE, TANTE LE INTERAZIONI
SANREMO 2019: IL FESTIVAL PIÙ SOCIAL DI SEMPRE, TANTE ...

Se gli ascolti del Festival di Sanremo 2019 sono in calo, è in costante aumento l’interazione social, il cosiddetto “secondo schermo”, fenomeno iniziato col botto fin dalla prima serata, che ha contato 2,8 milioni di interazioni. Il Festival ha favorito l’interazione social attivando una social room insediata al Forte Santa Tecla a cura di Annie Mazzola e la redazione di UnoMattina che ha presidiato i principali social network, quali Facebook, Twitter e Instagram, con contenuti sempre nuovi e aggiornati: dirette Facebook, interviste, preview e chicce degli artisti.   Sanremo 2019 e il social più utilizzato dagli spettatori È Instagram il social network più utilizzato per l’interazioni dagli spettatori del Festival. Ha generato la percentuale più alta di interazioni (il 54%), seguito da Twitter con il 31% e infine da Facebook con il 15%. L’hashtag è stato mezionato 161 mila volte. L’engangment raggiunto tramite le interazioni social dal Festival di Sanremo 2019 è pari all’815,8 mila. Invece, il picco delle interazioni è stato registrato da Twitter alle ore 01:29, quando è stato proclamato il vincitore Mahmood. I dati ci dicono, inoltre, che il Festival è stato l’evento televisivo più seguito in diretta streaming su RaiPlay, escludendo quelli sportivi. Che dire?! Sanremo 2019 ha stupito su vari fronti e si è affermato senz’altro come il Festival più social di sempre.

MFW 2019: IL BUSINESS DEGLI AFFITTI BREVI DECOLLA, AIRBNB AL 1° POSTO
MFW 2019: IL BUSINESS DEGLI AFFITTI BREVI DECOLLA, AIRBNB AL 1° POSTO
MFW 2019: IL BUSINESS DEGLI AFFITTI BREVI ...

È entrata nel vivo la Milano Fashion Week, la settimana della moda di Milano che si è aperta con il debutto in passerella di Benetton, storico marchio trevigiano e diventa sempre di più un hub internazionale, in grado di attrarre in città stilisti, giornalisti da 5 continenti, creativi, buyer, e addetti ai lavori. Un mare di persone e di denaro se si calcola che 1/5 del pil della Lombardia proviene dalle 4 settimane della moda che in gennaio, febbraio, giugno e settembre animano Milano e provincia. Persone che oltre che utilizzare i tradizionali canali di ospitalità come Hotel, B&B e pensioni, si affidano sempre più spesso a nuove soluzioni di alloggio, come l’utilizzo di app, quali Airbnb, per l’affitto breve di appartamenti. Secondo una stima del portale di appartamenti americano Airbnb, leader mondiale nel settore, nella settimana 19-25 febbraio l’80% degli alloggi sarà occupato, e si prevedono 80mila arrivi, segnando un significativo più 4,2% rispetto all’anno precedente.   MFW 2019: chi ha preferito la formula dell’affitto breve? Il picco delle presenze alla Milano Fashion Week, con oltre 10 mila persone in arrivo in città, è previsto per la giornata di venerdì che vede in passerella nomi come Bottega veneta, Max Mara e Versace e apre le porte al gran finale con giganti come Armani, Dolce&Gabbana, Salvatore Ferragamo e Missoni. L’80% delle persone che ha preso in affitto un alloggio proviene dall’estero, con una quota importante di USA (11%), seguita da francesi (9%), inglesi (7%), tedeschi (6%) e spagnoli (4%). A preferire la formula dell’affitto breve, piccoli gruppi di persone, dai 2 ai 3, che si fermano in città con una permanenza media dai 3 ai 5 giorni. L’indotto turistico durante la MFW ammonta a circa 20 milioni di euro e coinvolge circa 25 mila imprese con 128 mila addetti, di cui il 64% tra alloggio e ristorazione, 22% nello shopping, il 14% nei servizi business e trasporti e 1% nel settore cultura e tempo libero, per un totale di 160 milioni di ricavi nella sei giorni della manifestazione.

