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10 YEARS CHALLENGE PER IL MONDO DELL’AUTOMOBILE
10 YEARS CHALLENGE PER IL MONDO DELL’AUTOMOBILE
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10 years challenge è il trend del momento e il TGPOP ha accettato la sfida, coinvolgendo il mondo dell’automobile. È il fenomeno social di questi giorni: la condivisione di uno scatto del 2009 confrontato con uno del 2019. E il mondo dell’automobile non poteva esimersi. Il portale Drivek ha deciso di accettare la sfida. Fiat Panda regna incontrastata: era la regina nel 2009 e detiene ancora scettro e corona di auto più amata dagli italiani. Ma com’è cambiata l’auto degli italiani negli ultimi 10 anni? Secondo la ricerca di Drivek è più alta di 5 cm, più lunga di 20 e più larga di 6. Insomma, è SUV mania.   10 Year Challenge: l’evoluzione dell’automobile Se nel 2009 fra le sport utulity vehicle c’era solo un modello, la Nissan Qashqai, oggi, a gennaio 2019 ne troviamo ben quattro: Dacia Duster, Hyundai Tucson, Peugeot 2008 e Peugeot 2008. Ci sono altre due vetture in grado di competere al #10yearschallenge. Si tratta di Citroën C3 e Lancia Ypsilon che, nonostante i vari restyling subiti, rimangono, così come nel 2009, nella top ten delle vetture più amate. Ma cosa rappresenta il fenomeno del #tenyearschallenge? Secondo Kate O’Neil, giornalista esperta in tecnologia, di Wired, sarebbe una fra le più grosse raccolte di dati personali attraverso il riconoscimento facciale, anche ai fini della sicurezza. Nel mondo ci sono 626 milioni di camere per la sicurezza. Nel 2017 ne sono state vendute 97 milioni. Si valuta che il mercato dei software per il riconoscimento facciale valga circa 9 miliardi di dollari, con una crescita annua di oltre il 21%.  

LA DISEGUAGLIANZA ECONOMICA SECONDO IL NUOVO RAPPORTO OXFAM
LA DISEGUAGLIANZA ECONOMICA SECONDO IL NUOVO RAPPORTO OXFAM
LA DISEGUAGLIANZA ECONOMICA SECONDO IL NUOVO ...

I ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri: lo dice il nuovo rapporto Oxfam sulle disuguaglianze economiche. Un numero ristrettissimo di persone continua ad accumulare la maggior parte delle ricchezze del pianeta. Il divario tra ricchi e poveri è in continua crescita. I ricchi del pianeta hanno visto aumentare i propri averi del 12% al ritmo vertiginoso di 2,5 miliardi di dollari al giorno. Poi c’è la metà più povera che invece, secondo il rapporto Oxfam, perde in un solo anno l’11%. E se la ricchezza accelera a beneficio di pochi, la povertà non rallenta. L’obiettivo ONU di sconfiggere la povertà mondiale entro il 2030 si allontana. Lo dice la Banca mondiale.   Diseguaglianze economiche e diseguaglianze di genere I dati ci dicono che 3,4 miliardi di persone ogni giorno vivono con meno di 5 dollari. Il record negativo se lo aggiudicano le popolazioni dell’Africa sub-sahariana, dove la povertà estrema è in crescita. Ciò che emerge dal rapporto Oxfam è che la diseguaglianza economica si fa anche diseguaglianza di genere. Una donna nel mondo guadagna mediamente il 23% in meno di un uomo. E se il lavoro delle donne in famiglia fosse retribuito? Secondo una simulazione, se il lavoro familiare di tutte le donne del mondo venisse appaltato ad un’unica compagnia, questa azienda fatturerebbe 10.000 miliardi di dollari ogni anno. Un colosso grande, per fatturato, 43 volte la Apple. Chiudiamo con l’Italia: a metà dello scorso anno, il 20% dei più ricchi possedevano il 72% dell’intera ricchezza italiana. Dal 22 al 25 gennaio a Davos, in Svizzera, i grandi della terra si riuniranno per l’annuale forum economico mondiale.  

IL DISEGNO DI LEGGE 989: E DOPO LA MANOVRA, LA CONTROMANOVRA
IL DISEGNO DI LEGGE 989: E DOPO LA MANOVRA, LA CONTROMANOVRA
IL DISEGNO DI LEGGE 989: E DOPO LA MANOVRA, LA ...

Chiamatelo “Omnibus”, una sorta di deposito degli oggetti smarriti da dove passano cani e porci e ognuno lascia la proposta di legge che gli pare e poi se va va sennò va bene. Chiamatelo “Omnibus” ma in realtà si tratta del disegno di legge 989, ovvero, pomposamente delle “disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione”. Sono 10 articoli e 100 emendamenti (alla faccia della semplificazione!) che, passati al vaglio del Senato, dovrebbero correggere gli sfondoni di una legge di bilancio fatta in fretta e furia col fiatone pungente di Juncker sul collo.   La legge 989 e i punti salienti Allora, in questa “contromanovra”, nata da un universo parallelo al nostro, spuntano ora: la cancellazione della cosiddetta “tassa sulla bontà” che raddoppiava gli oneri degli enti benefici dal 12 al 24% scatenando l’orda dei frati francescani; lo stop alle trivelle nello ionio (per 3 anni, poi si vede); i soldi per gli ulivi in Puglia contro la xylella, per le PMI, per le famiglie di Rigopiano; e poi forse la Tari in bolletta elettrica, i concorsi dei medici non specializzati ecc. Questa contromanovra dovrebbe fare da sedativo agli elettori legastellati sospettosi del fatto dalla vecchia manovra, molto elettorale, mancavano le cose serie. Peccato che con questa contromanovra in retromarcia nel buon senso manchino ancora inezie tipo il Codice degli appalti,  manchino i fondi per l’apprendistato e contro il caporalato; e manchi il blocco delle tasse comunali e il taglio del cuneo fiscale che non abbiamo ancora bene capito cosa significhi. Inutile porsi domande: speriamo, tra un po’, nella contromanovra della contromanovra della manovra, roba, a firmarla, da fare slogare il polso al premier Conte.  

COSA VEDERE A BERLINO? IL REICHSTAG, CERCANDO LA MERKEL
COSA VEDERE A BERLINO? IL REICHSTAG, CERCANDO LA MERKEL
COSA VEDERE A BERLINO? IL REICHSTAG, CERCANDO LA ...

Alberto ci racconta cosa vedere a Berlino e continua la sua avventura cosiddetta “Europa 50”,  la quale sta quasi volgendo al termine. Su una bici che corre rapida, Alberto ci porta al centro e ci indica cosa vedere a Berlino. Molti i turisti che popolano la città. Al riguardo sappiamo che, nel 2017, l’economia del turismo a Berlino ha subito un incremento di un miliardo di euro, rispetto agli ultimi due anni. Il primo monumento che ci invita ad esplorare è il Reichstag, il cuore del Parlamento tedesco, chiamato anche Dishwaser, ovvero “lavastoviglie”. Il Reichstag fu inaugurato nel 1894 e tornò ad essere la sede Parlamento nel 1999. Alberto ci racconta che esiste un tunnel tra il palazzo del primo ministro e il Reichstag. Il primo “tunnel della libertà” venne scavato nel 1961. L’ultimo nel 1982, consentendo la fuga a 300 cittadini dell’est.   Cosa vedere a Berlino? Dal Carillon alla Potsdamer Platz Cosa vedere a Berlino? Insomma, tanti sono i monumenti con una bella storia, come il famoso Carillon, ovvero, l’orologio della città. La torre è alta 42 metri ed ha 68 campane e si configura come il quarto carillon più grande del mondo. Alberto attraversa anche Potsdamer Platz, piazza che ai tempi è stata divisa in due dal Muro per 40 anni, è un luogo in cui Berlino est ed ovest si incontrano. Interessante sapere che il 21 luglio 1990 si tenne a Potsdammer Platz il concerto “The Wall” dei Pink Floyd, davanti a 350.000 spettatori. Ecco che Alberto, anche stavolta, ci ha saputo indicare con vivacità ed interesse cosa vedere a Berlino. Che l’avventura continui!

EAST SIDE GALLERY DI BERLINO, COSA VEDERE E COME RAGGIUNGERLA
EAST SIDE GALLERY DI BERLINO, COSA VEDERE E COME RAGGIUNGERLA
EAST SIDE GALLERY DI BERLINO, COSA VEDERE E COME ...

Alberto approda a Kreuzberg, dove si trova l’East Side Gallery di Berlino, la galleria d’arte urbana e a cielo aperto più lunga del mondo. East Side Gallery di Berlino, cosa vedere? C’è tanta arte sul Muro, se continui a leggerci ti raccontiamo chi sono i protagonisti. East Side Gallery di Berlino, come raggiungerla? Te lo diciamo subito: per arrivare a East Side Gallery, le fermate della metropolitana più vicine sono Ostbahnhof ed anche Warschauer Strasse. East Side Gallery di Berlino: i graffiti della libertà Durante il periodo della divisione, la parete del Muro rivolta verso Berlino ovest era stata ricoperta da numerosi graffiti, un modo creativo per esorcizzare il simbolo di molta sofferenza. Dall’altro lato, però, il Muro era sempre pattugliato e il grigio cemento era l’unico colore consentito sul muro. Dopo la caduta, il comune commissionò a 121 artisti di venti nazionalità diverse, coinvolto anche l’italiano Romano Pinna, di realizzare 118 murali sul tratto di Muro di 1,3 km antistante la Sprea e fino a quel momento rimasto intatto. Se ti stai chiedendo a East Side Gallery di Berlino cosa vedere, ti rispondiamo subito elencando i nomi degli artisti che hanno realizzato i murales: Kasra Alavi, Kani Alavi, Jim Avignon, Thierry Noir, Ingeborg Blumenthal e molti altri. Tra i graffiti più famosi c’è il bacio tra Erich Honecker e Leonid Brežnev e la Trabant targata 9-11-1989 che sfonda il muro, diventati entrambi delle vere e proprie icone. Adesso che sai cosa vedere a East Side Gallery di Berlino e come raggiungerla, non ti rimane che iniziare ad esplorarla e lasciarti emozionare da tanti colori e forme caratteristiche. Alberto, dopo aver visitato la galleria, per cui non ha speso nulla perché completamente gratuita, ha ancora in tasca 19, 53 euro. L’avventura berlinese continua!

SOCIAL TOUR NEL CHIANTI: VIAGGIARE E POSTARE, POSTARE E VIAGGIARE
SOCIAL TOUR NEL CHIANTI: VIAGGIARE E POSTARE, POSTARE E VIAGGIARE
SOCIAL TOUR NEL CHIANTI: VIAGGIARE E POSTARE, ...

Si può vivere il sogno italiano da protagonisti, scoprendo il territorio lontano dai centri urbani e nello stesso tempo attraverso i social. I piccoli borghi e i paesaggi rurali attingono, così, a questo nuovo trend, che riesce a raccontare antiche tradizioni attraverso un linguaggio semplice, fatto di sapori, sguardi, sorrisi. Rimane il fatto che ci sono viaggi che non si possono raccontare ed esperienze uniche che vanno vissute in prima persona. La terra del Chianti offre e regala questo tipo di esperienze: una cena nella vigna diventa subito un momento magico. La nuova travelling experience, per essere tale, deve coinvolgere attivamente il viaggiatore, attraverso attività uniche nel loro genere, affidandosi a strategie di comunicazione integrata, quali i social network.   Social tour nel Chianti: tra storytelling e Instagram stories Lo storytelling diventa il canale prescelto per far conoscere posti da sogno e i travel blogger, attraverso le Instagram stories e le dirette live su facebook, sono la chiave d’accesso. Il tour nel Chianti è ottimo da fare anche a bordo di una 500 d’epoca, con sullo fondo panorami mozzafiato e degustazioni di vini: ingredienti perfetti per un viaggio alternativo alla scoperta dell’eccellenze del territorio. Un viaggio nel viaggio che coinvolge attivamente viaggiatori di qualsiasi età. E se il viaggiatore oggi è più consapevole e preferisce un viaggio fai da te, a portata di click, il settore oggi è più consapevole e preferisce anch’esso un viaggio fai da te, a portata di click, e per questo il settore dei tour operator fa inversione di marcia. L’esperienza da offrire è retro chic. La degustazione di vini in cantina è inoltre a km zero e la location a conduzione familiare, con piccoli gruppi a numero chiuso. Ci si concentra sull’emozione e sul ricordo. Il sogno italiano prende vita tra un brindisi nelle vigne del Chianti ed un selfie a bordo di una Fiat 500. Che dire?! Che il viaggio abbia inizio!