TOMO: AMICA DEI GIOVANI
TOMO: AMICA DEI GIOVANI
TOMO: AMICA DEI GIOVANI

anteprima mondiale per l’Istituto Europeo di Design che torna al Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra per presentare Tomo, la concept car elettrica realizzata in collaborazione con Honda Design. Tomo è il risultato del progetto di tesi sviluppato dai tredici studenti del Master biennale in Transportation Design IED Torino, sede del network che attrae giovani da tutto il mondo e li forma per diventare i designer del prossimo futuro. Proprio come avviene all’interno di un design centre automotive, la Casa giapponese ha chiesto agli studenti di lavorare su un brief, Honda next “fun” driving, con l’obiettivo di disegnare quello che secondo loro dovrebbe essere il mezzo di trasporto ideale per i giovani da qui a sei anni. Dopo una lunga fase di ricerca intorno a valori chiave come amicizia, divertimento alla guida e rispetto per l’ambiente, e dopo mesi di progettazione, è nata l’idea di Tomo, una concept car elettrica a metà strada fra uno smart device e un mobility tool, in grado di unire in un unico abitacolo le esigenze del divertimento nel tempo libero fuori dalla città con quelle lavorative all’interno dello scenario urbano. Un veicolo di questo tipo, pensato per essere un fedele compagno del proprio user e in grado di adattarsi ai suoi desideri e alle sue esigenze, non poteva che chiamarsi Tomo, parola che in giapponese significa proprio amico, a sottolineare l’immagine di un mezzo di trasporto che racchiude in sé tutto ciò di cui l’utente ha bisogno nella vita di tutti i giorni, dentro e fuori dalla città. Il design di TOMO (lunghezza 3997mm – larghezza 1893mm – altezza 1556mm – interasse 2690mm) nasce da un’analisi di ricerca orientata al prodotto, alla sua funzionalità e a un immaginario giovane. In Tomo le tradizionali barriere fra esterno e interno di un veicolo esistono fisicamente ma sono superate concettualmente: la volumetria da coupé e le funzionalità da mini pick-up sono infatti “mascherate” da un aspetto esteriore fashion e young urban. L’interno è dunque concepito per offrire esperienze in linea con l’impostazione easy and friendly degli schermi, del volante e del sistema head-up sul windscreen. L’esterno è a sua volta plasmato su queste funzionalità, divenendo quasi un wearable device empatico e identitario dello user, adattandosi all’occorrenza allo scenario urban e a quello country. Tomo è stata progettata per un nuovo segmento di mercato in cui non è l’età anagrafica che conta. Mira a intercettare l’interesse delle nuove generazioni: quelle che sempre più spesso svolgono un mestiere non tradizionale; quelle che vogliono vivere in modo più divertente e più utile il veicolo; quelle che considerano il rispetto per l'ambiente, l'ecologia e la sostenibilità valori fondamentali attorno a cui costruire il proprio futuro.

SALONE DI GINEVRA: IL RISCATTO DELL'AUTO ITALIANA
SALONE DI GINEVRA: IL RISCATTO DELL'AUTO ITALIANA
SALONE DI GINEVRA: IL RISCATTO DELL'AUTO ITALIANA ...

Novità Salone di Ginevra: passione auto italiane Le novità al Salone di Ginevra sono molte, ma oggi è il turno delle case automobilistiche italiane, in grado ancora di stupire in questa edizione del 2019 presentando la nuova auto made in Italy. Le più famose case automobilistiche italiane hanno deciso per il Salone dell’auto di Ginevra di puntare su due obiettivi: motori elettrici e auto ibride. Le novità del Salone di Ginevra sono sicuramente loro: i nuovi modelli presentati da F.I.A.T., Alfa Romeo e Ferrari.   Nuove auto FIAT 2019: FIAT Concept Centoventi La casa automobilistica italiana per eccellenza, FIAT festeggia i 120 anni di età, e ha deciso di rilanciarsi alla grande presentando FIAT concept centoventi, la city car elettrica del futuro. Un concept car che racchiude un po’ in sé la filosofia e la visione del marchio italiano per il prossimo futuro. I nuovi modelli FIAT 2019 puntano esclusivamente su motori elettrici.  Fiat Concept 120 è infatti l’auto elettrica italiana per eccellenza: dal pacco batterie che si consente di estendere il range da 100 a 500 km. Una nuova city car elettrica, Concept Centoventi apre ad una reinvenzione personalizzabile della Panda. La Centoventi è pensata infatti per essere altamente personalizzabile e aggiornabile. Il cliente potrà scegliere gli equipaggiamenti interni, gli accessori e adattare gli spazi in base alle necessità. Una vettura “democratica”, per tutti, come fu, nel 1957 per la Fiat 500. Sarà offerta in forma base con una batteria singola capace di garantire un’adeguata autonomia nei centri urbani ma i clienti possono aggiungere fino a tre batterie.   Alfa Romeo 2020: il Suv Alfa Romeo compatto  Alfa Romeo fa un altro passo nella storia. La casa automobilistica italiana presenta Tonale, la vera novità Alfa romeo 2019 che prende il nome da uno dei passi delle alpi lombarde.  È l’alfa romeo suv compatta, per adesso ancora una concept. L’Ibrido Alfa Romeo infatti arriverà nella sua veste definitiva solo alla fine del 2020 e sarà disponibile anche con la motorizzazione ibrida plug-in. Per non appesantire troppo l'auto e non perdere le doti stradali tipiche, il sistema ibrido del nuovo SUV Alfa Romeo dovrà essere leggero. La tecnologia scelta è quella dell'e-turbo:un turbocompressore in cui la turbina mossa dai gas di scarico genera corrente, con cui poi viene alimentato un compressore elettrico.   La Nuova Ferrari: Ferrari ibrida del futuro Il mito del cavallino rampante non tramonta mai. Al Salone di Ginevra 2019 la protagonista è lei: f8 tributo. La Ferrari ultimo modello, F8 che si presenta come una berlinetta a due posti con motore centrale-posteriore, omaggio al motore v8 ferrari più potente di sempre. Motore 8 cilindri da 720 cv, accelera da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi, la Ferrari nuovo modello tributo sarà in vendita ad ottobre a 236 mila euro. Il motore 8 cilindri Ferrari è identificato nel mondo dell’automobile come il simbolo della sportività e del piacere di guida, in particolare quando è montato in posizione centrale-posteriore, su una vettura a due posti. La F8 Tributo è equipaggiata con il pluripremiato V8 turbo Ferrari, “best in class” nel segmento di riferimento, e miglior motore degli ultimi 20 anni secondo gli esperti del settore. Nel 2018 è stato nominato per il terzo anno consecutivo come “Engine of the Year”, ricevendo nella votazione più del doppio dei punti rispetto al secondo classificato. Tra le novità al Salone di Ginevra è stata anche confermata la messa sul mercato entro pochi mesi della prima Ferrari ibrida non legata a una serie limitata, alla quale, entro la fine del 2019 seguiranno altri 3 modelli. Insomma, la macchina italiana, anche le supercar, hanno iniziato il loro processo verso l’elettrificazione. Nel 2020 allora arriverà la prima Ferrari ibrida, e poi la Ferrari Suv (si dovrebbe chiamare "Purosangue") nel 2022.  