MERCATI DELL’USATO MILANO: LA PRODUTTIVITÀ DI EAST MARKET
MERCATI DELL’USATO MILANO: LA PRODUTTIVITÀ DI EAST MARKET
MERCATI DELL’USATO MILANO: LA PRODUTTIVITÀ DI EAST ...

I mercati dell’usato a Milano sono molto frequentati ed apprezzati. East Market è un mercato dell’usato a Milano che accoglie ogni giorno circa 20 mila visitatori e oltre 300 espositori da tutta Italia. È il mercatino vintage milanese per eccellenza, nel quale confluiscono espositori da tutta Italia, tra collezionisti di modernatario e vintage, artisti, grafici, artigiani e designer. Quest’ultimi sono selezionati dallo staff di East Market. In questo mercato second hand si può trovare di tutto: accessori, scarpe, abbigliamento, borse, cd, mobili, disci e complementi d’arredo. È un mercato dell’usato a Milano che accontenta proprio tutti e spazia moltissimo, per questo è anche così visitato.   East market: il mercatino dell’usato Milano più appassionante Tutto ciò che è esposto in questo mercatino di seconda mano respira di passato, un passato che è felice di ritornare e prender nuova vita. Migliaia sono gli articoli nuovi e usati tra vintage, modernariato, artigianato, design e pulci. Sono moltissimi anche gli espositori e collezionisti che fanno parte di questo mercato dell’usato a Milano: sono loro la vera anima del mercatino second hand. Le loro idee, insieme ai loro prodotti, rendono unica ed appassionante ogni nuova edizione, sempre tanto ricca di sorprese. Un peccato sarebbe non fare un giro in East market, il mercatino dell’usato a Milano che piace molto ai più adulti ed anche ai giovani. I dati ci dicono che nel 2017 il 48% degli italiani ha comprato e venduto usato, tra i millenials il dato sale al 5% . Inoltre, le regioni che guidano la second hand economy sono Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna.  

FLYBOARD AIR, FRANKY ZAPATA E IL SOGNO DI VOLARE
FLYBOARD AIR, FRANKY ZAPATA E IL SOGNO DI VOLARE
FLYBOARD AIR, FRANKY ZAPATA E IL SOGNO DI VOLARE ...

Flyboard air nasce da un sogno. Franky Zapata è il suo ideatore. È partito dall’hoverboard acquatico e ha iniziato a sognare di rimuovere i tubi, rimuovere la moto d’acqua, per renderla capace di volare ovunque nel mondo. Franky Zapata ha 40 anni ed è nato a Marsiglia. Nel 2012 ha inventato un jet che vola sull’acqua, dando inizio a un’industria da 200 milioni di dollari. Ma nel 2016 ha stupito il mondo con il flyboard air. All’inizio era solo un sogno, poi è diventato un’idea concreta che si è realizzata pian piano. È stato un processo lungo, durato 4 anni e alla fine sta funzionando. Il Flyboard air permette di volare proprio come Ironman. Arriva a 150 metri di altezza e può superare i 140 km all’ora. L’obiettivo è cambiare il modo in cui ci muoviamo.   Flyboard air come funziona? Le caratteristiche Franky Zapata è famoso dal 2011 per il suo flyboard air, inoltre, il jet di Zapata è stato notato dall’esercito francese, per dotare i soldati del futuro della capacità di volare. La tavola permette al pilota di effettuare acrobazie partendo dalla superficie dell’acqua, fino ad una decina di metri di altezza. Il fantastico flyboard air è un mezzo autonomo e libero di muoversi in ogni direzione, come fosse un drone o un elicottero. Si basa su una tavola, la cui parte superiore fa d’appoggio ed ancoraggio ai piedi di chi lo dirige. L’alimentazione è fornita dal combustibile presente in uno zaino che funge da serbatoio ed il jet è controllato da un joystick tenuto in un polso dal pilota. In quest’esperienza pazzesca, i comandi di volo sono regolati dall’equilibro del pilota, il quale interagisce con il flyboard air sia per picchiare che per cabrare. È un’esperienza che lascia senza fiato e fa sognare, da vivere pienamente.

LA BLOCKCHAIN PER L’INNOVAZIONE, SECONDO DAVIDE CASALEGGIO
LA BLOCKCHAIN PER L’INNOVAZIONE, SECONDO DAVIDE CASALEGGIO
LA BLOCKCHAIN PER L’INNOVAZIONE, SECONDO ...

Abbiamo incontrato, sullo sfondo del Talent Garden a Milano, Davide Casaleggio, presidente della Casaleggio Associati e presidente e fondatore dell’Associazione Rousseau, la piattaforma di democrazia diretta del Movimento 5 Stelle, il quale ci ha dato il suo punto di vista sulla blockchain per l'innovazione. Tanto per cominciare, vi spieghiamo in due parole cos’è la blockchain: è una struttura dati paragonata alla banca dati e ai registri gestiti in modo centralizzato da autorità riconosciute e regolamentate ed inoltre rappresenta un’alternativa a livello di sicurezza, affidabilità e costi. Si configura, insomma, come un nuovo paradigma per il modo in cui le informazioni sono condivise. La blockchain è stata applicata in molti contesti, a livello di registro. Per esempio, su tutte le certificazioni di filiera e anche sui sistemi di voto. Secondo Davide Casaleggio, la blockchain impatterà su tutti i livelli della socialità ma anche del business; è una delle quattro aree di interesse della quarta rivoluzione industriale, insieme all’Iot, all’intelligenza artificiale e ai big data.   La blockchain come quarta rivoluzione industriale Come ci tiene a puntualizzare Casaleggio, la blockchain per l'innovazione, questa quarta rivoluzione industriale, potrebbe essere un grande slancio, un grande punto di partenza per l’economia italiana, per molte delle caratteristiche che possiede. È oggi una priorità capire come utilizzare queste tecnologie della quarta rivoluzione industriale all’interno del sistema paese Italia. Sappiate che la blockchain è usata per registrare eventi, accordi, transazioni, assicurandosi che non vengano cancellati. È inoltre un registro pubblico, distribuito, virtualmente immutabile. È stata inventata assieme ai Bitcoin, da Satoshi Nakamoto nel 2008. Al riguardo, il Ministero dello sviluppo economico ha un piano industria 4.0 che prevede incentivi alle imprese che colgono le opportunità della quarta rivoluzione industriale.

ALTRO CHE NARCOS! ECCO LA STORIA DELL' INFILTRATO - PARTE 1
ALTRO CHE NARCOS! ECCO LA STORIA DELL' INFILTRATO - PARTE 1
ALTRO CHE NARCOS! ECCO LA STORIA DELL' INFILTRATO - ...

Gianfranco Franciosi, meccanico navale, ci racconta il suo vissuto e passaggio da infiltrato nel mondo dei Narcos a testimone di giustizia: «La mia storia ha inizio come un qualsiasi cittadino italiano, un operaio meccanico, esperto nella navigazione e nella costruzione di imbarcazione da corsa, dopodiché accade un brutto incontro con un personaggio della banda della Magliana che poi viene ucciso e per aiutare la polizia divento un agente infiltrato a tutti gli effetti.» Gianfranco Franciosi è stato il primo civile italiano infiltrato nel mondo dei Narcos. Ci racconta che ha viaggiato per sei anni in Sudamerica, in Spagna, in Italia, a contatto con la ‘ndrangheta e il clan di Lauro e a stretto contatto soprattutto con quei boss che poi son finiti tutti in stato di arresto.   Da Narcos a testimone di giustizia Gianfranco Franciosi racconta che viene inserito in un programma speciale di protezione, il quale, oltre a salvaguardare la persona, la priva della sua identità e la vieta di avere contatti con la famiglia, la costringe a cambiare scuole, insegna ai bambini a mentire, manca di assistenze ed una serie di altre condizioni che il meccanico navale ha denunciato. Il contratto che viene firmato dice che l’attività che si lascia nel momento in cui si rientra nel programma di protezione, viene congelata a livello fiscale, contributivo e tutto viene salvaguardato. Gianfranco chiede la fuoriuscita dal programma di protezione dopo un anno e otto mesi circa e nel rientrare a casa iniziano ad arrivargli cartelle esattoriali di cifre assurde In definitiva, questo passaggio da Narcos a testimone di giustizia gli costa caro: in Francia viene arrestato e sconta 7 mesi di carcere duro da innocente. Tornato in Italia diventa testimone di giustizia ma lo stato lo abbandona. Uscito dal programma di protezione lo Stato chiede oltre 60.000 euro di tasse arretrate.  

COME FUNZIONA IL FISCO IN UK PER I GIOVANI E DOVE SI PAGANO LE TASSE?
COME FUNZIONA IL FISCO IN UK PER I GIOVANI E DOVE SI PAGANO LE TASSE?
COME FUNZIONA IL FISCO IN UK PER I GIOVANI E DOVE SI ...

Se vi state chiedendo come funziona il fisco in Inghilterra, sappiate innanzitutto che, in attesa della Brexit, per i giovani che lavorano in territorio inglese, stabilire come tassare i redditi non è sempre così facile. Per farlo, la prima cosa da considerare è l’iscrizione o meno all’Aire. Secondo la regola generale, tutti i cittadini che lavorano all’estero e che non sono iscritti all’Aire sono fiscalmente residenti in Italia e devono ogni anno pagare le imposte sui redditi ovunque prodotti. Chi non è iscritto, per essere fiscalmente residente in Italia, pur lavorando in Inghilterra, deve essere iscritto all’anagrafe comunale italiano per la maggior parte dell’anno.   Come funziona il fisco in Inghilterra: regole da considerare È fiscalmente residente in Italia: chi è iscritto all’anagrafe comunale per almeno 183 giorni all’anno chi ha la residenza in Italia chi ha il domicilio il Italia chi si è trasferito in un paese a fiscalità privilegiata Se fiscalmente residente in Italia e in Inghilterra si presentano le dichiarazioni ma occorre considerare anche altri fattori, per esempio, la soglia minima di reddito imponibile, prevista nel Regno Unito. Chi la supera pagherà automaticamente le tasse inglesi. Per non pagarle anche in Italia, dovrà indicarle in dichiarazione e farsi riconoscere un credito pari alle tasse pagate in Inghilterra.   Come funziona il fisco in Inghilterra, a partire dalla dichiarazione Per compilare la dichiarazione è necessario: raccogliere CU e buste paga, italiane ed estere verificare di aver superato la soglia minima di reddito imponibile La situazione è diversa per chi risiede in Inghilterra. In questo caso valgono le regole britanniche. È bene sapere che l’anno fiscale in Regno Unito inizia il 6 aprile e che sono previste le trattenute sullo stipendio lordo al netto dei contributi. Non sono previsti bonus per spese sanitarie e d’affitto. Tutto questo non vale solo in l’Inghilterra. Per capire dove pagare le tasse, le regole sono generali. La prima è l’iscrizione all’Aire.  

FATTURAZIONE ELETTRONICA COME FUNZIONA? MOLTI RESTANO FUORI
FATTURAZIONE ELETTRONICA COME FUNZIONA? MOLTI RESTANO FUORI
FATTURAZIONE ELETTRONICA COME FUNZIONA? MOLTI RESTANO ...

La nuova fatturazione elettronica come funziona? È obbligatoria dal primo gennaio e fa davvero paura a tutti. Dal primo gennaio 2019 la fattura cartacea va in pensione. Il suo posto passa a quella elettronica. Ma siamo sicuri che interessi proprio tutti? A rispondere alla domanda “la fatturazione elettronica come funziona?” ci sono i dati che ci dicono, prima di tutto, che riguarderà cinque partite Iva su 10, per le altre cinque tutto come prima. L’obbligo interessa tutte le operazioni tra privati: quelle tra due soggetti passivi Iva e quelle verso i consumatori finali. Da questo momento in poi, emissione, trasmissione e conversazione delle fatture avvengono per via digitale. Gli esclusi non potranno disinteressarsene completamente perché potrebbero ricevere le e-fatture dai loro fornitori. Questo significa che dovranno organizzarsi per riceverle e gestirle ma non per emetterle.   Fatturazione elettronica come funziona? Chi sono gli esclusi? La misura interessa solo la metà dei 5,8 milioni di titolari di partita Iva, ovvero, imprenditori individuali, professionisti, società ed enti non commerciali. Ma chi sono gli esclusi? Innanzitutto, forfettari e minimi, una platea con la flat tax che comprende chi fattura fino a 65 mila euro all’anno. Il popolo delle partite Iva comprende, quindi, i minimi e forfettari, i contribuenti che fanno solo scontrini e ricevute, i contribuenti che fanno sia fatture che scontrini e i contribuenti con solo fatture. Tra gli esclusi dalla fatturazione elettronica si aggiungono artigiani ed esercenti che vendono al cliente finale e emettono scontrini e ricevute. Per loro la e-fattura inizierà il primo luglio 2019, se sono grandi operatori, mentre inizierà il primo gennaio 2020 per gli altri. Scontrini e ricevute saranno sostituiti dall’invio dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate tramite un apposito registratore telematico. Adesso che sapete la fatturazione elettronica come funziona, sappiate che si sono aggiunti medici e farmacisti, solo per il 2019, questo per via dei dati personali che viaggiano con la e-fattura.

CRISTIANO RONALDO, L’ITALIA IL SUO PARADISO FISCALE
CRISTIANO RONALDO, L’ITALIA IL SUO PARADISO FISCALE
CRISTIANO RONALDO, L’ITALIA IL SUO PARADISO FISCALE ...

Ad alcuni sembrerà impossibile, il nostro paese può rappresentare per i veri ricchi un paradiso fiscale. Così è stato per Cristiano Ronaldo che ha scelto l’Italia anche per la nostra tassazione, che premia i paperoni. Infatti, dal 2017, per chi si trasferisce in Italia, dopo aver risieduto all’estero, per 9 degli ultimi 10 anni, è prevista l’imposta “a forfait” di 100 mila euro all’anno per 15 anni sui redditi prodotti all’estero. Per i suoi familiari il forfait scende a 25 mila euro all’anno. Il nuovo regime fiscale attrae i grandi calciatori, per loro il grosso degli introiti deriva dai diritti d’immagine. Cosa fanno? Aprono società in paradisi fiscali e ricevono i guadagni e sono tassati lì dove risiede la società. Ma queste pratiche creano problemi! Spesso partono verifiche dello Stato di residenza.   Cristiano Ronaldo ultime notizie: la condanna di CR7 La condanna di Ronaldo in Spagna ha previsto 2 anni con la condizionale, per aver evaso 14,7 milioni di euro. Grazie al nuovo regime, Cristiano Ronaldo pagherà solo 100 mila euro di tasse per tutti i redditi esteri, ovvero, quelli di immagine. I dati ci dicono che nel 2017, con le sole sponsorizzazioni, Cristiano Ronaldo ha guadagnato 54 milioni di euro e che il suo patrimonio si aggira tra i 230 e i 290 milioni di euro. Inoltre, Cristiano Ronaldo ha stipulato con la Juventus, un contratto di 31 milioni di euro all’anno, mentre per la sponsorizzazione Nike ha percepito 24 milioni di euro all’anno. Insomma, solo nel 2017 ha guadagnato 93 milioni di dollari in tutto. L’opinione pubblica, al riguardo, è spaccata in due: per molti, tutto questo, è elusione legalizzata, per altri un’opportunità per far arrivare grandi campioni.

PREZZO BALLE DI FIENO E I GIOVANI CONTADINI
PREZZO BALLE DI FIENO E I GIOVANI CONTADINI
PREZZO BALLE DI FIENO E I GIOVANI CONTADINI ...

Antonio Di Pietro ci dà un suo punto di vista sulla tematica prezzo balle di fieno e fondi europei. Ci dice «Se si vuole davvero permettere ai giovani di ritornare nelle campagne e di vivere quest’esperienza anche dal punto di vista economico, finanziario, imprenditoriale, di lavoro, dobbiamo metterci in testa che nel nostro paese sono tante migliaia di piccole proprietà che possono essere competitive in quanto stanno in rete tra loro.» Ci racconta, inoltre, quel farebbe lui sulla questione del prezzo balle di fieno, fondi europei e sul miglioramento della qualità dell’attività: «Quindi io, fossi al governo, sovvenzionerei la Costituzione di cooperative agricole in modo che non ci sia bisogno di avere ognuno una mietitrebbia, ognuno un trattore e metterei in rete tutto questo. Diventiamo competitivi perché anche noi riusciamo ad abbattere i costi e ad avere un quantitativo di prodotto tale da essere qualitativo ed essere competitivo. »   Prezzo balla di fieno: Quanto costa una balla di fieno? Antonio Di Pietro ci dà delle risposte su quanto costa una balla di fieno, così: «Quando mi arriva un camion per prendermi dieci balle di fieno, la balla di fieno la vendo a 5 euro, a 10 euro, in Sicilia anche a 3 euro. Una balla di fieno da noi arriva a 15/20 euro a volte, quando il camion per venire e portarla dove la deve portare spende più di gasolio, più di affitto del camion e non lo riesci neanche a riempire il camion di balle di fieno.» Infine, Antonio Di Pietro, dopo averci dato delle dritte su quanto costa una  balla di fieno, sostiene che mettersi in rete è una decisione che frutta nel lungo periodo e abbasserebbe il prezzo balla di fieno. Conclude il suo discorso affermando: «La burocrazia da una parte, l’inesperienza dall’altra e la mancanza di assistenza a chi vuole accedere ai fondi europei ancora oggi permette che manco la metà dei fondi venga usata. Parliamo di fondi europei ma in realtà sono fondi italiani che abbiamo dato all’Europa e ce ne ridanno un po’. Le regioni al Nord riescono a utilizzarli ma le nostre regioni, soprattutto quelle del Sud, la maggior parte ha un residuo non utilizzato a fine anno »  

È AFFIDATA ALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE LA REGIA DELLO SPOT “LEXUS”
È AFFIDATA ALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE LA REGIA DELLO SPOT “LEXUS”
È AFFIDATA ALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE LA ...

Lexus ha realizzato il primo spot pubblicitario scritto interamente da un sistema di Intelligenza Artificiale (IA). “Driven by Intuition” è diretto da Kevin Macdonald, regista acclamato per capolavori cinematografici quali “L’Ultimo Re di Scozia” e “Whitney”, oltre che vincitore del Premio Oscar per il Miglior Documentario per “Un giorno a Settembre”. Lo studio creativo The&Partnership ha collaborato con Visual Voice per creare l’Intelligenza Artificiale in grado di sceneggiare lo spot, sfruttando il sistema Watson messo a punto da IBM, in grado di elaborare dati, audio, testo e video per catturare quelli adatti alla creazione di una sceneggiatura capace di coinvolgere gli spettatori. Un progetto senza precedenti, che vede la collaborazione tra un sistema di Intelligenza Artificiale e un rinomato artigiano della pellicola per sperimentare i limiti del connubio lavorativo tra uomo e macchina, esplorando l’importanza dell’intuitività ed esprimere le peculiarità della nuova Lexus ES Hybrid.   L’Intelligenza Artificiale addestrata per far spot pubblicitari Una volta portato a termine questo processo, Kevin Macdonald ha preso in mano il testo e portato alla luce questa magnifica storia. La produzione ha imposto lo sviluppo di un particolare sistema di Intelligenza Artificiale, addestrato con oltre 15 anni di storia relativa alle migliori pubblicità Luxury che negli anni si sono aggiudicate i Cannes Lions, i premi del Festival Internazionale della Pubblicità. Il sistema è stato approntato inoltre per includere le informazioni sui principali fattori che coinvolgono emotivamente gli spettatori, una fase portata avanti da Unruly, piattaforma globale di ad-tech specializzata in Digital e Video Advertising. L’utilizzo delle informazioni relative ad altre pubblicità è stato importante per evitare il rischio di produrre qualcosa che fosse troppo familiare agli occhi del pubblico. Quindi sono stati inseriti i dati relativi al brand Lexus per consentire allo spot di rispecchiare le caratteristiche del marchio.  

LE AUTO DEL FUTURO AL CES 2019
LE AUTO DEL FUTURO AL CES 2019
LE AUTO DEL FUTURO AL CES 2019

A Las Vegas si sta svolgendo, proprio in queste ore, il CES la più importante rassegna, a livello mondiale, dedicata all'elettronica di consumo e le auto del futuro. Ormai da anni, sono sempre più numerose le Case automobilistiche che "snobbano" i tradizionali saloni per approdare al CES. Anche in questo 2019 il filo conduttore del settore automotive sono la guida autonoma, l'elettrificazione e l'intelligenza artificiale applicate al mondo delle due e delle quattro ruote. In questa puntata di Pop Car abbiamo preso in considerazione quattro esempi che meglio illustrano queste prerogative.   Le auto del futuro al CES: dall’Elevate alla Mercedes Benz VisionUrbanetic L’auto del futuro si chiama Elevate ed è il primo veicolo in grado di camminare. L’auto-robot elettrica di Hyundai inaugura il segmento UMV Ultimate mobility vehicle. Unisce robotica e tecnologia EV per il trasporto di persone, anche in luoghi impervi. Ha quattro ruote, un motore ed un volante. Le ruote hanno delle caratteristiche particolari, che le fanno assomigliare a sottili e agili zampe di un insetto. Tecnologia hi-tech, connettività e guida autonoma sono le prerogative di BMW Vision INext: una vera e propria rivoluzione dell’utilizzo del tempo da passare in automobile. Tra le auto del futuro in fiera c’è anche Mercedes Benz Vision Urbanetic, l’auto elettrica a guida autonoma che può trasportare 12 persone, oppure può essere utilizzata per il carico delle merci. Il CES 2019 a Las Vegas è la fiera dell’elettronica di consumo che quest’anno ha visto in mostra le auto del futuro.   Le auto del futuro al miglior show di Las Vegas Il Consume Electronic Show è una fra le vetrine maggiori del mondo auto motive, che quest’anno “ha messo in mostra” le auto del futuro. Secondo il “The Wall Street Journal” è il salone più importante per la mobilità alternativa, una fra i trend principali del 2019. Secondo uno studio, entro il 2020 saranno presenti sulle strade 1 milione di shuttle on demand, per arrivare a 2,5 milioni entro il 2015. L’Italia ha donato un grande contributo all’evento che ha visto protagoniste le auto del futuro, partecipando con una cinquantina di startup. Nel complesso, sono state 1.100 startup provenienti da 40 paesi a parteciparvi.

MODA SOSTENIBILE E SHARING ECONOMY: IL PROGETTO VIC
MODA SOSTENIBILE E SHARING ECONOMY: IL PROGETTO VIC
MODA SOSTENIBILE E SHARING ECONOMY: IL PROGETTO ...