SALONE DELL’AUTO DI GINEVRA 2019: LE NOVITÀ DI OGGI
SALONE DELL’AUTO DI GINEVRA 2019: LE NOVITÀ DI OGGI
SALONE DELL’AUTO DI GINEVRA 2019: LE NOVITÀ DI OGGI ...

Novità salone di Ginevra 2019: la parola d’ordine è emissioni zero Son più di 100 le anteprime presentate dalle case automobilistiche di tutto il mondo. L’obiettivo per tutti i modelli presenti al Salone dell’auto di Ginevra 2019 è quello delle emissioni zero: le case automobilistiche italiane e non solo puntano a creare auto elettriche.   Nuovo modello citroen: Citroën Ami One Concept Citroën Ami One Concept è una macchina pensata per muoversi nel traffico cittadino. Ha un'autonomia dichiarata di circa 100 Km. Il nuovo modello Citroën è pensato per essere una valida alternativa al trasporto pubblico e agli altri mezzi di trasporto individuale su 2 ruote. Quest’auto elettrica e compatta è accessibile a tutti a partire dai 16 anni anche se dipende dalle leggi in materia di guida dei vari Paesi.  Citroën Ami è un’auto connessa e facilita l’accesso alla mobilità per i suoi clienti in funzione di un sistema di car sharing o noleggio rispondendo alle loro diverse necessità di utilizzo.  Citroën Ami One Concept dispone anche di un’applicazione mobile dedicata per facilitare il suo utilizzo. Il conducente può liberamente gestire in qualunque momento i parametri delle applicazioni a bordo, ma anche prolungare l’esperienza cliente dal suo Smartphone. Ami One Concept viaggia fino a 45km/h e offre sino a 100 Km di autonomia. La batteria agli ioni di litio si ricarica facilmente con il suo cavo elettrico. Per una ricarica completa sono sufficienti 2 ore. La novità del Salone di Ginevra 2019: Peugeot e-208 Peugeot presenta la e-208. 136 CV e un'autonomia di marcia fra i 340 e i 450 Km. Batteria garantita 8 anni o 160.000 Km. Al Salone dell’auto di Ginevra, la Peugeot e-208 è nuova anche nello stile e si ispira alla berlina 508 anche negli interni, con l’impostazione di guida tipica delle ultime auto della casa automobilistica francese.  Auto elettrica, Peugeot e-208 è dotata di una batteria da 50 kWh che, secondo la casa  automobilistica francese promette fino a 450 km di autonomia. Per una ricarica completa sono necessarie circa 23 ore.   Nuova Smart 2019: Smart Forease+ La nuova Smart 2019 è la Smart Forease+ che interpreta la filosofia del marchio tedesco. Un'auto elettrica, una citycar a due posti ispirata alle speedster degli Anni 60. Sportiva dentro e fuori, la nuova smart 2019 si presenta curata anche nei dettagli.   Novità Salone di Ginevra 2019: Polestar 2  Polestar 2, prima berlina totalmente elettrica di Casa Volvo, in grado di competere con la Tesla Model 3. Prezzi a partire da 39 mila Euro. Può essere acquistata solo online. Ha due motori elettrici e 408 CV, oltre a un look curato e minimale. Ha forme non convenzionali la Polestar 2, esposta al Salone di Ginevra 2019 un modello a batterie. La Polestar 2 permette l'accensione del motore con lo smartphone.   Auto dell’anno 2019: Jaguar I-PACE Chi ha detto che le elettriche non possono essere sportive e lussuose? A cambiare il paradigma ci ha pensato per prima Jaguar con I-Pace che anticipa i tedeschi nello sfidare Tesla con la sua Model X. In occasione del Salone dell’auto di Ginevra 2019 è stata eletta l’auto dell’anno 2019. Si tratta della Jaguar I-Pace, o per essere precisi la Jaguar I-Pace elettrica, la prima Jaguar elettrica spinta da due motori a corrente da 200 CV. La Jaguar I-Pace: autonomia di 480 km.   

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