Il progetto VIC , “Very important choice”, nasce quando Sara, al rientro dalla Danimarca, dopo un master in Imprese sociali, coinvolge Francesca, romana e docente esperta di moda sostenibile. Come ci racconta Sara, gli abiti sostenibili già esistono ma è difficile trovarli e accedervi e quando si trovano costano troppo. L’idea di VIC è innovare il settore della moda, attraverso una piattaforma di sharing di capi sostenibili. Con VIC è possibile, attraverso il modello della sharing economy, quindi di una sottoscrizione mensile di soli 49 euro, avere accesso a tre capi. Ammonta a 49 euro la spesa media che un utente fa per un solo capo di abbigliamento in una qualsiasi catena di vestiti.   La moda sostenibile economica e creativa di VIC I capi sostenibili disponibili sulla piattaforma hanno un valore che va da 100 fino agli 800 euro e, quelli messi in condivisione, vengono dati direttamente dai brand. I brand sostenibili sono selezionati secondo criteri di design, tracciabilità e sostenibilità. La piattaforma di VIC è partita ad aprile 2018, durante la Fashion revolution week con 8 brand al pre-lancio e 20 brand a settembre 2018. Il primo anno è stato dedicato al test dell’idea di questa moda sostenibile, in un secondo momento è diventato un vero e proprio servizio. Inoltre la startup ha in programma di realizzare nei prossimi 5 anni 10 showroom in 10 capitali europee. I dati ci dicono che il settore moda è oggi la seconda industria più inquinante al mondo. Quindi c’è certamente bisogno di una moda più sostenibile.  

SPORT INVERNALI OGGI: SNOWIT,  PRIMA SMART DIGITAL TRAVEL PLATFORM
SPORT INVERNALI OGGI: SNOWIT, PRIMA SMART DIGITAL TRAVEL PLATFORM
SPORT INVERNALI OGGI: SNOWIT, PRIMA SMART DIGITAL ...

Siete amanti degli sport invernali di oggi e dello sci, ma la sola idea di fare la fila per ski pass e noleggio attrezzatura vi fa passare la voglia? Trovare un maestro libero è un’impresa impossibile? Una settimana bianca vi costa quanto una water villa alle Maldive? Niente paura, da oggi c’è Snowit, la prima smart digital travel platform dedicata al mondo degli sport invernali: skipass, noleggio attrezzatura, maestri di sci, heliski e tante altre esperienze, tutto acquistabile online e con risparmi da favola. Nata nel 2016 da un’idea del 36enne milanese Pasquale Scopelliti, Snowit ha già costruito una community di 300.000 utenti e oltre 150 partner che offrono i loro servizi sulla piattaforma. Grazie a Snowit, che è stata selezionata tra le migliori 100 startup italiane all’edizione 2018 di Digithon, dove si è aggiudicata il premio Italo, è possibile risparmiare fino al 25% sul noleggio delle attrezzature, maestri di sci, skipass ed heliski. Il tutto comodamente online. Alla fiera skipass di Modena sono stati presentati i risultati di un interessante lavoro di raccolta ed analisi dati del mondo "sport invernali oggi ed impianti di risalita" italiani (Skipass Panorama turismo - osservatorio del turismo montano, promosso da ModenFfiere).   Gli sport invernali: la situazione italiana Lo studio prodotto dall’osservatorio del turismo montano ha presentato un'incoraggiante fotografia della situazione italiana in fatto di sport invernali oggi. Sono infatti oltre 4 milioni gli sportivi italiani che si danno agli sport invernali oggi e fanno sport sulla neve generando un sistema economico che vale circa l'11% del pil turistico, con un fatturato che supera gli 11 miliardi di euro previsto in crescita. Dallo studio sugli sport invernali è inoltre emerso che vi è innanzitutto un alto desiderio di consumo del "prodotto montagna". Ossia, ben il 66.8% degli italiani avrebbe il piacere di passare del tempo in una località di montagna innevata con una permanenza media di 5.2 giorni ed una disponibilità di spesa complessiva di 585.5 euro. Una cifra che può anche raddoppiare per i nuclei familiari più numerosi, da qui la necessità di cercare promozioni e possibilità di risparmio con piattaforme come Snowit. Ma non sono solo gli italiani a scegliere, per gli sport invernali oggi, le nostre località sciistiche. Negli ultimi anni, secondo gli operatori turistici, sono sempre di più gli stranieri, inglesi, tedeschi, scandinavi, russi e spagnoli, che hanno scelto il Belpaese per sciare, arrivando fino al 50% del totale delle presenze.

IL CONTENITORE ECOLOGICO CHE SI BIODEGRADA IN POCHI GIORNI
IL CONTENITORE ECOLOGICO CHE SI BIODEGRADA IN POCHI GIORNI
IL CONTENITORE ECOLOGICO CHE SI BIODEGRADA IN ...

Per i più ecologici arriva BioPap, il contenitore che si biodegrada in poco tempo, prodotto da Cartonspecialist, azienda con sede a Settimo milanese. Questo prodotto va sicuramente incontro a quella fetta di consumatori che pongono attenzione all’ambiente. La progettazione di questo speciale cartone ecologico per alimenti ha inizio nel 2003. L’aspetto che lo rende unico è il fatto di essere ricavato da foreste certificate, è quindi biodegradabile e compostabile. L’azienda che lo produce ha una lunga tradizione nelle carte alimentari, s’impegna da sempre sul fronte della sostenibilità ambientale e per quasi 2 anni cerca dei trasformatori interessati alla materia prima. Il contenitore ecologico per uno sviluppo ecosostenibile Cos’è di preciso BioPap? È un contenitore ecologico costituito da pura cellulosa spalmata con una emulsione a base d’acqua, in modo che sia impermeabile ai grassi. La plastica è completamente assente. Le performance di BioPap hanno dell’incredibile: il cartone ecologico per alimenti, infatti, resiste alle alte temperature fino a 215° ed anche a quelle più rigide fino ai 40°. Quindi questo speciale cartone ecologico può essere messo al forno o conservato in freezer, è idoneo al compost domestico e va gettato nell’umido. Ha fatto un gran bel lavoro Cartonspecialist, l’azienda che ha origine dal cartario e che col tempo si è evoluta nel settore degli imballi per alimenti. Ne saranno contenti e ne usufruiranno gli ecologisti e amanti delle abitudini più salutari.

ORTIALTI: PER UN ORTO A KILOMETRO ZERO SUL TETTO
ORTIALTI: PER UN ORTO A KILOMETRO ZERO SUL TETTO
ORTIALTI: PER UN ORTO A KILOMETRO ZERO SUL TETTO ...

E se vi vien voglia di dedicarvi all’orto a due passi da casa, anzi, no, proprio in casa e in condivisione, prendete spunto da OrtiAlti. OrtiAlti è per orti a km zero. Un progetto che punta a realizzare, gestire e promuovere orti in comunità sui tetti piani di edifici di vario genere, come scuole, supermercati, uffici, condomini. Questa start up rappresenta anche il fulcro di un nuovo rapporto tra società e ambiente urbano, tra cultura e natura e tra la lentezza della campagna e la velocità della città.   OrtiAlti: nascita e sviluppo dell’orto a km zero su tetto La start up nasce dall’incontro tra Elena ed Emanuela che realizzano un primo orto pensile sul tetto del loro studio di architettura a Torino nel 2010. Il successo le spinge a proseguire e così nel 2015 nasce e si sviluppa il progetto. Elena e Emanuela sono due donne molto determinate con una spiccata capacità imprenditoriale, le quali, partendo da un’idea, apparentemente banale, riescono a sviluppare una grande start up, che vede la possibilità di recuperare anche le realtà più deteriorate. OrtiAlti vince il premio del concorso “We-Women for Expo” di Expo Milano 2015 e Padiglione Italia, un gran bel riconoscimento. I dati ci dicono che i tetti piani inutilizzati e poco accessibili sono oltre il 20% delle superfici urbane e che gli ortaggi sugli orti pensili sono meno soggetti ai metalli pesanti. Il prezzo per costruire l’orto pensile varia tra gli 80 ed i 140 euro al metro quadrato. Dopo aver conosciuto il progetto di Elena e Emanuela, vi andrebbe di coltivare ortaggi e bei sogni? Esplorate OrtiAlti, il mondo degli orti a km 0 dai tanti i benefici, ambientali ed economici.

È  IN ITALIA L’ALGA SPIRULINA, IL CIBO DEL FUTURO
È IN ITALIA L’ALGA SPIRULINA, IL CIBO DEL FUTURO
È IN ITALIA L’ALGA SPIRULINA, IL CIBO DEL FUTURO ...

Ad attrarre in Italia la tanto apprezzata alga spirulina è Spirufarm, una start up innovativa che si è candidata come finalista all’Alimenta2Talent 2015 e attualmente è insediata al PTP Science Park. Spirufarm si configura tra le sole 5 realtà produttrici in Italia di alga spirulina, la microalga “superalimento”. La spirulina di Spirufarm è stata catalogata dalla FAO come l’ingrediente del futuro per l’elevato apporto nutrizionale e il basso impatto ambientale che la caratterizza. Sappiate che come apporto proteico equivale ad una bistecca ma si produce con molte meno risorse. Non è ottima solo la produzione ma anche il prodotto stesso, infatti, dopo prove di coltura e attenzione alla scelta dei nutrienti, Spirufarm è riuscita a modificare al meglio anche il sapore dell’alga, rendendola più gradevole al palato.   L’alga spirulina e l’incontro decisivo L’idea nasce dall’incontro tra Stefano Ida, ricercatore che per molto tempo  si è dedicato allo studio delle microalghe, e Stefano Lanzoni, imprenditore agricolo on l’obiettivo di coltivare quel che la FAO ha definito “cibo del futuro” per l’innumerevole quantità di sostanze nutritive. L’alga spirulina è il cibo con alto contenuto di proteine. È ricca di ferro, calcio, minerali e vitamine ed è molto adatta a nutrire ed offrire energia fisica e psichica. Spirufarm è una delle prime aziende a coltivare l’alga spirulina in Italia in modo ecologico e per soddisfare la richiesta nazionale. Quest’azienda ha anche un forte impatto ambientale, infatti punta a coinvolgere nel suo operato soggetti svantaggiati e di cerare un’industria circolare, la quale punta a sfruttare risorse che altrimenti andrebbero perdute. L’alga spirulina di Spirufarm è un’idea tutta green e italiana, che sta piacendo molto per diversi motivi.

COME RISPARMIARE SOLDI? ECCO L'AUTOPILOTA DEL RISPARMIO
COME RISPARMIARE SOLDI? ECCO L'AUTOPILOTA DEL RISPARMIO
COME RISPARMIARE SOLDI? ECCO L'AUTOPILOTA DEL ...

Nel 2015 Victor Trokodes e Alex Michael, due ragazzi ciprioti che lavorano a Londra, fanno una scommessa e realizzano il cosiddetto autopilota del risparmio, rispondendo alla domanda “Come risparmiare soldi?”. Victor (laureato in Economia ad Harvard) crede che il miglior modo sul come risparmiare soldi sia seguendo un budget tradizionale, "fatto a mano". Alex (un informatico) crede invece che sia meglio dare il controllo dei propri risparmi ad un algoritmo scritto appositamente da lui. Indovinate un po'? L’algoritmo fa vincere ad Alex la scommessa, risparmiando il doppio. Nasce così nel 2017 Plum, una specie di "autopilota" del risparmio, che oggi conta oltre 200.000 clienti. E la novità potrebbe aiutare i britannici, tradizionalmente meno abituati a risparmiare rispetto a noi. L’algoritmo fa risparmiare di più perché il risparmio diventa una scelta automatica che non chiede nessuna azione.   Come risparmiare soldi? L’autopilota del risparmio, dati e percentuali I dati dicono infatti che il 25% dei cittadini d’oltremanica non ha nessun risparmio da parte e per i giovani, tra i 25 e i 34 anni, la percentuale di chi ha zero risparmi sale al 38%. Sul come risparmiare soldi, l’algoritmo lavora in anticipo, mettendo da parte piccole cifre con regolarità. Il risultato è che senza notarlo si inizia risparmiare di più. Nel 2017 in Inghilterra le aziende Fintech (Tecnlogia per la finanza) come Plum, hanno attratto investimenti per 14 miliardi. Il 62% di tutti gli investimenti europei nel settore Fintech va ad aziende britanniche. Infine non si devono più cercare le migliori offerte per gas, luce, telefono ecc. Con l’autopilato è l’algoritmo ad analizzare continuamente le bollette e le offerte sul mercato. Negli ultimi 10 anni il costo delle bollette pagate dai britannici è salito del 43%. Nel corso di un’intera vita una famiglia britannica spende in media bene 582 mila euro in bollette.

LA CRISI BREXIT DELLA SANITÀ BRITANNICA: DATI E PREVISIONI
LA CRISI BREXIT DELLA SANITÀ BRITANNICA: DATI E PREVISIONI
LA CRISI BREXIT DELLA SANITÀ BRITANNICA: DATI E ...

Troppo pochi i britannici che vogliono studiare da infermieri. Le domande per i corsi di qualificazione professionale, ad esempio, sono diminuite di un terzo negli ultimi 2 anni. E così la sanità britannica fa da anni largo uso di infermieri stranieri. Ma ora, con la Brexit, anche questo canale di assunzione del personale potrebbe prosciugarsi. Nel 2018, infatti, il numero di infermieri arrivati dall’Europa per lavorare in Inghilterra è crollato. E così più della metà degli infermieri e medici britannici è preoccupato e crede che la sanità in Inghilterra peggiorerà dopo la Brexit. Nel marzo 2018, ad esempio, 98 mila posti di lavoro da infermiere rimanevano scoperti. Tre mesi dopo i posti di lavoro scoperti erano saliti a 108 mila.   E dopo la Brexit? Situazione sanitaria poco rosea Il governo si trova in difficoltà nel trovare una modalità che salvaguardi il sistema sanitario pubblico in Inghilterra. Una crisi economica post-Brexit potrebbe portare il governo a tagliare i budget relativo all’area sanitaria. La carenza registrata è di medici e soprattutto infermieri. Ne mancano almeno 40 mila, secondo i dati raccolti. Teoricamente la Brexit avrebbe dovuto configurarsi anche come l’inizio del rilancio dell’Nhs. Infatti, l'ex ministro degli Esteri, Boris Johnson, uno dei maggiori sostenitori della Brexit, aveva dichiarato che si sarebbe investito massicciamente sul servizio sanitario nazionale dopo la Brexit.

LA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L'ITALIA? NO COMPROMESSI
LA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L'ITALIA? NO COMPROMESSI
LA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L'ITALIA? NO ...

L’argomento di oggi riguarda la fastidiosissima procedura di infrazione. Sembra che ai paesi del nord l’Italia non vada molto a genio, altrimenti non si spiega perché Lettonia, Finlandia, Danimarca, Svezia ed anche Irlanda, Repubblica ceca, Estonia, Lituania e Austria, tutte insieme riunite nella “Lega anseatica”, abbiano deciso di chiedere all’Unione Europea di non accettare alcun compromesso sulla legge di bilancio italiana. Anzi, di più. Stanno proprio cercando di far condannare l’Italia con un’esemplare procedura di infrazione. Perché, il nostro paese, governato da sovranisti e populisti, che un po’ fa rima con fascisti, con il suo deficit al 2,4% , violerebbe i vincoli di bilancio.   Procedura di infrazione: paesi a confronto Sicuramente il nostro maxi debito è demoralizzante per qualsiasi esattore esistente in natura, però che a farci la predica sul rispetto delle regole europee siano proprio questi tipi del nord, ci vuole proprio coraggio. Basta girarsi attorno, in questo immenso paradiso dei doveri civici chiamato Europa: la Francia è un paese in deficit eccessivo da 10 anni e Macron annuncia che lo sarà anche il prossimo; la Spagna crede che il vincolo del 3% sia una specie di sconto per la palestra; il Portogallo importa pensionati dal resto del mondo e non gli fa pagare le tasse; la Germania ha un surplus commerciale spudorato e gran parte dei paesi del nord sono diventati paradisi fiscali per le multinazionali. L’unica procedura di infrazione che meriterebbero è, con tutta l’eleganza possibile, quella del setto nasale.

SPILUCCANDO LA LEGGE DI BILANCIO 2019: LE CURIOSITÀ
SPILUCCANDO LA LEGGE DI BILANCIO 2019: LE CURIOSITÀ
SPILUCCANDO LA LEGGE DI BILANCIO 2019: LE CURIOSITÀ ...

La legge di bilancio 2019, o manovra finanziaria, è uno dei momenti più emozionanti della vita pubblica italiana. È come quando aspetti l’apertura della busta “C’è posta per te” o scarti i cioccolatini di Forrest Gump e non sai mai quello che ti capita. Ora, questa manovra, del Governo giallo-verde, per il 2019 evoca un’idea dadaista, eppur così romantica, delle spese dello Stato. Si tratta di 40-45 miliardi di euro, tutti simpaticamente in debito, che lo Stato mette nelle tasche degli italiani dicendo «Non vi preoccupate a restituirmeli, tanto sono soldi vostri...». Certo, i soldi della legge di bilancio 2019 servono a finanziare le promesse elettorali di Salvini e Di Maio. Il reddito di cittadinanza per 9 miliardi e la quota 100 che ti farebbe andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi, alla faccia della Fornero!   La legge di Bilancio 2019: cosa ci aspetta? Sulla legge di bilancio 2019, cosa aspettarsi?! Circa 12/15 miliardi servirebbero a coprire l’aumento dell’Iva, il resto sarebbe destinato a quei piccoli grandi provvedimenti, che secondo Salvini e Di Maio devono soffiare nella nostra economia. Però in questa legge di bilancio 2019 manca un sacco di roba: manca il taglio delle pensioni d’oro, la grande battaglia dei 5 stelle. Manca metà dei rimborsi per i macchinari dell’industria 4.0, manca un terzo della flat tax, mancano i fondi per l’apprendistato e contro il caporalato, manca il blocco delle tasse comunali, e manca il taglio del cuneo fiscale. Così tutti i sindaci si sentiranno in dovere di aumentarcele, le tasse. In compenso sono state introdotte le meravigliose municipalizzate e i fantastici enti inutili che pensavamo persi tra i ricordi. La finanziaria è il momento in cui i partiti fanno il bilancio della loro vita, sperando che non gli arrivi la Guardia di finanza.

L’USCITA DALL’EURO IN ITALIA E L'ARRIVO DEL CIGNO NERO
L’USCITA DALL’EURO IN ITALIA E L'ARRIVO DEL CIGNO NERO
L’USCITA DALL’EURO IN ITALIA E L'ARRIVO DEL CIGNO NERO ...

L’euro è la nostra peste,  la Germania il suo untore e, per questo, si potrebbe pensare all’uscita dall’euro in Italia. Joseph E. Stiglitz è un premio nobel con l’elmetto, una torchemada della moneta unica con la faccia rassicurante di un vecchio zio. Il vecchio Joe consiglia al governo italiano euroscettico, cioè Salvini e Di Maio, di introdurre una moneta parallela, magari elettronica, per evitare di morire, straziati dall’economia UE, dominata dalla Germania e dall’euro cattivo, che detta così sembra che Stiglitz sia uno iettatore. Eppure, il vecchio Joe sostiene che per una questione di surplus commerciale, cioè, evitare importazioni ed esportare moltissimo, se la Germania lasciasse l’Eurozona saremmo tutti più contenti. Ma siccome non lo farà mai, tanto vale che si sostenesse l’uscita dall’euro in Italia.   Uscita dell’euro in Italia: cos’è il cigno nero? Stiglitz deve odiare fortemente i crauti, la Merkel e le BMW e sostiene che si stia avvicinando il cigno nero. Il cigno nero in economia non è un volatile, ma un evento imprevisto e spesso gravemente dannoso come, appunto, l’uscita dell’euro in Italia. Stiglitz consiglia: l’Italia prima chieda in pratica di ristrutturare il suo debito, di 2200 miliardi, pagando in titoli di Stato, che valgono come i soldi del monopoli. A quel punto gli altri membri UE, avrebbero due strade: o espellerci , ma crollerebbe l’intera Unione, o adottare una moneta più flessibile per una zona euro meridionale. Diventeremmo dunque i terroni monetari d’Europa. Gli altri paesi ci seguirebbero forse, magari, ma non è detto. Quindi, con gioia, urge catapultarci subito fuori dall’euro e sostenere l’uscita dell’euro in Italia. Stiglitz non nega che l’addio all’inizio possa essere dolorosetto, anzi, parliamoci chiaro, una mazzata per i nostri conti correnti, che si dimezzerebbero ma almeno ci toglieremmo di torno i tedeschi.  

INQUINAMENTO DA RISCALDAMENTO DOMESTICO: EMETTE PIÙ CO2 DEL TRAFFICO
INQUINAMENTO DA RISCALDAMENTO DOMESTICO: EMETTE PIÙ CO2 DEL TRAFFICO
INQUINAMENTO DA RISCALDAMENTO DOMESTICO: EMETTE PIÙ CO2 ...

L’inquinamento da riscaldamento domestico è un altro tema che sta suscitando molto interesse. A proposito, i sindaci corrono ai ripari per abbassare il tasso di inquinamento, emanando ordinanze antismog con divieti di circolazione, appelli a usare il trasporto pubblico e le auto finiscono sul banco degli imputati. Anche alcune Regioni del Nord Italia hanno stilato dei piani antisforamento. Ma siamo proprio sicuri che sia solo colpa del traffico? Come evidenziato da Vittorio Chiesa, direttore dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, se confrontiamo l’inquinamento dovuto al riscaldamento urbano e quello causato dai trasporti, emerge che la CO2 è nettamente prodotta dagli impianti termici, mentre PM10 e PM2.5, sono responsabilità in misura maggiore del trasporto urbano. Dalle caldaie quindi arriva gran parte delle emissioni di anidride carbonica che è complice del crescente riscaldamento climatico della Terra.   L’inquinamento da riscaldamento domestico: problemi e soluzioni Il problema dell’inquinamento da riscaldamento urbano è rappresentato sostanzialmente dalla vetustà del parco edilizio. Infatti, su oltre 12 milioni di edifici residenziali, ben il 74 per cento sono stati realizzati prima del 1980 «quando non c’era nessuna attenzione al risparmio energetico e al consumo di energia» sottolinea il direttore Chiesa. Come migliorare la situazione? «Si può ricorrere a soluzioni meno tradizionali - spiega Chiesa - ad esempio, le pompe di calore ad alta temperatura o soluzioni ibride in cui le pompe di calore a media o bassa temperatura possono essere combinate a caldaie a condensazione. Queste soluzioni producono un effetto positivo in termini di riduzione delle emissioni e hanno una convenienza economica per l’utilizzatore, che può ripagare l'investimento in un arco di tempo compreso tra i cinque e i sette anni». Non solo. «Se le pompe di calore venissero installate nel 23,5 per cento delle abitazioni italiane - conclude il direttore - potremmo ridurre di oltre cinque miliardi di metri cubi il gas naturale che il nostro Paese è costretto a importare, con un risparmio di circa quattro miliardi di euro all’anno».  

ENERGIA GREEN CON LE FINESTRE FOTOVOLTAICHE
ENERGIA GREEN CON LE FINESTRE FOTOVOLTAICHE
ENERGIA GREEN CON LE FINESTRE FOTOVOLTAICHE ...

Con le finestre fotovoltaiche si può trasformare la luce del sole che arriva sui vetri delle finestre in energia elettrica. È questo l'obiettivo di Glass to Power, spin-off dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, nata nel 2016 dall’idea dei professori Sergio Brovelli e Franco Meinardi. Un’innovazione scaturita dall’esigenza di risolvere il problema dell’eccessivo consumo di suolo da parte di alcune fonti di energia rinnovabile. I due docenti hanno così inventato le finestre fotovoltaiche, che si prestano a essere installate nelle facciate dei grattacieli, nei grandi magazzini, nei centri commerciali oppure in edifici vincolati architettonicamente.   Le finestre fotovoltaiche: come funzionano Ecco le finestre fotovoltaiche come funzionano: l’idea di Glass to Power si basa sulla tecnologia dei concentratori solari luminescenti (LSC). Uno strato di plexiglass viene inserito all'interno di una vetrocamera insieme a una sostanza colorante che, in seguito all’assorbimento della luce solare, riemette fotoni a lunghezza d’onda infrarossa che convergono verso il telaio della finestra. Qui, grazie a una striscia di piccole celle fotovoltaiche, vengono trasformati in elettricità. Le comuni finestre diventano così pannelli semitrasparenti in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di un edificio. Come evidenziato da Franco Meinardi, professore di fisica della materia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca e cofondatore di Glass to Power, «Ad esempio, sostituendo le vetrate di un grattacielo, come lo Shard di Londra, con le finestre fotovoltaiche, si genererebbe l'energia necessaria ad alimentare 150 appartamenti». Non solo. Oltre a produrre elettricità, le finestre voltaiche e intelligenti hanno anche un vantaggio termico: la semi trasparenza funge da filtro e contribuisce a ridurre l'energia per il raffrescamento estivo.   Le finistre fotovoltaiche: rendimento e costi Le finestre fotovoltaiche di Glass to Power hanno un rendimento pari a più o meno un terzo dei pannelli a silicio tradizionali e il costo non supera di molto quello di un serramento tradizionale: circa il 10, massimo 15 per cento in più. Ma l’obiettivo è trasformare ogni metro quadro di superficie trasparente in generatore di elettricità. Un traguardo a cui stanno lavorando nel Polo Meccatronica di Rovereto. A inizio 2019 Glass to Power ha infatti inaugurato nell'hub 4.0 di Trentino Sviluppo i nuovi spazi produttivi: il prossimo step è la commercializzazione del prodotto. Il costo delle finestre fotovoltaiche aggiunge a quello di una finestra tradizionale non più di un 10 o 15 per cento e quindi si ripaga in tempi relativamente rapidi.

BONUS SOCIALE LUCE E GAS: SCONTO CONTRO POVERTÀ ENERGETICA
BONUS SOCIALE LUCE E GAS: SCONTO CONTRO POVERTÀ ENERGETICA
BONUS SOCIALE LUCE E GAS: SCONTO CONTRO POVERTÀ ...

Riscaldare la casa d’inverno, tenere acceso il frigorifero o usare il gas per cucinare? Per tanti italiani non è così scontato. Sempre più famiglie si trovano in una situazione di povertà energetica e hanno difficoltà a pagare le bollette di luce e gas. Un aiuto? Il bonus sociale luce e gas. Roberto Malaman, direttore Consumatori Arera, ci dice che In Italia si calcola che tre milioni di famiglie siano in condizioni di povertà energetica. Il bonus sociale luce e gas è stato introdotto quasi 10 anni fa e si tratta di uno sconto sulla bolletta elettrica, del gas oppure anche sul riscaldamento condominiale quando è a gas metano. Si configura come uno sconto pari a un quarto delle bollette del gas e a un terzo delle bollette elettriche. Al bonus sociale luce e gas ne hanno diritto le famiglie che hanno un Isee sotto circa gli 8 mila euro oppure le famiglie numerose con un Isee a 20 mila euro. Il bonus sociale è, insomma, uno sconto in bolletta previsto dal Governo e reso operativo dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) in collaborazione con i Comuni.   Bonus sociale luce e gas per chi ha una malattia e non solo Esiste anche un bonus specifico per gli italiani che hanno una malattia che comporta l’uso di apparecchiature elettromedicali, indipendentemente dal reddito e dalle condizioni economiche Il bonus luce e gas è un sistema di solidarietà, viene pagato dalle famiglie italiane attraverso un piccolo prelievo in bolletta, meno di un euro all’anno. I dati ci dicono che nel 2017 circa il 12% degli italiani ha avuto difficoltà a pagare la bolletta della luce ed una buona percentuale non è riuscita a riscaldare adeguatamente la casa. Due milioni e mezzo di famiglie avrebbero diritto al bonus per elettricità gas o acqua ma solo un terzo lo chiede. Il bonus sociale ha una validità di 12 mesi. Si richiede al comune di residenza o presso un CAF. Come evidenziato da Roberto Malaman, a capo della direzione Advocacy consumatori e utenti di Arera, ogni tanto vi accede un numero di famiglie inferiore rispetto a quelle che ne avrebbero diritto: su due milioni solo un terzo lo richiede.

CAROLINA VARCHI, FRATELLI D’ITALIA: GENERAZIONE DI MEZZO
CAROLINA VARCHI, FRATELLI D’ITALIA: GENERAZIONE DI MEZZO
CAROLINA VARCHI, FRATELLI D’ITALIA: GENERAZIONE DI ...

Carolina Varchi, Fratelli d’Italia, è nata a Palermo ed ha 35 anni. Ha una laurea in Legge ed è avvocato penalista Commissione Giustizia. Ci racconta che ha atteso a casa la conferma dell’elezione, mentre ha continuato a condurre una vita regolare tra lavoro, famiglia e amici. Con entusiasmo ci di che: «Da palermitana non posso che essere orgogliosa degli spazi che ho trovato valorizzati dall’opera dell’architetto Ernesto Maria Basile. Certamente un moto d’orgoglio per aver visto lo stile liberty e poi un grande senso di responsabilità per quello che andiamo a fare . Io sono avvocato penalista e proprio in questi mesi la mia Commissione, che è quella di Giustizia, nella quale sono capogruppo del mio partito, è stata chiamata ad impegnarsi su molti fronti che riguardano proprio la giustizia penale.»   Carolina Varchi – Fratelli d’Italia, la disoccupazione giovanile La deputata ammette che l’esperienza maturata in un decennio di frequentazione da avvocato delle aule dei tribunali penali d’Italia l’ha molto aiutata. Carolina Varchi, Fratelli d’Italia conclude: «Io faccio parte di quella che definisco la generazione di mezzo. Noi nati nei primi anni 80, che stanno peggio di come stavano i genitori, che faticano ad avere un futuro, che non immaginano di poter contrarre un mutuo, di poter aprire un’azienda propria. Credo che la disoccupazione giovanile vada combattuta non con l’assistenzialismo puro e semplice ma con un’importante opera di incentivi, di no tax area per chi apre startup giovanili, per chi ha già un’impresa esistente ma vuole assumere i giovani.»

AUGUSTA MONTARULI, FRATELLI D'ITALIA: DA TORINO CON MILITANZA
AUGUSTA MONTARULI, FRATELLI D'ITALIA: DA TORINO CON MILITANZA
AUGUSTA MONTARULI, FRATELLI D'ITALIA: DA TORINO CON ...

Augusta Montaruli, Fratelli d’Italia, è nata a Torino e ha 35 anni. Ha una laurea in Giurisprudenza ed è avvocato. Inoltre, fa parte della delegazione parlamentare presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa. Ci racconta come ha deciso di entrare a far parte della politica: «Ho iniziato a fare politica a 15 anni a scuola, durante una lezione di storia. La mia professoressa disse che il problema delle foibe non doveva essere toccato dai libri di storia. Decisi in quel momento di iniziare a fare politica.» Ci dice che la cosa che più le manca di Torino, quando è a Roma, sono gli affetti e le persone con le quali condivideva la sua quotidianità.   Augusta Montaruli – Fratelli d'Italia, uno sguardo ai giovani La deputata ci confida di aver pagato una stanzetta per dormire in Capitale e di averla presa in affitto con il primo stipendio da parlamentare, in modo da essere il più possibile presente a Montecitorio. Augusta Montaruli, Fratelli d'Italia, conclude dicendoci: «I miei coetanei mi chiedono come ho fatto ad arrivare fin qui. In realtà non ho fatto niente di speciale, solo tanta, tanta, tanta militanza e tanta gavetta. Questo governo non è dalla parte dei giovani e non lo è proprio in ragione dell’approvazione del reddito di cittadinanza che non dà lavoro, non dà alcuna prospettiva futura concreta. In realtà i giovani hanno bisogno di scatenare la propria creatività e le proprie potenzialità. L’Europa è importante per i giovani ma l’Europa dei popoli, non questa fatta da burocrati che vorrebbe soffocare l’Italia e sottometterla alle ragioni di altre potenze, quali quelle francesi.»

MARIA TRIPODI, FORZA ITALIA: ALLA CAMERA CONTRO L’ANTIPOLITICA
MARIA TRIPODI, FORZA ITALIA: ALLA CAMERA CONTRO L’ANTIPOLITICA
MARIA TRIPODI, FORZA ITALIA: ALLA CAMERA CONTRO ...

Maria Tripodi di Forza Italia ha 36 anni, ha una laurea in Scienze Politiche ed è una deputata calabrese. Ci racconta la sua scelta di entrare in politica: «Mi ha spinto ad avvicinarmi alla politica una grandissima passione civile per il mio paese e per tutti quegli italiani di buona volontà che non si vogliono arrendere al disfattismo che purtroppo impera in un clima di antipolitica. I giovani hanno bisogno di certezze e di speranze, noi come Forza Italia ci battiamo affinché i nostri ragazzi, tra l’altro anche miei coetanei, rimangano nel proprio paese per lavorare e per dare lustro al paese stesso.»   Maria Tripodi – Forza Italia: una riflessione sul governo Secondo il punto di vista di Maria Tripodi, il governo non si sta occupando per niente dei giovani ed aggiunge: «Perché questa mancetta o anche misura eccessivamente assistenzialista, quale il reddito di cittadinanza, è un insulto al merito e un insulto alla capacità dei giovani del nostro Paese. Va valorizzato il merito e le capacità dei nostri ragazzi e sicuramente queste due cose non si stimolano dando un reddito assistenziale e incoraggiando i ragazzi a non occuparsi del proprio Paese, a non occuparsi della propria vita lavorativa.» La deputata Maria Tripodi Forza Italia conclude:«Io sono una giovane parlamentare che è stata eletta in Calabria. Purtroppo i dati economici ci dicono che negli ultimi 15 anni 180 mila giovani calabresi sono emigrati all’estero. Noi dobbiamo cercare, attraverso misure concrete, di bloccare questa emorragia di talenti che di fatto sta spopolando tutto il nostro meridione.»

OCCUPIED, SE LA RUSSIA INVADE LA NORVEGIA: PERSONAGGI E TRAMA
OCCUPIED, SE LA RUSSIA INVADE LA NORVEGIA: PERSONAGGI E TRAMA
OCCUPIED, SE LA RUSSIA INVADE LA NORVEGIA: PERSONAGGI E ...

“Il potere del martello di Thor sarà in grado di salvarci più della grande crisi della storia dell’umanità?” Con la suddetta frase il primo ministro norvegese, Jesper Berge, annuncia l’apertura della prima fabbrica del torio. Energia pulita contro la chiusura definitiva delle esportazioni di petrolio e gas. La conseguenza è l’improvvisa invasione della Norvegia da parte della Russia: uno stormo di elicotteri da guerra che cominciano ad occupare piattaforme petrolifere e basi di estrazione del gas. Occupied è girata con rigore tutto nordico, usando caratteri molto studiati, che ruotano senza eccedere dal ruolo su una trama perfetta.   Occupied, i personaggi di una serie fantapolitica Occupied, serie televisiva norvegese di tipo trhiller-politico del 2015, presenta dei personaggi dai profili insoliti. C’è il presidente che viene rapito dai servizi russi su un elicottero e ripescato dalla guardia del corpo in mezzo alla neve nel sangue di un tizio che ha avuto la sfortuna di passare di lì per caso. C’è la guardia del corpo con moglie giudice, intuitiva dell’innaturale corso delle cose. Ci sono i membri del governo norvegese tormentati dal fatto di dichiarare guerra alla Russia o soggiacere, come se nulla fosse, agli ordini della Commissione europea. C’è il solito giornalista alla ricerca della verità, che sbatte il grugno contro eventi più grandi di lui e finisce ammazzato. C’è la moglie del giornalista che prima se la prende con i russi e poi aiuta i ribelli attentatori di “Norvegia libera”. Occupied è una bomba. La seconda serie, quando si arriva davvero ai ferri corti e alla fantapolitica mozzafiato (il bodyguard diventa capo dei servizi segreti, la portavoce amante del premier diventa premier) e nulla sembra davvero ciò che sembra, in questo caso è ancora meglio.  

THE PUNISHER,  LA SERIE TV DAL POTENTE FASCINO NOIR
THE PUNISHER, LA SERIE TV DAL POTENTE FASCINO NOIR
THE PUNISHER, LA SERIE TV DAL POTENTE FASCINO NOIR ...

Francesco Specchia ci offre un suo punto di vista con una recensione su The Punisher, che racconta di Frank Castle e la sua vita. Ci si chiede: cosa accadrebbe se The Punisher vivesse in Italia? Sarebbe un’ecatombe e la serie durerebbe molto più dei 13 episodi dell’originale. La recensione The Punisher narra di una storia che possiede un suo potente fascino. Il grande romanzo nero di questo marine pluridecorato in Vietnam vede uccidere sotto gli occhi la famiglia inavvertitamente finita tra mafia e CIA.   Recensione The Punisher: la trama e i personaggi La recensione The Punisher di Francesco Specchia racconta di Frank Castle che emerge da una vita anonima d’operaio, ammazza un gruppetto di colleghi che si scopre essere rapinatori per riscattare l’onore perduto in una missione omicida consumatasi anni prima in Afghanistan. Castle scopre che la CIA gli ha fatto compiere cose orribili a sua insaputa. Suo scopo vitale diventa mozzare di netto il vertice corrotto dell’Intelligence. E gli girano attorno una bella funzionaria governativa cui fanno fuori mezza squadra. Il simbolo della macerazione interiore è Micro, un super tecnico informatico che deve fingersi deceduto per evitare che facciano fuori anche lui. L’emblema della redenzione invece è Karen, la giornalista deputata a placare le coscienze dei supereroi già dai tempi di Daredevil. La recensione di The Punisher si conclude raccontando di una serie che parte lenta ma, come uno di quei vecchi bazooka di fabbricazione texana, si infiamma tra scene d’azione, intrighi, spie, slanci di bontà inaspettate. Il punitore è in grado di sgozzare un terrorista e subito dopo di giocare a football con un ragazzino impaurito dai bulli a scuola. Praticamente è un ispettore Gallaghan più cupo e specializzato nello sterminio. Roba da far commuovere l’elettorato repubblicano, Trump compreso.

SERIE TV
SERIE TV "SHOOTER", LA TRAMA E LA RECENSIONE: VIENI AVANTI CECCHINO
SERIE TV "SHOOTER", LA TRAMA E LA RECENSIONE: VIENI ...

  Francesco Specchia ci racconta il suo punto di vista su Shooter trama: «La premessa è abbastanza improbabile. Swagger è un padre e marito amorevole e contemporaneamente un occhio di falco in grado di spappolare un cranio come un cocomero a un chilometro di distanza. Ma Swagger è dotato di mira impressionante almeno quanto la sua sfiga, infatti prima alcuni suoi commilitoni traditori lo coinvolgono nell’attentato al presidente americano e lui finisce in galera. E poi evade ammazzando un paio di galeotti e poi salva consorte figlioletta da una spia russa pazza a cui con un colpo secco perfora il torace dopo averla appena intravista all’orizzonte.»   Shooter trama e personaggi Francesco Specchia ci dà degli spunti su Shooter trama e personaggi. «Non pago Shooter nella sua tendenza ad attirare jella. Finisce nella rete omicida di un killer ceceno di massa, il quale killer gli ha trucidato tutti i membri del suo ex battaglione soltanto perché l’avevano visto in faccia.  Alla fine l’uomo si ritrova invischiato nelle trame internazionali di CIA, FBI, servizi segreti deviati, probabilmente anche nei complotti del Bilderberg, dei rapimenti alieni, delle scie chimiche, ecc.   Shooter ha dei caratteri tagliati con l’accetta. C’è l’eroe duro e puro senza macchia, mentre il mondo attorno cerca di corromperlo. C’è l’ex direttrice CIA al servizio dei poteri forti, c’è la moglie psicologicamente incasinata e la bimba di un buonismo tonante al limite del fastidio, al punto che in qualche inquadratura ti viene quasi la voglia di presentarla direttamente al killer ceceno.»

MILAN CINESE E LA SUA SPAVENTOSA GESTIONE
MILAN CINESE E LA SUA SPAVENTOSA GESTIONE
MILAN CINESE E LA SUA SPAVENTOSA GESTIONE ...

In questa nuova puntata di Money Football andiamo a scoprire quello che è successo al Milan cinese e quel che è avvenuto nelle casse della società di via Aldo Rossi in questo anno, sotto la proprietà dell'imprenditore cinese che in estate ha lasciato il club nelle mani del fondo britannico Elliott. Il primo e unico bilancio della gestione del Milan cinese di Yonghong Li ha fatto registrare un rosso da 126 milioni di euro. Un passivo molto più ampio rispetto ai 70 milioni previsti dall’ex A.D. Fassone. Nel periodo dal 1 luglio 2017 al 30 giugno 2018 il quadro dei ricavi legato agli sponsor è calato di 7,4 milioni. La perdita totale del club è aumentata di 53 milioni di euro rispetto alla stagione precedente. I costi affrontati dal Milan cinese di Yonghong Li sono stati di 354 milioni di euro. In aumento del 22,7% rispetto al 273,9 milioni di euro del bilancio precedente. I ricavi del club sono cresciuti da 212 a 255 milioni di euro ma hanno disatteso le aspettative soprattutto quelli legati a Milan China. I 90 milioni previsti per la stagione 2017/2018 che dovevano diventare 225 al 30 giugno 2022 si sono fermati a 606 mila euro.   Milan cinese: chi è Yonghong Li, curiosità Se ti stai chiedendo "chi è Yonghong Li?", sappi che è un imprenditore cinese originario del Guangdond. È socio di maggioranza della Guizhou Fuquan Group, una società che è attiva nell’estrazione mineraria, nella lavorazione e vendita prodotti in fosforo ed è anche proprietaria della più grande miniera di fosforo cinese. Yonghong Li è stato il proprietario più controverso della storia del Milan, il quale ha detenuto le quote dall’aprile 2017 al luglio 2018. È un personaggio di cui anche al momento si hanno poche informazioni. Anche Mirabelli si domanda come mai il Milan sia stato acquistato per così poco tempo per poi essere lasciato. Come sostiene quest’ultimo, i problemi con l’UEFA hanno riguardato infrazioni commesse nel triennio precedente al suo arrivo. Dopo una lunga trattativa, nell’agosto del 2016 la Fininvest comunica di aver ceduto al Milan cinese di Lux di Yonghong Li la totalità delle azioni in suo possesso nel Milan. Il giorno dopo il consiglio di amministrazione nomina lo stesso Li presidente del club rossonero. Se desideri sapere chi è Yonghong Li, sappi che il peggioramento del conti riguardanti il Milan cinese è la conseguenza della sua strategia e dell’ex Marco Fassone. Il Milan di Yonghong Li Milan ha registrato ricavi di 255 milioni rispetto al 212 del ricavo precedente. I ricavi importanti hanno riguardato anche la tv mentre il Botteghino di San Siro ha dato 35,3 milioni. Il dato deludente riguarda i ricavi commerciali scesi a 62,5 milioni con una contrazione di 7,4 milioni rispetto alla stagione 2016/2017. In breve, Yonghong Li, l’ex proprietario del Milan cinese, dopo aver perso il club per l’incapacità di rimborsare il debito con il fondo Elliot, è finito sotto accusa nel suo paese  per un altro prestito non onorato. Nel 2014 Yonghong Li era stato già sollecitato a rimborsare questo debito con una penale generata dalla commissione d’arbitrato, quindi prima di acquistare nell’aprile del 2017 dalla Fininvest di Silvio Berlusconi il Milano, al quale è stato a capo per quindici mesi, finchè Elliot è subentrato con l’escussione del debito. Adesso che sai chi è Yonghong Li, è bene che tu sappia anche che, in definitiva, per il tribunale di Jingem, l’imprenditore si è sottratto al pagamento di 8,7 milioni di dollari nei confronti di una società di investimento ed inoltre ha eluso una sanzione di 12 milioni di yuan.

BUSINESS SCOMMESSE CALCIO IN ITALIA
BUSINESS SCOMMESSE CALCIO IN ITALIA
BUSINESS SCOMMESSE CALCIO IN ITALIA

Il calcio è un mercato redditizio che sembra non conoscere crisi. Il business scommesse calcio oggi è in continua crescita e con esso anche le contaminazioni illecite, prima fra tutte le infiltrazioni della criminalità organizzata, alle quali lo Stato cerca di dare un freno.  In questa puntata di Money Football abbiamo analizzato i dati proposti dal reportage della FIGC: una raccolta così proficua per il settore scommesse calcio in Italia che non si vedeva da oltre dodici anni.   Scommesse calcio mercato: i dati del reportage Determinanti i dati raccolti. Secondo il report calcio 2018 della FIGC il giro d’affari del betting si aggira intorno agli 11 miliardi di euro. Nel corso del 2017 le scommesse sul calcio hanno raggiunto quota 8,1 miliardi di euro. Di questi, 3,1 miliardi riguardano la raccolta fisica mentre 4,9 miliardi si riferiscono all’online. La competizione su cui si scommette di più è la serie A con 1,2 miliardi di euro, seguita da Champions league con 472 milioni e serie B con 432. La lega pro ha avuto una raccolta di 208 milioni e la serie D di 16 milioni. Le scommesse calcio mercato nel 2017 hanno portato nelle casse dello stato 192 milioni di euro. In aumento rispetto ai 132,5 milioni del 2016. Dal 2006 la cifra non era stata mai tanto alta. Gli eventi scommesse calcio in Italia su cui si è scommesso di più sono: la finale di Champions 2017 Juve-Real con 25 milioni; quella del 2015 tra Juve e Barcellona con 15 milioni e quella del 2010 tra Inter e Bayern con 14 milioni. Dal punto di vista commerciale in serie A su un totale di 681 sponsorizzazioni il 2% riguarda il betting.   Business scommesse calcio in Italia: suggerimenti Se ti stai chiedendo come guadagnare scommettendo, sappi che le scommesse sportive rappresentano per alcuni una fonte di svago, che siano esse occasionali o regolari. Si decide di intraprendere scommesse sportive per vivere con più intensità e coinvolgimento emotivo gli eventi sportivi. C’è chi invece decide di scommettere come fosse un vero e proprio lavoro. Sono molti i giocatori che riescono ad arrotondare i propri guadagni a fine mese con le scommesse sportive, altri invece finiscono per perdere l’intero capitale. Ciò che differenzia lo scommettitore occasionale da quello “professionista” è che quest’ultimo sviluppa la capacità di aumentare il suo capitale tramite le scommesse sportive. D’altra parte è facile che si possano perdere ingenti capitali con le scommesse calcio mercato, è più facile di quanto si pensi. Mentre, guadagnare sistematicamente con le scommesse sportive appare un miraggio. Gli scommettitori professionisti vincono il 60% delle loro scommesse in una stagione mentre la maggior parte si ferma ad un 54% di riuscita.   Guadagnare con le scommesse sportive Ci si chiede se sia possibile guadagnare con le scommesse sportive. Senza dubbio, le strategie di calcolo e delle piccole puntate si potranno rilevare soddisfacenti. Anche vincendo le scommesse è importante uno sforzo aggiuntivo in modo che cresca il capitale. Mai prendere la mano anche quando il saldo sul conto aumenta. È sempre bene valutare con molta attenzione il rischio della scommessa. Guadagnare con le scommesse sportive può risultare anche un’attività creativa e allo stesso tempo lucrativa. Risulta più efficace un approccio sistematico piuttosto che istintivo. Un ragionamento ben fatto deve stare alla base di ogni scommessa sportiva. Il business scommesse calcio in Italia è in crescita e coinvolge sempre più persone e tifosi. I numeri stanno crescendo anno dopo anno, i numeri parlano e ci dicono che è un settore sempre più seguito.

UNA LEZIONE DI MERITOCRAZIA: A LONDRA CON IL MEDICO CHIRURGO
UNA LEZIONE DI MERITOCRAZIA: A LONDRA CON IL MEDICO CHIRURGO
UNA LEZIONE DI MERITOCRAZIA: A LONDRA CON IL ...

Ci dà una lezione di meritocrazia a Londra Stefano Stea, un chirurgo maxillo facciale, ha una laurea in Chirurgia e una in odontoiatria, lavora sia in Italia che in Inghilterra: «Quando ho scoperto che la mia attività aveva una prerogativa per essere esercitata in Inghilterra è scattato uno stimolo. Per esercitare in Inghilterra e Paesi anglosassoni loro vogliono la doppia laurea. Non scandalizzo nessuno se dico che la meritocrazia è calpestata in Italia, qui no. Se lavori bene stai, se non lavori bene ti accomodi. Loro hanno creato un sistema sanitario nazionale, NHS. Qui è esteso davvero a tutta la popolazione, compreso le cure odontoiatriche.»   Meritocrazia, a Londra vale davvero Stefano Stea continua a raccontarci di quanto la meritocrazia valga di più a Londra: «L’altra grande differenza , questa volta a favore dell’Italia, è la qualità. Se tu parli con un italiano che è qui ti dirà che se vuole una visita in tempi stretti NHS sicuramente ce l’ha, però la qualità non è alta. Io ho fatto il sostituto primario qui a Londra semplicemente con un curriculum online. Addirittura sono arrivati, soprattutto per gli infermieri, che molti ospedali dell’Inghilterra vengono in Italia a fare campagna di acquisto. Per un giovane potrebbe essere pericoloso, rischia di darti alla testa perché qui tutto è possibile.» Dalle sue parole cogliamo che la meritocrazia a Londra esiste davvero. Inoltre, i dati ci dicono che in UK i medici rappresentano solo il 6% dell’intero organico sanitario. Il personale infermieristico il 19%. Le cliniche private stanno registrando un aumento di pazienti tra il 15 e il 25%. In UK 62.000 cittadini UE lavorano per il sistema sanitario britannico. Di questi oltre 6.000 sono italiani.

WARHOL & FRIENDS - NEW YORK NEGLI ANNI '80
WARHOL & FRIENDS - NEW YORK NEGLI ANNI '80
WARHOL & FRIENDS - NEW YORK NEGLI ANNI '80 ...

La New York degli anni ’80 con la sua energia e il fortunato mix tra arte, moda, musica, fotografia e cinema è protagonista della mostra Warhol & Friends, curata da Luca Beatrice per il Gruppo Arthemisia, a Palazzo Albergati di Bologna. Dal 29 settembre 2018 al 24 febbraio 2019 in mostra circa 150 opere che raccontano Warhol, la sua vita e la sua produzione. Ma non solo. Tra storie di eccessi, trasgressione e mondanità, sono rappresentati tutti i protagonisti del vivacissimo clima artistico newyorkese di quel decennio di confine che ha segnato il passaggio alla contemporaneità, come Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring, Julian Schnabel e Jeff Koons, con alcune delle opere più note e amate.   Warhol & Friends e gli anni '80 negli Stati Uniti Gli anni ‘80 si aprono con l’elezione dell’ex attore Ronald Reagan a Presidente degli Stati Uniti; l’economia si trasforma in finanza e si accumulano ricchezze inimmaginabili; John Lennon muore ucciso sotto casa l’8 dicembre 1980; la borsa di New York crolla e anche il Muro di Berlino; i fatti di piazza Tienanmen, l’invenzione del www e l’impazzare dell’Aids negli USA.  Nel giro di poco l’arte perde, tra gli altri, Keith Haring, il fotografo Robert Mapplethorpe mentre Basquiat muore distrutto dalla droga. Quando l’economia “tira” la pittura ne è il primo segnale: nel 1980 The Times Square Show è la prima mostra sulla generazione di graffitisti, anarchica nello spirito ed estremamente provocatoria. Non solo Haring e Basquiat, con loro decine di artisti di strada e pittori di valore come Kenny Scharf, Donald Baechler e James Brown.   Warhol & Friends: tra arte economia Oltre la pittura, Jeff Koons rappresenta il perfetto trait- d’union tra arte ed economia: dopo l’esperienza come broker a Wall Street, Koons riflette sugli status symbol della nascente classe dirigente americana analizzando impietosamente kitsch e banalità.  Tra i protagonisti della scena musicale, della fotografia e del cinema, il ticinese Edo Bertoglio, fotografo e autore del film documentario Downtown 81 interpretato da Basquiat, l’artista francese Maripol che realizza l’artwork per l’album Like a Virgin di Madonna, Nan Goldin con i suoi racconti di vita quotidiana. La pittura neoespressionista trova spazio nelle grandi gallerie di SoHo e si relaziona alle esperienze della Transavanguardia italiana con Francesco Clemente e Sandro Chia. Julian Schnabel, David Salle, Robert Longo formano la triade di superstar della pittura americana, che negli anni ‘90 si misurerà anche con il cinema.  Letti troppo spesso come il decennio del disincanto e della superficialità, gli anni ‘80 hanno un loro modo di fare politica in un’esplosione di colori e figure dove l’arte non è solo esperienza visiva.  

CLONARE UN SITO: PERCHÈ E COME TI FREGANO I SOLDI ONLINE - PARTE 1
CLONARE UN SITO: PERCHÈ E COME TI FREGANO I SOLDI ONLINE - PARTE 1
CLONARE UN SITO: PERCHÈ E COME TI FREGANO I SOLDI ONLINE ...

Marco Montemagno, imprenditore e broadcaster digitale, fondatore di Slashers, ci ha raccontato come i cosiddetti Capitan Uncino del digitale hanno potuto clonare un sito, il suo, rubandone il nome.  Sul dominio hanno clonato un certo numero di articoli del suo sito, compresa la bio e all’interno di questo sito clone hanno inserito una recensione che sembrava fatta a suo nome. Marco Montemagno ci dice che conoscere chi c’è dietro la registrazione di un sito clonato è possibile utilizzando uno dei servizi di Whois. Dopo aver interrogato questo programma, usciranno in lista i nomi di chi ha registrato il dominio d’interesse e da quanto tempo è attivo. Clonare un sito vuol dire creare un’esatta copia separata che può essere ospitata sullo stesso server del sito in produzione, ovvero sul sito originale, o su un server diverso, in base alla necessità. Terminata la procedura di clonazione, le due entità, sia quella originale che la copia, saranno attivi contemporaneamente e agiranno come due siti separati.   Sito clonato: come fare e perchè Ci si chiede perché scegliere di clonare un sito. I motivi possono essere diversi. Lo si può fare se si intende spostare un sito da un hosting ad un altro, per implementare una nuova versione di sviluppo o per aggiornare piattaforma e plugin o per sostituzione tema. Il perché di un sito clonato è spesso quello di rubarne il ranking in Google per scopi personali, per ottenere click su altri contenuti o, il più delle volte, per inserire nel clone i link verso altri siti web che si intende posizionare su Google per monetizzare. La maggior parte delle volte i siti clone prevedono una ricca rete di link per nascondere il sito principale che ne sfrutti la situazione.  

COME VIVONO I MILLENNIALS IN AMERICA LATINA, EUROPA E USA
COME VIVONO I MILLENNIALS IN AMERICA LATINA, EUROPA E USA
COME VIVONO I MILLENNIALS IN AMERICA LATINA, ...

Come vivono i millennials? Quest’ultimi hanno molte caratteristiche in comune, anche se mostrano alcune differenze rispetto al paese di origine e alla cultura. In generale, la famiglia è il fattore che influenza maggiormente, seguita dall’ambito educativo e dagli amici. I mezzi di comunicazione e il governo influenzano poco riguardo al lavoro. In Europa e negli USA, i millennials cercano tre cose nell’azienda dove lavorano. In America Latina la priorità sono la formazione e lo sviluppo e la possibilità di iniziare nuove sfide. Per quanto riguarda il lavoro, in tutte le regioni cercano stabilità e un buon stipendio come obiettivo da qui a dieci anni. In America Latina, lo spirito imprenditoriale è maggiore che nelle altre zone. Il 26% desidera aprire una propria attività.   Come vivono i millennials in Europa e Stati Uniti In Europa e negli Stati Uniti, la maggior preoccupazione è l’economia, la corruzione e la delinquenza. I millennials sono l’ultima generazione ad aver completato gli studi e il 48% non si reputa soddisfatto del sistema educativo del proprio paese. La metà ritiene che questa questione debba essere una priorità nel proprio paese. In tutte le regioni si ritiene fondamentale migliorare la qualità dei piani di studi e del personale docente. Come vivono i millennials? In quasi tutte le zone lo strumento più diffuso tra i millennials è lo smartphone. Lo utilizzano costantemente per connettersi ai social networks mandare messaggi di testo e fare telefonate. Ritengono che la tecnologia migliorerà la qualità del lavoro, migliorerà l’efficienza e li aiuterà a stupire il capo.

GLI ASSISTENTI ALLA POLTRONA: I RISCHI DI UN MESTIERE
GLI ASSISTENTI ALLA POLTRONA: I RISCHI DI UN MESTIERE
GLI ASSISTENTI ALLA POLTRONA: I RISCHI DI UN ...

Ritorna Lenny Carl con i suoi studi e consigli su argomentazioni sempre varie e illuminanti. Stavolta ci parla della condizione di salute degli assistenti alla poltrona. Prima di tutto, precisiamo cosa faccia l’assistente alla poltrona: è una figura professionale paramedica che opera all’interno di uno studio dentistico e unisce assistenza operativa a mansioni di segreteria amministrativa. L’assistente di poltrona è quindi la prima persona con cui un cliente si interfaccia quando si rivolge ad uno studio odontoiatrico e la stessa persona che prepara la postazione di lavoro, materiali e strumenti compresi. Ma torniamo a Lenny, cos’ha scoperto stavolta per noi?   Gli assistenti alla poltrona: rischi e buone notizie Basandosi su ciò che è emerso da un importante studio, Lenny ci dice che esiste una forte incidenza di infertilità ed aborti nelle assistenti dentali alla poltrona. Questo studio ha coinvolto migliaia di assistenti dentali californiane e pare che i disturbi alla salute siano dovute alle continue inalazioni di mercurio durante le fasi di lavorazione e di estrazione delle vecchie otturazioni dentali, senza le dovute precauzioni e protezioni al lavoro. Ma, allo stesso tempo, Lenny ci dà notizie che rincuorano, emerse da un nuovo studio pubblicato su una rivista tedesca. Quest’ultimo ci dice che il consumo giornaliero di pectina da agrume modificato insieme all’alginato di alga kelp possono, in un’importante percentuale, eliminare il mercurio dall’organismo che si è bio-accumulato nel tempo, senza intaccare ed eliminare i sali minerali essenziali e soprattutto senza effetti collaterali. È un’ottima scoperta che farà bene agli assistenti alla poltrona, i quali adesso potranno lavorare più sani e leggeri.  

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